martedì 6 settembre 2011

La Casa 4, di Fabrizio Laurenti (Italia/USA 1988)

Trama: Un fotografo ed un'appassionata di occulto occupano abusivamente l'antica magione situata su un isolotto per studiare alcuni fenomeni. Nel frattempo, una famiglia di miliardari interessata all'acquisto del medesimo lotto si appresta a visitare preventivamente la casa che, secondo alcune leggende locali, è stata in passato la residenza di alcune streghe...



Noto anche come Malefiche Presenze e Witchcraft, La Casa 4 è uno dei film "apocrifi" che hanno sfruttato il titolo/marchio del celebre cult "La Casa" per ottenere maggior visibilità. Non ci sono infatti molti punti in comune con la trilogia (tale però dal 1992) messa in piedi da Sam Raimi e Bruce Campbell: la storia è ambientata in una villa posta su un'isola e non in un inquietante cottage di montagna, non ci sono riferimenti al Necronomicon od alle opere di H.P. Lovecraft, non parliamo di spiriti sumeri, non ci sono ettolitri di sangue ad accompagnare lo spettatore verso i titoli di coda... Un po' come noleggiare un DVD intitolato "Le Avventure di Pippo, Pluto e Paperino" e ritrovarsi di fronte ad un pornosoft diretto da Tinto Brass, insomma.
Probabilmente non è necessario evidenziare questo punto, ma se una pellicola deve addirittura sfruttare il titolo di un'opera famosa per cercare di vendere qualche copia in più, quasi sicuramente è una ciofeca insipida da quattro soldi; contro ogni previsione, invece, La Casa 4 è... una superciofeca insipida da quattro soldi!

Quando Suspiria incontra Baywatch (Spoiler Edition)

Già nei titoli di testa de La Casa 4 ho avuto modo di sgranare gli occhi, in quanto i protagonisti del film sono Linda Blair, ovvero la Regan de L'Esorcista che, crescendo, ha perso il dono della recitazione, ed un certo David Hasselhoff. Hasselhoff... Hasselhoff... dove ho già sentito questo nome? Non preoccupatevi, ci torneremo fra poco.
Nel prologo del film, una donna incinta sta scappando da alcuni campagnoli armati di forconi finti misteriosamente infuriati nei suoi confronti. Curiosamente, nelle sequenze iniziali la braccata (vestita con un abitino decisamente poco adatto ad un centometrista e, ricordo, incinta) tiene testa ai suoi inseguitori distaccandoli di qualche metro, mentre una volta entrata in un'anonima casa situata nei paraggi la vediamo gironzolare indisturbata  in un lungo corridoio pieno di porte per almeno un paio di minuti buoni, dopodiché viene finalmente raggiunta. Cerchiamo una spiegazione razionale a tutto questo. Come ha fatto la donna incinta vestita con un similabito da sposa a staccare così considerevolmente i contadini? Ha preso un taxi? È la figlia di Carl Lewis? Davvero niente male, il film è appena iniziato e già aggrottiamo le ciglia. Comunque sia, i campagnoli raggiungono la tipa che, piuttosto di beccarsi una rastrellata di plastica, reagisce lanciandosi dalla finestra del secondo piano morendo da orgogliosa suicida.
Termina il prologo, inizia il film vero e proprio, facciamo finta di non aver visto nulla.
Conosciamo finalmente due dei protagonisti de La Casa 4, ovvero una ragazza appassionata di occulto ed un fotografo... un momento! David Hasselhoff era il Michael Knight della serie Supercar, quello che faceva anche Mitch in Baywatch, il bagnino masculo più celebre del piccolo schermo (perché forse l'unico)! Wow, il cast si fa sempre più interessante, mancano giusto Gary Coleman, Kevin Sorbo, Tiffany Brissette e Lorenzo Lamas per trasformare il tutto in una reunion delle star più dimenticabili della storia... anzi no, Coleman no, in fondo Arnold non era male. Torniamo al film, via.
Per una ventina di minuti non faremo altro che seguire i botta e risposta tra la ragazza e Mitch, scoprendo così che:

