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sabato 26 aprile 2014

Stroncando L'Uomo Laser

Se dovessi riassumere L'Uomo Laser in due parole, direi "Porca miseria".
No, davvero! Dopo appena 4 minuti, il film raggiunge abissi di trashosaggine impressionanti e si mantiene costante fino ai titoli di coda. Trashosaggine INVOLONTARIA!
Persino la Asylum si troverebbe spiazzata di fronte a cotanta becerosità!
Inspirate profondamente, caricatevi di coraggio, magari tappatevi pure il naso, quindi gettatevi in questi 19 minuti di follia nonsense, così da avere, un giorno, qualcosa da raccontare ai vostri nipotini. Ma risparmiatevi la fatica, tanto non vi crederanno!

Buona visione!





martedì 31 gennaio 2012

Smash Cut, di Lee Demarbre (Canada 2009)

Trama: Dopo l'ennesimo fallimento, un regista di film horror sfrutta il cadavere di una spogliarellista morta in un incidente per le riprese del suo nuovo film. Estasiato dai risultati, diverrà senza nemmeno rendersene conto un pericoloso serial killer...



Ricordo ancora quando sentii parlare per la prima volta di Smash Cut durante le pubblicità di post-produzione del film. Non dico di essere rimasto impressionato dall'idea di fondo (un regista di horror che uccide per procurarsi "carne fresca" da utilizzare sul set), ma c'è da ammettere che la trama aveva delle potenzialità. Passando poi in mezzo ad una miriade di ciofeche assortite, mi ero proprio dimenticato di questo titolo... fino ad oggi. E sorpresa delle sorprese, è stato distribuito in DVD anche in Italia. Il problema con Smash Cut è che, DOPO averlo visto, mi sono chiesto immediatamente PERCHÉ. Perché portarlo qui da noi? Perché girare una sozzeria del genere? Perché questo cast? E soprattutto, perché un thriller-horror COMEDY? Passiamo oltre.

Ed Wood in Confronto era Orson Welles (Spoiler Edition)

Sia chiaro, il commento inserito come titoletto di questa voce non è un'opinione personale, ma una delle prime battute del film pronunciate alle spese del personaggio protagonista.
Smash Cut apre mostrando un vecchio pagato per rilasciare allo spettatore un messaggio importante... non ce la faccio, è più forte di me! Devo riportarlo!

"Cari spettatori, questo messaggio è stato, fino ad ora, rilasciato al pubblico solo tre volte. Preparatevi per la quarta. Il film che state per vedere si intitola Smash Cut. Se proprio dovete vederlo procedete pure, ma io vi avevo avvertiti."

Avvertiti di cosa? Qual è il messaggio? Possibile che lo sceneggiatore si sia dimenticato di completare il dialogo d'introduzione al film? Beh, pare proprio che sia così, ma non vi preoccupate, ci penso io.

"Cari spettatori, questo messaggio è stato, fino ad ora, rilasciato al pubblico solo tre volte. Preparatevi per la quarta. Il film che state per vedere si intitola Smash Cut. È una ciofeca immonda. Se per caso non sapete come spendere il pomeriggio o la serata, dedicate un po' del vostro tempo alla fidanzata, alla moglie, agli amici, alla famiglia. Imparate a giocare a Bridge, suonate uno strumento, tiratevi delle martellate sulle mani... qualsiasi iniziativa è più costruttiva ed interessante di questo ciarpame cinematografico. Se proprio dovete vederlo procedete pure, ma io vi avevo avvertiti."

Ah, ora sì che tutto assume un senso logico! Comunque, dopo i titoli di testa veniamo catapultati in un cinema verso la fine degli anni '60. Qui il grande schermo proietta la scena di un vero e proprio capolavoro dell'orrore, un film kitsch, grezzo e ridicolo come pochi che, se devo essere sincero, avrei persino preferito visionare al posto di Smash Cut. Un ragazzo-impiastro nella recitazione comunica i propri problemi ad una psicologa-impiastro nella recitazione con tanto di reggiseno in bella vista. Il giovane è perseguitato da una bambola-clown assassina di nome Bobo, ma la dottoressa gli ride professionalmente in faccia dandogli del cretino. Il giovane lascia lo studio arrabbiato dicendole "io l'avevo avvertita" anche se, a dire il vero, non l'ha minimamente messa in guardia. La dottoressa si ritrova a lottare contro una bambola di pezza così come voi stessi simulereste uno scontro di wrestling imbracciando un giocattolo. La donna soccombe però innanzi alla furia omicida del pupazzo e perde un occhio. Anzi, no, piuttosto sembra che la bambola gli abbia attaccato, in prossimità dell'orbita destra, una pallina natalizia sporca di marmellata. Ecco, se Smash Cut fosse stato questo, mi sarei divertito come un matto. Invece vediamo il pubblico in sala lanciare degli urli di disapprovazione nei confronti della pellicola simili a quelli che ho sparato io stesso alla fine del film. Mimetizzato tra il pubblico troviamo Able Whitman, regista riccioluto dell'horror dolls movie che, fisicamente, ricorda il buon Gianfranco D'Angelo ai tempi di Drive In e della prima edizione di Striscia la Notizia. Deluso ed amareggiato per l'insuccesso del suo lavoro (solo perché il pubblico era pieno di incompetenti! Io ho applaudito per un quarto d'ora), Whitman lascia il cinema (solo fisicamente) per perdersi tra le grazie di Gigi, la spogliarellista di uno strip club (chi pensavate, Marzullo?). I due abbandonano il locale a bordo della spider di Able e, contro ogni previsione, fanno un incidente. Ok, accade quello che tutti si aspettano, ovvero Whitman se la cava senza un graffio mentre Gigi muore, però è curiosa la reazione del protagonista. Colto da un'improvvisa e macabra ispirazione, il regista raccoglie con cura il corpo della ragazza per... poterlo usare nel suo prossimo film!
In sostanza, ciò che farà Able durante tutto Smash Cut è proprio questo: uccidere gente che gli sta sulle scatole per procurarsi "effetti speciali freschi" da inserire nel suo film. Il problema è che la sorella di Gigi, ovvero la giornalista April Carson, ha ingaggiato un... no, fermi tutti. Chi cacchio interpreta April? Sasha Grey? L'ex pornoattrice? Ammazza, che cast di alto livello! Ok, questo punto lo tratteremo più tardi. Dicevo, per ritrovare sua sorella April ha assunto Isaac Beaumonde, un damerino da strapazzo/faccia da schiaffi noto come detective tanto infallibile quanto stravagante. Il girotondo è completo: Whitman uccide e gira, mentre April recita nel film di Whitman per dare supporto a Beaumonde che, fin da subito, sospetta fortemente del regista. Senza essere troppo ripetitivo, il loop si spezza solo alla fine del film, ovvero quando April e Beaumonde uccidono un Whitman ormai impazzito e sanguinario.
A grandi linee, questa è la trama di Smash Cut. Ora passiamo alla valanga di porcate che compongono il film!


Ma che Cast..?

Un fatto che mi ha colpito in Smash Cut è il gruppo di attori di cui si avvale la pellicola.

