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lunedì 23 settembre 2013

Stroncando Volo per l'Inferno

Salve a tutti, stroncomaniaci!
Dopo varie peripezie ed acrobazie, ho finalmente avuto l'opportunità di farvi conoscere NON un semplice horror brutto, bensì una vera e propria opera d'arte del trash, una porcheria a 360 gradi che incorpora tutto quello che non vorremmo mai vedere al cinema.
Pensate, è così obbrobriosa da richiedere una stroncatura di ben 20 minuti... e il film non dura nemmeno un'ora e mezza!
Forza dunque, fatevi coraggio e gettatevi nell'indigesto universo di Volo per l'Inferno!

Non scherzo, guardate il video.
È il minimo che potete fare per uno che si è sorbito quasi 90 minuti di questa roba.




martedì 16 agosto 2011

Killer Klowns from Outer Space, di Stephen Chiodo (USA 1988)

Trama: Cercando di rintracciare il punto di collisione di un asteroide, una giovane coppia esplora un'astronave popolata da sanguinari clown alieni. Riusciti a fuggire, i due fidanzati faticheranno a convincere le autorità locali dell'incombente minaccia, permettendo così agli insoliti invasori di seminare panico e distruzione lungo le strade...



Quando ci sintonizziamo ad orari improponibili sui canali televisivi regionali possiamo trovare cinque tipologie di programma: la replica, la televendita, la hot line, la commedia trash italiana anni '80 e il film bizzaro. Appartenente all'utima categoria e spesso trasmessa su reti minori, la pellicola che "stroncherò" oggi è quanto di più bizzarro si possa trovare nella collezione di un appassionato di horror poiché, che ci crediate o no, parla di alieni.
E allora? Non è certo un tema originale.
Alieni invasori.
Beh, quando un film ruota attorno agli alieni, nel 90% dei casi sono ostili nei nostri confronti.
Alieni invasori clown a bordo di un'astronave/tendone da circo armati di pistole cospargi-zucchero filato e spara-pop corn.
Ok, questo è bizzarro...

Alieni col Cerone

Killer Klowns from Outer Space (letteralmente "i Klown assassini provenienti dallo spazio profondo") si svolge verso la fine degli anni '80 (del resto è un film del 1988). Durante le prime inquadrature accompagnate da un carismatico brano dei The Dickies conosceremo un poliziotto di mezza età naturalmente poco propenso ad andare d'accordo con i giovini ed un gruppo di ragazzi e ragazze intenti a godersi una serata ingurgitando schifezze ed osservando le stelle. Tra questi ci sono Mike e Debbie, la coppia più stupida ed impulsiva del decennio... ma chissene, per ora godetevi il brano ad inizio film!


Ok, torniamo a Killer Klowns from Outer Space. Mike e Debbie hanno appena preso in giro gli amici di lui, due gelatai falliti che caricano sul proprio furgoncino con l'inganno fanciulle panzute ed affamate offrendo loro dolciumi gratis e ricevendo in cambio solo ordini e ceffoni. Sdraiati con lo sguardo rivolto al cielo, Mike e Deb assistono al passaggio di un luminosissimo e non identificato corpo celeste diretto verso la vicina collina. Invece di pensare ai fatti propri, i due decidono di ravvivare la serata dando la caccia al misterioso asteroide.
Stacco di scena.
Un campagnolo particolarmente scemo osserva l'astro mentre si schianta sulla sua proprietà e, scambiandolo per la cometa di Halley (mio Dio), inizia a pregustare un futuro composto di fama e turisti paganti. Assieme al suo fedele cane Poo (perché chiamare un cane "cacca"? Vabbé, andiamo avanti), il cialtrone indaga sull'accaduto e, sorpresa delle sorprese, trova un acceso tendone da circo in mezzo al bosco. Dopo aver pronunciato le parole "Cavolo! Rimango di stucco e stupefatto!" (non so se sia colpa della traduzione italiana o dello script in sé, ma i dialoghi di KKFOS sono davvero trash), il campagnolo si avvicina alla struttura nella speranza di rimediare qualche biglietto gratis perché "adora il circo". Assieme al suo cane, il redneck viene rapito/ucciso/nonsicapiscebene da una banda di improbabili clown pupazzosi alti due metri.
È davvero difficile descrivere i pagliacci alieni: improbabili, goffi, lenti, un misto tra It, le Tartarughe Ninja in versione live action ed i Critters... guardare per credere!