  • Lei ha intenzione di scrivere un libro e, per questo, si è abusivamente diretta sull'isola con la villa ormai abbandonata
  • Mitch è un fotografo
  • La casa sull'isola apparteneva ad una strega
  • Mitch ha altri interessi
  • Ad una certa ora del giorno, dal secondo piano della casa è possibile assistere ad un fenomeno chiamato "Luce della Strega"
  • Mitch è un erotomane
  • La ragazza è vergine e fiera di esserlo
  • Mitch è abituato e destinato ad andare ripetutamente in bianco


Tutti questi interessanti passaggi sono intervallati da stacchi, flashback e sogni buttati a casaccio, miscelati alla "brutt'è meglio" e di impossibile comprensione. Ogni tanto appare dal nulla una cinquantenne vestita di nero che adora accecare i passanti con un enorme gioiello luccicante. Potreste pensare che suddetto gioiello sia rilevante nella storia, ed invece no.
La Casa 4 presenta finalmente qualche altro personaggio. Una famiglia di miliardari composta da padre portato al tradimento, madre avida ed acidissima, figlia incinta e bambino rompiscatole lentigginoso ha intenzione di acquistare la casa sull'isola per trasformarla in un club riservato ai ricconi. Dopo aver assoldato una donna architetto propensa a "scambiare opinioni carnali" con tutti gli uomini sul suo cammino, i Dé Paperoni incontrano un agente immobiliare e, con un'imbarcazione pilotata nientemeno che dal sosia di Chuck Norris, raggiungono la magione. Mitch e compagna invece si nascondono in quanto, come già detto, stanno occupando abusivamente l'abitazione abbandonata.
Inizia l'incubo...?

Ostrega che Strega (Spoiler Edition)

La Casa 4 comincia a proporre finalmente qualche piccola scena horror (escludendo ovviamente i primi piani diretti a Mitch). La donna in nero si rivela una strega e, senza pietà, uccide il sosia di Chuck Norris allontanando la barca dalla costa. Nel frattempo, i Dé Paperoni incontrano e conoscono i due occupanti abusivi.
Punto della situazione.

La famiglia Dé Paperoni, l'architetto, l'agente immobiliare, la scrittrice mancata e Mitch sono bloccati sull'isola in una casa che, a quanto pare, ospiterebbe anche una strega vestita di nero ed amante dei gioielli sbriluccicosi intenzionata a far fuori l'intera cricca.

Poiché negli anni '80 i cellulari ancora non esistevano (scusa decisamente più solida del classico "non c'è campo") e dato che il telefono di casa non è collegato... no, no, un attimo. Parlerò da ignorante, ma negli anni '80 era già possibile collegare un apparecchio posto su un'isolotto alla rete telefonica via cavo? Ok, lasciamo perdere. Dicevo, il piano dei protagonisti è quello di aspettare soccorsi da parte del padre dell'agente immobiliare che, non vedendo rincasare il figlio, indagherà raggiungendo l'isola. La donna in nero approfitta dell'occasione per praticare un rito satanico che richiede ben quattro elementi:

  1. L'ira dell'avida
  2. La lussuria della meretrice
  3. Il frutto della partoriente
  4. Il sangue di una vergine

Porca miseria, che caso, nella villa ci sono tutti! Chi l'avrebbe mai detto? No, dovremmo davvero tifare per la strega, a questo punto! Insomma, o coglie questa rara occasione o aspetterà almeno 1000 anni prima di ritrovarsi in casa tutto il necessario. Al posto suo voi che fareste?
Comunque sia, gli attacchi della donna in nero sono divisi in tre fasi:

  1. Illusione, ovvero la vittima immagina di ritrovarsi in una situazione assurda
  2. Viaggio dimensionale (o presunto tale), ovvero la vittima si ritrova in un luogo anonimo e sconosciuto assieme alla donna in nero ed altre due streghe racchie
  3. Morte, ovvero la vittima torna nel mondo reale e... beh, muore!

