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venerdì 6 gennaio 2012

The Human Centipede II, di Tom Six (Olanda/Gran Bretagna/USA 2011)

Trama: Follemente ispirato dal film horror The Human Centipede, il ritardato Martin cova segretamente il desiderio pazzesco di creare un centopiedi umano composto da 12 persone. Presto passerà alla pratica...



Il regista Tom Six ha fatto molto parlare di sé nel 2009 quando, colto da un'idea bizzarra, ha dato vita a The Human Centipede, pellicola horror che narra di un medico impazzito desideroso di "attaccare" insieme tre umani cucendo bocche e... ehm... natiche. Nel bene o nel male, il film è divenuto celebre nonostante la discutibile qualità e la mancanza di idee valide capaci di "accompagnare", per così dire, il concetto alla base della trama (qui la stroncatura). Come però ci ha lasciato intuire Six, The Human Centipede non è che il capostipite di una trilogia (non per niente lo troviamo intitolato "The Human Centipede - The First Sequence"). Ecco quindi che, nel 2011, debutta The Human Centipede II (Full Sequence), secondo capitolo incentrato sulla figura del centopiedi umano. Un sequel? Un prequel? uno spin-off? Naaah, solo una porcata fine a sé stessa girata in bianco e nero e contornata da qualche scena disturbante.

Movie in a Movie (Spoiler Edition)

No, a parte gli scherzi, The Human Centipede II è un sequel? Diciamo "nì". Il film si svolge dopo i fatti narrati dall'episodio capostipite, ma è ambientato nel "mondo reale", in quanto il primo The Human Centipede esiste solo sotto forma di pellicola cinematografica. Vi ho confusi a dovere?
Dunque, il protagonista di THC2 è Martin, un poveraccio afflitto da una sfiga pazzesca:

  • È ritardato
  • È stato ripetutamente molestato dal padre durante l'infanzia
  • Vive con la madre che lo odia a morte
  • È brutto come la fame (chi ha detto Hans l'Uomo Talpa de I Simpson?)
  • ha gli occhi a palla come quelli di Marty Feldman (l'Igor di Frankenstein Junior, per intenderci)
  • È morbosamente grasso
  • È alto 80 cm
  • Senza occhiali non vede una mazza
  • Soffre di una fastidiosissima ed onnipresente asma
  • Ha pochi capelli
  • Non ha amici

Una particolarità di Martin alla quale lo spettatore dovrà abituarsi è il... silenzio. Il povero panzone non parla mai, il suo copione è limitato a gridolini gioiosi da bambino e sbrodolate di saliva causate dalla rabbia, un po' come quello di Sylvester Stallone nel primo Rambo. Però attenzione, scopriremo che Martin non è muto. Brutto sì, stupido pure, ma non muto. Un po' come Sylvester Stallone nel primo Rambo.



Hans l'Uomo Talp... err... Martin lavora come guardiano presso un parcheggio multipiano e, durante le ore di servizio, non fa altro che guardare e riguardare all'infinito il DVD di The Human Centipede, pellicola per la quale coltiva un estremo interesse paragonabile a quello di Giuliano Ferrara per una teglia di lasagne al forno. E bravo Tom Six, sponsorizza un suo film in un suo film! Davvero audace!
Martin è seriamente malato per The Human Centipede, tanto che conserva un album fotografico ricco di screen tratti dalla pellicola, foto degli attori ed appunti su come compiere l'operazione "collegamento bocca-natiche" dettati dal dottor Heiter (il mad doctor di The Human Centipede). Il senso di tutto questo? È presto detto: Hans vuole compiere nel mondo reale la prodezza chirurgica realizzata da Heiter sul set, ovvero dar vita ad un centopiedi umano, e portare il record a 12 persone.
Ma che cacchio di storia..? Vi immaginate una pellicola incentrata su un vecchietto che, dopo aver visto Pinocchio, costruisce un esercito di marionette nella speranza di vederle prendere vita per conquistare il mondo? Roba da Oscar, eh!
Torniamo a The Human Centipede II.
C'è una scena che proprio non ho capito. Giunto ai titoli di coda di The Human Centipede, Martin decide di rerererereiniziare la visione ma, invece di entrare nel menu del DVD e passare al "play", "riavvolge" il film mettendolo in "rewind x16". È un DVD cacchio, non una VHS! In una parola, nonsense.
Come vedremo sin da subito, Hans l'Uomo Martin approfitta del proprio posto di lavoro per procurarsi le vittime da "cucire" successivamente insieme. Lo schema si ripete fino alla nausea:

  1. Martin individua la coppia nel parcheggio mentre litiga/ride/sozzeggia/si avvia verso casa
  2. Il panzone raggiunge le vittime, azzoppandole con una pistola e tramortendole colpendole alla testa con un piede di porco
  3. I polsi e le caviglie delle vittime vengono legati con Km di nastro adesivo
  4. Sempre con il nastro, viene applicato l'immancabile "bavaglio sulla bocca"
  5. Hans l'Uomo Martin guida il suo furgoncino fino ai corpi per poi caricarli e portarli nel suo "capannone segreto"

