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mercoledì 2 novembre 2011

Paranormal Activity 3, di Henry Joost e Ariel Schulman (USA 2011)

Trama: Nel 1988, le allora giovanissime Katie e Kristi devono affrontare, assieme alla loro madre ed al compagno di quest'ultima, una minacciosa ed impalpabile presenza...



Un altro? Ma non sono bastati i fischi al secondo episodio? Ma no, via, in fondo non sono sorpreso di trovarmi di fronte a questo Paranormal Activity 3, anche perché, fin quando sarà possibile guadagnare tonnellate di moneta sonante spendendo 4 noccioline, questa serie cinematografica rimarrà in vita. Però esaminiamo un paio di dati:

  • Paranormal Activity è costato 15000 dollari
  • Paranormal Activity 2 invece 3 milioni di dollari
  • Per Paranormal Activity 3 sono stati cacciati fuori 5 milioni di dollari

Il fatto curioso è che, dal punto di vista economico/qualitativo, i tre film si possono considerare sullo stesso piano. Nel terzo episodio non ci saranno guest star famose, effettoni speciali ultraelaborati da far rizzare i capelli o 5000 location, dunque la domanda sorge spontanea: che cacchio ne hanno fatto di tutti quei milioni di dollari? Mah, passiamo alla storia, forse è meglio!

Back to the Past (Spoiler Edition)

Paranormal Activity 3 è un prequel che mostra la nascita del maleficio appioppato alle due sorelle protagoniste del primo e del secondo capitolo, rispettivamente Katie e Kristi ('mmazza che fissa per le K che c'avevano! Se nasceva un maschio come lo chiamavano, Krusty?). Ora faremo un po' di casino con le collocazioni spaziotemporali dei primissimi eventi. Il film mostra all'inizio Kristi e Daniel, i personaggi principali di PA2, appena trasferitisi in una nuova casa ed impegnati a rimetterla a nuovo... precisiamo, LEI a verniciare le pareti e LUI alle prese con l'hobby più gettonato dell'intera serie, ovvero quello di riprendere quello che capita con la videocamera. Ci troviamo dunque prima degli eventi di PA2 e ancor più prima di quanto narrato in PA. In quel momento passa a trovarli Katie, la protagonista di PA1, ma non si tratta di una visita di cortesia. La dolce sorella ha un paio di scatoloni di cui disfarsi e, per l'occasione, ha pensato di scaricarli all'amata parente. In uno di questi indesiderati cimeli ci sono quattro miliardi di videocassette vecchie con tanto di etichetta e, assurdità delle assurdità, Katie non sa che cacchio contengono, anche se conscia del fatto che appartengono alla sua infanzia, né si è mai sognata di guardarne mezza. In compenso Kristi mostra un minimo di interesse, chiedendo a Daniel se possiedono un videoregistratore. Cosa? Come? Questo ha quasi dell'incredibile (sottolineo però il "quasi")! Immaginate di trasferirvi con la vostra metà in una casa nuova. Ora visualizzate il momento in cui, insieme, vi dirigete per la prima volta al centro commerciale più vicino per fare acquisti post-trasloco. Lei prende un cartone di latte e chiede "ma ce l'abbiamo un frigorifero?", mentre lui trova il DVD scontato di Animal House e le risponde "ed il lettore DVD? Un momento, ce l'abbiamo almeno una TV?". Cacchio, se non lo sapete voi! Torniamo al film.
Passa un anno e ci ritroviamo in PA2, più precisamente quando Daniel e Kristi trovano la casa a soqquadro e pensano sia opera di ladri. In quel momento scoprono che anche le VHS nello scantinato sono sparite, ma durante la denuncia alla polizia (questo particolare però è in PA2) non lo hanno dichiarato. Questa non è che la prima trovata "incompatibile" di PA3 con il resto della serie, delle altre ne discuteremo dopo gli spoiler. Ah, c'è anche la questione "girovita" di Katie! Nel primo PA era in carne, nel secondo aveva perso qualche Kg ed in questo episodio è ancora più asciutta (parlo nella sua versione adulta, ovviamente), ma cronologicamente avremmo un ordine magra-in carne-panzerotta. A quanto pare, l'avere a che fare con eventi paranormali moltiplica esponenzialmente il grasso corporeo.
L'intro di PA3 è finita, ma non le domande. Ricordate l'epilogo di PA1? Arriva la polizia e blablabla? Bene, il regista voleva spacciarci per veri i contenuti della pellicola assicurandoci che le varie sequenze erano state trovate dai piedipiatti eccetera eccetera. Lo stesso discorso si ripete nel 2, mentre qui... che cacchio? Il primo evento che accade è proprio la sparizione delle VHS, dunque chi è che si è ipoteticamente massacrato il cervello per costruire questo montaggio? Il demone? Bah!

Paranormal Origin (Spoiler Edition)

Paranormal Activity 3 ci porta nel 1988, quando una telecamera per uso casalingo pesava 60 Kg e registrava immagini di discutibile qualità (questo secondo dettaglio però viene cancellato dalla produzione del film e si vede fin da subito). Protagonisti della storia sono:

  • Katie e Kristi versione bambine rompiscatole
  • Julie, madre delle bambine nonché casalinga probabilmente sedotta ed abbandonata
  • Dennis, nuovo compagno di Julie che, anche se tecnicamente è un regista di filmini per matrimoni, in realtà dimostra fin dalle prime inquadrature di essere uno scansafatiche con la passione della telecamera (un po' come tutti i personaggi maschili della serie)

Ci sorbiremo per una manciata di minuti scene poco interessanti che comprendono una discussione tra Julie e sua madre riguardo al livello di pigrizia dell'uomo di casa e le chiacchiere della piccola Kristi inerenti al suo amico immaginario Toby, dopodiché si passa inaspettatamente all'azione. Già, contrariamente a quanto avviene nei primi due episodi, in questo capitolo gli eventi strani non tardano ad arrivare. Dennis sente dei rumori dalla stanza delle bambine, va a controllare e trova un orsacchiotto elettronico acceso per terra. Da qui in poi non so dirvi nient'altro, in quanto a causa della scena ho interrotto la visione e sono scappato in strada urlando. Ovviamente sto scherzando (o meglio, poi sono rientrato per non perdermi il resto).
In camera da letto, Dennis propone a Julie di portare il tono della serata "a luci rosse" ricevendo come risposta un "sì" convinto. Approfittando dell'umore della compagna, il furbacchione suggerisce anche di tenere la telecamera accesa e, nuovamente, si ritrova esaudito. Già, Julie è quella che potremmo definire una "donna di facili costumi" e, facendo 1+1, possiamo intuire perché il marito l'ha lasciata (ammesso che sia così). Comunque sia, gli spettatori maschi più "sozzoni" non si facciano strane idee, in quanto lo spettacolino viene interrotto da una forte scossa di terremoto che, conseguentemente, ha causato il rovesciamento della telecamera. La coppia accorre così alla camera delle bambine per accertarsi delle loro condizioni, mentre l'apparecchio continua a registrare.
Il giorno dopo vediamo Dennis parlare con un suo collega di lavoro di un dettaglio nel video del terremoto: una misteriosa ombra apparire da dietro la porta della stanza da letto. In realtà sappiamo tutti che lo scopo dell'uomo era quello di bullarsi col tipo di aver quasi girato un porno amatoriale, ma ciò che proprio io non riesco a capire è: perché Dennis deve registrarsi anche quando riguarda i nastri nel suo stanzino privato? Abituatevi a questa squallida trovata, poiché ce la ritroveremo durante tutto il film.
Paranormal Activity 3 ha gettato il pretesto per trasformare il set nella casa del Grande Fratello. Dennis piazza telecamere a destra e manca, caricandole costantemente con nastri da 6 ore ciascuno. Vi dico da subito che gli apparecchi inizialmente saranno 3, poi ne verrà aggiunto un quarto per la zona sala/cucina, installato sapientemente sopra il corpo di un ventilatore. Mettiamo che Dennis cambi le VHS una volta al giorno e che lasci attive le telecamere solo durante la notte. Questo significa che, ogni dì, spende mediamente 24 ore per visualizzare il contenuto delle VHS (4 videocassette giornaliere da 6 ore l'una = 24 ore di monotonissimi show). Ma non aveva un lavoro? Una vita? La necessità di dormire? E non è finita qui! Il povero cameraman da matrimonio nota tutti i dettagli più insignificanti ripresi su nastro, mentre sembra saltare proprio quei due o tre eventi palesemente pazzeschi! Ad esempio, in una scena Katie vuole dimostrare a Kristi che il suo amico immaginario Toby non esiste e, per farlo, entra in una poticina nella loro stanza dentro la quale vengono conservati i loro giochi. Incredibilmente l'uscio si chiude a scatto imprigionando la bambina che, nonostante gli sforzi, non riesce a scappare. La telecamera ha ripreso tutto alla perfezione, ma a quanto pare Dennis era troppo occupato a controllare ripetutamente un qualche ipotetico passaggio di Julie sotto la doccia e scovare anomalie tra i vapori provocati dall'acqua calda per accorgersene (la scena non c'è, ma questo non significa che ciò non sia accaduto).



