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mercoledì 4 aprile 2012

L'Altra Faccia del Diavolo, di William Brent Bell (USA 2012)

Trama: 1989. Durante un esorcismo, una donna uccide tre rappresentani di chiesa per poi essere trasferita in un manicomio italiano sotto il controllo del Vaticano.
Oggi. Per comprendere meglio cosa è accaduto in passato, Isabella, ovvero la figlia della donna arrestata ed internata vent'anni prima, affronta un viaggio in Italia girando un documentario sulla realtà degli esorcismi...



Ogni singolo giorno prego affinché una qualsiasi casa di produzione più o meno prestigiosa decida di mettersi in gioco rilasciando nei cinema di tutto il mondo una pellicola un po' sperimentale ma coraggiosa, originale ed accattivante. Le mie preghiere sono state esaudite? Mmmmh... direi proprio di sì! Direttamente dagli USA giunge questo incredibile L'Altra Faccia del Diavolo, capolavorone intriso di genialità e di "audacia" decisamente unico nel suo genere! Ovviamente sono sarcastico. Pensate, L'Altra Faccia del Diavolo è un mockumentary (ergo finto documentario) diretto con una videocamera incentrato sul mondo dell'esorcismo. Mai visto nulla di simile, nevvero? Beh, allora date un'occhiata a L'Ultimo Esorcismo... anzi no, lasciate perdere, anche quello è un ciofecone coi fiocchi.

L'Altra Faccia del Cavolo (Spoiler Edition)

L'Altra Faccia del Diavolo inizia mostrando alcune immagini di "repertorio" datate 1989 e rappresentanti il tiplice omicidio commesso da una signora americana ai danni di tre uomini di chiesa (o meglio due uomini ed una suora). Oltre a resoconti della polizia e passaggi da telegiornale possiamo sentire la telefonata effettuata dall'assassina al 911, una chiamata nella quale la donna ammette di aver ucciso i suoi ospiti.
Dopo un salto temporale di 20 anni conosciamo Isabella Rossi, la figlia della killer, intenzionata a cercare risposte definitive riguardo a ciò che ha trasformato in passato il suo amorevole genitore in una belva assetata di sangue. Fin qui nessun problema, anzi, verrebbe da augurare buona fortuna alla ragazza... il problema è che Isabella si è portata dietro Michael, un soggetto (non è "amico", "fidanzato" o "professionista"... è il nulla!) il cui unico scopo è quello di documentare tutti i progressi della ricerca riprendendo ogni dettaglio con una videocamera.
Mettiamo "in pausa" il film e riflettiamo su questo "atteggiamento". Immaginate: un giorno venite a sapere di essere stati adottati. Indagando ulteriormente sulle vostre vere origini, scoprite di provenire da una minicomunità di cannibali serial killer psicopatici ormai "estinta" a causa dell'intervento violento ma necessario delle forze dell'ordine. Posso immaginare in questo caso la vostra curiosità, il voler comprendere che tipo di usanze avessero i vostri autentici genitori, ma dite la verità: quanti di voi si porterebbero un amico dietro per documentare ogni "scoperta" su un nastro? Per questo ritengo che Isabella Rossi non sia poi così interessata a scovare la verità su sua madre, anzi, vuole approfittare della propria tragedia familiare per dirigere un documentario amatoriale e venderlo a qualche emittente televisiva in cambio di diritti e pecunia sonante. Ecco, questa per me è la vera "altra faccia del diavolo". Torniamo al film, via.
Isabella e l'inutilreporter affrontano un lungo viaggio per recarsi a Roma, la città dove, inspiegabilmente, è stata internata la mamma schizzoide (beh, pure negli Stati Uniti ci sono gli istituti di igiene mentale, no? Ecco perché "inspiegabilmente"). Ora però non chiedetemi se Isabella Rossi è italiana o ha origini italiane; anche se la risposta sembra così evidente, la ragazza non sa nemmeno dire "ciao" nella nostra lingua, né accenna a dettagli sulla questione (e meno male, tanto non è così interessante).

Domanda: perché Isabella ha atteso così tanti anni prima di affrontare questo viaggio-scoperta?
Risposta: perché solo di recente ha scoperto che, poco prima di accoppare gente, la madre stava "subendo" un esorcismo.
Domanda: ma si può sapere precisamente che cacchio ci va a fare in Italia 'sta tizia?
Risposta: tecnicamente "per cercare nuove e complicate risposte a domande vecchie di vent'anni". Insomma, Isabella proprio non accetta l'idea di avere una madre pazza, dietro agli omicidi deve esserci dell'altro! Colpa degli alieni? Di un aumento dell'inclinazione dell'asse terrestre? Di un'istantanea inversione dei poli magnetici agli estremi del pianeta? Della crisi e dell'Euro? L'importante è non lasciare che una scusa banale come "la signora Rossi ha perso l'uso della ragione" venga accreditata come "giustificazione plausibile".

L'Altra Faccia del Diavolo prosegue mostrandoci casuali spezzoni di vita legati insieme da spiegazioni e chiarimenti sulla "misteriosa realtà dell'esorcismo". Quando la protagonista entra in una specie di "scuola per esorcisti" aperta a tutti, ad esempio, ci ritroveremo di fronte ad uno di quegli orripilanti ed indigeribili dibattiti "fede VS scienza". Poi ancora interviste inutili, incontri inutili, reunion inutili e discussioni... indovinate un po'? Inutili, esatto! A dire il vero, in questa fase del film assisteremo a due inspiegabili fenomeni paranormali:

  1. La protagonista americana guida un'auto col cambio manuale senza fatica
  2. La protagonista scorazza in macchina per Roma senza incontrare un ingorgo, scovando parcheggi ovunque e, soprattutto, senza imprecare (qui siamo nella fantascienza più estrema umanamente concepibile)

Purtroppo il film non si concentra su questi affascinanti misteri destinati, fino ai titoli di coda, a rimanere tali.



