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giovedì 11 agosto 2011

Zombie Survival Guide: Tecniche di Sopravvivenza (Combattimento)

Benvenuti alla quinta ed ultima parte della Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore, la guida che vi permetterà di moltiplicare le vostre possibilità di salvezza qualora l'umanità venisse decimata dai morti viventi. Oggi tratteremo di un tema estremamente importante, ovvero come uscire vivi da un faccia a faccia contro uno o più zombie. Pensate di aver visto abbastanza film da sapere come reagire? Forse vi conviene proseguire nella lettura.


Brain Damage

Come è risaputo, per mettere definitivamente a cuccia uno zombie è necessario danneggiarlo al cervello. Nei film, i protagonisti hanno quasi sempre a disposizione un rassicurante quantitativo di armi da fuoco accompagnato da una riserva (spesso illimitata) di munizioni, e non solo! Che siano militari, medici, anziani, ragazzini o sordociechi, i personaggi nelle pellicole horror possiedono una mira ed un sangue freddo impressionanti. Ora immaginatevi nella seguente situazione: avete una pistola in mano ed il vostro migliore amico sta subendo un'aggressione da parte di uno zombie. Seguendo la logica cinematografica, reagireste prendendo la mira e cercando di stendere il non morto. Bene, a meno che non abbiate fatto pratica in un poligono di tiro per almeno trent'anni, nel 98% dei casi colpirete il vostro amico, uccidendolo/ferendolo a morte e lasciando allo zombie un pranzo facile. Questo esempio serviva per abbattere un pregiudizio: se i morti tornassero a camminare sulla Terra, le armi da fuoco SONO QUASI TUTTE INUTILI. Le uniche eccezioni sono rappresentate dai lanciafiamme, dalle granate/ordigni esplosivi e, se riuscite a sparare senza slogarvi una spalla, dai fucili a pompa/a canne mozze. Putroppo però questi gingilli non sono facili da reperire (se il vostro ferramenta di fiducia arrotonda gli introiti vendendo tonnellate di C4 militare nel retrobottega è un altro discorso), quindi è necessario ripiegare su sistemi di autodifesa alternativi.
Apro e chiudo immediatamente una piccola parentesi: chi è esperto in qualche arte marziale è indubbiamente avvantaggiato. Segue una breve video-dimostrazione.


Bene, passiamo dunque a voi, o comuni mortali che avete sempre snobbato le lezioni di kung fu, judo o karate perché "odiate la violenza" (perché siete pigri, ecco perché!).

Armi Vincenti, Armi Perdenti

Possiamo distinguere, in base alla loro efficacia ed alla loro semplicità di utilizzo, due categorie di armi, ovvero vincenti e perdenti. Come ad esempio abbiamo visto poco fa, pistole e mitragliette in generale non sono tanto consigliabili in quanto richiedono tanta esperienza per essere sfruttate al meglio, mentre chi ha trascorso ore studiando in tv le puntate di Dragon Ball o Kenshiro per poi far pratica con un amico ha più possibilità di cavarsela (ciò non toglie che simulare onde energetiche su un amico o cercare di farlo esplodere premendo i punti di pressione è da idioti).
Eccovi un piccolo elenco di armi perdenti, ovvero gli sconsigliatissimi strumenti di morte più pericolosi per voi che per gli zombie.