Activity: the Paranormal Witch Project 3 (Super Spoiler Edition)

Nonostante gli eventi fuori dal comune si mettano in mostra sin da subito, Paranormal Activity 3 non abbandona quel crescendo di "gravità della situazione" tipico dei suoi predecessori, anche se "l'asticella" parte già un po' più in alto. Grazie alle prime riprese notturne, ad esempio, Dennis e Julie scoprono che la piccola Kristi si alza nel cuore della notte per parlare con Toby di cosucce inquietanti dopo aver spiato a lungo i due adulti mentre dormono. La madre insiste a sottolineare che tutto ciò è normale per una bambina, mentre il cameraman fallito giura a sé stesso di arrivare fino in fondo alla questione per scoprire se, dietro le quinte, si cela il diavolo, gli alieni, il comunismo o Roberto Giacobbo, un suo compagno di corso al college intenzionato a diventare famoso in TV spiattellando misteri più o meno credibili.
Una sera, i due genitori - anzi, la genitrice ed il mezzo genitore - assoldano la babysitter di fiducia per trascorrere una seratina fuori in totale allegria. Questa volta non si tratta di una badante stereotipo-spagnola tipo quella di PA2, bensì di una studentessa pagata per mettere le teppistelle a letto presto e per studiare durante tutto il tempo. Vediamo la ragazza giocare con le bambine infilandosi un lenzuolo sulla testa e fare il fantasma, particolare descritto solo per poter citare la scena seguente. La studentessa è in cucina che studia in tutta tranquillità. Poiché la telecamera è piazzata sul corpo di un ventilatore, vedremo prima lei sui libri, poi, la porta di casa, poi lei sui libri, poi la porta di casa, indi lei sui libri e, dietro di lei, il lenzuolo che ha usato qualche ora prima con qualcuno dentro non meglio specificato. Lo spettatore pensa "forse è una delle bambine che le gioca uno scherzo", ed invece PUFF, vediamo il telo bianco cascare per terra, come se fosse stato sorretto solo dall'aria. Non sarà una trovata da Oscar, ma fa il suo effetto. La ragazza si accorge del lenzuolo per terra e, giustamente, lo raccoglie per riporlo al suo posto (non senza chiedersi come mai si trovasse lì, naturalmente). Sente così dei rumori dalla camera delle bambine. Va ad indagare e, dopo qualche secondo di nulla assoluto, viene presa a sberle dall'aria. Già. Si sente uno "smash" seguito dalla fuga della balda giovine. La vigliacca lascia così le piccole in stanza con chissaché mentre attende con impazienza l'arrivo di Dennis e Julie, poi assicura loro che è andato tutto bene e se la svigna in assoluta fretta. Il camerman si insospettisce non poco, ma poi dice tra sé e sé "ehi, questo è Paranormal Activity 3, quindi vedremo cosa è successo sulle telecamere!".


Il giorno dopo, Dennis ed il suo collega rabbrividiscono e sorridono inspiegabilmente mentre verificano gli accadimenti della sera precedente. PERCHÉ SORRIDONO? Che cacchio, un essere umano dotato di intelligenza (anche minima) avrebbe fatto i bagagli mandando tutto a quel paese, o no? Ok, che altro potrebbe succedere ancora?
La piccola Kristi sta male, ha la febbre. Nel frattempo, Dennis scopre uno strano simbolo lasciato nel ripostiglio dei giochi delle bambine. Assieme a Julie, l'uomo-telecamera porta la figlia da un dottore e, per l'occasione, costringe il suo collega di lavoro a fare da babysitter a Katie. Lo spettatore sa che lui sa, giusto? Intendo dire, chi ha visto fino ad ora Paranormal Activity 3 è conscio del fatto che il tizio ha potuto osservare i misteriosi fenomeni notati da Dennis, dunque... perché accetta di fare un gioco stupido e pauroso assieme alla piccola? Questa è la scena.
Lei lo porta nel bagno al piano superiore, lui ha una telecamera con sé per deformazione professionale (ma che cacchio ne so perché ce l'ha? Sono tutti svitati 'sti cameraman) e trema come una foglia. Katie gli propone di giocare allo spassosissimo Bloody Mary, sollazzo "alla Candyman" dove devi:

  1. stare di fronte ad uno specchio
  2. dire tre volte Bloody Mary
  3. spegnere le luci
  4. riaccenderle dopo svariati secondi
  5. notare se dietro di te c'è questa fantomatica Bloody Mary mentre ti uccide o, male che vada, se si materializza dal nulla il celebre cocktail a base di pomodoro dall'omonimo nome

Che porcata di gioco è? Ma dico, possibile che una bambina di massimo 10 anni non conosca, non so, nascondino o guardie e ladri? "No, giochiamo a Bloody Mary, dove vinci se Mary appare e ti uccide"! E l'idiota di turno, conscio del fatto di trovarsi in una casa infestata (anche se tecnicamente è un demone attaccato alle bambine, non all'edificio), non riesce proprio a dirle "no, è un gioco stupido, tu sei stupida, tuo padre è stupido e tua madre una... di facili costumi"? Comunque sia, i due fanno 'sto gioco idiota. Il tipo si becca un graffio all'addome ed assiste ad un poltergeist nella stanza di fianco, poi riesce a raggiungere il piano di sotto con Katie ed ad attendere l'arrivo dei proprietari di casa senza morire.
Dennis guarda le cassette, cercando invano di costringere Julie a fare altrettanto e di convincerla che, in casa, c'è un fantasma, il tutto ovviamente riprendendosi vanitosamente. Nello stesso istante, Katie viene afferrata per i capelli e sollevata da terra, scena più tragicomica che paurosa. La piccola corre dalla mamma, ancor più incacchiata perché pensa sia colpa dell'uomo-telecamera e delle sue supposizioni. Grandissima uscita dell'attrice: "domani voglio che tu faccia sparire tutte le telecamere". Scusa, perché domani e non adesso? Semplice, altrimenti non avremmo visto l'ultima, fracassosa notte!
Dimenticavo un particolare. Per approfondire la questione, Dennis si è procurato una serie di libri sulla magia, sugli spiriti e anche qualcuno da colorare, scoprendo così analogie tra un demone evocabile tramite alcuni riti satanici, i simboli nella stanza delle bambine ed alcune collanine che portano quest'ultime chissà per quale ragione (chincaglieria da vù cumprà, niente di elaborato). In poche parole, Un gruppo di streghe negli anni '30 praticava strani riti offrendo bambine ad un demone e, quando queste sarebbero state pronte per concepire, le megere si tenevano i figli maschi. Le sventurate da bambine subivano un lavaggio del cervello e dimenticavano tutto, almeno fino a quando non sarebbe giunta la fantomatica "ora X". Su questa rivelazione ci torneremo sopra più tardi e, solo al pensiero, mi vien mal di testa!
Ultima notte a casa. Le bimbe si ritrovano immerse in uno scenario da Poltergeist, col demone che le trascina, assieme ai letti, a destra ed a manca, Dennis è nel suo studio per falliti mentre continua a visionare video (naturalmente registrandosi) e Julie ronfa alla grande.
Il giorno dopo è Julie stessa a decidere di levare le tende, in quanto assiste ad un fenomeno particolare: la mobilia in cucina si attacca misteriosamente al soffitto per poi cadere di colpo. La famigliola raccatta l'indispensabile (ovviamente telecamera compresa) e si trasferisce provvisoriamente a casa della madre di Julie. Dài, non fate gli gnorri, avete già capito tutto da un pezzo, vero? Mamma di Julie = vecchia megera = artefice del maleficio! Quella stessa notta, Dennis e Julie vengono svegliati da alcune auto fermatesi proprio di fronte all'abitazione. La donna va a controllare e svanisce nel nulla. Dopo svariati minuti, cameraman prende il suo fidato attrezzo per registrare e scopre, in successione:

  • le bambine sono sparite
  • Julie è sparita
  • dietro ai quadri del salotto c'erano simboli satanici o presunti tali
  • la mamma di Julie è una strega
  • le auto di prima appartengono ad altre streghe

Ora, immedesimatevi in questa scena. State aprendo una porta tenendo in mano una telecamera pesantissima e, dietro a questa, trovate la madre della vostra fidanzata assieme ad altre cinque o sei vecchiacce decrepite armate di sguardo minaccioso. Cosa fate?

A) Gettate la telecamera e date inizio ad un incontro di wrestling a senso unico, in quanto siete giovani e la sfidante meno vecchia ha 70 anni
B) Abbassate la telecamera e chiedete spiegazioni su quanto sta accadendo
C) Cercate di plagiare le vecchiarde offrendo loro la possibilità di bersi un té tutti insieme (offerta irresistibile) e le drogate/narcotizzate/avvelenate aggiungendo qualcosa di improvvisato
D) Scappate a gambe levate, e senza abbandonare la telecamera

Dennis non sa nemmeno cosa significhi dare uno sganassone, quindi abbandona la prima soluzione; non si sofferma a chiedere dettagli perché non vuole sprecare pellicola preziosa per una chiacchierata con delle vecchiette, dunque boccia anche la seconda; non sa fare il té o, ancor più probabile, non ha voglia di mettersi ai fornelli, indi scarta anche la terza scelta. Ebbene sì, il babbeo si dà alla fuga seguito dalle mummie. Raggiunto un appartamento buio, assiste alla morte di Julie causata dal demone, quindi trova Kristi. I due cercano di sfuggire all'invisibile entità nascondendosi in uno sgabuzzino e... boh? Il demone si lascia rinchiudere fuori, anche se ha dimostrato di poter passare attraverso qualsiasi materiale. Dopo un po' Dennis esce e trova Katie imbambolata mentre fissa il corpo della madre. Scena di tensione, la ragazzina si gira e fa una smorfia ruggente, Dennis se la fa nelle brache e, cercando di recuperare Kristi per scappare, viene letteralmente spezzato dalla malefica presenza. Ultima inquadratura sulla mamma di Julie che, afferrando per mano le due bambine, le porta al piano di sopra.
Fine...?