  • Il protagonista nonché interprete di Able Whitman è David Hess, nome non del tutto nuovo per i fanatici di horror. Hess è infatti il protagonista de La Casa Sperduta nel Parco di Ruggero Deodato (1980) ed ha preso parte a L'Ultima Casa a Sinistra (1972) e Il Mostro della Palude (1982), entrambi di Wes Craven. David non ha mai regalato interpretazioni strabilianti, ma pare proprio che, invecchiando, sia come il vino. Diventa più buono? No, si trasforma in aceto. E poi... boh, non so, per aspetto e recitazione, in Smash Cut mi ricorda troppo il comico Gianfranco D'Angelo!
  • Come già detto, la protagonista femminile del film è la famosissima Marina Ann Hantzis, meglio nota con lo pseudonimo di Sasha Grey. E non fate finta di non conoscere questo nome (se persino io so chi è, nonostante sia sempre stato poco interessato alla pornografia...)! La Grey è infatti una nota ex pornoattrice che, solo recentemente, ha deciso di abbandonare i set squallidi dei film per adulti per passare a quelli cinematografici. Ah, un messaggio rivolto ai suoi fan o, più generalmente, ai maialazzi internettiani: in Smash Cut non gira scene di nudo. Però mi pare ci sia un'inquadratura audace sul panzone di Whitman...
  • Michael Berryman. Chi conosce questo nome? Berryman ha recitato in qualche film di successo; c'è chi lo ricorda come l'Ellis di Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo di Milos Forman (1975) e chi come l'orribile Pluto de Le Colline Hanno gli Occhi I e II (1977 e 1985). Personalmente lo adoro per una delle sue performance meno note... Ok, bisogna scavare un poco nel passato! Ricordate/avete mai visto il video musicale di Smokin' in the Boys Room dei Motley Crue? Beh, Berryman è il preside col parrucchino!



    Per la cronaca, in Smash Cut Berryman interpreta il ruolo secondario di produttore.

Ora, sinceramente non mi aspettavo una grande performance recitativa da parte della Grey e, invece, sono rimasto sorpreso. Non mi fraintendete, la novizia regala appena una prova mediocre a causa dell'inesperienza, sebbene dimostri di avere qualche potenzialità nel campo del cinema. Quello che veramente mi ha impressionato è come Sasha sia la persona che, in Smash Cut, se l'è cavata meglio davanti ai riflettori! Gli altri attori sono assolutamente improponibili, dal surreale e tedioso detective al... Mio Dio, Berryman! Semplicemente terribile! Sembra una parodia del già parodistico James Finlayson nei film di Stanlio & Ollio. Ma sì, avete presente il baffone mezzo calvo che, ogni 20 secondi, lanciava occhiatacce ai due comici? Insomma, lui:


Davvero, posso dire di aver guardato dei cortometraggi amatoriali creati da artisti senza esperienza qualitativamente di gran lunga superiori a Smash Cut dal punto di vista della recitazione. E nonostante ciò, il film è stato distribuito persino in Italia, Paese dove escono solo pellicole di una certa importanza commerciale, titoli in tema "amoreamoreamore", stanchi cinepanettoni-cloni di sé stessi e remake beceri di Scarface con Fabrizio Corona al posto di Al Pacino. Mah!



Smash Trash (Spoiler Edition)


Come anticipato all'inizio di questa stroncatura, Smash Cut si propone come commedia horror thriller. Quello che ancora non ho detto, invece, è quanto siano scadenti i momenti "comici" o, più in generale, alcune trovate assurde del film. Seguono un paio di esempi.

  • In una scena, Whitman si reca da una giornalista, per la precisione un critico cinematografico che ha appena stroncato con cattiveria l'ultima ciofeca del regista. Tentativo comico n. 1: Whitman è vestito come il Clint Eastwood di Per un Pugno di Dollari con tanto di sigarillo in bocca. Tentativo comico n. 2: Whitman aggredisce la giornalista utilizzando in stile "forbice" un ciak "dentellato" a mò di sega. Non state ancora ridendo?
  • Altra sequenza. Il finanziatore del film sta gironzolando, assieme alla sua compagna, su un autobus a due piani di sua proprietà. Ad un certo punto, il mezzo si ferma senza ragione. Il riccone corre a verificare qual è il problema e, con grande sorpresa (vorrei ben vedere), scopre che l'autista è Whitman. Tentativo comico n.1: Whitman è vestito da filibustiere con una benda nell'occhio. Tentativo comico n.2: Whitman perfora il cuore del finanziatore con un arpione acquistato "al negozio degli arpioni" (così dice... mah), quindi controlla un attimo la sua sceneggiatura e comincia a sclerare perché "quel cuore gli serviva". Nessun problema, ne strapperà uno dalla fidanzata del riccone. Tentativo comico n.3: Whitman ha pronto un bigliettino di "addio mondo crudele" preparato in precedenza con una macchina da scrivere per lasciar credere ai poliziotti che si tratti di un omicidio ma, date le circostanze, il foglietto non è più sufficiente. Vorrei vedere, quando un uomo vuole togliersi la vita, difficilmente si impianta un arpione nel cuore. Beh, fingendo si tratti dell'idea per un nuovo film, il regista chiama il suo sceneggiatore, descrive la situazione e chiede consiglio. Sapete cosa fa? Aggiunge una nota SCRITTA A MANO sul foglietto battuto A MACCHINA. E ciò che è ancora più incredibile è che la polizia ci casca!


Chiaro adesso? La comicità macabra di Smash Cut non è proprio riuscitissima. Qualche volta strappa un paio di sorrisi per quanto è becera, mentre in altre occasioni sfiora quasi la demenzialità (ed è un male, giacché la pellicola si sforza in numerosi punti di non apparire tale). E poi... beh, ci sono dei passaggi che definire stravaganti è dir poco. Anche qui partono un paio di esempi.

  • Spinta dalla voglia di ritrovare sua sorella e dal consiglio dell'investigatore Beaumonde, la reporter interpretata da Sasha Grey incontra Whitman per sostenere un provino. Anche se già affascinato dalla bellezza della donna, il regista vuole provinare la candidata che, per l'occasione, ha portato un pezzo dell'Amleto. Fin qui nulla di strano, giusto? Bene, sentite questa allora. Whitman stacca la testa del cadavere della spogliarellista morta AKA sorella della reporter e la consegna a quest'ultima, dicendole di non preoccuparsi perché è finta e di recitare con essa. Ora, come è possibile che il personaggio della Grey non riconosca SUA SORELLA? E per questioni di finzione scenica le dà anche un bacio! In una parola, surreale.
  • Alla fine di Smash Cut giungiamo ovviamente ad una "resa dei conti" tra Whitman e quell'insopportabile damerino di Beaumonde. Sapete come si affronteranno? Con uno squallidissimo confronto "ascia antincendio VS bastone da passeggio". E vince il possessore del secondo, ovvero Beaumonde! Ora, prendete il bastone di vostro nonno, chiamate un amico e ditegli di mollare un fendente con un'ascia, quindi cercate di bloccare il colpo utilizzando il prezioso "alleato di legno". Ma stiamo scherzando? È come tentare di fermare dei proiettili con una mazza da baseball!