  • Gas e cattivi odori - Gli zombie non respirano e possono tranquillamente fare a meno dei polmoni, dunque evitate di sperimentare sul momento combinazioni da piccolo chimico con ammoniaca e Coca-Cola o di gettarvi a terra dopo aver petato/defecato nelle braghe: i non morti non sono schizzinosi come gli orsi!
  • Accette, asce e coltelli - Come le pistole, spesso vediamo nei film horror i protagonisti stendere orde di zombie utilizzando accette, asce o coltelli. Datemi retta, è una vaccata! Il coltello ha un raggio troppo corto e richiede una certa forza, mentre le asce e le accette si incastreranno al primo fendente poderoso che tirerete. Sì, il primo morto vivente lo avrete steso, ma riuscirete a fare altrettanto con gli altri 40 attorno a voi?
  • Archi/frecce e balestre/dardi - Mentre lo zombie si avvicina voi impugnate l'arco, mettete mano nella faretra, afferrate una freccia, la assicurate alla cocca, prendete la mira, fate un bel respiro e rilasciate la corda. Lo avete beccato alla testa? Bene, ripetete l'operazione su tutti gli altri cadaveri ambulanti attorno a voi fino a quando non terminate le frecce (dopo sono cacchi vostri). Lo avete mancato? Non riuscirete mai a ripetere tutte le operazioni in tempo. Usare un arco od una balestra per difendersi è come mettersi una bomba ad orologeria con timer coperto in tasca.
  • Pietre - In qualsiasi situazione, ricorrere all'uso delle pietre per difendersi da un non morto è sconveniente. Lanciare sassolini ad uno zombie è come tirare noccioline ad una scimmia (se si tratta di un super zombie, poi, equivale a cercare di abbattere un elefante con degli acini d'uva), mentre tirare una pietra di medie dimensioni e centrare la testa del cadavere ambulante è abbastanza arduo, senza contare che non è detto riusciate a provocare danni sufficienti da stenderlo. Se non avete paura di sporcarvi, afferrate a due mani una buona roccia, spingete lo zombie a terra con il vostro corpo e sfracellategli le cervella colpendolo ripetutamente con il vostro primitivo ma efficace strumento di morte. Tenete però presente che, al termine dell'operazione, sarete sfiniti e, molto probabilmente, circondati da altri 39 famelici non morti.
  • Mazze/bastoni/tubi - In tv ed al cinema abbiamo visto tonnellate di zombie farsi stendere da colpi di mazza da baseball ben assestati. Bene, prendete un bastone od un ramo robusto, andate in palestra e provate a percuotere un sacco da pugile con tutte le vostre forze. Ebbene sì, è stancante e non vi assicura di sfondare un cranio umano. Ah, potete uscire dalla palestra, anche se ormai sarete gli zimbelli del quartiere. Pazientate, un giorno saranno tutti zombie...
  • Veleni - No, davvero, veleni? Ma come vi viene in mente? Come fareste a somministrare un veleno ad uno zombie? Prendete un compagno di sventura, lo avvelenate a forza e lo gettate in pasto alla folla affamata? Che menti malate che avete! Comunque risparmiatevi la fatica, i non morti possono riempirsi di sostanze tossiche senza conseguenze negative (a meno che non siano sostanze radioattive. In quel caso potrebbero subire mutazioni, trasformarsi in super zombie e, allora, sarete voi ad affrontarne le conseguenze).

Siate sinceri, alcune delle armi elencate tra le perdenti rientravano tra le vostre scelte ideali, vero? Ora infatti immagino siate un po' spiazzati poiché, non potendo usare armi da fuoco o mazze, non sapete che pesci prendere. Niente paura, la Zombie Survival Guide vi suggerirà anche con quali mezzi affrontare gli zombie! Ecco qualche arma vincente.