Domande Senza Risposta, Riflessioni e Risposte Senza Domanda (Spoiler Edition)

Paranormal Activity 3 è un casino. Cerca di fornire qualche spiegazione per ciò che accade nella serie e, invece, finisce per contraddirsi. Partiamo dalle domande inerenti al singolo capitolo.

  • Perché il demone temporeggia così tanto prima di uccidere? Dimostra in un paio di occasioni di poter davvero fare di tutto, dal sollevare senza sforzo la mobilia di un'intera cucina all'uccidere un essere umano spezzandogli la schiena, indi per cui perché perde tempo mettendosi lenzuola in testa, tirando bambine per i capelli e prendendo a schiaffi ignare babysitter studentesse?
  • Perché Kristi vede il demone (battezzandolo Toby) e Katie no? In teoria anche lei è un bersaglio della setta, dunque come mai? Vi prego, non datemi una risposta banale e ridicola tipo "Kristi c'ha i poteri" perché, in questa occasione, proprio non l'accetterei!
  • Quanto guadagna Dennis al mese? Vabbé, è un dettaglio poco rilevante nella storia, ma sarei curioso di saperlo.
  • Perché Dennis è così deficiente da acquistare tonnellate di VHS nuove? Non può registrare sopra quelle vecchie nelle quali non accade nulla?
  • Come già detto durante la descrizione dell'intro del film, come è possibile che sia Katie che Kristi versione adulta non abbiano guardato il contenuto dei nastri dello scatolone? Non so voi, ma se io avessi tra le mani una videocassetta anonima ed inedita che mi riprende quando ero piccolo, cacchio se la guarderei!
  • Chi ha rubato le videocassette? Perché? Chi permette agli spettatori di vedere questo montaggio?
  • Dennis ha trovato quei libri di magia... dove? Possibile che io nelle biblioteche scovo solo pseudotomi di magia nera scritti dal mago Otelma e Vanna Marchi?

Ok, passiamo alle domande che si vanno a creare sull'intera serie a causa di questo capitolo "rivelatore". Preparatevi, perché è davvero un macello!

  • Dunque, il demone è stato evocato da una setta di vecchiarde, ma a che scopo? Le megere che ci guadagnano in tutto questo? Vita eterna? Cibo gratis? Un lifting alle natiche?
  • Le megere hanno stretto una specie di patto col demone, a condizione che questi consegni loro tutti i primogeniti maschi della stirpe di Julie (come vediamo nel secondo PA). Ma dopo che se ne fanno dei bambini?
  • Qual è il ruolo delle ragazze affidate contro la loro volontà al demone? Nel primo episodio, Katie viene posseduta, fa fuori il marito e viene castigata dalla polizia; nel secondo, Kristi viene posseduta, esorcizzata ed uccisa; nel terzo Julie muore e basta. Insomma, che cappero significa? Non si riesce a capire se il demone le vuole morte o meno.
  • Perché tutte le donne della famiglia devono avere a che fare con degli uomini inutili ed appassionati di videocamere? Fa forse parte della maledizione?
  • Mettiamo caso che, a far sparire le videocassette nell'intro di PA3, sia stato il demone stesso. Se è così infastidito dall'essere ripreso, non farebbe prima ad eliminare le telecamere sparse per casa e/o i nastri? O forse è così vanitoso da voler mostrare ai suoi amici dell'inferno quanto sa essere bullo e cattivo?
  • Ripeto: perché il demone temporeggia invece di passare subito all'azione? Gli basterebbe un secondo per eliminare i bersagli e prendere quello che vuole, invece nei film ci mette sempre un paio di settimane se non di più.
  • Come è possibile che Katie e Kristi abbiano dimenticato, crescendo, tutti i fatti inerenti al demone, alla madre ed all'inutile Dennis? PA3 risponde con un "alle bambine vien fatto il lavaggio del cervello, sicché non ricordano nulla", ma questa soluzione non regge! Nel primo e nel secondo episodio della saga, infatti, le protagoniste dicono in più occasioni di aver avuto esperienze paranormali durante la propria infanzia, dunque non hanno dimenticato tutto, al massimo hanno represso il ricordo con l'aiuto di uno psichiatra. E ribadisco: COME FANNO A NON RICORDARSI DI CERTI DETTAGLI?

Passiamo alle conclusioni, è meglio.
Paranormal Activity 3 non cade negli stessi errori commessi nel 2 e cerca di avvicinarsi all'episodio capostipite. Il problema è che il team voleva fare le cose in grande, mettendo in piedi un capitolo rivelatore che regalasse allo spettatore qualche risposta riguardo ai ricorrenti misteri della saga e... un disastro! Le soluzioni proposte sono fin troppo sbrigative, banali e piene di falle, semplicemente non possono convincere appieno in quanto contraddittorie se messe a confronto con ciò che accade nelle prime due pellicole.
Dal punto di vista "paura", PA3 è indiscutibilmente mediocre. Simpatica ed inutile la trovata del lenzuolo, buffa quella dei capelli, fin troppo esagerato il poltergeist nella stanzetta... certo, se il volume viene tenuto alto il salto dalla sedia è inevitabile, ma anche uno spot pubblicitario trasmesso di colpo ed alle stesse condizioni procurerebbe lo stesso effetto.
Lo consiglio? Giudicate dalle valutazioni.

Voto personale: 5 1/2
Voto trashosità: 5
Voto splatterosità: 1

Ora non ci resta che attendere Paranormal Activity 4. Immagino già la pubblicità: "Katie e Kristi avevano una cugina..."

domenica 18 settembre 2011

Kolobos - Trappola Infernale, di Daniel Liatowitsch e David Todd Ocvirk (USA 1999)

Trama: Cinque ragazzi partecipano ad un insolito reality ambientato in una villa ma, contro ogni loro previsione, si ritrovano intrappolati nell'edificio braccati da un sadico e misteriosissimo serial killer...



Eccomi qui a parlare di Kolobos, uno degli horror thriller più nonsense usciti nell'arco degli ultimi vent'anni! Premetto sin da subito che la trama è strapiena di falle, una di quelle che, una volta svelato un paio di misteri, lascia allo spettatore delle domande tipo "ma se era così come è possibile che prima sia successo colà" e via di seguito. Diamo inizio alle bastonate allora!

SurReality Show - Casting (Spoiler Edition)

Già dai titoli di testa, Kolobos mi ha negativamente impressionato. Pensate che stia esagerando? Beh, questa è la main theme principale, dateci un ascolto.



Vi ricorda nulla? Diciamo, non so, uno storico pezzo dei Daemonia inserito in Suspiria di Dario Argento?



Ecco dunque spiegato perché, nonostante sullo schermo non fosse ancora apparso nemmeno un attore, ero già in posa "facepalm"!
Kolobos apre mostrandoci il punto di vista di una ragazza in fuga da chissà cosa sotto la pioggia battente e, da come gira vorticosamente la telecamera, sembra che la donna sia pure zoppa, gobba, ubriaca, sotto effetto di droghe e dotata di un collo che le consente di virare la testa a 270 gradi. La tipa viene quasi investita da un'auto e, poiché è gravemente ferita al volto (lo scopriamo solo perché i due idioti scesi dalla macchina ce lo urlano praticamente in faccia), viene soccorsa e condotta in ospedale. Qui la protagonista (è inutile cercare di "fare mistero", è naturale che sia lei il personaggio principale, anche se il egista l'ha fasciata a mò di mummia per mettere suspence) si ritrova in stanza con la versione trucida di Sigourney Weaver e, per mezzo di flashback, ci mostra cosa le è accaduto.
Tempo addietro qualcuno ha lasciato un'inserzione su un giornale, qualcosa tipo "cercasi cinque idioti per un reality show sperimentale. I candidati devono essere predisposti a fare sozzerie, carognate e ballare il tuca tuca" (insomma, gli stessi requisiti per entrare nella casa del Grande Fratello). Conosciamo ad uno ad uno i cinque partecipanti:

  • un'attrice di film di serie Z
  • un ragazzo logorroico preso in giro dai compagni di stanza del college
  • un mandrillone simpatico quanto le emorroidi
  • una esaltatissima commessa di fast food che si diverte a servire ai clienti più esigenti la sua "limonata calda"
  • una mezza pazza appassionata di disegno che va avanti a psicofarmaci.

Due domande: secondo voi chi è il protagonista? Semplice, la mezza pazza! E chi è l'assassino? Dài, aspettiamo ancora un po' prima di svelarlo...

SurReality Show - Beginning (Spoiler Edition)

Kolobos ha giocato la sua prima carta e riunito la "carne da macello". Seguiremo così la storia dal punto di vista della mezza pazza, Kyra (no, non c'entra niente con Death Note), accompagnata nella villa designata per lo show dalla commessa esaltata. Qui vedremo i personaggi conoscersi a loro modo (ovviamente il mandrillone ci proverà con tutto ciò che si muove) ed esplorare l'edificio strapieno di telecamere. La prima sera, i giovini ricevono la visita del regista, un uomo di colore dal sorriso smagliante che li invita a comportarsi con naturalezza assicurando loro che, per ogni evenienza, alloggerà in una roulotte posizionata in giardino. Inizia finalmente il reality vero e proprio (le vaccate no, quelle hanno preso il via già dai titoli di testa).
Mentre la mezza pazza rimane nella sua stanza a disegnare, gli altri si ritrovano immischiati sin da subito in una tortura mortale: l'attricetta da serie Z ha portato una sfilza di horror da quattro soldi nei quali ha recitato, costringendo così il gruppo a sorbirsi una serie di porcherie di infima qualità ingurgitando altrettante porcherie di infima qualità.