Ok, dove eravamo? Ah già!
Mike e Deb finalmente arrivano all'imponente tendone da circo. Lei ha paura, lui è un deficiente. I due entrano allegramente nella curiosa astronave, scoprono bozzoli di zucchero filato contenenti persone morte e scappano braccati da pagliacci armati di temibili ordigni spara-pop corn.
Se pensate che tutto questo sia troppo trash per i vostri gusti, sappiate che è solo l'inizio!

Ti Dico che è Tutto Vero (Super Spoiler Edition)

Per quanto alla fine possa davvero interessare allo spettatore, la storyline di Killer Klowns from Outer Space è quanto di più banale e scontato ci potremmo aspettare da un classico horror sci-fi a tema di alieni invasori: vengono avvertite le scettiche autorità locali, i cattivi iniziano ad uccidere, la polizia non può far niente, la ragazza viene rapita, il fidanzato la insegue e la libera con l'aiuto di qualche amico, comparsa di un boss finale, finale esplosivo e, a chiudere il tutto, risate da telefilm americano di quart'ordine. Ciò però che colpisce particolarmente di questo trash volontario e divertente è l'originalità dei villain ed i mezzi che sfruttano per seminare morte e distruzione. Insomma, dei temibili clown spaziali sanguinari... a chi diavolo sarebbe mai venuta in mente un'idea così ridicola e curiosa allo stesso tempo?


Come già detto, in Killer Klowns from Outer Space osserveremo per un po' di tempo Mike che cerca di convincere il poliziotto Dave (l'ex di Debbie... wow, che intrecci!) riguardo all'imminente arrivo di pagliacci assassini. Immaginatevi in preda all'agitazione mentre dite ad un poliziotto una frase tipo "ho visto qualcosa cadere dal cielo, era un tendone da circo spaziale popolato da terribili clown che uccidono le persone per inglobarle in bozzoli di zucchero filato"; secondo voi cosa vi riserverà l'immediato futuro? Una bella multa per oltraggio a pubblico ufficiale e, se vi trovate negli Stati Uniti, una notte in gattabuia. Ma non è il caso di Mike, più spaventato dall'idea di prendere quattro pallottole dal geloso ex della sua ragazza che da quella di reincontrare i coloratissimi alieni.
Il film prosegue su tre filoni paralleli. In uno osserveremo i pagliacci intenti ad imbozzolare persone usando trucchi da circo, ombre cinesi, martelli di plastica, guantoni in grado di staccare teste, lingue di gatto prensili e pop corn muniti di vita propria, in un altro vedremo Dave e Mike correre all'impazzata a destra ed a manca, nel terzo c'è Deb che fa la doccia più lunga della storia. Non sto scherzando. Mentre la ragazza scarica la paura accumulata sotto una cascata d'acqua, i clown hanno il tempo di inzuccherare l'intera città, Mike e Dave di chiamare rinforzi e girovagare per centinaia di chilometri senza una meta ben definita.
Passiamo ad un magnifico colpo di scena di Killer Klowns from Outer Space. Debbie ha terminato la sua doccia infinita (probabilmente la società idrica le ha staccato l'acqua) e - BAM - si ritrova i pagliacci sotto casa. Dopo non aver fatto nulla per cavarsela, la ragazza viene intrappolata viva in un pallone, mentre lo spettatore si domanda giustamente "ma che cacchio...?". Insomma, perché tutti gli altri cittadini sono stati uccisi ed inglobati nello zucchero filato e lei no? Perché l'hanno lasciata viva? Che domanda idiota, direi che è ovvio: per dare vita ad un inseguimento!
I clown scappano a bordo di una schifomobile inseguiti da Mike a bordo del furgoncino dei gelati assieme ai suoi amici imbecilli, a loro volta braccati da Dave. Dopo l'ennesimo omicidio (questa volta a rimetterci le penne è stato il guardiano di un Luna Park a suon di tortate in faccia), i pagliacci si riparano nella loro gigantesca astronave nascosta in una minuscola attrazione (ok, è molto strano, lo so). In breve, i quattro eroi li raggiungono, commettono qualche vaccata (perché portarsi dietro quei due stupidi gelatai falliti? Mio Dio, che idioti), liberano la principessa ed incontrano un superclown alto quanto una casa. Lo sbirro lascia fuggire Mike e Deb ed affronta il temibile boss (i gelatai sono presumibilmente morti), sconfiggendolo facendogli saltare il naso rosso con l'ausilio del suo distintivo. Mike e Deb sono salvi, l'astronave esplode, i gelatai sono vivi, Dave è incredibilmente vivo ed i cattivi sono crepati. Certo, ci sarebbe quell'elenco telefonico di persone trasformate in zucchero filato da ricordare, ma che diavolo! Non sarà questo dettaglio a privarci di un happy ending, dico bene?