  • Spade/lance - Che siano improvvisate o recuperate in qualche museo, le spade o le lance sono perfette per perforare la testa di uno zombie senza fatica o rischi di incastro (al contrario di accette ed asce). Evitate solo di ritrovarvi con uno spadone-rasoio di 15 Kg od un fioretto.
  • Azoto liquido - Ok, vero, trovare dell'azoto liquido in giro è un'impresa non da poco ed usarlo senza precauzioni potrebbe segnare la vostra, di fine, ma con un poco di questa roba potreste congelare e spaccare in 3 secondi un'orda di 400 morti viventi!
  • Lanciafiamme - Anche in questo caso è bene seguire un paio di regolette prima di creare un inferno in Terra. Tenetevi a debita distanza dagli zombie, poiché le fiamme impiegheranno qualche secondo prima di spegnere i loro cervelli, e ricordate che il combustibile non è illimitato.
  • Motosega - Finalmente ecco uno strumento straimpiegato negli horror che funzionerebbe anche nella realtà! Maneggiando una motosega affetterete tutto quello che avete davanti a voi, tanto che non è più importante mirare alle teste (uno zombie senza gambe, ad esempio, non è poi questa gran minaccia, vero?). Uniche due pecche: il peso della motosega ed il consumo del carburante.
  • Droghe/alcool - Stupiti? Beh, come sapete, il cervello degli zombie sostituisce tutti gli altri organi e gestisce l'intero corpo (infatti sono dei geni, come abbiamo visto un paio di episodi fa). E secondo voi, come si comporterebbe uno zombie sotto effetto di alcool e/o di droghe? Morderebbe i propri simili o sé stesso, si sfracellerebbe a terra mugugnando più del solito, cadrebbe in crisi depressiva suicidandosi o peggio! Il problema è come somministrare loro queste sostanze. Consiglio di preparare dei muffin di carne umana (possibilmente non la vostra) imbevuti nell'alcool ed imbottiti di qualsiasi pastiglia/polvere/sostanza stupefacente. Se vi annoiate, fate un cocktail di allucinogeni, datelo ad uno zombie ed osservatelo mentre cerca di mordersi il didietro.
  • Cera per pavimenti - Ebbene sì, una delle migliori armi a nostra disposizione contro i non morti è la cara, buona e vecchia cera per pavimenti! Armati di lucidatrice e sotto imminente minaccia di accerchiamento, spargete ovunque la preziosa risorsa di difesa ed attendete. Gli zombie non solo non riusciranno a rimanere in piedi, ma perderanno letteralmente pezzi del proprio corpo cadendo a ripetizione (sono in putrefazione, ricordate); chi invece proverà a strisciare verso di voi non sarà in grado di fare presa con le dita sul pavimento... insomma, siete in una botte di ferro!
  • Acqua - Ovviamente non parliamo di acqua del rubinetto od imbottigliata, bensì di quella che potreste benissimo sparare con una manichetta da pompiere a circa 20 ettolitri al secondo. Scorticherete letteralmente qualsiasi essere vivente e non nel vostro raggio di azione... fatta eccezione per il solito indistruttibile super zombie.

Purtroppo non vi basta saper distinguere le armi vincenti da quelle perdenti per poter sopravvivere alla dura realtà apocalittica segnata dal dominio degli zombie sulla Terra. Sono infatti necessarie anche...

Strategie

Come visto sin dalla prima parte della Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore, possiamo distinguere più tipi di zombie. Questo significa che, in base a chi ci ritroviamo di fronte, è necessario adottare le giuste tattiche di combattimento.


  • Zombie standard - È il tradizionalissimo, lentissimo e bruttissimo non morto. Contro gli zombie standard potete potete tentare praticamente tutto: tagliarli, spingerli a terra, camminare loro accanto, prenderli a pugni, dar loro fuoco, farli esplodere mostrando loro una puntata integrale di Pomeriggio 5... date libero sfogo alla fantasia!
  • Zombie new generation - È il non morto di ultima generazione, ovvero quello sempre arrabbiato capace di correre i 100 metri in 9,2 secondi. Le armi convenzionali funzionano anche con lui ma, per questioni legate alla sua mobilità, potrebbe essere più arduo riuscire a colpirlo prima di subire un morso o due. Contro gli ZNG la strategia più consigliata è quella della corrida: piazzatevi davanti ad un muro, una parete od un furgoncino, quindi lasciate che lo zombie carichi e, all'ultimo secondo, scansatevi di lato. Il non morto si spiattellerà contro il muro (o quello che è) riducendosi ad una poltiglia rossa (ricordate che gli zombie sono in decomposizione). Insomma, è un po' come lanciare un pomodoro per terra.
  • Super zombie - Ci siamo. Il super zombie è qualcosa di indescrivibilmente inarrestabile. Le sue caratteristiche sono: capacità di abbattere palazzi con una carezza e di saltare 12 metri in alto o in lungo, invulnerabilità ai proiettili ed alle armi da taglio, velocità superiore persino a quella dello zombie new generation, resistenza fisica pressoché illimitata ed odio per tutto ciò che rientra nel suo raggio visivo. Punti deboli: nessuno. Da parte vostra la fuga è impossibile e gli scontri diretti un suicidio. Se volete avere una possibilità anche minima di far fuori un super zombie dovete mettere le mani su qualche gingillo di scarsa reperibilità; eccovi un paio di esempi. Bersagliate il super zombie con dell'azoto liquido per una buona oretta, dopodiché... NON ABBANDONATELO! Potrebbe liberarsi tranquillamente nell'arco di poche ore! Usate sulla sua "scultura ghiacciata" un martello pneumatico e, dopo circa 120 minuti, dovreste riuscire almeno ad incrinare le sue carni. In alternativa all'azoto liquido, raccogliete qualche bottiglietta contenente un acido potentissimo e lanciategliela addosso mentre vi insegue, quindi evitate la morte per altre 6/8 ore (il tempo necessario richiesto dall'acido per sciogliere la pellaccia del super zombie) ed avrete vinto. Se proprio non ha funzionato nulla o se non siete riusciti a procurarvi gli ingredienti necessari, tentate di abbrustolire il super zombie con un lanciafiamme (funziona nel 40% dei casi). Ah, un piccolo consiglio, non create gavettoni di acido poiché, per ovvie ragioni, questi vi scoppieranno in mano.