Dopo un paio di passaggi soporiferi, la commessa esuberante si addentra in cucina per prendersi l'ennesimo drink e BAM! Attiva una trappola nascosta e si ritrova con le viscere all'aria. Anche se stanno nella stanza adiacente, gli altri non hanno sentito nulla. Dopo X ore (dove X è un numero compreso tra 0 e + infinito), finalmente l'allegra marmaglia trova... il cadavere, direte voi. E invece no, la tizia è ancora viva, anche se per poco. Ai fessi si è aggiunta la mezza pazza che, probabilmente colta da una preoccupazione tipo "se la commessa muore, chi mi riporta a casa?", cerca di soccorrere miss Viscere 1999. Ah, di colpo porte e finestre vengono sbarrate.
Iniziate a tirar fuori carta e penna per segnarvi alcuni passaggi fondamentali di Kolobos, poi capirete perché.
L'attricetta ed il collegiale salgono insieme al primo piano per portare di sotto degli asciugamani, mentre mezza pazza e mandrillone rimangono con la commessa. Scena da dieci e lode: disturbato dal casino fatto dalla tv nella stanza vicina, mandrillone va a spegnere l'apparecchio impiegandoci circa mezz'ora. Nel frattempo mezza pazza si spaventa perché in casa viene a mancare la luce, quindi a tastoni cerca mandrillone. Quando si ritrovano tutti e quattro, il cadavere della ragazza è sparito nel nulla. Wow.
Kyra dà di matto ed inizia a vedere gente morta senza faccia saltare assieme a coniglietti rosa, infastidendo un poco gli altri membri della banda. Si recano tutti nella stanza della mezza pazza ma, a sorpresa, non riescono a trovare gli psicofarmaci della ragazza. Ad un certo punto, un urlo proveniente dal salone insospettisce i quattro imbecilli: mentre erano indaffarati, qualcuno ha messo un DVD che riprende un misterioso killer mentre inchellofana (insomma, mentre lega integralmente col cellophan) il regista di colore togliendogli il respiro. Sopra le proprie teste, i giovini ritrovano l'uomo impacchettato e grondante di sangue. Altra stranezza: lo tirano giù, gli liberano le vie respiratorie ed il nero ha ancora un po' di fiato per dire un paio di volte "Kolobos" prima di morire. Ho omesso un piccolo particolare: ogni tanto qualcuno che sta per morire dice "Kolobos", così, senza una ragione, ma torniamo al film. L'attricetta si mette a piangere come una matta e svela che l'uomo di colore in realtà altri non era che un suo amico attore mentre recitava una parte. Passiamo alle domande.

  1. Quanto tempo è passato dall'inchellofanamento del nero al ritrovamento del suo corpo?
  2. Di conseguenza, per quanto tempo un essere umano può trattenere il fiato?
  3. Se i quattro erano tutti insieme nella stanza della mezza pazza, chi è l'assassino?
  4. Come è possibile che tutti i partecipanti al reality non abbiano incontrato nessun addetto "dietro le quinte" senza insospettirsi?
  5. Che senso aveva inscenare la recita del falso regista? Con chi erano d'accordo l'attricetta ed il nero?
  6. Come ha fatto il misterioso assassino ad issare da solo un corpo umano sul soffitto del salone in pochissimi minuti?
  7. Che diavolo è "Kolobos"?

Ed ora le risposte.

  1. Non ne ho la più pallida idea
  2. Il record mondiale di apnea statica si aggira attorno ai 18 minuti
  3. Non ne ho la più pallida idea
  4. Non ne ho la più pallida idea
  5. Non ne ho la più pallida idea
  6. I casi sono due: o l'assassino è MacGyver, o non ne ho la più pallida idea
  7. Non ne ho la più pallida idea

A spezzare tutto questo mistero è una sequenza piena di senso: i protagonisti scovano su un tavolo un vassoio, alzano il coperchio e trovano la testa della commessa esuberante.

SurReality Show - Suspence (Spoiler Edition)

Kolobos si trasforma in un gioco di sopravvivenza, mentre alcune luci "da discoteca" sorte misteriosamente dal nulla sostituiscono il sistema di illuminazione della villa. I quattro ebeti hanno un'idea formidabile, ovvero quella di raggiungere la soffitta tutti insieme e di cercare una via d'uscita. Qui cercano di sfondare il tetto, ma scoprono che dietro si cela un'altra lamiera d'acciaio tanto impenetrabile quanto traballante (eh, quando cerchi di girare un film spendendo non più di 60€ devi lesinare sugli effetti speciali). Nel frattempo la mezza pazza continua ad avere allucinazioni e sente un rumore in un angolo buio. Il mandrillone va a controllare e non succede assolutamente niente. Kyra immagina un paio di persone senza volto di troppo e scappa strillando istericamente, quindi insegue il collegiale urlante mentre viene trascinato in un bagno da un non noto individuo e, impotente, ascolta da dietro la porta chiusa le urla del poveraccio mentre viene... ehm, ustionato a morte? Bruciato con un acido? Non si capisce granché.
L'attricetta ed il mandrillone trovano la mezza pazza piagnucolante ed il bagno pieno di sangue senza il cadavere, quindi decidono saggiamente di rinchiudere Kyra. Spero che vi siate segnando tutti questi passaggi.
Senza la psicotica in mezzo alle scatole, i due tentano di raggiungere lo scantinato, ma la porta è protetta da un sistema di laser sparati a casaccio... e l'atmosfera disco di Kolobos si fa sentire sempre di più. L'attricetta riesce a raggiungere l'uscio ed a scoprire che è chiuso, mentre il mandrillone sparisce misteriosamente. Nel frattempo la rinchiusa Kyra ha una crisi e litiga con fantasmi che non esistono. Se ci state capendo qualcosa, fatemi un fischio.


L'attricetta torna indietro (i laser sono assurdamente spariti), viene braccata da un assassino non identificato, si spezza una caviglia a causa di una trappola (ovviamente posizionata a casaccio) e muore lasciandosi trapassare dal corno di un alce appeso al muro.
Ritroviamo così il mandrillone, svenuto per cause sconosciute, e Kyra, scappata dalla sua prigione chissà come. Se volete un po' di chiarezza nella trama capitate assai male, poiché scopriamo che l'autore di tutte le atrocità viste fino ad ora è... provate ad indovinare... Kyra! La mezza matta! Quella che si metteva a piangere per ogni cosa, quella che aveva quasi sempre qualcuno di fianco mentre qualcun altro moriva! La ragazza uccide anche il mandrillone e dà il via ad una conversazione ridicola con una creazione della sua mente, un bruttone che lei ha battezzato Kolobos, ovvero "mutilare" in greco antico (o almeno così dicono nel film).
Kolobos ritona al presente. Kyra viene dimessa dall'ospedale portandosi dietro una serie di cicatrici autoinflitte sul viso, quindi torna a casa sua, una magione costellata di quadri macabri dipinti da lei, comincia a parlare sorridente con un rasoio e mette un nuovo annuncio sul giornale riguardo ad un nuovo progetto per un reality. Fine.

...Mio Dio!

Ok, pausa riflessione. Come può essere davvero Kyra l'assassina? Andiamo, è impossibile! Oltre a non essere ricca (e quindi a non potersi permettere una villa di due piani, mobilia costosa, trappole mortali a sensori ed un intricato sistema di telecamere), la ragazza:

  • Sobbalzava ogniqualvolta vedeva un'allucinazione, anche quando era sola, e poi alla fine mostra di convivere con i parti della sua mente con estremo piacere... un po' contraddittoria la faccenda
  • Durante l'attivazione delle trappole e la partenza del video sulla morte del finto regista era sempre da tutt'altra parte in compagnia di qualche fesso
  • Quando è stata attaccata la commessa, si era addormentata nella sua stanza
  • Dalla scoperta del corpo della commessa in poi, non è stata mollata per un secondo, quindi non può tecnicamente essere stata lei a caricare il cadavere del finto regista sul soffitto del salone
  • Considerando che lei peserà 20 Kg con le scarpe, come avrebbe fatto a sollevare da sola il corpo del finto regista e legarlo al soffitto?
  • Quando è morta l'attricetta, in teoria era rinchiusa in un bagno
  • Se fosse lei la responsabile della morte dell'attricetta, come avrebbe fatto a sollevarla di peso da terra (aveva una caviglia spezzata) e condurla rapidamente verso il corno di cervo appeso al muro forandole la testa da parte a parte? Diciamolo, ci vorrebbe un po' di forza, un bel po'!
  • Perché diavolo ad inizio film si fa ritrovare mezza morta in strada?
  • Se ha la fissa di "nutrire" un semplice rasoio da barbiere con del sangue, perché non usa solo ed esclusivamente quello per uccidere?

Insomma, Kyra non può FISICAMENTE essere l'assassina ma, secondo la trama di Kolobos, è lei l'artefice di tutto. Ah, e alla fine che cacchio è 'sto Kolobos? Il nome appioppato da lei ad una delle sue allucinazioni? E se così fosse, perché un paio di vittime ripetono "Kolobos" prima di morire? Che ne sanno loro? Cosa sono tutte queste porcate?

Concludendo


Kolobos è, come già anticipato sin dall'inizio, un horror thriller involontariamente nonsense. Non caotico, proprio NONSENSE. Nella prima metà di film non si capisce dove vuole andare a parare, nella seconda il PERCHÉ. L'unico elemento positivo della pellicola, scavando ben bene, è la qualità dei pochi ma efficaci effetti splatter, mentre la recitazione, la storia e tutto il resto è semplicemente da buttare.