Brutto ma Bello

Killer Klowns from Outer Space è una commedia horror/sci-fi low budget fatta appositamente per divertire e, che diamine, ci riesce benissimo! Da questo punto di vista, infatti, i veri difetti della pellicola non sono da cercare nel terribile make-up dei clown o nella banalità della trama, bensì nei dialoghi e nella recitazione. Non so se sia colpa della traduzione in italiano o dello sceneggiatore ma, davvero, le battute del film sono delle cialtronate incredibili, sembrano scritte per i bambini al di sotto dei 6 anni. Per quanto riguarda la performance recitativa, invece, diciamo solo che gli occhi più attenti potranno scovare attori ai quali scappa da ridere mentre i riflettori sono puntati sui colleghi di set o espressioni facciali non sempre corrispondenti alle situazioni ed agli stati d'animo dei personaggi.
I clown alieni di Killer Klowns from Outer Space sono terribilmente goffi. Ok, lasciamo perdere il "come sono fatti" per un attimo, parliamo piuttosto di come si muovono. Sono più impacciati dei Teletubbies, più lenti di Galeazzi in un campo da calcio, eppure riescono a coprire grandi distanze in pochissimo tempo. Mah!
Non capisco inoltre la presenza di due personaggi inutili ed insopportabili come i gelatai falliti, decisamente meno divertenti di quanto cerchino di apparire e capaci solo di causare grattacapi ai protagonisti.
In conclusione, Killer Klowns from Outer Space è un titolo imperdibile per tutti gli amanti del trash, una pellicola (volutamente) divertente capace di sollevare ancora oggi qualche sana risata. Cercate però di non prenderla sul serio...

Voto personale: 6
Voto trashosità (volontaria): 9 1/2
Voto splatterosità: 5

lunedì 1 agosto 2011

Zoltan il Cane di Dracula, di Alfredo Antonini (USA 1978)

Trama: Durante un'esercitazione, un gruppo di militari riporta alla luce la cripta segreta della famiglia Dracula. Ben presto rinascerà dalle proprie ceneri Zoltan, il cane vampiro appartenuto al celebre conte succhiasangue. Assetato di vendetta, il dobermann darà la caccia all'ultimo discendente dei Dracula...



Prima di iniziare a parlare del film in questione, penso sia necessario premettere un paio di cosette.

  • Zoltan Il Cane di Dracula è uscito anche sotto i titoli di Zoltan il Mastino di Dracula e... Dracula Contro Zombi (anche se non c'entra una mazza)
  • Sebbene sia difficile da credere, Zoltan il Cane di Dracula non è una commedia horror (ma le risate sono assicurate, garantito)

...State ancora leggendo?