Pazzi Indemoniati (Spoiler Edition)

L'Altra Faccia del Diavolo finalmente propone un poco di "mistero". Isabella raggiunge il fantomatico Ospedale Psichiatrico Cattolico "Centrino" di Roma per andare a trovare Maria Rossi, ovvero sua madre. I dottori mettono in guardia la protagonista dicendole che, anche se è sotto una dose disumana di sedativi, la paziente è matta come un cavallo ed estremamente pericolosa, quindi... la lasciano sola assieme al genitore! No, non ho ben capito. Prima parlano della madre come se fosse Jack lo Squartatore e poi consentono alla protagonista di entrare in completa solitudine? Ma che razza di norme di sicurezza... ah, vero, il film è ambientato in Italia! Eh, ogni tanto me ne dimentico.
Isabella ed il suo cameraman di fiducia entrano nella cella... no, un attimo, permettono anche riprese con la videocamera? Va bene che siamo in Italia, ma quando è troppo è troppo! Boh? Comunque sia, i due si incontrano faccia a faccia con Maria, una donna semplicemente pazza. Punto. Certo, si incide delle croci rovesciate sull'avambraccio ed all'interno del labbro inferiore (vedi locandina), ogni tanto butta qualche parola in tedesco, ha degli schizzi lunatici, non ricorda nulla della figlia... insomma, niente che possa condurre effettivamente a "sintomi da possessione demoniaca". Unica stranezza: la donna sa che, quattro anni prima, Isabella ha interrotto una gravidanza. Ok, potrebbe averglielo detto qualcuno, è pur sempre sua figlia, no? La visita si rivela un buco nell'acqua agli occhi dello spettatore ed un "misterioso caso di possessione" a quelli della protagonista. Ebbasta, tua madre è più toccata del Cappellaio Matto di Alice nel Paese delle Meraviglie, fattene una ragione! Niente da fare, Isabella continua a cercare cause secondarie onde giustificare il triplice omicidio commesso dal genitore vent'anni prima.
La ragazza ed il cameraman si rivolgono a due italianissimi esorcisti conosciuti prima durante una discussione con gente più o meno esperta del settore, tali Padre Ben e Padre David, mostrando loro qualche tragicomico primo piano di Maria e chiedendo un'opinione. Ecco il quadro che si va completando.

  • Padre Ben e Padre David sono due esaltati in grado di scovare la presenza del diavolo anche in una tazza di caffé
  • I due preti rivelano che, per stabilire se una persona è posseduta dal demonio, bisogna prestare attenzione a quattro particolari, ovvero:
    1. l'eventuale presenza di oggetti nella stanza che si spostano da soli
    2. se il soggetto in esame è dotato di forza sovrumana
    3. se il soggetto in esame parla 450000 lingue diverse
    4. se il soggetto prova una certa avversione verso simboli ed oggetti sacri
  • Dopo aver visto il video, i due preti tirano le somme.
    1. Non c'erano oggetti misteriosamente animati dal nulla.
    2. Maria Rossi NON ha dimostrato di possedere una forza sovrumana
    3. Maria Rossi pronuncia due o tre paroline in tedesco, quindi non ha dimostrato di conoscere 450000 lingue diverse
    4. Maria Rossi si incide croci sull'avambraccio, dunque non prova avversione verso simboli ed oggetti sacri (anche se lo staff dell'ospedale affermava il contrario)
  • Dunque 0 casi verificatisi su 4, verdetto professionale: potrebbe comunque essere posseduta (ma che diavolo..?)
  • Isabella è felicissima di sentire che, forse, sua madre ha massacrato tre persone e dice cose senza senso perché posseduta da uno spirito maligno (mah!)

Il passaggio appena descritto illustra alla perfezione l'intera trama de L'Altra Faccia del Diavolo. La storia si sforza allo stremo di non accettare la realtà, lasciando che lo spettatore si senta un idiota escluso dai ragionamenti dei personaggi principali. Un po' come quando David Caruso inforca gli occhiali in CSI e, di fronte ad un cadavere con un cappio ancora stretto al collo, coltellaccio da cucina nella mano sinistra, testamento imbrattato del proprio sangue in quella destra e buco nello stomaco effettuato da un'arma da taglio, ha il coraggio di dire "credo si tratti di... omicidio" indispettendo tutti i presenti (spettatori compresi). La differenza tra CSI e L'Altra Faccia del Diavolo è che Caruso spiegherà immediatamente da cosa ha dedotto una considerazione così azzardata, mentre questo pseudohorror prosegue a "tentativi" ed ipotesi.



Esorcicci Live (Spoiler Edition)

L'Altra Faccia del Diavolo si decide a mostrare allo spettatore qualcosa di più "concreto" riguardo al tema centrale trattato, ma il tutto avviene in seguito ad alcuni fatti per niente realistici. Ben e David (ergo i due preti) decidono di voler aiutare Isabella e, in buona fede, portano la ragazza ed il cameraman in un ufficio "off-limit" spiegando loro un paio di cosette:

  • Negli ultimi anni, il Vaticano accetta ufficialmente di sbrogliare casi di esorcismo solo ed esclusivamente quando è certo al 100% che i pazienti siano vittime di possessione e non di disturbi psichici
  • Il primo scopo di un esorcismo è quello di provocare e lasciar manifestare le forze del male in modo da determinare se il paziente è solo matto od effettivamente posseduto
  • A causa dei due punti sopra descritti, la chiesa batte la fiacca e non autorizza più nemmeno mezzo esorcismo in quanto è quasi impossibile che le forze demoniache si manifestino di loro spontanea volontà. Insomma, il rito di esorcismo mette in evidenza il male, ma viene concesso solo se è dimostrata la presenza del male nel soggetto. Un serpente che si morde la coda
  • Per questa ragione, Ben e David praticano esorcismi illegali ed all'insaputa del Vaticano onde aiutare persone che, in alternativa, rimarrebbero legate ad una sedia per tutta la vita

Notate nulla di strano in tutta questa faccenda? Ben e David stanno scoprendo le loro carte affermando di praticare riti illegali all'insaputa del Vaticano... davanti ad una videocamera ed a due perfetti sconosciuti! Cacchio, sanno che sono in atto le riprese per un documentario, dunque perché dovrebbero rischiare - anzi, no - ASSICURARSI una futura scomunica e la prigione confessando il tutto con tanta leggerezza? Alla faccia della fiducia!
Tornando alla trama del film, i due pretini (a questo punto è d'obbligo chiamarli così) ed Isabella danno vita ad un breve botta & risposta degno di nota.

Isabella: Ma in base a quali caratteristiche si possono distinguere i veri posseduti dai matti da legare?
Pretino Ben: Dovresti assistere ad un vero esorcismo per capire.
Isabella: E come..?
Pretino Ben: Vieni con noi.
Isabella: Cos..? Aspe... no, cioé, stiamo andando da un soggetto veramente posseduto?
Pretino Ben: Sì. Ti mostreremo sul campo cosa significa avere a che fare con i demoni dell'inferno.