Voto Personale: 3
Voto Trashosità: 7
Voto Splatterosità: 6-

martedì 6 settembre 2011

La Casa 4, di Fabrizio Laurenti (Italia/USA 1988)

Trama: Un fotografo ed un'appassionata di occulto occupano abusivamente l'antica magione situata su un isolotto per studiare alcuni fenomeni. Nel frattempo, una famiglia di miliardari interessata all'acquisto del medesimo lotto si appresta a visitare preventivamente la casa che, secondo alcune leggende locali, è stata in passato la residenza di alcune streghe...



Noto anche come Malefiche Presenze e Witchcraft, La Casa 4 è uno dei film "apocrifi" che hanno sfruttato il titolo/marchio del celebre cult "La Casa" per ottenere maggior visibilità. Non ci sono infatti molti punti in comune con la trilogia (tale però dal 1992) messa in piedi da Sam Raimi e Bruce Campbell: la storia è ambientata in una villa posta su un'isola e non in un inquietante cottage di montagna, non ci sono riferimenti al Necronomicon od alle opere di H.P. Lovecraft, non parliamo di spiriti sumeri, non ci sono ettolitri di sangue ad accompagnare lo spettatore verso i titoli di coda... Un po' come noleggiare un DVD intitolato "Le Avventure di Pippo, Pluto e Paperino" e ritrovarsi di fronte ad un pornosoft diretto da Tinto Brass, insomma.
Probabilmente non è necessario evidenziare questo punto, ma se una pellicola deve addirittura sfruttare il titolo di un'opera famosa per cercare di vendere qualche copia in più, quasi sicuramente è una ciofeca insipida da quattro soldi; contro ogni previsione, invece, La Casa 4 è... una superciofeca insipida da quattro soldi!

Quando Suspiria incontra Baywatch (Spoiler Edition)

Già nei titoli di testa de La Casa 4 ho avuto modo di sgranare gli occhi, in quanto i protagonisti del film sono Linda Blair, ovvero la Regan de L'Esorcista che, crescendo, ha perso il dono della recitazione, ed un certo David Hasselhoff. Hasselhoff... Hasselhoff... dove ho già sentito questo nome? Non preoccupatevi, ci torneremo fra poco.
Nel prologo del film, una donna incinta sta scappando da alcuni campagnoli armati di forconi finti misteriosamente infuriati nei suoi confronti. Curiosamente, nelle sequenze iniziali la braccata (vestita con un abitino decisamente poco adatto ad un centometrista e, ricordo, incinta) tiene testa ai suoi inseguitori distaccandoli di qualche metro, mentre una volta entrata in un'anonima casa situata nei paraggi la vediamo gironzolare indisturbata  in un lungo corridoio pieno di porte per almeno un paio di minuti buoni, dopodiché viene finalmente raggiunta. Cerchiamo una spiegazione razionale a tutto questo. Come ha fatto la donna incinta vestita con un similabito da sposa a staccare così considerevolmente i contadini? Ha preso un taxi? È la figlia di Carl Lewis? Davvero niente male, il film è appena iniziato e già aggrottiamo le ciglia. Comunque sia, i campagnoli raggiungono la tipa che, piuttosto di beccarsi una rastrellata di plastica, reagisce lanciandosi dalla finestra del secondo piano morendo da orgogliosa suicida.
Termina il prologo, inizia il film vero e proprio, facciamo finta di non aver visto nulla.
Conosciamo finalmente due dei protagonisti de La Casa 4, ovvero una ragazza appassionata di occulto ed un fotografo... un momento! David Hasselhoff era il Michael Knight della serie Supercar, quello che faceva anche Mitch in Baywatch, il bagnino masculo più celebre del piccolo schermo (perché forse l'unico)! Wow, il cast si fa sempre più interessante, mancano giusto Gary Coleman, Kevin Sorbo, Tiffany Brissette e Lorenzo Lamas per trasformare il tutto in una reunion delle star più dimenticabili della storia... anzi no, Coleman no, in fondo Arnold non era male. Torniamo al film, via.
Per una ventina di minuti non faremo altro che seguire i botta e risposta tra la ragazza e Mitch, scoprendo così che:

  • Lei ha intenzione di scrivere un libro e, per questo, si è abusivamente diretta sull'isola con la villa ormai abbandonata
  • Mitch è un fotografo
  • La casa sull'isola apparteneva ad una strega
  • Mitch ha altri interessi
  • Ad una certa ora del giorno, dal secondo piano della casa è possibile assistere ad un fenomeno chiamato "Luce della Strega"
  • Mitch è un erotomane
  • La ragazza è vergine e fiera di esserlo
  • Mitch è abituato e destinato ad andare ripetutamente in bianco


Tutti questi interessanti passaggi sono intervallati da stacchi, flashback e sogni buttati a casaccio, miscelati alla "brutt'è meglio" e di impossibile comprensione. Ogni tanto appare dal nulla una cinquantenne vestita di nero che adora accecare i passanti con un enorme gioiello luccicante. Potreste pensare che suddetto gioiello sia rilevante nella storia, ed invece no.
La Casa 4 presenta finalmente qualche altro personaggio. Una famiglia di miliardari composta da padre portato al tradimento, madre avida ed acidissima, figlia incinta e bambino rompiscatole lentigginoso ha intenzione di acquistare la casa sull'isola per trasformarla in un club riservato ai ricconi. Dopo aver assoldato una donna architetto propensa a "scambiare opinioni carnali" con tutti gli uomini sul suo cammino, i Dé Paperoni incontrano un agente immobiliare e, con un'imbarcazione pilotata nientemeno che dal sosia di Chuck Norris, raggiungono la magione. Mitch e compagna invece si nascondono in quanto, come già detto, stanno occupando abusivamente l'abitazione abbandonata.
Inizia l'incubo...?

Ostrega che Strega (Spoiler Edition)

La Casa 4 comincia a proporre finalmente qualche piccola scena horror (escludendo ovviamente i primi piani diretti a Mitch). La donna in nero si rivela una strega e, senza pietà, uccide il sosia di Chuck Norris allontanando la barca dalla costa. Nel frattempo, i Dé Paperoni incontrano e conoscono i due occupanti abusivi.
Punto della situazione.

La famiglia Dé Paperoni, l'architetto, l'agente immobiliare, la scrittrice mancata e Mitch sono bloccati sull'isola in una casa che, a quanto pare, ospiterebbe anche una strega vestita di nero ed amante dei gioielli sbriluccicosi intenzionata a far fuori l'intera cricca.

Poiché negli anni '80 i cellulari ancora non esistevano (scusa decisamente più solida del classico "non c'è campo") e dato che il telefono di casa non è collegato... no, no, un attimo. Parlerò da ignorante, ma negli anni '80 era già possibile collegare un apparecchio posto su un'isolotto alla rete telefonica via cavo? Ok, lasciamo perdere. Dicevo, il piano dei protagonisti è quello di aspettare soccorsi da parte del padre dell'agente immobiliare che, non vedendo rincasare il figlio, indagherà raggiungendo l'isola. La donna in nero approfitta dell'occasione per praticare un rito satanico che richiede ben quattro elementi:

  1. L'ira dell'avida
  2. La lussuria della meretrice
  3. Il frutto della partoriente
  4. Il sangue di una vergine

Porca miseria, che caso, nella villa ci sono tutti! Chi l'avrebbe mai detto? No, dovremmo davvero tifare per la strega, a questo punto! Insomma, o coglie questa rara occasione o aspetterà almeno 1000 anni prima di ritrovarsi in casa tutto il necessario. Al posto suo voi che fareste?
Comunque sia, gli attacchi della donna in nero sono divisi in tre fasi:

  1. Illusione, ovvero la vittima immagina di ritrovarsi in una situazione assurda
  2. Viaggio dimensionale (o presunto tale), ovvero la vittima si ritrova in un luogo anonimo e sconosciuto assieme alla donna in nero ed altre due streghe racchie
  3. Morte, ovvero la vittima torna nel mondo reale e... beh, muore!

Non contando il sosia di Chuck Norris, la prima a cascare nelle trappole della donna in nero è miss Incinta Dè Paperoni ma, diversamente dagli altri, non morirà. Prima immagina di venire risucchiata da una vasca da bagno, poi incontra le vecchiarde nell'altra dimensione mentre mangiano un bambolotto fatto male che dovrebbe somigliare un bambino, quindi viene risvegliata dal resto della truppa. Sorte peggiore semmai spetta alla rappresentante de "l'ira dell'avida", ovvero la signora Dé Paperoni, messa penzolante a testa in giù nel caminetto con la bocca cucita proprio mentre gli altri stanno per appiccare un fuocherello.
La lussuria della meretrice altri non è che l'architetto, presa in coppia assieme all'agente immobiliare con il quale "scambiava opinioni", mentre a donare il "sangue di una vergine" sarà ovviamente la scrittrice mancata, oniricamente (?) violentata da un bruto impomatato dal sorriso smagliante (che, a dirla tutta, poteva anche essere mooolto più violento). Dopo tocca a... ah, già, il signor Dé Paperoni, ucciso con una bambola voodoo senza alcuna ragione (non rientrava nella lista della spesa della strega).
Nel frattempo, il padre dell'agente immobiliare (ormai già arso vivo crocefisso a testa in giù) riesce a raggiungere l'isola a bordo di un elicottero ma, poiché dall'alto né lui né il pilota hanno notato anomalie nell'edificio, decide di tornare indietro senza nemmeno atterrare ed ispezionare i dintorni. Mah!