Vampire Dobermann

Zoltan il Cane di Dracula inizia quando un gruppo di militari scova, durante un'esercitazione, la cripta sotterranea dei Dracula, famiglia che non necessita certo di presentazioni. In attesa dell'arrivo di persone più competenti, lo squadrone assegna ad un soldato il compito di sorvegliare i loculi durante la notte. Dopo qualche ora, una bella scossa di terremoto stappa (avete letto bene, STAPPA) due tombe portando alla luce una bara particolare. Un po' per noia ed un po' per ignoranza, il nostro bel soldatino decide così di investigare sul contenuto della cassa, portando alla luce qualcosa avvolto da un telo e trapassato da un paletto di legno. Tutto potrebbe benissimo finire qui ma, poiché "the show must go on", il militare estrae senza una ragione specifica il paletto. Il telo si gonfia sempre di più e, nel giro di pochi secondi, conosceremo Zoltan, il dobermann vampiro appartenuto nientemeno che al conte Dracula! Il cane balza addosso alla guardia, quindi assisteremo ad una sequenza di lotta tra un uomo ed un pelouche (vedere per credere!). Dopo aver sistemato la guardia, il cane trascina una bara fuori da una nicchia, la scoperchia e libera... Dracula? No, un anonimo vecchietto che presto si rivelerà il vero padrone del cane.


Ok, fermi tutti, qui c'è un bel po' di confusione. Zoltan è o non è il cane di Dracula? Alcuni flashback esplicativi ci spiegheranno che il dobermann è stato sottratto ad un altro padrone, uno zappaterra (con tutto rispetto per i contadini) divenuto poi schiavo del conte. Pieni di risentimento, il contadino ed il segugio vogliono portare a termine una vendetta vecchia di secoli lasciando che, a pagarne le conseguenze, sia l'ultimo discendente dei Dracula. Vatti a fidare dei tuoi antenati...
Torniamo alla trashaggine di Zoltan il Cane di Dracula.

Zoltan ed il suo padrone prendono un battello diretto negli Stati Uniti (dalla Romania!!!), lasciandoci così il tempo di conoscere l'ultimo discendente dei Dracula. Ignaro delle proprie radici, l'improbabile protagonista ricciolone che corrisponde al nome di Michael Drake (Drake - Dracula, che simpatico lo sceneggiatore) è riuscito a metter su una famiglia così perfetta ed armoniosa da far innervosire persino gli abitanti del Mulino Bianco. Poiché Michael guadagna probabilmente troppo con il suo lavoro da psichiatra, decide di portare moglie, figli e due cani in campeggio.

Il Venerdì 13 dei Poveri (Spoiler Edition)

Zoltan il Cane di Dracula tocca nuovi picchi di trashaggine ogni secondo che passa. La famiglia Drake pianta le tende (o meglio la roulotte) nella campagna più incolta ed inguardabile di tutti gli Stati Uniti (nel film definita come un "piacevole angolo di foresta costeggiante un lago"... mah). Ovviamente Zoltan e lo zappaterra raggiungono i poveracci quasi immediatamente ma, invece di cimentarsi in uno scontro diretto e sicuro, preferiscono vampirizzare tutti i... cani della zona! Che ci crediate o no, Zoltan si dedicherà per buona parte della pellicola ad aggredire solo i propri simili (cani di Drake compresi), mettendo in piedi uno show terrorizzante adatto al vostro chihuahua. Ah, se avete delle galline, riprendete con una videocamera e mostrate loro un bel pollo allo spiedo mentre rosola a fuoco lento ruotando su sé stesso, vedrete che uova! Lo so, questa parentesi era più che evitabile, ma in fondo Zoltan il Cane di Dracula non si distacca molto dall'esempio del pollo.
Pensate sia impossibile cascare ancora più in basso col trash? Vi sbagliate di grosso, signore e signori. Proseguendo nella visione di questo film, vi ritroverete ad assistere alla versione canina de La Notte dei Morti Viventi, con Michael ed un altro babbeo rinchiusi in un capanno e circondati da una miriade di cani vampiro. Inutile dire che, pure in questi passaggi, gli effetti speciali (ergo pelouche ed arti canini di plastica) si faranno notare.