Per cortesia, non chiedetemelo, non lo so. Che ci fa un ritardato con una pistola? Dove l'ha trovata? Dove ha imparato a sparare? Misteri destinati a rimanere irrisolti. Proseguendo invece nella visione di THC2, la domanda diverrà "come fa Martin a stendere tutti colpendoli con un piede di porco in testa SENZA MAI UCCIDERLI INVOLONTARIAMENTE?". Da segnalare inoltre la nonchalance del protagonista mentre mazzuola le vittime e quella stramaledetta asma che lo costringe ad usare l'inalatore ogni 20 secondi. Comunque, cerchiamo di far luce almeno sugli eventi "giustificati" dalla storia. Nel modus operandi di Martin ho citato un "capannone segreto" e, infatti, dopo aver steso le prime due vittime, il panzerotto visita un capannone in affitto. Dopo aver gioito come un bimbo di 4 anni (letteralmente), il protagonista mazzuola il proprietario a dovere, quindi toglie il cartello "affittasi" e... voilà! Ecco un posticino tutto suo ove sperimentare le più impensabili porcherie!

Non ce la faccio, è più forte di me. La mia testa sta esplodendo di domande più o meno importanti, ma DUE hanno bisogno di una risposta!

  1. Il parcheggio dove Martin "recluta candidati" per il centopiedi umano è pieno di auto abbandonate e sangue (ma tanto sangue, ma tanto tanto). Addirittura c'è un bambino chiuso in macchina che il panzone non ha voluto uccidere. Possibile che nessun automobilista se ne sia accorto? Bastava una chiamata alla polizia, una controllatina alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza e l'incubo era già finito. Mah...
  2. Il proprietario del capannone non farà ritorno a casa, mentre la sua auto rimarrà parcheggiata all'esterno dell'edificio impiegato da Martin per centopiedizzare la gente. Ora fate finta di essere la moglie, il figlio, un amico stretto od un socio d'affari del proprietario. Non lo vedete rincasare, sapete che vuole affittare un capannone, siete anche a conoscenza del fatto che si doveva incontrare nel pomeriggio con un possibile cliente. Che cosa aspettate per avviare le ricerche o per denunciarne la scomparsa? Possibile che quel poveraccio fosse solo al mondo?

Chiaro? Se The Human Centipede II fosse DAVVERO ambientato nel mondo reale, la minaccia di sarebbe estinta dopo un paio d'ore dal primo sanguinolento rapimento. Ed invece, eccoci qui a scoprire come un ritardato riesce a gabbare il mondo senza riflettere un secondo sulle proprie azioni.
Andiamo oltre, tanto è inutile soffermarsi su questi aspetti.



La Vita di Hans l'Uomo Martin (Spoiler Edition)

Nella seconda parte di The Human Centipede II si cerca di giustificare le terribili azioni di Hans l'Uomo Martin. Perché il panzuto ritardato vuole costruire un centopiedi umano? Ehm... a dire il vero, l'unico dettaglio che trova una spiegazione è lo stato psico-fisico del protagonista, non tanto il suo desiderio di portare a termine il folle progetto. Come abbiamo già visto, Martin è caratterizzato da una sfiga non indifferente, dunque che genere di persone ci saranno nella sua vita? Solo due:

  1. La mamma di Martin, una specie di dittatore nazista che odia a morte il figlio. Questa acida signora non sopporta Martin perché è un ritardato e perché, a causa delle molestie che ha subìto, ha fatto rinchiudere in carcere il padre. Sì, la signora ama a tal punto suo marito da ripudiare il figlio per questo.
  2. Il dottore di Martin, un accanito sostenitore della barba "rabbino style" che prova una forte attrazione fisica per il grasso protagonista. Non sto scherzando. In compenso, Martin non lo sopporta proprio.

Ora fermatevi un minuto e riflettete. Pensate a Martin, a tutto quello che ha affrontato in passato e che deve fronteggiare ogni giorno, alle continue umiliazioni inflittegli, all'assoluta mancanza di affetto nella sua vita... Diavolo, certo che fa pena, vero? Chi se ne frega se vuole tentare un esperimento rovinando l'esistenza a 12 sconosciuti o se, nell'intento, ucciderà qualche fesso, in fondo tutti abbiamo bisogno di uno sfogo, un divertimento... no? Insomma, alla fine gli è andata bene, con le sue pessime esperienze poteva benissimo diventare, non so, il direttore del TG4 o un ministro!
Alla grande, Martin!
Hans l'Uomo Martin alleva dentro una teca un animale al quale è estremamente legato, un... beh, che bestia ci sarà in The Human Centipede II? Un centopiedi, ovvio! Inutile dire che la madre non approva la presenza dell'insetto.
I ripetitivi rapimenti al parcheggio lasciano, nella seconda parte della pellicola, maggiore spazio alle disavventure domestiche di Hans l'Uomo Martin. Descrivo giusto una scena tragicomica.