La Casa 4 raggiunge picchi di squallore sempre più alti.
Incinta Dé Paperoni assume le sembianze di Bill Kaulitz dei Tokio Hotel in quanto viene posseduta dallo spirito della donna vista nel prologo (quella morta suicida), ma non sappiamo quando e come avviene tutto questo. Il perché ce lo rivela lei: deve dar vita ad un bambino che reincarni tutto il male possibile. No, non è la storia di Brunetta, è la trama de La Casa 4.
Mitch viene infilzato da un candelabro e, nel giro di qualche minuto, morirà. La scrittrice ed il bambino invece si ritrovano in un faccia a faccia con la Dé Paperoni che, dopo aver ascoltato la voce del fratellino più volte, decide di lanciarsi dalla finestra e suicidarsi di nuovo. E adesso, attenzione al colpo di scena finale.
La scrittrice si risveglia in un ospedale, dove le dicono di non preoccuparsi perché il bambino che porta in grembo sta bene. Primo piano di lei stupita e spaventata accompagnato dalla classica musichetta TAN TAN TAN TAN TAAAAAANNNNNNNN, titoli di coda.
The end.

La Casa 4 AKA Witchcraft AKA Malefiche Presenze AKA Evil Encounters AKA Evil Dead 4 AKA Ghosthouse 2

La Casa 4 è un low budget italoamericano purtroppo sotto gli standard rispetto agli altri titoli usciti verso la fine degli anni '80. Lo stile "vintage semi-amatoriale" della fotografia e delle ambientazioni era già allora vecchio di almeno 10 anni; la recitazione degli attori, seppur nel complesso (quasi) sufficiente, cozza con le poco approfondite personalità/stereotipo dei personaggi; la storia è ricca di buchi, non convince ed in alcuni passaggi è persino confusa... Un disastro, in poche parole. Volendo possiamo spendere qualche parolina positiva per quanto riguarda lo splatter artigianale del film, non certo da applausi ma comunque d'effetto, tuttavia insufficiente a mantenere viva l'attenzione dello spettatore.
Da pernacchia.

Voto personale: 4
Voto trashosità: 5 1/2
Voto splatterosità: 6

domenica 7 agosto 2011

Paranormal Activity 2, di Tod Williams (USA 2010)

Trama: Dopo aver trovato la casa a soqquadro, la famiglia Rey installa una fitta rete di telecamere di sorveglianza nella propria residenza. Presto scoprirà con orrore di ospitare una malvagia entità...



Quando nel 2007 uscì nelle sale di tutto il mondo il primo Paranormal Activity, il pubblico si divise in due fazioni completamente opposte; da una parte c'era chi adorava il low budget diretto da Oren Peli, dall'altra chi invece lo aveva trovato fiacco e noioso.
La mia opinione riguardo Paranormal Activity è più che positiva: un horror realizzato con solo due attori sconosciuti e 15000 dollari di spese di produzione (quelle pubblicitarie sicuramente erano mooooolto più ingenti) capace di trascinare ed inquietare se seguito con l'ottica giusta, due interpreti degni di questo nome, intelligente gestione della videocamera... va bene, non sarà l'horror del secolo, ma c'è da ammettere che come film sa il fatto suo.
Paranormal Activity riscosse un notevole successo (notevole soprattutto se messo a confronto con le spese), spingendo la casa di produzione a realizzare l'immancabile sequel, anzi, prequel. Che disastro!

Paranormal Disaster 2 (Spoiler Edition)

In Paranormal Activity 2 seguiremo le peripezie di Kristi, sorella di Katie (protagonista del primo PA). Tornata da una serata balorda, la famiglia Rey trova una brutta sorpresa, ovvero la casa messa completamente sottosopra. Sebbene i Rey siano più che benestanti, sembra che durante l'irruzione i responsabili non abbiano preso nulla di particolarmente prezioso. Daniel, il capofamiglia, percepisce così il bisogno di rassicurare moglie e figli prendendo qualche precauzione contro ladri e vandali.
Acquista nuovi allarmi? Naaah, troppo banale!
Semina il giardino con mine antiuomo? Purtroppo la legge non lo permette.
Ecco dunque che il genio della situazione installa una fitta rete di telecamere capace di far impallidire il campo di prigionia di Guantanamo, spendendo Dio solo sa quanti soldi in corrente, impianto e via dicendo. Insomma, dopo una decina di minuti lo spettatore ha capito di non avere a che fare con menti particolarmente brillanti. Ah, poiché Paranormal Activity 2 è un mockumentary/found footage, assisteremo solo ed unicamente a sequenze riprese da videocamere e compagnia.
Già dalla prima notte possiamo osservare eventi terrificanti come porte aperte e chiuse dal vento, macchine pulisci-piscina che scalano il bordo della vasca, luci che vanno e vengono e cani che abbaiano. Brrr...


Siete ancora lì? Non siete fuggiti dal terrore? Bene, andiamo avanti allora!

Dopo aver scoperto il mistero della macchina pulisci-piscina per mezzo delle utili e costose registrazioni, i Rey mostrano soddisfazione nel grande investimento inerente all'impianto casalingo del Grande Fratello. Nel frattempo la babysitter/cameriera/sguattera tuttofare messicano/spagnola sfoggia tutti i luoghi comuni degli statunitensi nei confronti degli abitanti dell'America Centrale agitandosi e pronunciando frasi come "esta es l'opra del diablo" o "vamos a matar compagneros".

Mi rendo conto che, giunti a questo punto nella lettura, sarete sudati e scossi da temibili brividi di paura; ricordate che è tutta finzione ma, se proprio non riuscite a controllarvi, abbandonate la pagina e dedicatevi ad altro. No? Siete ancora lì? Ok, andiamo avanti.

Direttamente dal primo Paranormal Activity, gli ex protagonisti Katie e Micah vanno a trovare gli agiati parenti per poter sfruttare la loro piscina e mangiare a sbafo. Mentre David e Micah si gettano in interessantissimi discorsi "da uomini" riguardanti fast food, le sorelle Katie e Kristi discutono di quando, da bambine, erano perseguitate da demoni potentissimi e dai brufoli. Tutte queste sequenze naturalmente non servono a nulla.

Hunting Hunter (Super Spoiler Edition)
Siamo agli spoiler di non ritorno ed ai brividi più brividosi di Paranormal Activity 2. Non vi obbligo ad interrompere la lettura, ma non mi assumo alcuna responsabilità riguardo ai pericoli che minacceranno la vostra sanità mentale ed il vostro sistema nervoso. Davvero, un giorno siete persone normali ed in quello seguente vi ritrovate a scrivere in un blog stroncando film horror che non si sognerebbe di guardare nemmeno un tacchino sordocieco.

La situazione comincia a sfuggire di mano ai Rey. La babysitter ispanico-messicana inizia a praticare strani riti cristiani "mucho gusto" con contaminazioni voodoo e, misteriosamente, per questo viene licenziata dal diffidentissimo Daniel, sempre alla ricerca di spiegazioni logico-razionali per giustificare quanto accade tra le quattro pareti di casa sua ("oh, la tv si è accesa da sola, sarà l'aurora boreale"... idiota). Intanto Kristi si fa prendere da crisi isteriche perché una padella si è staccata da sola dal gancio in cucina sulla quale era appesa, mentre Ali... e chi cacchio è Ali? Ah, si tratta della figlia adolescente di Daniel e Kristi, fino ad ora non menzionata perché praticamente inutile ai fini della storia di Paranormal Activity 2. Dicevo, mentre Ali invita di nascosto il suo ragazzo imbecille quando i suoi sono fuori a rilassarsi bevendo come spugne. Durante uno di questi incontri, i due giovini danno vita ad un dialogo avvincente e perfettamente realistico:

Idiota <Sei sola in casa?>
Ali <Sì, sono tutti fuori.>
Idiota <Io e te soli in una grandissima casa. Ho in mente un certo progettino, sai...>
Ali <Davvero? A cosa ti riferisci? Dimmidimmidimmidimmi!>
Idiota <Potremmo evocare qualche spirito con la Ouija Board che ho appena comprato!>
Ali (sbuffando) <Ah... ok.>

Anche se non riescono a collegare immediatamente il fatto, i giovini deficienti scoprono così che ciò che vuole lo spirito in casa Ray è Hunter, primogenito maschio della famiglia nonché pargolo ancora impegnato a riempirsi le brache di popò ed a lottare con le sbarre del proprio lettino.
Bene, da qui fino ai titoli di coda, Paranormal Activity 2 incatena uno dopo l'altro eventi agghiaccianti comprendenti cani che abbaiano al vuoto, bambini fluttuanti, peti nel buio, macchine pulisci-piscina parlanti ("Daniel, sono tuo padre!"), vecchi pseudoesorcisti, tornei di Casatschok (blasfemicamente noto come "Kasaciòff") e finali deludenti.


Siete arrivati ai titoli di coda di Paranormal Activity 2? Wow, questo significa che avete diritto ad una maglietta con sopra stampata la scritta "sopravvissuto a PA2", un autografo di Hunter ed una pensione statale per la semi-infermità mentale. Benvenuti nel mio mondo!

Attività a Paragone

Paranormal Activity 2 è in pratica un esperimento commerciale hollywoodiano, nato dalle ceneri del suo fortunato predecessore ed orbitante attorno alla medesima idea (intascare un massacro di soldi spendendo una miseria). Come dire, la produzione si è abituata all'idea di prendere gli spettatori per i fondelli, ma questa volta c'è qualcosa che non funziona appieno. Paragonato al suo predecessore, Paranormal Activity 2 è nettamente inferiore a causa di una serie di scelte sciagurate elencate di seguito.