Qualcuno si chiederà giustamente "ma che diavolo fa il padrone di Zoltan?". In pratica, lo zappaterra si mantiene sempre a debita distanza nascosto fra i cespugli ed impartisce telepaticamente degli ordini al povero dobermann, condannato a svolgere così tutti i lavoretti sporchi.
Come potete ben immaginare, alla fine il cane vampiro muore, ma non le trashate: un cliffhanger (i dopo-finali, avete presente?) mostra come un cucciolo vampiro sia sopravvissuto alla mattanza, pronto a vendicare la morte del padre vendicativo che non è riuscito a vendicarsi.
The End.
Applausi.

Considerazioni e Conclusione

Come avrete probabilmente capito, Zoltan Il Cane di Dracula è un "so bad it's so good" buono solo a sollevare grasse risate e quesiti irrisolti causati dalle numerose falle della trama. Ad esempio:
  • Zoltan ha intenzione di eliminare l'ultimo discendente dei Dracula, a sua volta padre di due bambini; tecnicamente non dovrebbero esserci anche i pargoli nella black list del dobermann?
  • Dato che il cane vampiro è già dotato di una forza prodigiosa, lo zappaterra vampiro dovrebbe essere inarrestabile; perché non è così?
  • Come già detto, perché i cattivi non assaltano da subito la roulotte di Drake?
  • Quanto costa un biglietto per il battello Romania-USA?
  • Come mai il protagonista vede una foto del suo antenato, sapendo che è impossibile per un vampiro riflettersi in uno specchio ed essere fotografato?
  • Perché, nonostante i cani si rivelino buoni attori, in questo film gli attori umani recitano da cani?
  • Che piano strategico è "afferra un paletto e conficcalo nel cuore senza esitare"?
Basta così, penso di aver reso l'idea.

Voto personale: 2
Voto trashosità: 8 1/2
Voto splatterosità: 3

mercoledì 20 luglio 2011

Eaters, di Luca Boni e Marco Ristori (Italia 2010)

Trama: In un mondo ormai sovraffollato di zombie e contraddistinto dall'infertilità delle donne, due cacciatori di non morti ed uno scienziato cercano di scovare un sistema per garantire continuità alla razza umana.



Anche se poco alla volta, gli horror made in Italy stanno tornando grazie agli sforzi di artisti più o meno noti come Ivan Zuccon, Federico Zampaglione, Lorenzo Bianchini e Gabriele Albanesi. In questa occasione scopriremo cosa ha da offrire Eaters, pellicola italiana ambientata in un mondo post-apocalittico pullulante di zombie diretta dagli sconosciuti Luca Boni e Marco Ristori. Ma solo esaminando la locandina, già veniamo accecati da un bagliore di ciofecosità rappresentato dalla seguente dicitura:

"Presented by Uwe Boll"

Mio Dio. Uwe Boll!
Poiché è la prima volta che questo temibile nome viene pronunciato su Stroncando l'Orrore, è bene aprire una piccola parentesi per presentare il signor Boll.

Il Peggior Regista Vivente?

Cosa hanno in comune House of the Dead, Alone in the Dark, Bloodrayne, Postal e Far Cry? Principalmente tre cose:

  1. Sono tutti film tratti da videogiochi
  2. Sono stati diretti da Uwe Boll
  3. Sono tutte ciofeche colossali!

Uwe Boll è un regista, sceneggiatore e produttore tedesco definito da molti come "il peggior regista vivente al mondo". Questo ex pugile promettente un giorno ha incassato un sinistro particolarmente potente e, da allora, si è messo in testa di voler intraprendere una carriera nel cinema. Dopo le prime porcherie mondiali, stranamente nessuna compagnia si è più offerta per sostenere i suoi progetti, ma Boll non si è perso d'animo e, investendo risorse sulla casa di produzione e distribuzione Boll KG da lui fondata, ha continuato a sfornare fetecchie cinematografiche alla faccia di tutti. Onde sfatare ogni dubbio, sappiate che dietro a ciascun suo titolo si celano somme interessanti, ragion per cui la scusa "mancanza di fondi decenti" non regge. In poche parole, Boll è un incompetente a 360 gradi.