È ufficiale: i due preti sono dei perfetti imbecilli! Non solo svelano i propri segreti a due sconosciuti lasciando registrare il tutto da una videocamera, ma se li trascinano addirittura dietro per mostrare COME fanno ad infrangere le leggi statali e del Vaticano in un sol colpo! Non ho parole.
La banda accorre in soccorso di una famiglia di "clienti" in quanto, da diverse sedute, Ben e David stanno cercando di liberare una giovane ragazza da uno spirito malvagio. Si dirigono così in cantina (luogo ove i familiari hanno deciso di portare l'amata figlioletta) ed assistono ad un impressionante numero di contorsionismo eseguito dalla paziente. L'esorcismo è preceduto da due fasi:

Fase 1 - I preti legano a letto il paziente
Fase 2 - Il cameraman piazza varie telecamere tutt'intorno al letto

Ci siamo, finalmente L'Altra Faccia del Diavolo mostrerà un esorcismo! Beh, non aspettatevi sorprese, soprattutto se avete già visto qualche horror in materia.

  • Ben continua a citare passi della Bibbia ed ad imbrattare la ragazza con acqua, olio e sale (per preparare un gustoso spezzatino, ovviamente)
  • David assiste Ben senza fare nulla di veramente importante... anzi, no, continua a monitorare su varie apparecchiature le condizioni di salute della ragazza. Beh, è già qualcosa
  • L'indemoniata si contorce, spara parolacce, rivolge sfide ai preti, ringhia, sbava, si rotola nell'erba, prende al volo i frisbee lanciati dai padroni nel parco e via dicendo

Insomma, c'è esattamente tutto quello che, in tanti altri film di esorcismo, è stato proposto e riproposto fino alla nausea. L'unica differenza è che qui l'intera vicenda viene mostrata con Isabella dietro ai preti pronta a disturbare l'esecuzione con commenti fuori luogo e col cameraman mentre si gratta.



Mad Mum (Spoiler Edition)

Fino ad ora, L'Altra Faccia del Diavolo ci ha proposto taaaante scene spazzatura attaccate con lo sputo a pretesti ridicoli e motivazioni poco chiare ma, purtroppo per noi, la strada fino ai titoli di coda è ancora abbastanza lunga. Non vi preoccupate, cercherò di sintetizzare il tutto.
Dopo la vicenda con ragazza in cantina, Isabella riesce a convincere i due pretini a rischiare grosso intrufolandosi con una scusa nell'Ospedale Psichiatrico Cattolico "Centrino" e praticando un esorcismo a sua madre. Già, la protagonista ha dimenticato che i tre soggetti di chiesa che tentarono l'impresa vent'anni prima sono morti per mano del genitore. Ok, passiamo oltre.
I quattro babbei riescono ad attuare il piano con una facilità disarmante e rimangono soli con la paziente in un ambulatorio. Qui la pazza mammadiavolo viene legata ad un lettino da dottore e sottoposta alle solite domande da esorcista tipo "chi sei?", "quanti siete?", "perché hai/avete occupato il corpo di questa donna?" e "secondo te questa cravatta mi dona?". La donna dimostra per cinque minuti buoni di essere nel posto giusto (ergo un manicomio) dando risposte senza senso e non effettuando nessun tipo di giochetto di prestigio, quindi... inizia lo show! Mammadiavolo si scatena dilatando le pupille in maniera innaturale e contorcendosi peggio di un artista circense, muove una lampada col pensiero per ferire un prete, rutta, dice cattiverie molto brutte, parla varie lingue ricorrendo anche a più voci contemporaneamente, spinge via con forza sovrumana chiunque tenti di avvicinarsi, canta canzoni di Gigi D'Alessio al contrario, zompa a destra e sinistra, mangia tre kebab di fila senza morire... un macello!
I nostri eroi perdono il controllo della situazione, vengono scoperti dallo staff dell'ospedale e si ritrovano costretti a chiudere il rito con un insuccesso.
L'Altra Faccia del Diavolo cala mostruosamente di ritmo. Vediamo prima i quattro ebeti riflettere su quanto accaduto, poi i due pretini piangersi addosso perché la loro carriera da uomini di chiesa sta quasi sicuramente per giungere al termine.
La squadra si divide in due gruppi: Isabella e Ben rimangono a casa a grattarsi, mentre il cameraman decide di accompagnare David in chiesa per un battesimo, ovviamente portandosi dietro la videocamera. Il film torna a sfiorare il nonsense quando, inaspettatamente, l'esorcista tenta di affogare il neonato nell'acquasantiera, scena che dovrebbe suggerire allo spettatore che il prete è ora posseduto da un demone malvagio. Ma... perché? Quando? Come? Chissene? Nell'ordine, ecco cosa accade.

  • David rincasa infuriato e si chiude al piano di sopra, lasciando al cameraman il compito di spiegare agli altri cosa è accaduto in chiesa
  • Isabella registra in solitudine una specie di videolog, quindi scopre che, in cucina e completamente al buio, c'è David che sta mangiando un sandwich. Questo passaggio ha del tragicomico, seriamente
  • Arriva la polizia per portare via David. Uno sbirro sale le scale, caccia delle urla e torna al piano di sotto con gli altri gridando "mi ha preso la pistola" (alla faccia della professionalità)
  • Ben cerca di far ragionare David e, grazie alle "parole giuste", spinge l'amico collega a spararsi in bocca
  • Isabella ha una specie di crisi epilettica e viene portata in ospedale
  • Seguendo l'ambulanza in macchina, il cameraman e Ben fanno a gara a chi è più incavolato e volgare. Sì, avete capito bene, nonostante ciò che è appena accaduto, la polizia ha pensato bene di lasciar andare i due
  • In ospedale, Isabella dimostra di essere posseduta linciando un po' di gente nel reparto in cui viene condotta. Anche qui una scena da 10 e lode, con infermieri che gridano a Ben ed al cameraman "portatela via" invece di chiamare la polizia
  • Ben tenta di tenere sotto controllo Isabella mentre il cameraman guida. Il trio cerca di raggiungere un altro esorcista per liberare la ragazza, ma l'indemoniata comincia a menare schiaffoni gridando e causa un incidente mortale ai danni di tutti
  • Titoli di coda
  • Lo spettatore grida "noooo, che schifezza di film"

Ma dài, che porcheria di finale è? Anzi, che porcheria di horror è? Surreale, in certe parti noioso, banalissimo, mal diretto... Forse l'unico elemento salvabile è la prova recitativa dell'attrice protagonista che, comunque, non supera la sufficienza.