Non contando il sosia di Chuck Norris, la prima a cascare nelle trappole della donna in nero è miss Incinta Dè Paperoni ma, diversamente dagli altri, non morirà. Prima immagina di venire risucchiata da una vasca da bagno, poi incontra le vecchiarde nell'altra dimensione mentre mangiano un bambolotto fatto male che dovrebbe somigliare un bambino, quindi viene risvegliata dal resto della truppa. Sorte peggiore semmai spetta alla rappresentante de "l'ira dell'avida", ovvero la signora Dé Paperoni, messa penzolante a testa in giù nel caminetto con la bocca cucita proprio mentre gli altri stanno per appiccare un fuocherello.
La lussuria della meretrice altri non è che l'architetto, presa in coppia assieme all'agente immobiliare con il quale "scambiava opinioni", mentre a donare il "sangue di una vergine" sarà ovviamente la scrittrice mancata, oniricamente (?) violentata da un bruto impomatato dal sorriso smagliante (che, a dirla tutta, poteva anche essere mooolto più violento). Dopo tocca a... ah, già, il signor Dé Paperoni, ucciso con una bambola voodoo senza alcuna ragione (non rientrava nella lista della spesa della strega).
Nel frattempo, il padre dell'agente immobiliare (ormai già arso vivo crocefisso a testa in giù) riesce a raggiungere l'isola a bordo di un elicottero ma, poiché dall'alto né lui né il pilota hanno notato anomalie nell'edificio, decide di tornare indietro senza nemmeno atterrare ed ispezionare i dintorni. Mah!



La Casa 4 raggiunge picchi di squallore sempre più alti.
Incinta Dé Paperoni assume le sembianze di Bill Kaulitz dei Tokio Hotel in quanto viene posseduta dallo spirito della donna vista nel prologo (quella morta suicida), ma non sappiamo quando e come avviene tutto questo. Il perché ce lo rivela lei: deve dar vita ad un bambino che reincarni tutto il male possibile. No, non è la storia di Brunetta, è la trama de La Casa 4.
Mitch viene infilzato da un candelabro e, nel giro di qualche minuto, morirà. La scrittrice ed il bambino invece si ritrovano in un faccia a faccia con la Dé Paperoni che, dopo aver ascoltato la voce del fratellino più volte, decide di lanciarsi dalla finestra e suicidarsi di nuovo. E adesso, attenzione al colpo di scena finale.
La scrittrice si risveglia in un ospedale, dove le dicono di non preoccuparsi perché il bambino che porta in grembo sta bene. Primo piano di lei stupita e spaventata accompagnato dalla classica musichetta TAN TAN TAN TAN TAAAAAANNNNNNNN, titoli di coda.
The end.

La Casa 4 AKA Witchcraft AKA Malefiche Presenze AKA Evil Encounters AKA Evil Dead 4 AKA Ghosthouse 2

La Casa 4 è un low budget italoamericano purtroppo sotto gli standard rispetto agli altri titoli usciti verso la fine degli anni '80. Lo stile "vintage semi-amatoriale" della fotografia e delle ambientazioni era già allora vecchio di almeno 10 anni; la recitazione degli attori, seppur nel complesso (quasi) sufficiente, cozza con le poco approfondite personalità/stereotipo dei personaggi; la storia è ricca di buchi, non convince ed in alcuni passaggi è persino confusa... Un disastro, in poche parole. Volendo possiamo spendere qualche parolina positiva per quanto riguarda lo splatter artigianale del film, non certo da applausi ma comunque d'effetto, tuttavia insufficiente a mantenere viva l'attenzione dello spettatore.
Da pernacchia.

Voto personale: 4
Voto trashosità: 5 1/2
Voto splatterosità: 6

sabato 3 settembre 2011

Horror Movie, di Bo Zenga (Canada/Usa 2009)

Trama: Durante la notte di Halloween, Stan Helsing, la sua ex ragazza ed altri due amici raggiungono per puro caso una cittadina invasa da temibili mostri. Qualsiasi tentativo di fuga risulterà vano...