Per finire, ecco una delle caratteristiche più trash di Smash Cut: gli effetti speciali! Nella trama, Whitman realizza degli horror scadenti pieni di scene splatter palesemente finte, giusto? Il problema è che anche il gore presente nella realtà di Smash Cut è qualitativamente mediocre! Verificate voi stessi.


E quella sarebbe una "vera testa mozzata"? Mapperfavore!

Concludendo

Qualunque... cosa tentasse di essere, Smash Cut ha fallito. Come horror thriller fa ridere, come commedia fa piangere, come film fa pena. L'unico versante sul quale lascia il segno è il trash: prendete due amici, un paio di birrozze a testa, qualche porcheria da masticare e datevi alla pazza gioia tra commenti e risate.

Voto personale: 3
Voto trashosità: 7 1/2
Voto splatterosità: 6 1/2 (molto sangue, ma moooolto finto)

sabato 29 ottobre 2011

I Cliché dell'Orrore - Parte 5

Benvenuti al quinto appuntamento de I Cliché dell'Orrore, la rubrica di Stroncando l'Orrore dedicata alle caratteristiche più gettonate e ricorrenti della cinematografia horror. Oggi ci dedicheremo ad un aspetto spesso sottovalutato di questo mondo... immaginate di voler inventare una storia del terrore. Una delle prime ostiche domande che vi porreste sarebbe "dove cacchio si svolgerà la storia?". Già, il tema di questo episodio riguarda le ambientazioni!

Locazioni da Brividi

Qual è lo scenario più ricorrente nei film dell'orrore? Anche se ne ho visti tanti, non posso certamente stimare con precisione quanti titoli ruotano attorno a determinate location, ragion per cui ho sfruttato un prezioso alleato: internet. In breve ho buttato giù una lista personalissima di "set gettonatissimi" e, impiegando IMDB, sono riuscito a costruire una classifica. Non ho tenuto però conto di ambienti "generici" come "casa/villa" e "bosco", quasi inevitabili per uno sceneggiatore. A voi!


10) Città Fantasma/Abbandonata - Quando abbiamo a che fare con un horror post-apocalittico, state sicuri che i protagonisti si ritroveranno a vagare per le vie di una città vuota ed aperta allo sciacallaggio più sfrenato. Questo tipo di ambiente offre pericoli nascosti negli edifici, supermercati farciti di vivande, sopravvissuti soccorsi dal protagonista pronti a causare problemi e tonnellate di esseri non meglio specificati che hanno provocato la quasi estinzione della razza umana. Che siano zombie, vampiri, virus/batteri, scimmie evolute, alieni, mummie, transformers, pokemon o mosche carnivore, l'uomo ha sempre la peggio. Ah, da notare che, spessissimo, queste location sono munite di elettricità nonostante alla centrale elettrica non lavori più nessuno.

9) Carcere - Se c'è una lezione che i film horror ci impartiscono è che, in una prigione, ci sono pericoli ben più grandi di far scivolare la saponetta nella doccia. I carceri americani pullulano di spiriti vendicativi appartenenti ad ex detenuti giustiziati sulla sedia elettrica e, sebbene non abbia senso, queste anime dannate cercano di placare la propria sete di vendetta nei confronti di guardie/direttori/giudici uccidendo... carcerati! In alternativa, l'edificio viene impiegato da un direttore senza scrupoli come luogo per condurre esperimenti segretamente sovvenzionati dal governo, ovvero sadiche torture che spaziano dal "vai in cella senza cena e senza passare dal VIA" al trasmettere senza sosta le repliche delle trascorse edizioni del TG4.

8) Metropolitana/Fogne - Come sappiamo, mostri e spietati assassini psicotici spesso si accampano in location poco frequentate dai civili, e fin qui tutto ok. Il cattivo di turno sceglie così di piantare le tende nei tunnel di una metropolitana sfogandosi sui barboni, o nelle profumate fogne cittadine attendendo al varco il nuovo operaio comunale, ed anche fin qui nulla da dire. Ora, perché diavolo personaggi come un'infermiera, un avvocato, un cameriere, un prete o un degustatore di panzanelle si devono ritrovare a trafficare sotto il suolo cittadino? Insomma, un po' se la cercano, che ne dite? Un conto è quando, non so, i protagonisti sono una troupe televisiva inviata per indagare su un vecchio segreto del governo allo scopo di portare alla luce un qualche scandalo, un altro è quando la biondona di turno perde l'ultimo metrò e, in tutta risposta, decide di spendere quelle due o tre ore per scoprire a chi appartiene quell'ombra intravista in fondo al cunicolo. Certo, magari è George Clooney, chissà!
In altre occasioni, il nostro eroe si addormenta in sala d'aspetto e viene chiuso involontariamente nella stazione. In teoria, il guardiano designato a serrare i cancelli ha anche il compito di verificare se qualche balordo è rimasto nei dintorni e, sempre in teoria, in questi luoghi pubblici dovrebbe rimanere per la notte un sorvegliante o qualcosa del genere, dunque come è possibile che nessuno si accorga della presenza di qualcuno sdraiato su una panchina? Mah!

7) Nebbia! - Già, lo scenario della storia horror è completamente immerso nella nebbia, non importa se sia un paese, una città, un laghetto montano o aperta campagna. Trattasi di un furbo espediente della produzione per trasformare un lurido set rugginoso in qualsiasi cosa. In una sequenza NON lo vedete, ma i protagonisti sono di fronte alla Casa Bianca. Ecco che, immediatamente, si posizionano alle pendici del monte Rushmore. Ora raggiungono il Giappone, ma la nebbia continua a braccarli. Geniale, semplicemente geniale, anche se stramaledettamente spoglio. Se avete intenzione di girare un film horror amatoriale:

  • sfruttate il garage
  • chiamate cinque o sei amici
  • acquistate due stecche di sigarette
  • organizzate un torneo di poker

Finita la partitella a carte, guardatevi intorno. Cosa vedete? Niente! Esatto, quello che prima era il vostro garage ora potrebbe essere Silent Hill! Presto, prendete la videocamera!


6) Caverne & Miniere - La famiglia Gorilla si è appena trasferita in un villone piazzato su una scogliera. Un giorno papà gorilla scopre una grotta nascosta sotto la scogliera e, per l'occasione, la esplora risvegliando Cthulhu o Satana. Potete cambiare i soggetti protagonisti con "speleologi", "poliziotti", "combriccola di sbarbatelli", "alcolisti anonimi" o "club dei mimi", ma il succo non cambia: il male antico risorge e sradica tutto ciò che trova lungo il proprio cammino. In alternativa, la grotta/miniera è il covo di una setta satanica, una dimenticata razza di creature sanguinarie, la casa di un essere mutante e/o abnorme o lo studio di registrazione di Cristiano Malgioglio.