Considerazioni e Conclusione

Ora che conosciamo la trama del film, vorrei che qualcuno mi spiegasse per quale ragione si intitola L'Altra Faccia del Diavolo. A quale particolare della pellicola si riferisce? Quale sarebbe la prima faccia? Non era meglio chiamarlo "L'Ultimo Esorcis..." ah, no, quello esiste già purtroppo (purtroppo in tutti i sensi)!
Ah, giusto. Nei titoli di coda, il regista invita gli spettatori ad indagare maggiormente sugli eventi descritti nell'horror accedendo al sito www.therossifiles.com. No, vi rendete conto? Non solo ci viene servita una sozzeria cinematografica di questo calibro, ma addirittura i "responsabili" pretendono che lo spettatore medio scambi L'Altra Faccia del Diavolo per un documentario AUTENTICO! Ma scherziamo? Comunque sia, nel sito ci sono piccoli spezzoni di film presentati come "prove" del fantomatico caso Rossi accompagnati da video-spazzatura rintracciabili in rete in materia di esorcismo.
Perché L'Altra Faccia del Diavolo NON può essere nemmeno erroneamente considerato un reportage reale?

  1. Nel 1989, la mamma di Isabella uccide i tre esorcisti e telefona al 911 confessando il proprio crimine, peccato che abbiamo visto come la donna sia sempre in bilico tra la pazzia e la possessione. Questo è l'unico punto sul quale possiamo chiudere un occhio fingendo che l'indemoniata sia divenuta matta in un secondo momento, ma convincerebbe comunque poco
  2. Al volante, Isabella Rossi si destreggia alla perfezione nel traffico di Roma. Andiamo, chi diavolo ci crede?
  3. I pretini esercitano pratiche illegali e, alla prima occasione, spifferano tutto a due perfetti sconosciuti. E non solo: permettono loro di effettuare persino riprese!
  4. Elemento che ho precedentemente omesso: quando la protagonista entra nella "scuola per esorcisti", giunge in un'aula proprio quando il prete/insegnante illustra ai presenti cos'è e come deve essere affrontato un caso di "possessione multipla", lo stesso genere di possessione che affligge la madre di Isabella. Checcoincidenza, nevvero?
  5. Il cameraman ha dei poteri paranormali. In alcune scene vediamo che, mentre cammina, cambia repentinamente inquadrature SENZA tagliare il discorso di chi sta parlando. Esempio chiarificatore: un dottore parla delle condizioni di una paziente mentre la videocamera mostra il panorama fuori da una finestra. Immaginatevi un dialogo del genere: "la paziente reagisce di continuo in modo violento alle attenzioni degli infermieri, ma...", quindi STACCO drastico su un primo piano del dottore e "...la teniamo sotto controllo ricorrendo ai sedativi". Come diavolo ha fatto il cameraman? Riesce a tenere contemporaneamente DUE videocamere effettuando differenti riprese in tempo reale? Ma in che circo ha imparato a farlo?
  6. Isabella vuole scoprire la verità su quello che ha fatto impazzire la madre in passato, quindi CHIAMA mister nessuno e GIRA un documentario. Nient'altro da aggiungere...
  7. Isabella ed il cameraman non sanno una parola di italiano, ragion per cui parlano nel loro idioma (inglese) con il dottore capo dell'ospedale psichiatrico, con i due pretini e con chi, nella storia, ha un minimo di importanza. Allo stesso tempo, i pretini esercitano gli esorcismi in inglese (scomodo per due soggetti residenti in Italia) e, se avete visto la versione in lingua originale del film, fate caso agli accenti degli attori che "parlerebbero in italiano". Al confronto, Stanlio & Ollio erano milanesi

Penso che i punti descritti siano sufficienti per sottolineare come L'Altra Faccia del Diavolo sia un finto documentario e non un autentico reportage.
Chiudo la stroncatura sconsigliando il film a qualunque essere umano esistente sulla faccia della terra. Beh, dài, forse non a tutti. Se siete dei Papaboy sfegatati nati e cresciuti in campagna da genitori ignoranti e non avete completato la quarta elementare perché "lo studio vi rubava tempo prezioso da dedicare alla preghiera ed alla lavorazione della terra", forse potreste apprezzare questo horror. E sia chiaro, rispetto profondamente i lavoratori agricoli ed il loro spirito di sacrificio.

Voto personale: 3
Voto trashosità: 6 1/2
Voto splatterosità: 3 (c'è un po' di sangue qua e là)

La stroncatura NON t'è piaciuta o vuoi sentire altri pareri? Prova a leggere le opinioni su L'Altra Faccia del Diavolo di RosS - The Devil Inside e de Il Labirinto del Diavolo!

giovedì 22 marzo 2012

11-11-11, di Darren Lynn Bousman (USA/Spagna 2011)

Trama: Dopo la morte della moglie e del figlio, uno scrittore americano di successo si reca controvoglia a Barcellona per andare a trovare il padre morente ed il fratello. Verrà perseguitato dal numero 11 e da misteriose allucinazioni legate ad un'antica leggenda...



Dopo essersi affermato nel mondo del cinema horror con Saw 2/3/4 ed il piacevole Mother's Day (se ve lo siete perso recuperatelo), il regista Darren Lynn Bousman torna a far parlare di sé scrivendo e dirigendo 11-11-11, pellicola in qualche modo legata all'ossessione per i numeri da non confondere con 11:11 - La Paura ha un Nuovo Numero di Michael Bafaro del 2004. 11:11 infatti è una ciofeca, mentre 11-11-11 solo un assoluto disastro. Uhm... pare proprio che il numero "11" sia sinonimo di "porcheria".
Tornando al film di Bousman, possiamo dire che, almeno nella sua prima metà, ricorda vagamente Number 23 del 2007, thriller di Joel Shumacher dove un inusuale Jim Carrey regala una solida prova drammatica. Attenzione, ho detto "ricorda vagamente"! In entrambi i titoli, infatti, i protagonisti sono in qualche modo ossessionati da un numero ricorrente, tuttavia... ma che cacchio sto combinando? Sto confrontando 11-11-11 con Number 23? Devo essere ubriaco...