Considerata la mia pseudoprofessione di stroncatore, prima o poi dovevo posare gli occhi su Horror Movie. Dopo aver finalmente raccolto abbastanza coraggio ho così guardato, studiato, esaminato questo scempio immondo diretto da Bo Zenga (mitico nome, ricorda troppo Mazinga!) e... beh, esattamente quello che mi aspettavo, una fiacchissima commedia stile Scary Movie nata per parodizzare i film dell'orrore. Un momento, ho detto fiacchissima? Devo essermi un poco ammorbidito, volevo dire "uno sgaborto cinematografico di proporzioni bibliche".
La prima strigliata se la meritano indubbiamente i distributori italiani: che senso ha mettere un nome banale e scontato come Horror Movie ad una pellicola intitolata Stan Helsing? Temevano forse che gli italiani non fossero abbastanza intelligenti da cogliere la storpiatura di Van Helsing? No, evidenzio questa piccola pecca perché, effettivamente, il titolo originale è quanto di più divertente abbia da offrire il film.
Passiamo direttamente ai contenuti di questo post-Epic Movie e Disaster Movie (non li avete ancora visti? Buon per voi).

That's Not Funny! (Super Spoiler Edition)

Il protagonista di Horror Movie è Stan Helsing, un giovane imbecille che lavora presso una videoteca lasciandosi comandare a bacchetta da un ragazzino ridicolo all'inverosimile (almeno tanto quanto il film). Dopo aver incontrato uno scarafaggio gigante in bagno ed essersi inzuppato di escrementi scarrafoidi dalla testa ai piedi per cercare di far ridere gli spettatori, Stan lascia la videoteca per raggiungere i suoi amici e partecipare ad un festino di Halloween. C'è solo un problema: il capo gli ha ordinato di portare entro notte alcuni DVD nella casa X situata al paesino Y. Bene, questa è la premessa, ora vediamo di esaminare i protagonisti del film.

Stan è un loser cannaiolo, una specie di versione sbiadita dell'Adam Sandler degli ultimi anni (a sua volta la versione sbiadita di sé stesso)
La sua ex pare avere ogni tanto qualche istante di normalità, ma in realtà serve solo al regista per farsi inquadrare il seno in una scena ogni due
Il miglior amico di Stan è un nero obeso e allegro capace solo di rimanere senza fiato dopo quattro metri di corsa e sostenere il compare durante gli stacchetti sexy del film
La biondina è una gallina che... beh, diciamo solo che è una massaggiatrice ex spogliarellista dal quiziente intellettivo pari a quello di un martello pneumatico

Prima di raggiungere il party, questo quartetto di deficienti cerca di aiutare Stan per consegnare i DVD al cliente e, di conseguenza, si perde nelle campagne californiane. A ruota passeranno sullo schermo personaggi secondari inutili e conseguenti situazioni più pietose che spassose. Prima i nostri eroi investono ed uccidono un cane suscitando sentimenti di vendetta da parte del padrone intenzionato a riportare in vita il peloso compagno, poi danno un passaggio e scaricano bruscamente un maniaco omicida appena evaso dal carcere, quindi sostano ad una stazione di servizio gestita da indiani con l'hobby di riprendere di nascosto i clienti che usano la toilette. Sapete qual è il fatto più assurdo? Siamo a poco più di 20 minuti di film, non abbiamo ancora riso come si deve e ci sentiamo come se fossero passate 4 ore!
Horror Movie casca sempre più in basso, e sto escludendo le presenze del classico Michael Jackson scimmiottato in versione pedofilo (ancora vivo durante la realizzazione del film) e di un Leslie Nielsen assolutamente sottotono vestito da donna (stesso discorso per Jackson). I protagonisti raggiungono un paesino e, dopo aver finito la benzina, partecipano al karaoke (rigorosiamente in playback... che risate!) di una sudicia taverna. Ah, qui avviene l'unica gag veramente simpatica del film, quando Stan rinchiuso nel bagno passa la carta igienica al suo "vicino di gabinetto", nientemeno che il tarocco di Freddy Krueger (e pulitevi voi il didietro con un guanto fatto di lame!).
Anche se si tratta di una parodia, Horror Movie deve avere dei mostri, dei cattivi, qualcosa che, almeno vagamente, riporti all'horror. Ed ecco quindi che entrano in scena i villain di turno, nientemeno che le versioni da quattro soldi del già citato Freddy, di Jason Voorhees, di Michael Myers, di Chucky de La Bambola Assassina, di Pinhead di Hellraiser e di "Faccia di Cuoio" Thomas Hewitt di Non Aprite Quella Porta. Mio Dio, perché? Perché scimmiottarli così? A me piacciono le parodie, per carità, ma fatele decentemente almeno! Che c'è di spassoso in un Faccia di Cuoio armato di "soffiafoglie" al posto della tradizionale motosega? Perché gli squarci sul viso di Chucky sono stati realizzati a mò di "partita a tris"? Perché Freddy deve parlare con accento siciliano? Orribile...