5) Scuole e College - Quando i protagonisti di un film horror sono dei ragazzi tutto droga e alcool, esistono solo due possibili scenari: il campeggio o la scuola. Il primo garantisce un minimo di varietà (foreste, laghi, spiagge...), mentre il secondo consente un'unica, prevedibilissima struttura della trama. Questa.

  • Presentazione dei protagonisti
  • Scena in aula
  • Momento alcool & droga
  • Festa
  • Momento alcool & droga
  • Muore il primo studente
  • Momento alcool & droga
  • Chiacchiere negli spogliatoi della palestra
  • Bisticci in aula
  • Momento alcool & droga
  • Viavai al dormitorio
  • Momento alcool & droga
  • Festa
  • Momento alcool & droga
  • Muore uno studente
  • Rissa negli spogliatoi della palestra
  • Momento alcool & droga
  • Fuga di straforo dal dormitorio per indagare su qualcosa
  • Scoperta
  • Muore uno studente
  • Momento alcool & droga
  • Nessuno crede al protagonista
  • Momento alcool & droga
  • Momento alcool & droga
  • Momento alcool & droga
  • Il cattivo muore
  • Il protagonista passa allo status di eroe
  • Momento alcool & droga
  • Festa
  • Momento alcool & droga per festeggiare
  • Il cattivo non è veramente morto
  • Titoli di coda
  • Momento alcool & droga

Nient'altro da aggiungere.

4) Castello - Fino ad un paio di decenni fa, non passava anno... macché, MESE, senza che uscisse un film horror ambientato in un castello e... beh, questo genere di titoli era (ed è) una sicurezza. Ad esempio, come accennato prima, in molte pellicole moderne i protagonisti raggiungono il luogo del terrore forzatamente, agendo stupidamente o quasi per caso. Quando invece c'era un castello, esistevano anche delle valide ragioni a giustificare la presenza dei personaggi principali in un luogo tanto tetro quanto sperduto (incredibile ma vero!):

  • Eredità
  • Invito
  • "Sta piovendo, posso entrare?"

Beh, ho detto che ragioni erano valide, non "tante".
Una particolarità di questo scenario è la sua capacità innata di attirare temporali perenni. Se in un horror appare un castello, sta piovendo o presto pioverà. In questi maestosi ed antichi edifici risiedono soprattutto vampiri, fantasmi, maggiordomi spastici, scienziati pazzi ed esuberanti band black metal. Ultimo caso a parte, gli altri sono quasi innocui.

3) Chiesa/Commissariato - Non c'è niente da fare, in un horror nel 90% dei casi il/la protagonista passa almeno una volta in chiesa o al commissariato di polizia locale. Nel primo caso ovviamente per cercare consiglio, per confessarsi o per chiedere al parroco come si può sconfiggere un millenario e potentissimo demone dell'inferno in grado di sterminare una nazione con un gesto, nel secondo per avanzare una denuncia o perché si è sospettati degli ultimi 150 omicidi avvenuti in zona dal 1980 ad oggi. Le figure del detective e del prete si somigliano molto, in quanto:

  • Entrambi danno consigli
  • Entrambi entrano di straforo nella vita del personaggio principale stravolgendola
  • Entrambi muoiono prima dei titoli di coda (no, dài, qualche volta il detective si salva per un soffio, ma nella maggior parte dei casi crepa)
  • Entrambi consultano documenti onde aiutare il/la protagonista
  • Li vediamo entrambi banchettare allegramente (il detective con caffé, ciambelle ed alcolici, il prete con ostie e vino)
  • Entrambi scoprono un elemento chiave nell'esatto momento in cui il personaggio principale è in pericolo di vita
  • Entrambi conducono una vita misera e stressante

2) Ospedale - Al secondo posto della classifica inerente alle location più gettonate nei film dell'orrore troviamo... TA-DAAAAN! L'ospedale! È difficile stabilire con assoluta certezza quante sono le pellicole horror ambientate in un nosocomio od in un istituto di igiene mentale, e se includiamo anche quelle dove il personaggio principale appare per pochi minuti in uno di questi luoghi... come direbbe l'ingegner Cane, "sono numeri che fanno girare la testa". Esaminiamo le varianti di trama che si snodano da codesti ambienti.

  • Protagonista viene erroneamente preso per pazzo/a e viene ricoverato in un manicomio, nel quale un mad doctor si diverte a sperimentare gli effetti del suo nuovo antipulci per macachi sui pazienti
  • Protagonista viene erroneamente preso per pazzo/a e viene ricoverato in un manicomio, nel quale un virus letale trasforma i pazienti in zombie o creature comunque schifose
  • Protagonista viene ricoverato/a in ospedale, nel quale un mad doctor si diverte a sperimentare gli effetti del suo nuovo antipulci per macachi sui pazienti
  • Protagonista viene ricoverato/a in ospedale, nel quale un virus letale trasforma i pazienti in zombie o creature comunque schifose
  • Protagonista è un agente speciale con il compito di salvare i pazienti impazziti di un manicomio e di scoprire che la causa di tutto è un antipulci per macachi
  • Protagonista è un agente speciale con il compito di salvare i pazienti impazziti di un ospedale e di scoprire che la causa di tutto è un antipulci per macachi
  • Protagonista è un agente speciale con il compito di accoppare tutti gli zombie che appestano un manicomio
  • Protagonista è un agente speciale con il compito di accoppare tutti gli zombie che appestano un ospedale

Visto che roba? C'è l'imbarazzo della scelta!

Ed ora, la location più sfruttata, vista, rivista e stravista nei film horror! Al primo posto abbiamo...

1) Cimitero - Il cimitero al primo posto. Lo trovate banale? Ma è naturale che sia così, lo abbiamo visto un'infinità di volte sul grande e piccolo schermo, si aggiudica senza problemi il trofeo di "scenario più abusato nella storia del cinema horror". Immagino stiano nascendo delle polemiche in quanto molti di voi avrebbero messo in testa l'ospedale, ma qui stiamo considerando TUTTI gli horror dalla nascita del cinema ad oggi, non solo quelli degli ultimi 15 anni. Le tendenze sono cambiate, il nosocomio appare più spesso ed in un futuro non troppo lontano potrebbe guadagnare una posizione, tuttavia il cimitero rimane ancora lo scenario del terrore più riciclato in questo genere cinematografico. Insomma:

  • Zombie? C'è sempre ALMENO una scena in un cimitero
  • Vampiri? Da Dracula a Duckula, il cimitero è sempre in agguato
  • Spettri? Per trovare il corpo del fantasma dove cercheranno i protagonisti, in un ospedale od in un cimitero?
  • Serial Killer? Muore la vittima numero 1, vediamo i protagonisti ad un funerale ambientato... dove, dal kebabbaro? No, non credo.
  • Il cimitero è la seconda scelta di tutte le coppie giovani in cerca di un luogo tranquillo per fare l'amore (la prima è il classico "promontorio delle effusioni")

E la lista potrebbe proseguire, ma penso che quanto detto fin qui sia sufficiente a giustificare la mia scelta di collocare il cimitero al primo posto. Eccovi una chicca a tema.