11-11-11-11-11-11-11-11-11... (Spoiler Edition)

Avete letto quelle tre righe alla sezione "trama" posta all'inizio della stroncatura? Bene, vuol dire che conoscete già l'80% della storia di 11-11-11, e non sto scherzando! Questo film è di una lentezza micidiale, straricco di scene/dialoghi inutili e di stranezze non da poco. In poche parole, una perfetta cura per l'insonnia, una di quelle pellicole che, dopo aver scoperto della loro esistenza (magari proprio su Stroncando l'Orrore), NON DOVETE ASSOLUTAMENTE recuperare.
Protagonista di 11-11-11 è Joseph Crone, uno scrittore ateo (l'aggettivo "ateo" non è stato inserito per caso) di successo che vive praticamente rinchiuso in camera sua isolato dal mondo.
Pausa. Scommetto che, dopo questa piccola presentazione, i più nerd tra voi avranno gli occhi lucidi in quanto gli indizi conducono tutti verso un'unica eventualità: Skyrim! Ma sì, insomma:

  • L'11 Novembre 2011 (ergo l'11-11-11) è stata la data scelta dalla Bethesda Softworks per lanciare sul mercato Skyrim
  • Un personaggio che sceglie di tagliarsi fuori dalla vita reale rinchiudendosi in camera. Cosa potrebbe significare? Beh, chiedetelo ad un fan di Skyrim, anche se sarà difficile stanarne uno fuori dai confini della sua stanza...

Purtoppo però devo distruggere le speranze dei nerd: 11-11-11 non parla di Skyrim (e meno male!). Joe (ergo il protagonista, lo chiameremo semplicemente così) conduce una vita da recluso occupando il proprio tempo a scrivere un diario perché, di recente, la moglie ed il figlio sono morti in un incendio.
Nella prima mezz'ora di film non faremo altro che sbadigliare fortemente, vi avverto. Ah, e già che ci sono, vi anticipo anche che nel resto cadremo direttamente in un coma profondo. In sostanza ecco cosa accade.

  • Joe rivive in sogno la morte dei suoi familiari e si risveglia alle 11:11
  • Joe riceve la visita del suo editore, un imbecille che spera di poter mettere le mani sul diario dello scrittore e di pubblicarlo per trarre profitto
  • Joe esce di casa e scopre che, all'esterno, c'è un intero mondo da esplorare
  • Joe cambia i fiori sulle tombe dei suoi familiari
  • Flashback sulla morte dei familiari di Joe
  • Joe frequenta un gruppo di sostegno composto da persone distrutte dalla perdita dei propri cari. Ovviamente lo scrittore si limita ad ascoltare le esperienze degli altri ed ad assumere un'aria superiore ed arrogante, come se stesse dicendo ai compagni di dolore "la mia disgrazia è superiore alle vostre, vermi"
  • Sadie, una donna del gruppo di sostegno che ha perso il marito, tenta di flirtare con Joe ma viene trattata dal protagonista come una barbona
  • Sadie gioca la carta del "sono una tua grande fan" e regala a Joe un'agenda
  • Joe ringrazia, parte in auto e si schianta con un veicolo

Fermifermifermi! Finalmente in 11-11-11 è successo QUALCOSA! A bordo della propria auto, il protagonista accende il motore, assume un'aria da piacione irresistibile, saluta Sadie e parte. Fin qui ci siamo? Bene, allora continuate a leggere!
Quello che accade è stranissimo. Sadie saluta Joe e lo lascia partire, quindi vediamo la telecamera che continua ad inquadrare la donna per 9 secondi (sì, li ho contati). Ad un certo punto, una sgommata ed un fortissimo "crash" interrompono la quiete: Joe si è sfracellato addosso ad un veicolo, creando un inferno di lamiere e via dicendo... mah! Vi chiederete "e cosa ci sarebbe di così strano in tutto questo?". Beh...

  • L'impatto è avvenuto circa 10 metri più avanti rispetto a dove è partito Joe
  • In quei 9 secondi dove inquadrano solo Sadie, Joe ha percorso 10 metri di strada portando l'auto ad una velocità folle in quanto, tamponando un veicolo, riduce le vetture in poltiglia

Insomma, cosa è successo? I casi sono due:

  1. Joe guida uno shuttle con le ruote. Si è portato sulla carreggiata, si è fermato qualche secondo per aprire i retrorazzi e regolare l'ossigeno, quindi è partito schiantandosi con un'altra macchina
  2. Joe si porta con la macchina sulla carreggiata, si ferma, apre la bombola del NOS e parte a tutta birra sfracellandosi addosso al malcapitato



Beh, sappiate fin da subito che quella dell'incidente (e tutto ciò che ne consegue) è una scena inutile ai fini della trama. Sadie chiama i soccorsi ed accompagna lo scrittore all'ospedale dove, in meno di 24 ore, viene dimesso perché "miracolato". Joe viene accompagnato a casa dalla sua fan e, una volta varcata la soglia, riceve un'inattesa telefonata dal fratello che considera un estraneo: suo padre sta per morire. Anche se è sempre stato lontano dalla famiglia perché la detesta, il protagonista decide di partire immediatamente per Barcellona e di raggiungere i suoi cari. Ah, non viene spiegato il perché, ma Joe non conosce una parola di spagnolo nonostante abbia trascorso l'infanzia in Spagna.
Piccola nota: tutto ciò che accade nel film (almeno fino a questo punto) ha in qualche modo a che fare con il numero 11. Grazie ad un paio di dialoghi, ad esempio, scopriamo che la moglie ed il figlio di Joe sono morti alle 11:11 (di sera), o che l'incidente con la macchina è avvenuto alle 11:11 (di mattina) in quanto l'orologio dello scrittore si è rotto puntando su quell'orario. Da brividi, vero?

Barcellucinazioni, Cospirazioni e Chiacchieroni (Spoiler Edition)