Stanco delle continue pernacchie ricevute dalla critica mondiale, nel 2006 il buon Uwe ha letteralmente sfidato sul ring 5 stroncatori che lo hanno bollato come inetto, vincendo tutti gli incontri. Ma le disavventure non finiscono qui! Nel 2008 Boll ha dichiarato di essere disposto ad abbandonare la sua carriera di regista qualora una petizione apposita avesse raccolto un milione di firme. La risposta degli anti-fan è arrivata immediatamente e, nell'arco di una manciata di giorni, le firme erano già a quota 150000. L'eroico Boll si è così visto costretto a ritirare quanto affermato, cercando nel contempo di avviare invano una petizione a suo favore (dopo 3 anni, oggi la Long Live Uwe Boll conta approssimativamente 7600 firme) e sfidando il regista hollywoodiano Michael Bay (Transformers 1/2/3) in un match di boxe. Purtroppo il grande scontro non è ancora avvenuto e, sinceramente, molti sperano che Uwe sfidi Sylvester Stallone.


Boll ha comunque collezionato un paio di prestigiosi riconoscimenti. Grazie ai magnifici Tunnel Rats, In the Name of the King e Postal, nel 2009 vince ben due Razzie Awards: uno come peggior regista e l'altro per la peggior carriera cinematografica (definito come "la risposta tedesca ad Ed Wood").

Bene, le presentazioni sono finite, torniamo ad Eaters!

Infertilità? Neonazisti? Mario Biondi?

Va bene, onde ricevere garanzie di finanziamento e distribuzione, Eaters si è affidato a Boll. Questo non dovrebbe incidere affatto sulla qualità del film ma, non so, è come se Uwe fosse il re Mida delle ciofeche: tutto ciò che tocca diventa cacca. Ok, da dove iniziamo?

La storia di Eaters è ambientata in uno dei futuri post-apocalittici più pessimisti nella storia del cinema. La continuità della razza umana è minacciata dalla misteriosa ed improvvisa infertilità delle donne; come se non bastasse, un virus si è diffuso a macchia d'olio ed ha trasformato la stragrande maggioranza dell'umanità in zombie! Già che c'erano, gli sceneggiatori potevano aggiungere un supervillain intenzionato a distruggere il mondo, una meteora in procinto di spazzare via il Pianeta ed il giorno del Giudizio, ma chissà, magari sono idee messe da parte per un possibile sequel. Comunque, i protagonisti della storia sono due cacciatori di zombie residenti (se così si può dire) in una minuscola comunità di soli uomini composta da uno scienziato laureatosi grazie al CEPU, due nullafacenti rompiscatole dotati di un infantile e ridicolo senso dello humor, una guardia alla quale vengono dedicati ben 50 secondi di film ed un manipolo di zombie tenuto in gabbia. In breve, lo scienziato trascorre le giornate a studiare i non morti allo scopo di... un momento. Allora, c'è chi dice "trovare un antidoto al virus" e chi afferma "garantire continuità alla razza umana", ma l'ipotesi più probabile è "avere una scusa per non dover pulire latrine e seppellire cadaveri tutto il giorno". Un giorno, accortosi che le riserve di birra e di carta igienica stavano per finire, lo scienziato invia i due migliori cacciatori di zombie del gruppo - ovvero mister "stomaco debole" che vomita ogni 15 minuti ed il macho per eccellenza, un mix tra Mario Biondi e Leonida/Butler di 300 - a fare la spesa, pregandoli anche di seguire una piccola deviazione verso il mortale e lontanissimo Settore F per catturare qualche zombie fresco da studiare. I due disgraziati salgono così su una jeep e partono verso la loro mirabolante avventura incrociando lungo il percorso soggetti simpaticissimi, tra i quali un pittore pazzo ed un gruppo di truzzi neonazisti misogini.
Se siete arrivati fin qui nella lettura, avrete capito che la sceneggiatura non è certo il punto forte di Eaters.