  • Martin e sua madre stanno cenando con della sbobba brutta da vedere.
  • Mammamartin (massì, chiamiamola così) rompe il silenzio con una democratica frase colma di affetto familiare: "ho deciso che ci suicideremo".
  • Martin continua a mangiare fregandosene di tutto.
  • L'inquilino del piano di sopra attacca della musica a tutto volume, sicché mammamartin afferra la scopa ed inizia a bussare sul soffitto imprecando come Bluto dopo averle prese da Braccio di Ferro.
  • Martin continua a mangiare fregandosene di tutto.
  • L'inquilino scende inviperito le scale e suona il campanello, quindi viene accolto da mammamartin che, a sua volta, mente indicando il figlio come il vero "infastidito della situazione".
  • Martin continua a mangiare fregandosene di tutto.
  • Il vicino è un semipalestrato poco incline a sbrogliare le situazioni intricate con il dialogo.
  • Il vicino aggredisce Martin con la stessa dedizione di un fabbro che pesta sull'incudine.
  • Mammamartin sprona il figlio a dimostrare, per una volta, di essere un uomo difendendosi dall'aggressore. Non considera però che l'individuo alle prese con Martin è Mike Tyson.

Il mio consiglio è quello di guardare la scena, tornare indietro, sostituire i brani di sottofondo con Yakety Axe e rivisionare il tutto a velocità x2. Non è poi così drammatica, vero?


Intanto Martin prosegue con il suo "reclutamento forzato" e, purtroppo, casca sempre più in basso dal punto di vista dello squallore. Non parlo solo delle scene in cui appare in mutande (caspita, comunque fortine, se non ne avete lo stomaco lasciate perdere questo film), ma anche della sua ossessione per Ashlynn Yennie, l'attrice protagonista del primo The Human Centipede. In un passaggio particolare... la racconto o non la racconto? Ok, cavoli vostri, la racconto!
Martin è al lavoro e, tanto per cambiare, sta guardando il DVD di The Human Centipede. Alla vista della Yennie sullo schermo, il grassone decide di dedicarsi al... ehm... al "sollazzo da maialazzo" (diamine, se non ci arrivate o avete 8 anni, o siete ubriachi). Il fatto è che, per provare maggiori soddisfazioni, Hans l'Uomo Martin si aiuta con la carta vetrata. Sì, avete letto carta vetrata. Ai porconi furboni che si stanno domandando "ma funziona?" rispondo con un "tentar non nuoce, no?" (TROLLFACE mode off).
Prima vi ho detto che, sebbene Martin non parli mai, non è muto. Questo lo possiamo dedurre in particolar modo da un paio di dettagli.

  • Mammamartin si è sorbita in passato un paio di sermoni da parte di Hans l'Uomo Martin su The Human Centipede, fatto che sbatte in faccia sia al dottor rabbino che a Martin stesso
  • Martin riceve ogni sera dei messaggi in segreteria riguardo alla disponibilità professionale di Ashlynn Yennie. Questo perché di giorno, all'insaputa dello spettatore, il protagonista telefona all'agente dell'attrice e, spacciandosi per un collaboratore di Tarantino (povero Quentin, citato sempre nelle ciofeche), chiede se è possibile fissare un incontro per il casting. Alla faccia del ritardato, direi!

Fino a questo punto, THC2 ha alternato scene di rapimento, situazioni casalinghe insostenibili e passeggiate baldanzose tra i rapiti legati come vermi e gettati sul pavimento del capannone, giusto? Bene, ora viene il bello! Anzi, no, prima un particolare trash che vorrei condividere con voi. Come descritto varie righe più su, le vittime di Hans vengono legate con del nastro adesivo industriale ed azzittite sempre per mezzo di quest'ultimo. Fin qui nessun problema. Ora, in una scena accade qualcosa di inspiegabilmente stupido. Nel capannone possiamo contare circa sette/otto imbecilli che si sono fatti rapire da un ritardato. Quando Martin abbandona l'edificio, uno dei poveracci si ritrova con il nastro piazzatogli sulla bocca a penzoloni. Sì, ha le fauci libere. Ora, anche un uomo di Neanderthal saprebbe cosa fare, dico bene? Un giorno di tempo per strappare a morsi il nastro che opprime i polsi di uno dei compagni di supplizio (azione che, comunque, dovrebbe richiedere non più di 10/15 minuti in casi limite) il quale, a sua volta, provvederà a liberare tutti. E invece no! Questo perfetto esempio di imbecillaggine dai capelli biondi getta alle ortiche la possibilità di salvezza usando la bocca per maledire Hans e bestemmiare come un idiota. Sapete che vi dico? Spero che Martin lo faccia fuori...