Si completa così la top ten di Stroncando l'Orrore inerente alle ambientazioni più abusate nell'horror.
Avreste aggiunto qualche altra voce? Non siete d'accordo sull'ordine stabilito dal sottoscritto? Mi odiate? Cacchi vostri, apritevi un blog e scrivete tutto quello che vi passa per la testa. Ah, vero, potete commentare anche questo articolo per dire la vostra. E vabbé, fate come preferite, siamo in un Paese libero. E con questa ultima battutona, si conclude il quinto appuntamento con I Cliché dell'Orrore.

giovedì 8 settembre 2011

I Cliché dell'Orrore - Parte 3

Eccoci al terzo appuntamento de I Cliché dell'Orrore, la rubrica di Stroncando l'Orrore che cerca di raggruppare tutte le caratteristiche più gettonate, copiate, abusate e straviste dei film horror. Oggi daremo spazio ad un sottogenere stracolmo di eventi ricorrenti: lo zombie movie! Insomma, i titoli orbitanti attorno alla figura dei morti viventi hanno un certo carisma, una nutrita schiera di fan (me compreso), ma... come dire, visti dieci visti tutti rende l'idea?

Zombie Movie - Caratteristiche Ricorrenti

Da un certo punto di vista, i film sugli zombie sembrano quasi fatti con un apposito stampino. Questo non significa che siano proprio tutti uguali, anzi, basta confrontare tra loro l'immenso Zombi di George A. Romero e quella ciofeca indigeribile di Survival of the Dead del medesimo regista per accorgersi di quanto possono essere differenti due zombie movie, però... Già, c'è un "però".
Ecco una lista di alcuni concetti base visti, rivisti e stravisti in questo sottoramo dei film dell'orrore.

  • Gli zombie sono lenti, stupidi, deboli e non dovrebbero davvero rappresentare una seria minaccia
  • Nella storia ci sono dei militari. Che siano protagonisti, antagonisti o personaggi secondari, gli uomini in mimetica non mancano mai in uno zombie movie
  • Per uccidere uno zombie bisogna colpirlo alla testa, ma anche una museruola fa il suo dovere
  • Lo zombie deve mugugnare a casaccio, senza ragione. Esimi scienziati affermano che se un non morto non dice "NWOOOOOOUOUUUUUUURGH" ogni 15 secondi rischia di esplodere
  • Gli zombie ambiscono soprattutto al cervello delle vittime ma, per qualche oscura ragione, sgranocchiano i malcapitati partendo dalle braccia o dalle viscere
  • Il virus nasce sempre e solo in un segretissimo laboratorio gestito dallo Stato
  • Il virus è un tentativo fallito di creare artificialmente una sostanza capace di trasformare i soldati in cloni di Capitan America
  • Il virus si diffonde inizialmente in due modi: o uno degli scienziati porta con sé fuori dal laboratorio una fialetta "clandestina" pronta ad infrangersi, o le altissime ed avanzatissime misure di sicurezza nel laboratorio supersegreto toppano alla grande nel contenere l'epidemia ed i lentissimi cadaveri ambulanti che ne conseguono
  • Se il virus contagia una persona, questa si trasforma in uno zombie incredibilmente lento, se invece l'infetto è un cane, misteriosamente non ha handicap motori di alcun tipo... Mah!
  • Gli zombie decimano la razza umana. Mai una volta che il virus si propaghi entro determinati confini
  • I protagonisti di uno zombie movie cercano sempre di raggiungere il determinato luogo X che, quasi sicuramente, pullula già di cadaveri ambulanti
  • Nonostante nessun essere umano lavori più alle centrali elettriche, qualche misterioso benefattore rifornisce il mondo intero di corrente gratuita


  • Per qualche strana ragione, una persona su un milione risponde al contagio del virus trasformandosi in un essere abominevole, veloce, fortissimo e quasi immortale
  • Le radio trasmettono:
    1. messaggi di salvezza tipo "raggiungeteci, abbiamo armi, medicine, cibo, un tagada ed un paio di chitarre elettriche"
    2. il monotono sermone di qualche predicatore che approfitta del caos per tirare le orecchie a tutti e parlare di "fine del mondo"
    3. "Vittima" dei Modà a ripetizione
  • In Tv c'è sempre un giornalista che, nonostante il macello fuori dagli studi, aggiorna gli spettatori sulla situazione ("i morti camminano con i vivi", "i morti sono ancora qui fuori", "i morti non se ne vanno, anzi, aumentano", "i morti stanno per saltarmi addosso" eccetera)
  • Il nero muore per primo
  • Improvvisamente, per i disoccupati trovare un lavoro diventa l'ultimo dei loro problemi
  • Tutti i sopravvissuti che possiedono una pistola (e per "tutti" intendo proprio uomini, donne, bambini, malati, anziani e ciechi) hanno una mira da far impallidire Guglielmo Tell
  • Chi invece usa mitragliette non fa che consumare proiettili
  • Le munizioni sembrano non finire mai...
  • ...tranne quando i protagonisti vengono circondati da quattro zombie in croce. E allora via a coltellate e calci rotanti
  • Se i protagonisti si chiudono in un centro commerciale, un negozio, un bar o qualsiasi edificio, vengono immediatamente circondati da centinaia di tonnellate di morti viventi; quando invece si riparano in uno sgabuzzino od un armadio, dopo due ore i loro lenti inseguitori si dileguano misteriosamente
  • Nel gruppo di superstiti, il vecchio/il veterano non vede l'ora di gettarsi tra le braccia dei non morti per aiutare gli altri a scappare indisturbati
  • Nel gruppo di superstiti c'è sempre qualcuno che sbrocca paurosamente strillando e strappandosi i capelli, ma mai che per questo venga accoppato od usato come esca dagli altri
  • Se tra gli umani c'è qualche soggetto pericoloso, in genere viene legato dai protagonisti e liberato nel momento del bisogno
  • Se i protagonisti usano un'auto la strada è paurosamente sgombra; al contrario, se i personaggi principali sono a piedi trovano macchine ferme ovunque
  • Le frasi macho ad effetto prima di una fucilata in bocca ad uno zombie non possono mai mancare, tipo "salutami il diavolo", "tua sorella", "parapaponzoponzipò", "game over, fetecchia immonda" e "ciàpa, 'gnurant"
  • Anche se raramente possiamo constatarlo sugli schermi, gli zombie non si fermano a mangiare le vittime per più di 10 secondi. Questa considerazione è ottenibile seguendo un ragionamento logico: il contagio del virus avviene a contatto con il sangue e, quindi, principalmente grazie ai morsi dei non morti; dunque se in una città ci sono 20 milioni di zombie, questo significa che ci sono stati almeno 19999999 "mordi e fuggi" (tenendo conto dell'esemplare alfa)
  • La soluzione del governo di fronte ad un'epidemia di zombie è sempre la stessa: bombardare la zona contagiata con una testata nucleare. Curioso, risolvere una catastrofe utilizzando una delle peggiori risorse causa-catastrofi della storia...
  • Nonostante ormai valga non più della carta igienica, il denaro è al centro di alcune transazioni assurde. Nessuno è vivo per comprare o vendere, l'economia globale è crollata, eppure in uno zombie movie possiamo assistere a conversazioni tipo:
    "Voglio una barca"
    "Sono 10 milioni di dollari"
    "Dannazione, sono troppi!"
    "Niente soldi, niente barca"
    "Aspetta, tieni, mi sono trascinato dietro una cassaforte di quattro tonnellate piena di lingotti d'oro presi da una banca"
    "uhm... non sono 10 milioni, ma va bene lo stesso. Ecco le chiavi della barca"
    "Che gli zombie ti mordino gli stinchi, avido schifoso"
    "No, sono un RICCO avido schifoso! Uahahahah"
    NO COMMENT
  • Nel gruppo di sopravvissuti c'è sempre l'estremo egoista antipatico che, per qualche strana ragione, sente il dovere di giocare brutti tiri ai suoi compagni di sventura. Dal punto di vista psichiatrico, questo comportamento non ha alcuna logica
  • Non vediamo mai i protagonisti lavarsi o lamentarsi del tanfo di sudore, sangue e povere da sparo che si trascinano dietro
  • Il virus colpisce anche cadaveri sotterrati nei cimiteri. E come avverrebbe il contagio? Boh?
  • Se nel gruppo c'è qualcuno che viene contagiato, chiede sempre ad una persona fidata di ficcargli una pallottola in zucca non appena si trasforma. Ma che dica qualcosa tipo "lasciatemi pure qui, inizierò una nuova vita. E che nessuno mi spari, per favore"... insomma, non avrebbe più senso?
  • Uno dei superstiti, ovviamente disarmato, ha davanti a sé un paio di zombie e, nonostante sembri spacciato, posa il suo sguardo per terra ed esclama "oh, un bazooka"