Italia's Got Talent, ma Nascosto Bene!

Già nei primi due minuti di Eaters possiamo individuare con estrema facilità il primo evidentissimo difetto della pellicola, la recitazione. Gli attori sembra non vedano l'ora di pronunciare le proprie battute e, di conseguenza, danno vita a dei botta e risposta dai ritmi improbabili, senza nemmeno lasciare al cervello il tempo di recepire i messaggi e formulare le relative reazioni. Il 90% del cast, poi, spesso enfatizza le porzioni di frase sbagliate strappando il sorriso allo spettatore. C'è solo un problema, Eaters non è un film comico o parodistico!
La prova recitativa più dignitosa è quella offerta da Alex Lucchesi (il "Leonida Biondi" per intenderci), comunque troppo sopra le righe, anche se in parte la colpa è del personaggio stereotipato che deve impersonificare.

Altro difetto di Eaters è l'uso & abuso di flashback esplicativi utili in realtà solo a rallentare drasticamente il ritmo narrativo. Ci sono davvero troppi "salti nel passato" (in un'occasione vedremo persino un flashback in un sogno!), inseriti giusto per illustrarci concetti altrimenti riassumibili con un paio di dialoghi ben scritti.
Ah, già, i dialoghi! Quentin Tarantino sbiancherebbe letteralmente leggendo la quantità di volgarità gratuite inserita nelle battute di Eaters, davvero! Va bene, qualche termine sboccato può benissimo scappare, ma quando la media è 7 parolacce su 10 parole direi che... beh, che è troppo. Nemmeno l'anticristo sarebbe capace di usare un linguaggio del genere.

In un paio di occasioni, Eaters raggiunge picchi di alta trashosità grazie a sequenze ridicole, imbarazzanti e/o involontariamente divertenti. In particolare, c'è una scena che mi è entrata nel cuore, ma a parole non rende: una ragazzina di 20 Kg spara all'impazzata con una mitragliatrice, urlando come se fosse spaventata (emozione un po' fuori contesto in questo caso) e colpendo tutti i bersagli, dopodiché sembra crollare sfinita.
Per quanto riguarda invece gli effetti speciali, Eaters si mantiene sulla sufficienza, ma offre poco rispetto a quanto ci si aspetterebbe da uno zombie movie post-apocalittico. Non aspettatevi orde di zombie in quanto (probabilmente per questioni legate al budget) i non morti appariranno al massimo in gruppi da 6/7.

Concludendo

Eaters doveva essere uno di quei titoli in grado di risollevare l'horror made in Italy, ed invece si rivela una pellicola trash involontariamente divertente. Non senza ringraziare Luca Boni e Marco Ristori per averci provato (anzi, forza ragazzi, l'Italia ha bisogno di nuovi horror!), sento il dovere di consigliare questo film a chi ha intenzione di trascorrere una serata allegra con gli amici commentando ironicamente tutto ciò che appare sullo schermo.

Voto personale: 5
Voto trashosità: 7 1/2
Voto splatterosità: 6 1/2 (da uno zombie movie ci si aspetta di più)

venerdì 8 luglio 2011

Spookies, di Genie Joseph, Thomas Doran (USA 1986)

Trama: Alcuni festaioli occupano una magione apparentemente abbandonata per dar vita ad un party selvaggio. Quello che non sanno è che nella magione si nasconde uno stregone decrepito in costante ricerca di energia vitale...



Uhm... B-movie?
Eheheh, direi più vicino ad uno Z-movie !