The RAW Centipede! (Spoiler Edition)

The Human Centipede 2 cambia completamente volto in seguito ad una serie di passaggi chiave. Cronologicamente vedremo:

  • Hans l'Uomo Martin ascoltare un messaggio dall'agenzia di Yennie secondo il quale l'attrice arriverà all'aeroporto il giorno dopo per il provino nel nuovo film di Tarantino
  • Hans l'Uomo Martin mentre accompagna, alla guida del suo furgoncino, la Yennie nel capannone per poi tramortirla col fidatissimo piede di porco
  • Una scena domestica pazzesca. Hans torna a casa e sorprende sua madre mentre pugnala a ripetizione la sua porzione di letto PENSANDO CHE IL FIGLIO STESSE DORMENDO SOTTO LE COPERTE. Un tentativo di omicidio fallito a tutti gli effetti
  • Senza scomporsi troppo, il protagonista rimane in mutande (per la gioia di tutte le donzelle) e si sdraia nel letto, il tutto di fronte alla madre che, nel frattempo, è sospesa in uno stato oscillante tra l'imbarazzo e la follia
  • La madre tenta di trovare la forza di pugnalare il figlio, ma questa volta non ci riesce. Quindi si taglia un polso e se ne va
  • La madre torna e, da sotto il letto del panzone, cava fuori il "libro segreto di The Human Centipede", ovvero l'album fotografico che Martin conservava gelosamente di nascosto
  • Accorgendosi dei contenuti trash dell'album, la donna comincia a strapparne le pagine, quindi se ne va. Hans l'Uomo Martin è furioso.
  • Passi le continue umiliazioni, passi il tentato omicidio, ma l'album di The Human Centipede no! Martin cerca di distrarsi dando da mangiare al centopiedi nella teca, interrotto dalla madre che, in tutta risposta, vuole sbarazzarsi dell'insetto. Ora basta!
  • Martin uccide sua madre con il fidato piede di porco sfondandole la faccia, quindi poggia il cadavere su una sedia e mangia tranquillo
  • L'inquilino del piano di sopra attacca nuovamente lo stereo a tutto volume, ignaro di ciò che sta per accadere. Martin prende la scopa, bussa tre volte sul soffitto e prepara la trappola
  • L'energumeno entra nell'appartamento, si dirige in cucina e trova il cadavere. Martin lo aggredisce da dietro con l'immancabile piede di porco e, sorridente, lo porta al capannone.

Da questo punto in poi, The Human Centipede II si trasforma in una pellicola grezza, sanguinolenta ed esclusivamente violenta. Vestito solo di camice da dottore e mutande, Hans l'Uomo Martin inizia finalmente a creare il centopiedi umano con l'ausilio di strumenti poco adatti allo scopo, tra i quali coltelli da cucina, un martello e... oddio, quella è una pinzatrice?!? Ecco, se qualcuno si stava chiedendo cosa avrebbe usato come collante per collegare le bocche degli uni alle natiche degli altri, ora si è fatto un'idea.
Non ho intenzione di elencare tutte le atrocità commesse in questa terza parte del film, mi limito a dire che vedrete denti partire via a suon di martellate, tendini recisi con le forbici, lingue tagliate e un neonato schiacciato sotto il pedale dell'acceleratore di una macchina (non sto scherzando). Pazzesco anche come, una volta completato il centopiedi umano, Hans vuole testarne la funzionalità dando una scatoletta per cani alla Yennie, giustamente messa a capo del "trenino", ma a causa del mancato spirito di collaborazione della ragazza dovrà ricorrere a metodi poco ortodossi: un tubo, un imbuto ed una... boh? Zuppa di piselli? Simpatica missione, comunque, quella di cercare di sfamare una decina di persone con UNA scatoletta. La prossima volta che avrete i parenti a cena, provateci anche voi giustificandovi con un "come sarebbe a dire 'tutto qui'? Ma non hai visto The Human Centipede II?".
Scena trash. Martin cerca di spronare i vari poveracci cuciti assieme a defecare spernacchiando a destra e a manca, ma senza risultato. Si ricorre alle maniere forti. Hans prende un flacone di lassativo con tanto di "uso orale" scritto sull'etichetta, riempie una siringa e procede con le iniezioni, riuscendo finalmente a creare il tanto agoniato "trenino di coprofagi" che desiderava tanto. Sì, ho detto "uso orale", quindi il lassativo non doveva funzionare, ma che ci volete fare?


Altra scena trash. Spaventato dalla fuga di una delle vittime ed arrabbiato ulteriormente per la separazione del trenino (l'energumeno che abitava al piano di sopra si è dolorosamente staccato con la forza dalle natiche di chi gli stava davanti), Martin elimina tutti i presenti sparando loro in testa, ma esita di fronte alla bella Yennie. In puro stile Bud Spencer, l'attrice sferra un pugno a martello a due mani dal basso negli zebedei del ritardato ed esegue l'azione più crudele possibile concessagli in quell'istante: prende l'imbuto, abbassa le braghe di Hans, infila l'attrezzo dove potete ben immaginare e lascia che, al suo interno, scivoli il centopiedi gigante appartenente al protagonista (nel capannone e fuori dalla teca per questioni che non vale la pena specificare). Martin affronta con maturità la situazione e ficca un proiettile nella zucca della donna.
Insomma, come finisce The Human Centipede II?
Vorrei saperlo anch'io. Martin se ne va col furgone, quindi viene riproposta una scena già vista dove lui è sul lavoro a guardare The Human Centipede. Non una sequenza simile, proprio LA STESSA. Mah!
The End? Assolutamente no. Tra i progetti di Tom Six c'è ancora un The Human Centipede III (The Final Sequence). Che Dio ci salvi!