Profezie, Spogliarelli e Noia Mortale (Super Spoiler Edition)

Come potete ben immaginare se già avete avuto modo di visionare filmetti della collana "________ Movie" (basta sostituire "_________" con qualsiasi parola in inglese vi venga in mente, provate!), Horror Movie ha un debole stralcio di trama sbrindellato costantemente da passaggi nonsense e porcherie varie. Grazie ad un chierichetto omosessuale scopriamo che Stan è l'ultimo discendente dei Van Helsing, famiglia nota in passato per aver sterminato mostri a palate, e che il suo arrivo nel paesino era atteso in quanto previsto da una profezia. Wow, gli sceneggiatori non sono proprio riusciti a trovare di meglio, eh? Vabbé.
Da qui in poi, Horror Movie è un continuo delirio capace di saltare in mezzo minuto da bambini giocatori di hockey a vampire spogliarelliste, da cambi d'abito istantanei a topi rosicchia-mutande, tutto ovviamente presentato con effetti speciali terribili, recitazione di basso livello, battute inefficaci ed estrema leggerezza. Insomma, nonostante il movimento sullo schermo la noia è sempre in agguato.
In un punto particolare di Horror Movie scopriamo che gli indiani perversi gestori della stazione di servizio visti in precedenza sono stati arrestati per il loro piccolo commercio di video hard illegali "da toilette", che il maniaco evaso ha fatto fuori un autobus di ragazzi disabili e che il cane investito dai protagonisti era un eroe. Vi state sganasciando dalle risate, vero? Comunque sia, fatta eccezione per il cane (al quale verrà dedicata una terza ed ultima scena dove appare brevemente in una versione frankensteinizzata) degli altri non sapremo più nulla, neanche una parola fino ai titoli di coda. E allora perché diamine si devono spartire i primi venti minuti di film? La risposta è ovvia: per allungare la durata di una pellicola volendo riassumibile in tre righe e per aumentare il nostro supplizio.
Coraggio, arriviamo all'ultima fase di Horror Movie, quella che probabilmente non vedrete mai perché spegnerete prima il lettore DVD. I protagonisti ed i mostri devono affrontarsi in una gara di karaoke arbitrati da Leslie Nielsen versione donna. Freddy & co si travestono così da Village People e cantano una versione riarrangiata e modificata di YMCA, mentre Stan & friends si gettano in un'altra sessione in playback (la stessa gag due volte... terribile). Vincono i buoni, i cattivi non ci stanno, Stan dimostra di essere un vero Van Helsing e, ad uno ad uno, uccide od umilia i mostri in maniera ovviamente ridicola. Gli abitanti del paesino scoppiano di gioia e portano gli eroi in trionfo, pronti a tornare a casa grazie ad un taxi. Stan torna con la sua ex mentre nasce un'intesa particolare (chiamiamola così) tra la massaggiatrice ed il panzone.
The End.

Se lo avessi visto al cinema, avrei richiesto indietro i soldi del biglietto.


Flop Movie

Che diavolo è Horror Movie? Come commedia demenziale non fa assolutamente ridere, come horror ovviamente non offre nulla, l'originalità della trama e delle battute è pari allo zero assoluto (ovvero -273,15 °C, non parlo della band italiana), insomma, è ciò che in gergo tecnico viene definito "ciofeca cinematografica". Ogni tanto la telecamera inquadra natiche e seni, ma se lo spettatore è uno zozzorellone in cerca di nudi femminili... beh, che si affitti un film per adulti!
Lo sconsiglio freddamente.

Voto personale: 2
Voto trashosità: 6 1/2 (ma NON FA RIDERE, né volontariamente, né involontariamente)
Voto splatterosità: 2