Di nuovo ai saluti...

Finisce qui il terzo appuntamento de I Cliché dell'Orrore di Stroncando l'Orrore. Appuntamento alla prossima settimana (o almeno così si spera) con altri eventi inspiegabilmente ricorrenti nei film horror.
Alla prossima!

mercoledì 31 agosto 2011

I Cliché dell'Orrore - Parte 2

Benvenuti (o forse dovrei dire bentornati) alla seconda puntata de I Cliché dell'Orrore, la rubrica di Stroncando l'Orrore che raccoglie, bastona e spernacchia gli stereotipi e le caratteristiche ricorrenti dei film horror.
Oggi tratteremo di un argomento assai vasto, ovvero "caratterizzazione e profilo dei personaggi nelle pellicole dell'orrore". Insomma, preparatevi a reincontrare protagonisti-tipo e villain modello visti, rivisti, stravisti e clonati all'inverosimile.

Gli Eroi o Presunti Tali

Come nei generi azione, avventura, fantasy e sci-fi, anche nell'horror generalmente abbiamo un/a protagonista eroico (anche se la sua componente eroica è condensata spesso in un unico gesto durante tutto il film). Il problema è che, nel 90% dei casi, non si tratta di una persona intelligente, furba o semplicemente "normale", ma di un imbecille che, proponendo idee ridicole e, pianificando strategie suicide, causa la morte di tutti gli altri individui che lo circondano. Esaminiamo i casi più ricorrenti di "eroe horror", è meglio.

  • American Hero - Soprattutto in alcuni horror di produzione americana (e più precisamente in quelli ribattezzabili come "americanate" per la presenza di esplosioni a caso e scene cool forzatissime fuori contesto), il protagonista è un tamarro roccioso che sa il fatto suo. Se non si tratta di un vero e proprio eroe risolutore e freddo, spesso questo genere di personaggio altri non è che una creatura disumana che combatte contro i propri simili per questioni morali o di vendetta legate al passato. Ad esempio potremmo avere un cacciatore di vampiri a sua volta vampiro dedito a questa professione perché da piccolo veniva preso in giro a scuola (qualsiasi fatto o riferimento associabile alla trilogia di Blade è puramente casuale), o una mummia vendicativa in lotta contro la Scottex (qualsiasi fatto o... ehi, questa è un'idea originale! Devo scrivere il soggetto e presentarlo alla RAI, chissà, magari ci scappa la fiction).
    Quando a rappresentare questa tipologia di protagonismo è una donna, qualche volta si casca nel trash involontario. Non si tratta di maschilismo (sia chiaro, sono per la parità ed adoro le donne! Se il sentimento è reciproco, scrivetemi una mail all'indirizzo segnalato su Info e Contatti inviando foto, indirizzo e numero di telefono) ma di "machismo forzato". Vedere una donna di 50Kg mentre imbraccia e spara con un fucile a canne mozze modificato senza percepire il rinculo lascia un attimo perplessi. Se qualche dolce fanciulla lettrice pensa che io stia esagerando, la invito a guardare lo scontro tra motosega e forbici giganti contenuto nel seguente video, un estratto da X-Cross di Kenta Fukasaku.

    Il discorso vale, ad esempio, anche per la Milla Jovovich nella saga cinematografica di Resident Evil, ma là hanno giustificato il tutto con la panzana del virus.
  • Sensibili Piagnoni - Un'altra caratterizzazione ricorrente negli horror è quella del (o della) protagonista passivo e dalla lacrima facile. Quando è un uomo, state sicuri che lo vedremo solo scappare, nascondersi, tremare e/o indagare spaventato su qualcosa che gli mette addosso una paura pazzesca (ma se ti spaventa lascia perdere, no?). Se il protagonista è una donna, tenetevi pronti per urla a casaccio e cambi di atteggiamento capaci di far impallidire persino Spongebob. Spesso questo tipo di personaggio riesce ad avere la meglio in un confronto finale con il cattivo di turno, anche se le differenze di peso, di intelligenza e di resistenza sono immani. Il/la protagonista vittima possiede però una capacità innata: fiato infinito nella corsa.
  • Il Codardo - Per fortuna, questo è il caso meno (ma comunque) gettonato. Cinque ragazzi incrociano una banda di serial killer cannibali e spietati. Mentre quattro di loro vengono catturati, rincorsi, feriti, accoppati, umiliati, bruciati vivi e via dicendo, il quinto sparisce dallo schermo per 80 minuti e ricompare solo nelle battute finali, pronto a svignarsela od ad assestare il colpo di grazia ad un villain già morente. Dove è stato tutto il tempo? Semplice, si era nascosto!
  • L'Aspirante Suicida - La tipologia di protagonista più insulsa in assoluto. In genere è un tizio che nella prima metà del film fa di tutto per morire, mentre nella seconda cambia idea e lotta per sopravvivere. Mah!

Passiamo adesso ai...

Personaggi Secondari

Quando si tratta di caratterizzare i personaggi secondari di un film horror, gli sceneggiatori mandano in pausa il cervello e risfruttano all'infinito le stesse "idee" perché, tanto, chi non è protagonista o cattivo deve morire comunque. So che è un pensiero strampalato, ma non sarei capace di trovare un'altra spiegazione plausibile al fatto che, a rotazione, nel 95% delle pellicole d'orrore post anni '70 ritroviamo sempre gli stessi inutili fessi. Eccone alcuni.