Conclusione

Six ha cercato di creare un'opera importante, disturbante, ricca di contrasti e molteplici chiavi di lettura. Pochi dialoghi, tutto in bianco e nero, tanta violenza espressa dalle immagini di un uomo squallido colpevole di vivere la realtà più degradante, disumana ed imbarazzante che questo mondo ha da offrire. Insomma, ha provato a mettere in piedi un nuovo Eraserhead - la Mente che Cancella di David Lynch. Nonostante gli intenti, Six NON è Lynch e si vede. Se esaminato con maggiore attenzione, The Human Centipede II non è il capolavoro "stil classico" che vuole essere, ma una specie di "inno al centopiedi umano" che, a tutti i costi, cerca di creare sensazioni/opinioni contrastanti tra gli spettatori. "Hans l'Uomo Martin è cattivo e dovrebbe essere punito, ma la sua vita è difficile e quindi va compatito, non è colpa sua" e blablabla. Ancora una volta non ci siamo, però è apprezzabile lo sforzo del regista di non realizzare un vero e proprio clone del primo capitolo, in quanto ha proposto qualcosa che, a dirla tutta, era difficile da aspettarsi. Pessima invece l'idea di auto-pubblicizzare la pellicola precedente e quella di... no, davvero, lasciate in pace Tarantino, non ha fatto nulla di male per meritarsi citazioni in prodotti come questo o In The Market!
Se amate lo splatter tuffatevici in tutta sicurezza, altrimenti lasciate perdere.

Voto personale: 5-
Voto trashosità: 6
Voto splatterosità: 8- (con un paio di picchi da 10)

mercoledì 27 luglio 2011

The Human Centipede (First Sequence), di Tom Six (Olanda 2009)

Trama: Uno scienziato rapisce tre turisti allo scopo di dar vita al suo folle progetto personale, realizzare una specie di millepiedi umano dotato di un unico apparato digerente...



Qualche volta le perle cinematografiche nascono quando un regista/sceneggiatore squattrinato propone coraggiosamente un'idea bizzarra, un po' come è stato per The Blair Witch Project o per il magnifico Eraserhead. Con The Human Centipede (The First Sequence), l'olandese e sconosciuto Tom Six ha tentato di seguire la stessa strada, cercando di scioccare gli spettatori mettendo su pellicola l'assurdo ed incredibile concetto di "millepiedi umano". Il buon Six deve aver sbagliato da qualche parte, poiché il suo film è ben lontano dall'essere considerato un must del genere horror.

Questo è un Art Attack?!?

Protagoniste di The Human Centipede sono due turiste americane in Germania, ovviamente ignare di ciò che le aspetta nell'immediato futuro. L'appassionato horrorofilo storcerà inevitabilmente il naso già dalle prime battute del film, poiché la scusa per condurre le ragazze nella "tana del lupo" è strafarcita di cliché visti fino alla nausea. Indovinate un po'? Le due amiche forano una gomma in mezzo ad un bosco (cliché n. 1) sperduto (cliché n. 2), più precisamente in una zona assolutamente fuori portata per qualsiasi cellulare (cliché n. 3), sicché presto inizieranno a cercare aiuto (cliché n. 4) sotto una forte pioggia battente (cliché n. 5), finendo dritte alla residenza di uno svalvolato eremita (cliché n. 6): è un dottore (cliché n... chiudiamola qui, è meglio). Ammazza che originalità! Ok, proseguiamo.
Il pazzoide di turno è un ex medico specializzato in operazioni chirurgiche su gemelli siamesi, un certo dottor Heiter, guarda caso impazzito come un cavallo. Bisognoso di un po' di compagnia per spezzare la solitudine, il nostro bel dottorone ha intenzione di procurarsi un particolarissimo animaletto da compagnia ma, poiché cani e gatti sono troppo banali, ha pensato di dar vita ad un millepiedi umano.
Aspettaspettaspetta... cosa intendiamo per millepiedi umano? Per spiegarvi meglio, dovrò entrare in modalità "Giovanni Muciaccia".

MUCIACCIA MODE - ON

Allora, prendete tre persone mentre, con mani sulle spalle dell'altro, gironzolano a casaccio facendo un trenino. Fatto?
Ora, recidete loro tutti i tendini necessari per costringerli a gattonare. Mi raccomando, usate un bisturi dalla punta arrotondata e fatevi aiutare da un adulto. Fatto?
Con l'aiuto della colla vinilica, collegate la bocca del soggetto A alle natiche del soggetto B e la bocca del soggetto B al didietro del soggetto C. Fatto?
Ora date un nome alla vostra nuova creazione. Questo è un Art Attack!

MUCIACCIA MODE - OFF

Probabilmente qualche lettore pensa che io stia scherzando. Niente affatto, ho descritto in maniera elegante l'idea attorno alla quale ruota l'intero The Human Centipede. Recatevi dunque in bagno disgustati, vomitate se necessario e tornate per proseguire nella lettura.