E Adesso?

Se avrete seguito tutti i consigli di questa guida, ora vi trovate in un rifugio al sicuro ed in alto, circondati da cibo, acqua e medicine a volontà, armi intelligenti, una bombola di azoto liquido ed un deltaplano. Giustamente vi chiederete "e adesso che faccio?". Signore e signori, si tratta solo di aspettare che la natura segua il suo corso. Gli zombie hanno un grande, sottovalutato limite fisico: non dispongono di un apparato digerente funzionante. Sono praticamente delle sacche umane che si rimpinzano di carne fino a quando non ne possono contenere più, dopodiché crollano sotto il loro peso mentre si decompongono. In poche parole, passati quattro o cinque giorni dall'inizio dell'invasione potrete uscire allo scoperto in tutta sicurezza ed ammirare un devastato paesaggio composto da edifici fatiscenti e cadaveri sdraiati ovunque. Il discorso cambia ovviamente se gli zombie in questione avessero la capacità di defecare, in quel caso sareste tutti nella... nei guai.

Questo è quanto. Vi ringraziamo per aver affidato il vostro destino nelle mani della Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore.
L'autore della guida non si assume comunque alcuna responsabilità riguardo alle vostre azioni e reazioni condizionate da suddetto tutorial.
L'autore riconosce inoltre che gli zombie non esistono, ma non esclude il loro possibile arrivo in un immediato futuro. Insomma, gli zombie non esistono ANCORA.
L'autore offre un interessante servizio di assicurazione: per soli 25€, potete richiedere a Screammaker di farvi fuori qualora diventaste dei non morti. Basta inviare pecunia, indirizzo e copia delle chiavi di casa a

Screammaker
piazza Pulita n. 33
463@# Freedonia

Scrivete numerosi!

martedì 2 agosto 2011

Zombie Survival Guide: Tecniche di Sopravvivenza (Il Rifugio)

Benvenuti al quarto appuntamento della Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore, la guida che vi consentirà di tenervi preparati qualora scoppiasse un'invasione di zombie. In questo capitolo tratteremo finalmente di tecniche di sopravvivenza, di cosa fare e non fare per evitare di ritrovarsi un giorno a barcollare per le strade sbavando e mugugnando... no, non parlo di sbronze, ma di zombie!

Al Riparo!

Per prima cosa, il sopravvissuto all'invasione deve pensare a trovare un luogo sicuro e ben protetto dalle orde di morti viventi che appestano le strade. Nei film spesso i protagonisti scelgono ambientazioni come chiese, grandi ville e centri commerciali... niente di più sbagliato! In realtà tutto quello che dovrete fare è rinchiudervi in uno spazio piccolo, provvisto di due o più ingressi/uscite ed in una posizione "elevata". Ecco brevemente spiegato il perché.