  • L'amico inutile, destinato a morire
  • La ragazza tanto bella quanto oca che ha un flirt con l'amico inutile, anche lei destinata a morire
  • Il simpaticone pervertito che comunica con risate sguaiate, peti e rutti, destinato a morire
  • La ragazza carina ma quasi intelligente che ha un flirt col protagonista, si salva nel 50% dei casi
  • Il ragazzo carino ma quasi intelligente che ha un flirt con la protagonista, si salva nel 50% dei casi
  • Il ragazzo nerd preso in giro da tutti che, anche se si rivelerà importante (tra ricerche ed esperimenti condotti per fermare un cattivo), morirà nella seconda metà del film
  • Il povero ragazzo di colore, quasi sempre destinato a crepare per primo o per secondo (quando la prima vittima è una biondina)
  • Il padre o la madre bacchettona del/la protagonista, si salva nel 25% dei casi
  • Il gelosone innamorato della protagonista che, dopo averla ostacolata più volte per ripicca (poiché lei ovviamente nemmeno gli volge uno sguardo), si redime sacrificando la propria vita
  • I fratellini o le sorelline del personaggio principale che, se non già morti all'inizio del film, si cacceranno in guai grossi causando qualche grattacapo in più; si salvano nel 60% dei casi
  • Il vicino di casa burbero e taciturno temuto da tutti; se il cattivo non è lui, si rivelerà una specie di Rambo mancato ed aiuterà il protagonista nella sua missione. Si salva nel 40% dei casi
  • Il prete pieno di consigli ed aneddoti religiosi, quasi sempre utile quanto una scarpa senza suola; si salva nell'80% dei casi
  • Il o la sopravvissuta ad un massacro rinchiusa in una prigione od un manicomio che racconta al protagonista la sua esperienza, si salva nel 20% dei casi
  • Il braccio destro del cattivo, spesso un fesso controllato contro la sua volontà dal villain; muore nel 90% dei casi
  • Il cieco/sordo amico/parente/conoscente del protagonista che non ha nulla a che fare con la storia; è carne da macello per aumentare il bodycount
  • La bruttina del college presa in giro da tutti; se non è la protagonista, morirà sicuramente
  • Il tizio ritenuto da sempre un idiota che si riscatterà prendendo in mano la situazione quando tutti saranno nel pallone; si salva nel 30% dei casi
  • I teppistelli anni '80 vestiti in pelle con acconciature punk & glam, tutta carne da macello; qualche volta si salva il capo della banda
  • Il militare esperto con le armi dotato di capacità intellettive estremamente ristrette che mette in pericolo un gruppo di disperati in più situazioni; perderà il controllo e la sanità mentale, ma farà una brutta fine


  • La nonna rimbambita del protagonista, si salva comunque nel 60% dei casi (mitico Mars Attack!)
  • Lo scienziato pazzo che crea qualcosa di orribile; se non è lui il villain, nel 50% dei casi muore subito, altrimenti lo vediamo prima raggiungere il protagonista per aiutarlo e POI tirare le cuoia (quindi morte al 100%)
  • L'incastrato, ovvero il tizio arrestato dalla polizia e ritenuto ingiustamente colpevole di una serie di delitti raccapriccianti; se non è il protagonista, nell'80% dei casi si salva ed ottiene giustizia (se è il protagonista, nel 100% dei casi)
  • Il guardiano del cimitero, il barbone o qualsiasi altra figura spettrale inizialmente evitata dal protagonistae poi pronta a rivelarsi come un elemento chiave per contrastare il cattivo; nell'80% dei casi sopravvive
  • La guardia notturna che legge una rivista per adulti, muore nel 300% dei casi

Ovviamente ci sarebbero molti altri gettonatissimi personaggi secondari onnipresenti negli horror, ma questi appena elencati sono i più ricorrenti. Ed ora parliamo de...

I Villain

I villain, ovvero i portabandiera del male, desiderano più di ogni altra cosa seminare morte e distruzione per svariati scopi. Compiendo però una caterva di errori grossolani a causa della loro deficienza (anche quando, anzi, SOPRATTUTTO se presentati allo spettatore come individui geniali), concedono ai buoni più di una situazione per cavarsela.
Chi sono i cattivi maggiormente sfruttati nei film dell'orrore? Volendo stendere una rapida classifica abbiamo:

  1. L'assassino che uccide perché ha un passato difficile, spesso per colpa della madre. TRATTATELI CON DIGNITÀ I VOSTRI FIGLI!
  2. I morti viventi (se vi spaventa l'idea di poterli dover affrontare in futuro, leggete o ripassate la Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore)
  3. Il mostro inguardabile intenzionato unicamente a proteggere il proprio territorio dagli esseri umani e, nonostante ciò, mostrato come una belva spietata e pericolosa
  4. L'alieno in missione che uccide per vendetta o quando è costretto, mostrato comunque come una belva spietata e pericolosa
  5. La mutazione genetica violenta e vendicativa nata da un qualche errore di natura umana, ridotta sullo schermo ad una banale belva spietata e pericolosa
  6. I fantasmi arrabbiati sempre con la bava alla bocca, nemmeno fossero belve spietate e pericolose
  7. L'individuo egoista che assume nuovi poteri e, da buona belva spietata e pericolosa, li impiega per conquistare il mondo
  8. La famiglia di cannibali condizionata da abitudini degne delle peggiori belve spietate e pericolose
  9. Le belve spietate e pericolose
  10. Lo scienziato pazzo intenzionato a conquistare il mondo o, nel peggiore dei casi, a distruggerlo
  11. Vampiri e licantropi che assumono le sembianze di belve spietate e pericolose
  12. Il diavolo, sceso sulla terra assumendo le sembianze di una belva spietata e pericolosa o impossessatosi del corpo di una docile fanciulla trasformandola in una belva spietata e pericolosa
  13. Il bambino inquietante dotato di poteri psichici soprannaturali e, per questo, più letale di una belva spietata e pericolosa

Più in generale, i cattivi dei film horror diventano tali perché qualcosa nel loro passato li tormenta in continuazione. La minestrina bollente che la madre costringeva loro ad ingurgitare, l'odio per il fratello e per tutto ciò che ricorda lui (razza di appartenenza compresa, ovvero "ti ho ucciso perché sei un essere umano come mio fratello"), quell'inatteso morso ricevuto da un lupo mannaro, l'essere trattati male dal capo del personale sul lavoro ("adesso conquisto il mondo e poi vedremo chi comanda!")... Insomma, dopo un attento esame possiamo confermare che da un mondo senza esseri umani non possono nascere elementi in grado di minacciare la sopravvivenza e la continuità del genere umano, ma la necessità di esistere per esistere permette l'esistenza di ostacoli minanti l'esistenza stessa. Più chiaro di così.
Con questa preziosa considerazione si chiude la seconda parte de I Cliché dell'Orrore. Appuntamento alla prossima settimana per scoprire altri elementi ricorrenti stra-abusati nella cinematografia horror, ovviamente sempre qui su Stroncando l'Orrore. Non mancate!

giovedì 18 agosto 2011

I Cliché dell'Orrore - Parte 1


Vi è mai capitato di pensare in qualche determinata situazione "è come se fossi dentro un film horror" rischiando di imbrattare un nuovo paio di jeans? Con questo piccolo speciale periodico intitolato I Cliché dell'Orrore voglio giusto tranquillizzare i più paranoici poiché, per quanto impegno ci si possa mettere, è matematicamente impossibile essere idiota quanto il protagonista di una pellicola dell'orrore. Non ci credete? Proseguite dunque nella lettura!
Nelle prossime righe esamineremo alcuni dei più diffusi, ridicoli ed illogici cliché del cinema horror. Buona consultazione.