Idee, Cliché e Trashate

Il coraggioso tema centrale di The Human Centipede permette indubbiamente al film di distinguersi dalla massa, ma questo certamente non basta per trasformarlo in un vero e proprio cult. Insomma, tutto ciò che precede e segue la pazza operazione chirurgica deve mantenere alto l'interesse dello spettatore, giusto? Ed è proprio qui che la pellicola di Tom Six toppa alla grande.
Il prologo di The Human Centipede è già in grado di farci capire come, per tappare i vari "buchi" e legare le sequenze tra loro, il regista/sceneggiatore abbia abusato di cliché ed espedienti più vecchi di Giulio Andreotti e Rita Levi-Montalcini messi insieme. Dopo i fatti descritti qualche riga più in alto, vediamo il dottore pazzo drogare e legare le due turiste ai lettini di una stanza assieme ad un non meglio identificato turista giapponese che parla unicamente la propria lingua. Senza una ragione specifica, il medico illustra alle cavie il progetto che intende portare a termine (per la seria "ahahah, non potete fermarmi perciò vi svelerò tutto!"), quindi pare temporeggiare il più possibile per permettere ad una delle ragazze di inscenare invano un tentativo di fuga. Trascorse alcune inutili lungaggini, finalmente avviene l'operazione. Ora vorrei che qualcuno mi spiegasse PERCHÉ la persona a capo del millepiedi umano è il giapponese! Non riconosce una parola di quello che gli vien detto, né è in grado di farsi capire. Il Dr. Heiter è meno brillante di quanto voglia far credere? Sembra proprio di sì, ma di questo ne parleremo dopo.
Nel post-operazione seguiremo lo scienziato mentre addestra il suo nuovo animale da compagnia. Santo cielo, si vede proprio che lo sceneggiatore non aveva idee! È difficile descrivere la pietosità di alcune scene come, ad esempio, quando il dottore ordina ai tre poveracci di portargli il giornale punendoli per la mancanza di disciplina o, ancora, mentre esulta forsennatamente gridando "Sì, nutrila!!!" perché il giapponese non riesce più a trattenersi dal fare la cacca (scena forte SOLO concettualmente). Insomma, è assai difficile prendere sul serio The Human Centipede...

Disastro Quasi Completo

The Human Centipede è più di un'occasione mancata, tanto che non so nemmeno da che parte iniziare per bastonare ulteriormente questo titolo. Ok, partiamo dalle caratterizzazioni.
Il profilo delle due ragazze e del giapponese è praticamente assente, i tre ricalcano le caratteristiche dei classici individui/carne da macello in balia di assassini e torturatori. Preparatevi dunque a tanti "ti prego no", "lasciaci andare" e "ti puzza l'alito" (vorrei anche vedere, considerando dove vengono cucite le bocche delle due ragazze). Sotto questo aspetto, l'unico personaggio munito di una caratterizzazione più definita è il dottor Heiter. Calma, ho detto più definita, non più convincente! Come è possibile che un genio della medicina del genere, per quanto folle possa essere, non distingua la differenza tra "un unico apparato digerente" e "tre apparati digerenti legati insieme"? Dal punto di vista medico/scientifico, infatti, il progetto di Heiter fa acqua (per non dire cacca) da tutte le parti. Il soggetto A ingurgita una bistecca, viene espulso tutto ciò che non serve al corpo; il soggetto B mangia gli scarti e, quindi, è quasi come se non mangiasse; il soggetto C non ha buone prospettive per il futuro. La mia opinione al riguardo? Heiter è un mentecatto.

In un punto nemmeno troppo avanzato di The Human Centipede scopriamo che, prima di tentare l'esperimento su esseri umani, Heiter ha legato tra loro i suoi tre cani (morti poi dopo poco tempo). Invece di mostrare agli spettatori le noiose disavventure delle due turiste americane, non era meglio aprire la pellicola inquadrando la prima impresa del medico pazzoide? E già che ci siamo, non sarebbe stato più interessante girare l'intero film dal punto di vista di Heiter? L'ho detto che The Human Centipede è un disastro quasi completo? Ah sì, nel titoletto poco sopra.


Volendo spendere qualche bella parola a favore di The Human Centipede, devo dire che ho apprezzato il finale, giusto e tragico allo stesso tempo. Quello però che proprio non riesco a digerire (le belle parole sono già finite? Beh, c'è un perché) è il forzato inserimento di due poliziotti in casa Heiter per dar vita alle battute finali. Un po' come il cacciatore nella favola di Cappuccetto Rosso, nel film due sbirri prendono l'iniziativa di intrufolarsi senza mandato nella dimora, così, giusto perché colti da uno strano presentimento. Mah!

Concludendo

Tom Six l'ha fatta fuori dal vaso, punto. The Human Centipede è un perfetto esempio di ciò che accade quando un'idea interessante passa per la testa di un regista/sceneggiatore inesperto e poco creativo. Non è una ciofeca a 360 gradi, ma se cercate un horror serio, coinvolgente, interessante o scioccante, dovete rivolgervi altrove.