  1. Piccolo - Se piantate le tende nel salone di un castello, non avete certo modo di tenere sott'occhio le altre 294 stanze, dico bene? Meglio uno spazio ridotto e più controllabile;
  2. Più ingressi/uscite - Vi rinchiudete in uno sgabuzzino e, tutto ad un tratto, un'orda di zombie si getta a peso morto sull'unica porta dalla quale potreste scappare. Non è una bella situazione, vero? Meglio dunque organizzarsi preventivamente garantendosi più vie di fuga. Più sono e meglio è;
  3. In una posizione sopraelevata - Come abbiamo già visto negli scorsi capitoli di questa guida, lo zombie ha numerosi limiti fisici. Perché allora non sfruttarne un paio a nostro vantaggio? Il non morto standard (fatta eccezione pe il super zombie) non è capace, ad esempio, di salire le scale, di premere il pulsante di un ascensore senza rimetterci un braccio ed una gamba o di percorrere 5 metri in salita senza poi rotolare dal verso opposto per un Km. Avete capito bene, più state in alto, meglio è.

Restringendo il campo di ricerca a queste tre qualità, è molto più semplice individuare un rifugio sicuro. Niente bar, niente carceri, niente stazioni di polizia, niente ospedali (a meno che non vogliate suicidarvi), niente ville... Eccovi invece una piccola lista di alcune locazioni perfette allo scopo.

  • Appartamento al 60esimo piano - Con un paio di piccoli accorgimenti, un semplice appartamento situato negli ultimi piani di un grattacielo potrebbe rivelarsi un bunker. Assicuratevi di rinforzare al massimo la porta di ingresso, sfondate una porzione di muro collegata all'esterno e tenete pronto, qualora la sitazione lo richiedesse, un piccolo paracadute o, magari, un deltaplano. L'unica vostra preoccupazione sarà quella di ritrovarvi un super zombie alla base dell'edificio che, per noia, prende la struttura a testate.
  • Cima di una scalinata - Non importa quale, non importa dove e come, ma se vi trovate in una zona sopraelevata raggiungibile unicamente percorrendo 10 o più scalini, siete a cavallo. Come già detto, per questioni fisiche gli zombie non riescono assolutamente ad affrontare più di 4 gradini, ma tenetevi comunque pronti ad essere circondati. Solo due raccomandazioni: preparate tante provviste e portatevi dietro munizioni ed armi sufficienti a sgomberare l'area da quei quattro zombie che troverete nella vostra futura "casa". Questa soluzione non è efficace contro alcuni animali non morti e, guarda caso, contro i super zombie.
  • Tetto - Così come gli appartamenti situati nei piani più alti, anche il tetto di un edificio si rivela un perfetto rifugio temporaneo. Cercate di trovarlo però piatto e non spiovente o, in caso di pioggia, dovrete fare i conti con la legge di gravità. Sigillate per quanto possibile l'unico ingresso/uscita per l'abitazione sottostante ed assicuratevi, per ogni emergenza, di avere a portata di mano un paracadute od un deltaplano. In questo caso, l'unica vostra minaccia è rappresentata da... indovinate un po'? Esatto, il super zombie!
  • Nave/barca - Il mare è in assoluto il luogo più sicuro dalla minaccia degli zombie: circondati dall'acqua, state certi che nessuna creatura INCAPACE di nuotare minaccerà la vostra preziosa vita. Beh, quasi nessuna. Il super zombie non ha bisogno di respirare, cammina tranquillamente lungo il fondale ed effettua prodigiosi salti verso l'alto. In ogni caso, qualora aveste la fortuna di trovarvi su un'imbarcazione, salpate alla volta di un'isola speranzosi di non incontrare dei non morti anche là.

Ricordatevi di portare con voi cibo a lunga conservazione, acqua e medicinali, o dovrete gettarvi in pericolosissime scorribande presso i negozietti locali. Per questa ragione, consiglio di preparare un kit portatile di sopravvivenza in caso di emergenza zombie. Non preoccupatevi del vicino che vi prenderà in giro per questo, un giorno potrete regolare i conti piazzandogli un proiettile nella zucca quando gironzolerà in cerca di un buon avambraccio da sgranocchiare.