  • Vedo/Non Vedo - Nel primo PA, quasi tutto ciò che aveva a che fare con l'entità misteriosa avveniva fuori schermo. Un semplice rumore proveniente dalla stanza accanto era in grado di inquietare lo spettatore coinvolto appieno nella storia. BAM! Che sarà stato? Ladri? Un gatto? Un procione? Il nonno ubriaco? La pellicola giocava con le nostre emozioni sfruttando elementi semplici e funzionali. Al contrario, PA2 ti sbatte subito in faccia tutto quello che accade, senza lasciare un minimo di mistero e, conseguentemente, di tensione. CRASH! Oh, la padella è caduta. Cheppauuuuura...
  • Opra del Diablo! - Andiamo, era davvero necessaria la figura della tata religiosa e superstiziosa all'estremo? Un personaggio quasi parodistico ed ho detto tutto.
  • Non ci Credo ma è Vero - Altro classico cliché è la caratterizzazione di Daniel, padre di famiglia tanto premuroso quanto scettico. Quest'uomo potrebbe vedere il proprio braccio sinistro staccarsi di netto dal corpo fluttuando in aria verso le pale di una ventola e ritenere che la causa di tutto sia il minestrone della sera prima, il fisco, la società, la professoressa di inglese di sua figlia o l'eruzione del Krakatoa.
  • Prequellando - Perché legarsi al primo Paranormal Activity? Perché realizzare un forzatissimo prequel? Secondo me era meglio mettere in piedi un nuovo capitolo completamente estraneo dagli eventi descritti nel predecessore se non per i due concetti alla base del progetto: l'uso di una videocamera e la presenza di un'entità malvagia.
  • Demone Giocoso - Nel primo PA, l'entità malvagia si manifesta ai protagonisti ed allo spettatore in un crescendo continuo e ben calibrato, quasi come se si stesse rafforzando prima di scatenare il colpo finale. In Paranormal Activity 2, invece, è come se il demone fosse sempre in forze. Perché allora rompere le scatole ai Ray per millemila giorni? Che cacchio vuoi, il bambino? Prenditelo subito! Invece no, il diavoletto casalingo preferisce giocare con i suoi coinquilini lasciando cadere padelle ed accendendo luci. Quasi un nonsense.
  • Giustificazioni - Il cinema made in USA degli ultimi anni è a prova di idioti, in quanto nei film viene giustificato TUTTO. Niente viene lasciato al caso, alla libera interpretazione od all'intuizione dello spettatore, nulla vien dato per scontato. E questo accade anche in Paranormal Activity 2, in quanto all'entità malvagia vengono dati un passato (per mezzo dei trascorsi di Katie) ed uno scopo. Secondo il mio modesto parere, era meglio non svelare nulla.


Rimane solo una questione da chiarire in Paranormal Activity 2. Dunque, il primo film è costato 15000 dollari e si vede: pochissimi effetti speciali, attori sconosciuti, un'unica ambientazione... insomma, il budget rientra effettivamente in ciò che vediamo. Il prequel ha richiesto invece 3 milioni di dollari, cifra comunque ridicola per una produzione statunitense ma impressionante se consideriamo i contenuti del film. PER COSA CASPITA SONO STATI SPESI 3 MILIONI DI DOLLARI? Per far cadere padelle con un filo? Per accendere una tv con un telecomando? Per trascinare fuori dall'acqua un pulisci-piscina? Per il catering (magari l'attore che interpreta Daniel non riesce a stare su un set per più di 20 secondi se prima non ha fagocitato 4 Kg di mortadella)?

Concludendo

Chi come me ha apprezzato il primo capitolo potrebbe rimanere deluso da Paranormal Activity 2 e dai suoi pseudo-espedienti terrorizzanti. Lo consiglio invece a chi non è riuscito ad amare il predecessore poiché, in un modo o nell'altro, questo prequel sembra davvero incarnare tutte le opinioni negative spese per PA. Dategli un'occhiata e, dopo, riguardate il capostipite della saga, cogliendone così tutte le caratteristiche positive.

Voto personale: 4 1/2
Voto trashosità: 6 (storia a parte, la tata del diablo es muy trashossa, ay caramba!)
Voto splatterosità: 1

giovedì 14 luglio 2011

Il Bosco dell'Orrore, di Mitchell Altieri e Phil Flores (USA 2011)

Trama: Al termine di una festa ambientata in una casa sperduta tra ettari di bosco, alcuni motociclisti si imbattono in forze potenti e sconosciute...



Devo dire la verità, ritrovarmi a stroncare Il Bosco dell'Orrore un po' mi dispiace perché, tutto sommato, il film aveva grandi potenzialità. In breve, la storia si brucia da sola tuffandosi nel ridicolo anziché proseguire sull'interessante percorso intrapreso a circa metà strada.
Possiamo analizzare principalmente tre fasi distinte della pellicola.

Il Prologo, Ovvero Quando Studio Aperto Incontra Lucignolo (Spoiler Edition)

I protagonisti de Il Bosco dell'Orrore sono tre motociclisti ribelli alla Hells Angels che sguazzano tra birre, sesso occasionale, violenza ed affari illeciti. Descriviamo i personaggi principali per quanto possibile.

  • Il "capetto" del trio è un tizio dall'aria dura sempre pronto a mollare sganassoni. È fidanzato con la sorella di un altro membro del gruppo (il biondino) e non è capace di completare una frase senza esprimere (verbalmente o fisicamente) qualche concetto violento. Tipo simpatico da invitare nelle partite casalinghe a Monopoli;
  • Il secondo biker è un biondino gracilino che, probabilmente, sta nel gruppo solo perché la sorella gnocca è la ragazza del capo. In fase avanzata del film scopriamo che è il figlio di uno dei fondatori della grande famiglia degli "Hells Angels tarocchi", ma la verità l'abbiamo già sottolineata: senza sua sorella, oggi probabilmente venderebbe banane in qualche semaforo;
  • Il terzo membro del gruppo è un deficiente. Inutile, idiota, ride per tutto quello che dice il capo, non ha qualità in risalto, è un codardo e non è nemmeno capace di attaccare bottone con una donna senza rimediare una figuraccia. Cosa diavolo ci faccia in una banda di motociclisti è un quesito destinato a rimanere irrisolto durante tutta la visione del film;
  • La sorella del biondino è una ragazza QUASI normale.

Il Bosco dell'Orrore offre nei primi 20 minuti solo ed unicamente stralci di "vita da biker". Nell'ordine abbiamo sesso, scazzottata per affare di droga non soddisfacente, birre, lungo viaggio, birre, festa di compleanno della mamma cinquantenne del biondino (1000 volte più motociclista di lui) in una casa in mezzo ad un bosco, birre, donne seminude, birre, rivisitazioni del passato di qualche personaggio, birre, chiacchiere poco utili... può sembrare quasi un mix tra un servizio di Studio Aperto e Lucignolo.
Nel momento esatto in cui lo spettatore inizia a prendere in considerazione l'idea di sospendere la visione del film per passare a qualcos'altro, il ritmo ed i contenuti de Il Bosco dell'Orrore si fanno di colpo più interessanti.

Lo Splatter, Ovvero Quando L'Esorcista Incontra La Casa!!! (Spoiler Edition Moderata)

La seconda parte de Il Bosco dell'Orrore è la più promettente, la più spettacolare, la più... la più!
La festa è finita, sono rincasati tutti tranne i protagonisti e la sorella "abbandonata" della ex del biondino. Dopo chiacchiere quasi inutili ai fini della trama, finalmente accade qualcosa: la ex del biondino appare coperta di sangue e di tagli, i telefoni sono disturbati da uno strano segnale ed i veicoli non hanno intenzione di partire. I protagonisti mettono la ragazza gravemente ferita su un letto e, sperduti nel nulla senza auto e possibilità di comunicare con il mondo esterno, decidono sul da farsi assegnando al deficiente il compito di sorvegliare l'inferma. Ok, finalmente si inizia un poco a ragionare. L'idiota (che non ha mai visto una ragazza in vita sua) approfitta della situazione per soddisfare alcune sue "curiosità". La ragazza si sveglia, gli salta addosso e gli strappa con un morso un pezzo di collo. Gli altri membri del gruppo, attirati soprattutto dalle urla, riescono con fatica a trattenere la donna impazzita ed a legarla a letto.
Punto della situazione: abbiamo gente bloccata in un posto sperduto con un tizio gravemente ferito alla gola, un'indemoniata nel letto (con tanto di "doppia voce") e qualcosa di malvagio e sconosciuto celato nei boschi. Quando L'Esorcista incontra La Casa! Da qui in poi il sangue si spreca, mentre il twist di trama invoglia lo spettatore a proseguire nella visione.
Quando stronco un film e scelgo di spoilerare sui contenuti della trama, lo faccio perché (almeno secondo il mio modesto parere) non offre effettivamente nulla che valga la pena di guardare. In questo caso invece sarò un poco più "morbido" su alcuni punti, in quanto ne Il Bosco dell'Orrore tutto sommato vi sono contenuti degni di nota. Non accennerò infatti a quanto accade in questa seconda parte del film, mentre per il vostro bene percepisco il dovere di passare alla terza porzione di pellicola ed alle sue brutture...