Voto personale: 5--
Voto trashosità: 7
Voto splatterosità: 3

martedì 12 luglio 2011

Zombie Survival Guide: i Non Morti

Di film horror sugli zombie ne esistono a tonnellate, certo, ma questo non significa necessariamente che sapremmo come reagire qualora scoppiasse veramente un'epidemia mortale capace di trasformarci tutti in cadaveri ambulanti, giusto? Ecco quindi una pratica guida di sopravvivenza (a puntate) che, se ben studiata, consentirà a ciascuno di voi di resistere prima, durante e dopo un assalto di morti viventi.
Sono sicuro che molti lettori non prenderanno molto sul serio questo tutorial, scioccamente accecati da convinzioni tipo "gli zombie non esistono" o "è tutta fantasia". Beh, cari i miei scetticoni e scetticone, pensate un attimo in che mondo viviamo. Batteri killer, pandemie, case farmaceutiche senza scrupoli, falsi vaccini, l'aviaria, la mucca pazza, il verme solitario, Luca Giurato... forse l'eventualità di contrarre un virus che ci uccida all'istante e ci riporti alla vita come spietate creature affamate di carne umana non è così campata in aria. Nel dubbio, studiate con attenzione questo manualetto e, se si presenterà l'occasione, riuscirete a cavarvela.


Lo Zombie Questo Sconosciuto
Prima di combattere il nemico bisogna conoscerlo, dico bene? Dunque, cos'è uno zombie? Trattasi principalmente di un essere munito delle seguenti caratteristiche:

  • Conoscenze linguistiche limitate a rutti e versi
  • Scarsa autostima
  • Scarsa igiene personale
  • Scarsa forma fisica
  • Colorito che spazia dal verde acqua al marrone tabacco
  • Costante senso di appetito
  • Debolezza fisica

Leggendo i punti elencati, qualcuno di voi si starà giustamente chiedendo "allora sono uno zombie?" o "quindi devo sopprimere il vicino di casa?". Non vi preoccupate, i morti viventi non sanno leggere, né resistere alla tentazione di addentare un bel braccio succulento.


Possiamo distinguere più tipi di zombie:

  • Classico: è indubbiamente il meno pericoloso. Gli zombie classici sono dei totali idioti e, caratteristica ancor più apprezzabile, sono vergognosamente lenti. Se vi trovate a 10 metri da uno zombie classico, potete schiacciare un sonnellino mentre questi barcolla verso di voi, cade, si rialza, ricade, perde una gamba, si trascina carponi ed abbandona, abbattuto, i propri intenti. Per ucciderli (sempre se non fanno da soli) basta colpirli con violenza alla testa.
  • Strategico: qui cominciamo a parlare di pericoli veri e propri. Lo zombie strategico altri non è che uno zombie classico contraddistinto da un barlume di intelligenza. Ha capito di non essere un maratoneta e, di conseguenza, studia ed applica piccoli schemi basilari, come nascondersi in silenzio dietro un angolo ed attendere che una qualche preda ignara passi di lì. La tattica compensa certamente la mancanza di "sprint", ma un essere umano mediamente intelligente e dotato della forza necessaria per sollevare una graffetta riesce quasi sempre ad avere la meglio. Anche in questo caso, con un colpo in testa ben assestato porrete fine alla misera esistenza di questi disgraziati verdognoli.
  • Da Branco: lo zombie da branco è la "naturale evoluzione di uno zombie strategico". Avendo trascorso quattro giorni nascosto sotto un'asse da stiro per niente e/o dopo aver constatato di non essere in grado di confrontarsi fisicamente con un essere umano, lo zombie strategico vagabonda fino a quando non incontra altri non morti nella sua stessa condizione. Vengono così fondati degli "zombie club", branchi di cadaveri ambulanti creati allo scopo di sopraffare le prede (del resto, l'unione fa la forza). Se ci sono leader carismatici, questi gruppi d'assalto possono essere composti anche da centinaia di membri che, civilmente, "spartiscono il bottino" ottenuto durante le scorribande.
  • New Generation: lo zombie new generation è un nemico davvero tosto. In sostanza, si tratta di uno zombie classico capace di percorrere 100 metri in 9 secondi e mezzo e, per qualche ragione poco chiara, è incredibilmente aggressivo. Esimi scienziati ipotizzano che lo zombie new generation sia il più intelligente della sua "specie", in quanto questo giustificherebbe la rabbia esternata come una "diretta ed ovvia conseguenza derivante da una presa di coscienza del proprio status", ovvero quello di cadavere brutto e puzzolente. Se vi trovate braccati da uno zombie new generation e non vi chiamate Carl Lewis, trovatevi un rifugio entro 6 secondi o finirete in qualche intestino putrido. Come i loro colleghi più tradizionali, questi non morti cadono come sacchi vuoti se colpiti con forza alla testa.