11-11-11 si sposta a Barcellona dove, senza perdere tempo, il buon Joe mostra immediatamente tutto quello che ha imparato vivendo negli USA. Come primo gesto una volta arrivato alla villa di famiglia, infatti, lo scrittore bussa insistentemente alla porta, poi entra di straforo come un ladro gironzolando ed urlando "c'è nessuno?". A forza di vedere e rivedere questo tipo di atteggiamento nei film americani, se mai mi trasferirò negli States, metterò delle tagliole per orsi all'ingresso.
Dopo tanto inutile vagabondare per le stanze, Joe viene sorpreso da Ana, la badante/infermiera/tuttofare stipendiata per seguire il padre moribondo. Anche qui abbiamo a che fare con un cliché, più precisamente con la figura della "doña hispanica ultrarelihiossa que engolpa siempre el diablo de todo" e che lancia occhiatacce omicide a tutti quelli che le rivelano di essere atei (proprio come Joe). Passiamo oltre, è meglio.
Joe incontra finalmente suo padre, trovandolo sdraiato su un letto e tenuto in una specie di "coma farmacologico". Tutto procede nella noia più totale, fino a quando il genitore non si alza sorprendentemente dal letto dicendo al figlio frasi senza senso tipo "sai perché sei qui?", "l'11 ti ha scelto" e "l'aquila al tamarindo è salata come la rugiada in Antartide". Joe si... ehm... si... non ho ben compreso che tipo di emozione l'attore protagonista abbia cercato di "trasmettere" agli spettatori. Si arrabbia? Si indispettisce? Si spaventa? Poco importa, ciò che conta è che lo scrittore leva le tende in tutta fretta.
Quando Joe sta per abbandonare la villa, ecco che viene fermato da suo fratello, Samuel, di professione "prete sulla sedia a rotelle". Ah, hai capito! Joe è ateo, Samuel è un prete... sarà mica per questo che il primo detesta la compagnia del secondo? Nooo, non ci credo, è proprio così! Ma è una sceneggiatura GENIALE! Ora però basta, ho il sarcasmometro a 1000.
I due fratelli hanno la capacità innata di dar vita a discussioni interessanti quanto gli accesi dibattiti tra due papaboy, ragion per cui è d'obbligo tenere un cuscino a portata di mano.
Ora vorrei poter dire "saltiamo tutto ciò che non conta ed entriamo nel vivo del film", peccato che 11-11-11 sia tutto fuorché "vivo" od "interessante". Da questo punto in poi si susseguono a ripetizione flashback sulla morte della moglie e del figlio di Joe, chiacchiere soporifere, "allucinazioni", riferimenti al numero 11 ed indagini sul significato di quest'ultimo. Insomma, una vera e propria tortura audiovisiva riservata al povero spettatore che, senza colpa, ha scelto di dedicare un'ora e mezza della sua vita a... questa roba! Ok, vediamo almeno di esaminare, punto per punto, tutto ciò che ha da offrire questa trappola di film.

  • Flashback - Joe continua a rivivere i tragici momenti dell'incendio che ha ucciso la moglie ed il figlio. Certo, capisco benissimo che un trauma del genere è difficilissimo da superare, ma questo non giustifica, ad esempio, l'esistenza di una pellicola che, in loop, propone per 2 ore la stessa scena! In 11-11-11 il flashback ricorrente occuperà almeno 10/15 minuti di pellicola... un po' tantini direi!
  • Dialoghi - I dialoghi in 11-11-11 sembrano scritti giusto per consentire agli attori di aprire la bocca ogni tanto. Noiosi sermoni religiosi controbattuti dal protagonista in maniera inefficace, chiacchiere fuori luogo che smorzano ulteriormente il già lentissimo ritmo narrativo ed altri numerosi blablabla che lobotomizzerebbero un essere umano perfino nella vita reale, figuriamoci in un film!
  • Allucinazioni - Ma non semplici "allucinazioni" del protagonista, proprio delle apparizioni improvvise ed inutili alle quali Joe non fa nemmeno caso! Ora spiegatemi questa scena. Joe è da solo in una stanza impegnato a grattarsi quando, ad un certo punto, dall'armadio posto alle sue spalle appare il volto di un orrido essere umanoide incappucciato, il tutto accompagnato dalla colonna sonora intrisa di mistero e terrore. Lo spettatore nota la creatura, Joe no. Inoltre, l'abominevole soggetto comparso da nulla non interagisce in alcun modo con il protagonista: non produce rumori per attirare l'attenzione, non lo attacca, non ci gioca a carte, nada de nada! Allora... che senso ha? E considerate che, di passaggi come questo, 11-11-11 ne è pieno. Boh?
  • Riferimenti all'11 - Joe è ossessionato dall'11 al punto di condurre avanzatissime ricerche su Internet. Lo vede ovunque, in particolare negli orari relativi ad alcuni eventi. Ad esempio, Samuel (il fratello prete) ha installato delle telecamere nel giardino per poter sorprendere alcuni vandali che, in passato, hanno causato qualche danno. Nelle registrazioni però appaiono sempre, alle 11:11, delle figure spettrali incappucciate ed inquietanti che... beh, che pascolano nell'erba! Già, 11-11-11 ha tratto ispirazione anche da Paranormal Activity. Comunque sia, la ricorrenza dell'11 non è poi un'idea malvagia, anzi, forse è quanto di meglio il film possa offrire, peccato però che la trovata sia stata bruciata nello sviluppo da una forte carenza di idee e di fantasia.
  • Il significato dell'11 AKA le ricerche di Joe - Lo scrittore protagonista cerca di giustificare l'onnipresenza del numero 11 nella sua vita navigando su Internet su vari sitarelli da "1000 e non più 1000" che fanno la felicità degli amanti delle profezie catastrofiche, dei rettiliani e delle teorie fantacomplottistiche. Scopre così che esistono persone sensibili all'11 in quanto, secondo fonti non citate ma comunque attendibilissime quanto il Vangelo secondo Mirmacchione, l'11 Novembre del 2011 alle ore 11:11 PM succederà qualcosa di terribile. In un'occasione il protagonista accenna all'apertura di un qualche portale tra due dimensioni, ma non ci metterei la mano sul fuoco (probabilmente stavo dormendo durante quel dialogo).



Commento a freddo su 11-11-11: che noia.

L'11-11-11 (Spoiler Edition)

Per descrivere meglio gli eventi finali di 11-11-11 sono costretto ad illustrarvi rapidamente un paio di passaggi che ho volutamente saltato onde evitare di essere troppo "dispersivo". Dunque, tra i fedeli di Samuel (il prete sulla sedia a rotelle) c'è uno spagnolo agitatissimo e mezzo pazzo che, in un'occasione, ha puntato una pistola contro Joe. Durante la fuga, questo svitato ha perso una macchina fotografica. Lo scrittore protagonista ha raccolto l'aggeggio e, invece di preoccuparsi di restituirlo, l'ha portato in uno studio fotografico per sviluppare il rullino. Purtroppo per lui, l'esercizio non effettua "sviluppi in 20 minuti" e, di conseguenza, dovrà tornare il giorno dopo (ovvero l'11-11).
Il padre di Joe e Samuel muore, precisamente alle 11:11 di mattina (ne dubitavate?).
Altro dettaglio. In un paio di occasioni, Joe è stato contattato via telefono da Sadie, la fan che lo ha soccorso dopo l'incidente automobilistico. Non avendo una vita propria, la donna ha deciso di raggiungerlo a Barcellona per rompergli le scatole.
Ennesimo dettaglio. Dopo tanta diffidenza, Samuel si decide a credere alle parole di Joe riguardo al "terribile evento programmato per l'11-11-11 alle ore 11:11".
Fin qui ci siamo? Ora iniziano le porcate finali.
Joe e Samuel sono a casa a chiacchierare noiosamente. Ad un certo punto, lo scrittore viene colto da un'illuminazione e comincia a capire cosa sta accadendo: i vari "11" che ha riconosciuto ovunque non erano altro che un messaggio per guidarlo verso una missione divina, ovvero quella di proteggere il fratello prete nonché probabile "nuovo messia" dalle grinfie del male. E naturalmente l'attacco all'uomo di chiesa avverrà l'11-11-11 alle 11:11 (di sera). Non so che cavolo si sia sniffato Joe per raggiungere una conclusione del genere, fatto sta che, verso le 11:00 dell'11-11, avvengono alcune stranezze che sembrano dargli ragione. Le creature che, fino ad un momento fa, NON vedeva o vedeva di striscio (mi riferisco alle pseudoallucinazioni inutili descritte in precedenza) si sono materializzate ed hanno rapito Samuel. Joe segue le urla del fratello raggiungendo il giardino ed assistendo all'inizio di uno strano rituale sacrificale ai danni del prete, quindi ordina via telefono a Sadie di andare a ritirare le foto sviluppate allo studio fotografico e di descrivergli, una volta ottenute, quello che c'è riportato sopra. Insomma, se avevate dubbi ora è quasi ufficiale: Joe deve essere sotto l'effetto di qualche sostanza pesante, altrimenti non è possibile giustificare questi ragionamenti illogici.
Una delle creature sta per sferrare una pugnalata a Samuel ma, come previsto dallo spettatore fin dai titoli di testa della pellicola, il protagonista si getta tra i due ed accusa il colpo mortale. Ne consegue una serie di assurdi colpi di scena.