Nel prologo di Spookies abbiamo Billy, un tredicenne che gironzola di notte in un boschetto, ed alcuni giovani (escluso uno che di giovane ha ben poco) impegnati a vagabondare nella medesima zona alla ricerca di un luogo dove baldoreggiare. Sia il bambino che il gruppo raggiungono una decrepita villa spettrale con tanto di cimitero in giardino e scricchiolii sinistri provenienti da ogni dove. Il povero Billy ha vita breve, poiché in men che non si dica viene aggredito, trascinato e seppellito vivo da un... eh? Che cacchio è quello? Una specie di... goblin monco dal volto scuro?!? Ok, diciamo solo che Billy "viene sistemato", e tutto questo dopo aver aperto un pacco regalo contenente una testa mozzata situato in una stanza ornata a festa nella magione (ah, dimenticavo di dirvi che è il compleanno di Billy).
Ed i festaioli? Durante il party trovano per caso una ouija board, una di quelle tavole che anticamente servivano per comunicare con le anime dei morti. Per noia e curiosità, gli allegri idioti provano così a contattare qualche anima, ma in realtà ciò avviene perché un vecchio mago pazzerello nascosto nella casa ha intenzione di succhiar loro l'anima per riportare in vita la moglie defunta. Dopo appena qualche secondo, la villa si riempie di creature mostruose e sanguinarie.
Siete confusi? Se provate a seguire il film, lo sarete molto di più!

Nonostante il caos descritto poco sopra, la formula di Spookies è semplice e diretta: un vecchio stregone veste i panni del "burattinaio" che cerca costantemente di mettere in pericolo le sue "prede". Ed è davvero notevole la varietà di esseri mostruosi sui quali ripiega per raggiungere i propri scopi! Spaziano dai quasigoblin agli zombie, dagli spiriti maligni (una ragazza posseduta sembra addirittura provenire dal celebre La Casa di Sam Raimi!) alle gigantesche donne-ragno! Uhm... da questo punto di vista, forse c'è fin troppa varietà! Ma torniamo al film.


La storia di Spookies è chiaramente un pretesto continuo per far sì che i protagonisti si trovino catapultati in situazioni sempre più pericolose ed assurde, ed ecco il primo grande difetto della pellicola: è tutto vistosamente forzato. L'ordine degli eventi è più adatto ad un titolo "su binari", dove il/i protagonista/i è obbligato a seguire un percorso prestabilito, come un cunicolo interrotto di tanto in tanto da qualche stanza (insomma, lo scenario della grande villa piena di porte e stanze, in questo contesto, stona un poco).

Un altro elemento negativo in Spookies: la recitazione. È semplicemente di basso livello. Certo, abbiamo a che fare con un B-movie anni '80 e, di conseguenza, è assurdo sperare di seguire interpretazioni stellari e performance memorabili, ma... come dire... molte delle reazioni degli attori sono palesemente false e completamente innaturali! E non mi riferisco a "necessità di sceneggiatura", ma a veri e propri stravolgimenti della mimica e della psicologia umana in risposta a determinate situazioni!

Se passiamo alla caratterizzazione dei personaggi di Spookies, purtroppo, il discorso non cambia. Possiamo distinguere (voglio un "Olé" per ciascuna riga! Pronti?):
  • il tipico bulletto ribelle "faccia da schiaffi" anni '80;
  • un tipo maturo e razionale (contraddetto quasi sempre dalle sue azioni/reazioni);
  • la ragazza/oggetto del bulletto;
  • una coppia con problemi;
  • uno scemo patentato;
  • un vecchio rimbambito.
Se non ho citato qualcuno è perché non ha nemmeno un accenno di profilo psicologico, caratteristica non necessaria per ricoprire il ruolo tecnicamente noto come "carne da macello".
In Spookies non c'è un protagonista carismatico capace di rubare la scena... solo una banda di mentecatti e tanti mostri!

Gli effetti speciali, ovviamente artigianali e dotati di qualche tocco "digitale" dell'epoca, si lasciano guardare piacevolmente. Lo splatter è assente, mentre abbondano le belle creature grottesche di una volta (e ne approfitto per ricordare che stiamo parlando di un titolo realizzato nel 1984 ed uscito nel 1986).

Spookies in poche parole? Grottesco, lievemente/volontariamente ironico, involontariamente comico e pieno zeppo di creaturacce (parlo dei mostri, non degli attori che non sanno recitare). Non spaventa per nulla, non lascia col fiato sospeso... ma intrattiene comunque, grazie ai molteplici elementi di cui è composto.
Voto personale: 6+
Voto trashosità: 7 1/2