  • Super Zombie: un uomo crea la dinamite. Un altro, non soddisfatto, inventa la granata. Un altro ancora progetta e costruisce la mina antiuomo. Si passa così alla bomba ad orologeria, alla bomba atomica eccetera. Con gli zombie il discorso non cambia. Uno scienziato (generalmente militare) continua a sperimentare nuove soluzioni per trasformare lo zombie alfa tenuto in gabbia in qualcosa in grado di mettere seriamente in difficoltà i nemici del proprio Paese, dando però vita ad un mostro pronto a spiaccicare tutto ciò che gli si para davanti. Nasce così il super zombie, un non morto inarrestabile capace di radere al suolo una città da solo. Le caratteristiche dei super zombie non sono fisse in quanto, come detto, questi non morti vengono generati in seguito a vari e numerosi esperimenti scientifici, ma tra le più comuni abbiamo immunità ai proiettili, forza sovrumana, agilità e velocità fuori da comune, capacità di cacciare urla assordanti e via dicendo. Generalmente il super zombie ha un punto debole, il difficile sta nell'individuarlo prima di diventare una sottiletta umana. Nel 40% dei casi il fuoco funziona.

Si chiude così la prima parte della Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore. La prossima settimana parleremo del contagio del virus (come avviene, perché e cosa fare onde evitare di contrarre la malattia). Non mancate!

giovedì 7 luglio 2011

Bottom Feeder, di Randy Daudlin (Canada 2006)

Trama: Un milionario mafioso coperto da gravi ustioni assolda uno scienziato, Nathaniel Leech, creatore di un siero capace di rigenerare i tessuti umani. Non fidandosi pienamente, il riccone ordina ai suoi uomini di ridurre in fin di vita Nathaniel, sfruttarlo come cavia della sua stessa creazione e rinchiuderlo per 24 ore in alcuni cunicoli sotterranei. A causa di un errore di procedura durante la forzata somministrazione del farmaco, lo scienziato muterà il proprio codice genetico divorando topi...



Direi che il tentativo di ricreare un b-movie anni '70/80 è palese, no?
Bene, allora vediamo che hanno combinato stavolta!

La storia di Bottom Feeder ruoterà attorno a quattro addetti alle pulizie incaricati di ripulire un vecchio edificio abbandonato fitto di gallerie sotterranee. Il resto è esattamente come lo immaginate: lo scienziato descritto nella trama si trasforma in una abominevole creatura fuori controllo e metterà più volte alle strette i personaggi che infestano i cunicoli abbandonati. Che dire, proprio come ai vecchi tempi, quando il cinema pullulava di pellicole povere di trama e ricche di divertimento malsano! Peccato che, in questa circostanza, ci vorrà un po' prima di passare all'azione vera e propria.

I ruoli dei personaggi di Bottom Feeder paiono essere spuntati fuori seguendo un fantomatico manuale dei cliché! Ecco i quattro addetti alle pulizie: un uomo di mezz'età carico di esperienza e disposto a dare la vita per nobili intenti, la ragazza al suo primo giorno di lavoro, un uomo di colore saggio ma non vigliacco ed un ragazzino idiota con la fissa per gli scherzi stupidi. Non male, certo! Magari, se si fossero sforzati di più...
Ma passiamo ai cattivi! Il capo è sostanzialmente il tipico mafioso senza scrupoli, rimasto ustionato per buona parte del corpo e seduto sulla sedia a rotelle. Può contare sull'aiuto di un sicario silenzioso ed esperto di arti marziali (naturalmente sempre al suo fianco) e di una donna malvagia fino all'osso il cui unico scopo è quello di apparire più odiosa possibile.

Per mezzo di una rapida carrellata, cercherò adesso di elencare, a grandi linee, le peggiori caratteristiche di Bottom Feeder.
I dialoghi sono noiosi e costituiti in buona parte da tamarrissime frasi da eroe. Pare proprio che ogni azione debba essere preceduta da un motto, un'americanata, una vaccata! A questo punto possiamo tranquillamente affermare che, considerata la storia, i dialoghi ed i personaggi con le loro caratterizzazioni, Bottom Feeder NON è originale!
Le ambientazioni sono noiosissime. Gli attori continuano incessantemente a muoversi, ma pare quasi che passino sempre per lo stesso punto! Wow! Domanda trabocchetto: quanti set servono per girare un film ambientato prevalentemente in un labirinto sotterraneo? Risposta: uno solo, basta poi evidenziare con insistenza che, nel labirinto, i cunicoli si somigliano tutti!
La creatura attorno alla quale ruota praticamente tutta la storia di Bottom Feeder pare proprio uscita da un b-movie vecchio stile, contraddizioni fisiche e movenze grottesche comprese! Qualche volta la vediamo scattare in corsa, in altre occasioni si limita a saltellare (???), gira con le braccia estese verso l'esterno (come i primi film sui lupi mannari! Ahahah...), sostanzialmente fa più ridere che paura!
Infine, il film dura poco più di 80 minuti e, in alcune occasioni, ci sembrerà più un episodio di quei vecchi telefilm tipo Ai Confini Della Realtà che un lungometraggio.

Allora Bottom Feeder è da scartare?
Dipende! Certo, un "filmaccio" così è evitabilissimo, però in un modo o nell'altro riesce a divertire. Lo consiglio infatti ai fanatici dei vecchi b-movie ed a chi sta cercando un titolo poco serio ed adatto a trascorrere una serata tra amici.
Voto personale: 5 1/2
Voto trashosità: 7 1/2