  • Le creature grugniscono di indignazione e spariscono all'istante
  • Joe è moribondo ma ancora cosciente, mentre Samuel se l'è cavata senza neanche un graffio
  • Samuel inizia a ridere come uno scemo e si alza in piedi. Sì, il prete paralizzato dalla cintola in giù si solleva senza fatica in tutta serenità
  • Joe grida al miracolo, ma viene azzittito dal fratello
  • Samuel svela a Joe cosa è realmente accaduto: il prete ha sfruttato la fama dello scrittore per diventare celebre come "nuovo messia" in tutto il mondo; la profezia dell'11-11-11 era corretta (occhio, mi riferisco al "succederà qualcosa di terribile", non alle stupidissime supposizione del protagonista sul "devo salvare mio fratello" eccetera), mentre il soggetto-chiave della previsione era lo stesso Joe
  • Tutti coloro che hanno avuto a che fare con Joe sono in realtà seguaci di Samuel
  • Rimasta davanti al negozio, Sadie inizia a dar fuoco alle foto sviluppate che ritraggono le creature incappucciate
  • Joe muore
  • Samuel diventa famoso
  • Titoli di coda

Ora ditemi: come si può apprezzare un finale del genere?

Vaccate e Conclusione

Qualora la trama non fosse sufficiente per comprendere quanto 11-11-11 sia stato elaborato frettolosamente e grossolanamente, vi elenco un paio di assurdità assortite contenute nel (puah) film.

  • Joe è americano e parla solo inglese, mentre Samuel si destreggia sia con l'inglese che con lo spagnolo. Ora, perché le messe di Samuel vengono tenute in inglese? Siamo a Barcellona, i fedeli sono tutti spagnoli, dunque... perché?
  • Nei sogni relativi alla morte della moglie e del figlio nell'incendio, Joe rivede sempre la strana sagoma di un angelo. Appena arrivato alla villa di suo padre, ricollega con sicurezza assoluta quella sagoma ad una statua posta nell'atrio. Fine, la figura della "statua angelica" termina qui. Insomma, che bisogno c'era di soffermarsi su questo dettaglio se era più che inutilissimo?
  • Che razza di ospedale ti rilascia dopo meno di 24 ore in seguito ad un grave incidente? Anche se all'apparenza il paziente sta bene, non dovrebbero accertarsi delle sue buone condizioni con eventuali esami extra?
  • Come fa Joe a non conoscere nemmeno una parola di spagnolo? In alcuni dialoghi noiosi ammette di aver trascorso l'infanzia nella villa del padre a Barcellona sottolineando persino quanto la odiava...
  • In un paio di occasioni, Joe apre qualche libro in spagnolo e si limita a contemplare le figure perché non ci capisce una mazza. Peccato che, onde estendere la sua ricerca sull'11:11 al di fuori di Internet, si reca in una biblioteca di Barcellona e studia qualche tomo in lingua locale. Ma come..? Bah!


Chiudiamola qui. 11-11-11 è un horror scritto e diretto "tanto per fare", una ciofecuzza inutile e soporifera ricca di momenti vuoti, una sozzeria assolutamente incapace di richiamare l'attenzione e l'interesse dello spettatore. Non esiste una valida ragione per guardarlo, sul serio!
Da evitare come la peste.

Voto personale: 3
Voto trashosità: 3 (non è decente nemmeno sotto questo punto di vista)
Voto splatterosità: 2

venerdì 15 luglio 2011

L'Ultimo Esorcismo, di Daniel Stamm (USA 2010)

Trama: Nonostante abbia praticato più di 40 esorcismi applicando trucchetti e sistemi psicologici, il reverendo Cotton Marcus ha perso da tempo la fede in quanto afflitto da molteplici dubbi sull'effettiva esistenza del bene e del male. Ma quando si ritroverà davanti a quello che dovrebbe essere l'ultimo esorcismo della sua carriera, avrà a che fare con qualcosa di più grande delle credenze popolari...



Da Gennaio 2010 ad oggi sono usciti pochissimi horror commerciali degni di nota, un po' perché mancano idee agli sceneggiatori, un po' per via di un presunto (e sottolineo presunto) calo di interesse degli spettatori di tutto il mondo nei confronti di questo genere. Insomma, con i budget e le migliori menti del mondo del cinema impegnate in tutt'altre produzioni, gli horrorofili si sono dovuti accontentare con filmotti realizzati "tanto per fare" da gente che scambia "passione per l'orrore" con "omaggia/scopiazza/ruba" (c'è sempre stata, ma oggi più che mai). Qualche volta, però, vediamo in tv o al cinema dei trailer che lasciano ben sperare e, ricordo bene, quando si diffuse in Italia il promo de L'Ultimo Esorcismo erano in molti ad aver mostrato interesse nella pellicola. Quei molti stavano per essere gabbati!