La Porcata, Ovvero Quando Elvis Incontra Le Iene e Blade Runner (Spoiler Edition)

Ok, a grandi linee avete afferrato cosa abbiamo nella seconda parte de Il Bosco dell'Orrore. Ora, immaginate di essere gli sceneggiatori del film e provate a pensare qual è il peggior risvolto che dareste alla storia. Sono sicuro che non siete andati nemmeno vicini a quello che hanno invece combinato gli scribacchini di questo horror potenzialmente interessante. In breve, saltano fuori i veri cattivi... credetemi, non so nemmeno da che parte cominciare da quanto è imbarazzante! Dei rockabilly bloccati mentalmente e "fisicamente" negli anni '50, in realtà alieni il cui scopo è permettere alla loro regina di nascere nel corpo della ex del biondino! Porca miseria, che hanno combinato? Perché, dico io, PERCHÉ?
Eccovi, descritti nel dettaglio, i villain de Il Bosco dell'Orrore:

  • Un gracilissimo ed antipaticissimo imbecille logorroico più adatto al ruolo di "scemo del villaggio" che a quello di "capo del gruppo dei cattivi", sempre pronto ad impartire ordini ed a sparare vaccate;
  • Un cretino ritardato con la fissa per i coltelli a serramanico ed il ballo;
  • Un semipalestrato muto che gironzola con il walkman sfoggiando espressioni beote;
  • Due ragazze i cui unici scopi sono quelli di cambiare il vinile al grammofono ogniqualvolta il capo lo chiede e strusciarsi l'una addosso all'altra.

Per tutta la terza porzione de Il Bosco dell'Orrore saremo costretti a seguire le performance di pessimi attori mentre interpretano ancor più pessimi personaggi che, con lo splatter ed i twist di prima, non hanno nulla da spartire. La tortura destinata ai protagonisti della storia è poca cosa rispetto a quella riservata allo spettatore.


Concludendo

Il Bosco dell'Orrore poteva diventare un cult nel suo genere. Se solo la terza parte fosse stata in linea con la seconda, se solo gli sceneggiatori avessero avuto qualche idea in più o, almeno, se solo non ci fossero stati gli alieni rockabilly, forse il film si sarebbe tenuto sulla sufficienza. Considerando che, in una scala da 1 a 3:
La prima parte merita 1
La seconda merita 3 (stiamo larghi)
La terza 0 (anche se vorrei mettere -20)
e dato che la pellicola non si distingue per qualche particolare, penso che meriti una valutazione decisamente bassa.

Voto personale: 4
Voto splatterosità: 6
Voto trashosità (praticamente solo la terza parte): 5

venerdì 8 luglio 2011

Spookies, di Genie Joseph, Thomas Doran (USA 1986)

Trama: Alcuni festaioli occupano una magione apparentemente abbandonata per dar vita ad un party selvaggio. Quello che non sanno è che nella magione si nasconde uno stregone decrepito in costante ricerca di energia vitale...



Uhm... B-movie?
Eheheh, direi più vicino ad uno Z-movie !

Nel prologo di Spookies abbiamo Billy, un tredicenne che gironzola di notte in un boschetto, ed alcuni giovani (escluso uno che di giovane ha ben poco) impegnati a vagabondare nella medesima zona alla ricerca di un luogo dove baldoreggiare. Sia il bambino che il gruppo raggiungono una decrepita villa spettrale con tanto di cimitero in giardino e scricchiolii sinistri provenienti da ogni dove. Il povero Billy ha vita breve, poiché in men che non si dica viene aggredito, trascinato e seppellito vivo da un... eh? Che cacchio è quello? Una specie di... goblin monco dal volto scuro?!? Ok, diciamo solo che Billy "viene sistemato", e tutto questo dopo aver aperto un pacco regalo contenente una testa mozzata situato in una stanza ornata a festa nella magione (ah, dimenticavo di dirvi che è il compleanno di Billy).
Ed i festaioli? Durante il party trovano per caso una ouija board, una di quelle tavole che anticamente servivano per comunicare con le anime dei morti. Per noia e curiosità, gli allegri idioti provano così a contattare qualche anima, ma in realtà ciò avviene perché un vecchio mago pazzerello nascosto nella casa ha intenzione di succhiar loro l'anima per riportare in vita la moglie defunta. Dopo appena qualche secondo, la villa si riempie di creature mostruose e sanguinarie.
Siete confusi? Se provate a seguire il film, lo sarete molto di più!

Nonostante il caos descritto poco sopra, la formula di Spookies è semplice e diretta: un vecchio stregone veste i panni del "burattinaio" che cerca costantemente di mettere in pericolo le sue "prede". Ed è davvero notevole la varietà di esseri mostruosi sui quali ripiega per raggiungere i propri scopi! Spaziano dai quasigoblin agli zombie, dagli spiriti maligni (una ragazza posseduta sembra addirittura provenire dal celebre La Casa di Sam Raimi!) alle gigantesche donne-ragno! Uhm... da questo punto di vista, forse c'è fin troppa varietà! Ma torniamo al film.


La storia di Spookies è chiaramente un pretesto continuo per far sì che i protagonisti si trovino catapultati in situazioni sempre più pericolose ed assurde, ed ecco il primo grande difetto della pellicola: è tutto vistosamente forzato. L'ordine degli eventi è più adatto ad un titolo "su binari", dove il/i protagonista/i è obbligato a seguire un percorso prestabilito, come un cunicolo interrotto di tanto in tanto da qualche stanza (insomma, lo scenario della grande villa piena di porte e stanze, in questo contesto, stona un poco).

Un altro elemento negativo in Spookies: la recitazione. È semplicemente di basso livello. Certo, abbiamo a che fare con un B-movie anni '80 e, di conseguenza, è assurdo sperare di seguire interpretazioni stellari e performance memorabili, ma... come dire... molte delle reazioni degli attori sono palesemente false e completamente innaturali! E non mi riferisco a "necessità di sceneggiatura", ma a veri e propri stravolgimenti della mimica e della psicologia umana in risposta a determinate situazioni!

Se passiamo alla caratterizzazione dei personaggi di Spookies, purtroppo, il discorso non cambia. Possiamo distinguere (voglio un "Olé" per ciascuna riga! Pronti?):
  • il tipico bulletto ribelle "faccia da schiaffi" anni '80;
  • un tipo maturo e razionale (contraddetto quasi sempre dalle sue azioni/reazioni);
  • la ragazza/oggetto del bulletto;
  • una coppia con problemi;
  • uno scemo patentato;
  • un vecchio rimbambito.
Se non ho citato qualcuno è perché non ha nemmeno un accenno di profilo psicologico, caratteristica non necessaria per ricoprire il ruolo tecnicamente noto come "carne da macello".
In Spookies non c'è un protagonista carismatico capace di rubare la scena... solo una banda di mentecatti e tanti mostri!

Gli effetti speciali, ovviamente artigianali e dotati di qualche tocco "digitale" dell'epoca, si lasciano guardare piacevolmente. Lo splatter è assente, mentre abbondano le belle creature grottesche di una volta (e ne approfitto per ricordare che stiamo parlando di un titolo realizzato nel 1984 ed uscito nel 1986).

Spookies in poche parole? Grottesco, lievemente/volontariamente ironico, involontariamente comico e pieno zeppo di creaturacce (parlo dei mostri, non degli attori che non sanno recitare). Non spaventa per nulla, non lascia col fiato sospeso... ma intrattiene comunque, grazie ai molteplici elementi di cui è composto.
Voto personale: 6+
Voto trashosità: 7 1/2

lunedì 4 luglio 2011

I 13 Spettri, di Steve Beck (USA 2001)

Trama: Arthur Kriticos eredita un' immensa magione ultramoderna da suo zio Cyrus.
La cosa lo rende felicissimo, dato che lui ed i suoi due figli stanno passando brutti momenti economici e familiari (per via della recente perdita della moglie).
Ma Arthur ignora che lo zio era un cacciatore di fantasmi...

Remake di un film degli anni sessanta, I 13 Spettri è un ghost movie che cerca di riproporre l'horror generato dall'equazione casa + fantasmi tentando di unire il vecchio con il nuovo.
Dopo circa 7 minuti di presentazione frenetica, conosceremo i veri protagonisti della storia: una famiglia di 3 persone che non se la passa affatto bene. Arriverà presto un avvocato per comunicare loro dell'inaspettata eredità lasciata dal semisconosciuto zio Cyrus.
Presto papà, figlio, figlia e governante visiteranno la loro nuova magione particolare, costituita da vetri con scritte in latino, strani marchingegni e... fantasmi nel sotterraneo!

Anche se il prologo lascia ben sperare e la trama non è completamente da bocciare, I 13 Spettri non tarderà a mostrare la miriade di difetti di cui è farcito.
La storia è dannatamente prevedibile, ogni singolo risvolto è praticamente telefonato, compresa "l'americanata" finale. Solite situazioni viste fino allo sfinimento, tanto che in alcuni punti è giustificabile uno sbadiglio o due.
La caratterizzazione dei personaggi è forzatissima. Il padre (Tony Shalhoub? Il detective Monk protagonista in un horror?) cerca solo di fare del bene per i propri figli; il più piccolo è curioso e testardo; la più grande è impulsiva; la governante ha la battuta pronta; lo zio è arrogante e malvagio eccetera... state sbadigliando? Bene, questo è I 13 Spettri! Non hanno certamente puntato a creare dei profili profondi e tutti da scoprire...
I dialoghi sono ingenuamente terribili! Le battute di sarcasmo non fanno nè caldo nè freddo, buona parte del parlato è scontata e si limita ad esporre le emozioni dei protagonisti così come le direbbe un bambino (magari un poco sboccato).
Il finale, è banale e scontato, così come il messaggio di fondo che, anche se moralmente corretto (la famiglia prima di tutto), ha un poco stancato!

Passiamo ai (pochi) pro?
Molto belli gli spettri del titolo, tutti diversi ed a loro modo inquietanti.
Anche gli effetti speciali, in fondo, non sono male, comprese un paio di scenette splatter davvero carine.

I 13 Spettri punta molto sugli effetti speciali ed i cattivi di turno, ma trascura tutto il resto.
Il risultato: un film incapace di trascinare e spaventare, con pochi bei momenti insufficienti a giustificarne la visione.
Voto personale: 5
Voto trashosità: 4