Fuori dal Mondo

Negli horror possiamo distinguere giustamente tre possibili strade per far sì che il protagonista incontri il villain di turno:

  1. Il villain invade la proprietà del protagonista
  2. Il protagonista rompe le scatole al villain (ad esempio, indagando sul suo conto) che, in risposta, lo insegue fino in capo al mondo
  3. Il protagonista invade ignaro la proprietà del villain

Quando ci troviamo di fronte al terzo caso e lo sceneggiatore del film è un semi-incompetente senza idee, c'è da mettersi le mani nei capelli per la banalità della storia.


Ecco le caratteristiche più ricorrenti delle sotto-categorie horror ambientate in locazioni sperdute e desolate.

  • I protagonisti sono giovani in viaggio verso un concerto. Fin qui nulla da dire, ma qualche volta sarebbe bello osservare, non so, la famiglia Hewitt di Non Aprite Quella Porta aggredire un pullman di anziani diretti ad una tombolata a Las Vegas. Così, giusto per cambiare!
  • La macchina subisce un guasto nel bel mezzo del nulla. Questo cliché è già un po' strano... insomma, se volessi attraversare un deserto di 1000 Km prenderei qualsiasi precauzione possibile onde evitare di rimanere a piedi, giusto? Tipo DUE ruote di scorta, attrezzi di ogni genere, qualche pezzo di ricambio comodo (ovvio che non mi porterei un motore nuovo, ma il discorso è diverso per le candele o per una cinghia di distribuzione), ettolitri di benzina e via dicendo. Negli horror, invece, i protagonisti sono sprovveduti destinati a rimanere appiedati nel nulla più assoluto. Ah, e indovinate un po'? Prossimo punto!
  • I cellulari non prendono! Negli horror non esiste nulla di più inutile di un telefonino perché tanto non c'è mai campo (nelle pellicole orientali, invece, l'apparecchio si trasforma in uno strumento al servizio del male). Capisco che gli sceneggiatori vogliono isolare il più possibile i personaggi dal resto del mondo, ma non sarebbe male ricorrere ad altre scuse per "bloccare" l'uso del cellulare (ad esempio "ho scaricato la batteria a forza di giocare a Tetris" o "ho già superato i 100 messaggi promozionali di oggi e non mi va di spendere 0,15€").
  • Anche se i protagonisti sono in panne in mezzo al Sahara, qualche volta capita che, casualmente, passa un cretino od un vecchietto con un carro attrezzi. Inutile dire che, nel 99,99% dei casi, il cretino è complice del cattivo di turno. Qualora vi ritrovaste nella stessa situazione, ascoltate questo consiglio: date una botta in testa al vostro "salvatore", caricate i bagagli sul carro attrezzi e svignatevela.
  • Gli abitanti di una casa dispersa nel nulla sono svalvolati, maniaci assassini, appartenenti ad una setta satanica, cannibali o creature deformi e sanguinarie. Questo pregiudizio è un po' stupido, provate a pensarci un secondo: siete degli psicopatici in cerca di continua "carne fresca" sulla quale sperimentare le peggiori atrocità. Che campo di caccia scegliereste, la cima dell'Himalaya o New York?
  • Il bodycount. Se ci sono 10 ragazzi in vacanza, state sicuri che il cattivo li prenderà UNO ALLA VOLTA. Questo perché, spesso e volentieri, le vittime approfittano di qualsiasi situazione per dividersi. Rimangono in tre davanti ad una casupola con due stanze? Non mancherà il genio che dirà "dividiamoci. Io guardo la stanza a sinistra, tu quella a destra e tu rimani fuori a fare la guardia". Una pacchia per gli psicopatici...
  • Dopo aver visto i propri compagni cadere uno dopo l'altro, c'è il sopravvissuto ad un passo dalla salvezza che si ferma e pensa "No! Sarah è ancora viva. Senza braccia né gambe, quasi dissanguata, priva di sensi, su un tavolaccio di legno circondato da una dozzina di grotteschi cannibali maniaci, ma è ancora viva. Devo salvarla". L'altruismo è un atteggiamento nobile, la stupidità no.
  • Se i cattivi sono dei freaks deformati, tra loro si cela qualcuno disposto ad aiutare le vittime a fuggire. La ragione non è mai chiara. Insomma, è come andare a raccogliere le pere e portare di nascosto tutta la frutta che riusciamo a "salvare" fuori dalle terre del contadino. Boh?
  • Alla fine sopravvive solo il più deficiente, la coppietta in crisi o la ragazzina di 20 Kg.
  • Se e quando c'è una specie di scontro finale tra il beota esile/la ragazzina di 20 Kg ed il mastodontico capo dei cattivi, la lotta avviene ad armi pari. Insomma, difficile immaginare che miss piuma riesca a tener testa ad una bestia in grado di alzare un'auto sopra la propria testa, non vi pare? Per fortuna, questo cliché ultimamente viene un po' snobbato (ma guardatevi Hatchet 2 o Train e sbarrate gli occhi).
  • I cattivi ricorrono alle trappole più vecchie del mondo ma, per loro fortuna, le vittime ci cascano sempre. Passi quando la tagliola per orsi viene posizionata nell'erba alta o in mezzo ad un campo di grano, ma i personaggi principali sarebbero in grado di pestarle pure su un parquet (e lo fanno!). Piccolo consiglio: se state girovagando nella casa di qualche maniaco, evitate di premere tutti i bottoni o tirare ogni cordicella che trovate.
  • In genere, tra i protagonisti c'è sempre un personaggio in stato comatoso trasportato di peso perché vittima di un incidente o morso da un serpente velenoso. Se identificate questa figura in un horror, potete scommetere a colpo sicuro con gli amici che il moribondo distrarrà il cattivo in fase avanzata del film, lasciando un attimo di respiro ai compagni ancora vivi e rimettendoci le penne.
  • Le case isolate degli psicopatici sono strapiene di angoli, ripari e nascondigli. Pregate di non ritrovarvi mai nella baracca di un maniaco omicida preciso ed ordinato.

Coi Piedi per Terra

Come abbiamo appena visto, i film horror ambientati in locazioni sperdute e dimenticate sono stracarichi di forzature ed assurdità.
Si tratta di un caso isolato a queste particolari pellicole?
NIENTE AFFATTO!
Appuntamento quindi alla prossima settimana con la seconda parte de I Cliché dell'Orrore, non mancate!
E ricordate: botta in testa al vecchio e via col carro attrezzi!