L'Ultima Bufalata

Diretto dallo sconosciuto Daniel Stamm, L'Ultimo Esorcismo è un film horror a tema di esorcismi (non ve l'aspettavate, nevvero?) girato come un mockumentary/found footage. Insomma, presente The Blair Witch Project, Cloverfield, Rec ed il video della noiosissima cresima di vostra cugina? Ecco, L'Ultimo Esorcismo è un horror ripreso integralmente con una videocamera. Già a questo punto io avrei qualcosa da ridire. Insomma, era davvero necessario? Andiamo, un film di genere esorcistico dà il meglio di sé quando è diretto alla maniera tradizionale! La telecamera può focalizzarsi sui dettagli (come un crocifisso che traballa o un bicchiere d'acqua che si rovescia da solo) ed "allargare" il campo a proprio piacimento. Il mockumentary e tutto ciò che si serve di una videocamera, invece, è più adatto a, non so, una fuga rocambolesca, un finto snuff, un resoconto "cattura l'alieno, vivisezionalo e preparati ad essere circondato da extraterrestri" (ad esempio, Altered avrebbe reso ancora di più con una videocamera, a mio parere), non a L'Ultimo Esorcismo! Chissà, magari non ho completamente ragione, magari regista e sceneggiatori hanno trovato un sistema rivoluzionario capace di offrire uno spettacolo convincente e funzionale, magari... MAGARI!
Oggi mi sento comunque buono e, per questo, inizierò ad elencare i punti positivi di questo film.

....................la locandina non è male.

Ok, forse è meglio partire dalla trama.

Fede, Intrighi e Demoni

Il protagonista de L'Ultimo Esorcismo è Cotton Marcus (letteralmente Marco Cotone), un reverendo scettico nei confronti dell'esistenza del bene e del male (se in un horror il personaggio chiave della storia è un prete, nel 90% dei casi viene raffigurato in piena "crisi mistica"). Oltre ad esaltare decine di fedeli programmando messe "da santone cristiano" alle quali non sfigurerebbero i trenini di Buona Domenica, Marcus esercita anche la professione di esorcista e, sul suo curriculum, conta oltre 40 riti completati con successo. L'esperienza di Cotton attira una troupe intenzionata a riprendere il suo deludente operato, privo di vere manifestazioni del demonio e stracolmo di giochini psicologici e piccole truffe. Sì perché, rivela Marcus, chi necessita di un esorcismo è spesso un credente bifolco superstizioso distinto da turbe psichiche e guaribile con qualche bel rito/placebo. Insomma, il prete è un prestigiatore munito di "valigetta dei trucchi" che spilla soldi ai creduloni ma, a differenza del mago Do Nascimento, sfrutta il denaro per donazioni ed opere di bene.
Per soddisfare la curiosità dei membri della troupe, questo Robin Hood del Vaticano decide di mostrare loro come libera gli "indemoniati" dal male. Dopo aver compiuto con successo un'altra truffa "a fin di bene", Marcus si trascina dietro la giornalista ed il cameraman in quello che definisce l'ultimo esorcismo della sua carriera (se il film si intitola così, un perché c'è) ma, accidentaccio, questa volta il soggetto pare veramente posseduto!

Il reverendo Cotton si dovrà confrontare con Nell, la figlia di un contadino credente brutto, bifolco e superstizioso. I suoi giochini iniziali non servono praticamente a nulla se non a mettere in piedi uno show pietoso, ragion per cui l'uomo di chiesa tirerà la sua prima conclusione: la ragazza è matta da legare. Ecco, finalmente ho trovato qualcosa di positivo in L'Ultimo Esorcismo ovvero il fattore "misteri". La giovinetta è davvero matta? Se sì, perché? Colpa del papà? Cosa è meglio fare per il bene di tutti? Chi è il cattivo? C'entrano gli alieni? Roba da far impallidire Lucarelli e Giacobbo, garantito! La trama inizierà a svelare gli arcani solo in fase avanzata del film, lasciando così lo spettatore in dubbio tra un'ipotesi e l'altra.

Basta complimenti, è tempo di stroncare!

Etichetta, Aspettative, Contenuti, Delusioni

No, no, fermi tutti, qui c'è qualcosa che non quadra. Si può sapere che diavolo stiamo guardando? L'Ultimo Esorcismo è un horror? Ed era necessario ricorrere esclusivamente alla videocamera per questa roba? Quando vedo per la prima volta la locandina sopra postata, penso di avere a che fare con una pellicola in puro stile L'Esorcista piena di effettacci speciali, levitazioni, oggetti volanti, pandemoni casalinghi e via dicendo. Pregustando ciò che, in realtà, il film non offre, seguo la storia tenendo gli occhi incollati allo schermo in attesa di un segno, di una mossa "diabolica", di qualcosa! Quel "qualcosa" effettivamente arriva, ma più che sorprendermi, spaventarmi o entusiasmarmi, mi lascia con un'espressione inebetita e con un solo pensiero nella testa: "tutto qui?".
Ad esempio, in una scena il reverendo Cotone e la troupe hanno rinchiuso nella sua stanza la giovane contadina indemoniata. Ad un certo punto si sente un putiferio provenire dalla cameretta; i nostri eroi aprono la porta e, invece di assistere a qualche spaventoso show infernale, trovano tutto staticamente a soqquadro. La ragazzina? Seduta sopra l'armadio, muta. Che brividi, che paura, che disordine!

Tralasciando milioni di caratteristiche de L'Ultimo Esorcismo che poco mi hanno entusiasmato, passo direttamente a quello che, forse, rappresenta il suo più grande difetto: il finale!
Quel minimo di dignità che la pellicola, molto faticosamente, era riuscita a portare fino in fondo viene sbrindellato, disintegrato! In soli quattro minuti di film, il tutto assume un altro senso. Certo, regista e sceneggiatori hanno pensato di cogliere di sorpresa gli spettatori con un twist imprevedibile, ma pare che non si siano soffermati su questo aspetto della storia per più di venti minuti. L'epilogo non solo stona con la trama, ma riduce persino azioni, reazioni ed eventi visti nei precedenti 80 minuti a... semplice nonsense! Se guardate L'Ultimo Esorcismo due o più volte di fila (il più è direttamente proporzionale al vostro livello di masochismo) noterete, dalla seconda visione in poi e conoscendo già il finale, che molti passaggi non hanno più significato!


Concludendo

L'Ultimo Esorcismo è una mera delusione, un horror (horror? Uhm... sì, è catalogato horror) erroneamente girato in stile documentaristico piatto, statico, pieno di chiacchiere. Lasciatelo pure su L'Ultimo Scaffale.

Voto personale: 4- (ed un punto in meno solo per il terribile finale)
Voto trashosità: 3 (giusto un paio di scene sono abbastanza ridicole da suscitare un sorrisetto un po' forzato)
Voto splatterosità: 2 (comunque sconsigliato agli amanti degli animali)