Brutte Scelte

Quando dovrete cercare un rifugio sicuro dagli zombie, dunque, evitate le locazioni spesso sfruttate nei film horror od i luoghi logicamente meno indicati allo scopo. Ecco quali sono le scelte errate più comuni:

  • La chiesa - Gli zombie non sono religiosi. A parte questo, durante un'invasione di non morti vi nascondereste mai in un enorme edificio munito di infinite entrate, vetrate e mosaici pronti ad essere sfondati e, spesso, qualche catacomba sotterranea? Se la vostra risposta è sì, è meglio che diventiate zombie per acquisire nuove proprietà intellettuali (come abbiamo visto nello scorso capitolo);
  • Il centro commerciale - Ammettiamolo, l'idea di recarsi presso il centro commerciale più vicino e barricarsi dentro per resistere all'invasione zombesca attira un po' tutti (Romero docet), ma credetemi, non è la soluzione più intelligente. Questo perché significherebbe affrontare tonnellate di non morti rimasti chiusi nell'esercizio e dover fare i conti con troppi ingressi secondari (dal parcheggio alla porticina mezza nascosta del personale di servizio). Tenete in considerazione questa opzione solo se siete a comando di un piccolo esercito di soldati.
  • La megavilla - Abbiamo trascorso una vita in povertà e, quando pensavamo di non poterci ritrovare peggio di così, ecco che gli zombie invadono la Terra. Seguendo questo ragionamento, optare per una villa gigantesca e lussuosa come nuova casa base ha quasi senso. Insomma, tutti dobbiamo toglierci qualche sfizio ogni tanto, sono d'accordo, ma in questo caso è in gioco la nostra vita. Lasciate perdere la villa, i suoi agi, le sue pareti a vetri ed i suoi preziosi, non vi serviranno a nulla.
  • La cantina - Un'ottima soluzione se volete morire. Ammesso che riusciate a barricarvi dentro, non appena darete un'occhiata fuori per studiare la situazione gli zombie vi porteranno via la faccia. Lasciate perdere.
  • La casa vicino al cimitero/l'ospedale - È come rinchiudersi in un freezer per combattere il freddo invernale. Intelligente, vero?
  • La base militare - I soldati e la quantità di armi che portano dietro potrebbero trasmettere una certa sicurezza. Non cascateci! L'esercito in generale non si distingue per intelligenza e, prima o poi, qualche fesso in divisa mimetica potrebbe combinare un guaio e condannare tutti.

A questo punto, dovreste aver capito più o meno qual è il rifugio ideale per affrontare un'orda di zombie. Nel prossimo episodio della Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore passeremo all'autodifesa vera e propria. Finalmente scoprirete come difendervi dai non morti e, soprattutto, cosa fare nel caso vi ritrovaste faccia a faccia con un super zombie!
Non mancate!

martedì 26 luglio 2011

Zombie Survival Guide: Vita da Zombie

Eccoci puntuali al terzo appuntamento della Zombie Survival Guide, la guida di Stroncando l'Orrore che consente di tenersi preparati qualora ci ritrovassimo di colpo circondati da zombie famelici. Dopo aver catalogato brevemente i non morti ed aver trattato del tema virus/contagio, approfondiremo alcuni aspetti (anche sconosciuti) inerenti ai verdognoli e ributtanti cadaveri ambulanti.


Pregiudizi, Teorie e Verità

Esaminiamo, ad uno ad uno, alcuni dei luoghi comuni legati agli zombie.

  • Gli zombie sono lenti - Vero, ma non sempre. Come già accennato nella prima parte della guida, è possibile distinguere gli zombie tradizionali, caratterizzati da una velocità ed un'agilità nei movimenti pari a quelle di Giampiero Galeazzi mentre si esibisce in un numero di ginnastica artistica, dai new generation, capaci di vincere (correndo a piedi) una gara clandestina di auto truccate.
  • Gli zombie puzzano - Una verità indiscutibile. Non riuscendo più ad afferrare una cornetta della doccia senza spezzarsi un polso od a nuotare in un laghetto rimanendo a galla, i non morti sono, loro malgrado, costretti ad adottare un nuovo stile di vita (o di morte? Mah) poco igienico, peggiorato dall'inarrestabile putrefazione delle loro carni.
  • Gli zombie sono deboli - Anche in questo caso, la risposta è "dipende". Gli zombie tradizionali non hanno nemmeno la forza necessaria per portare una busta della spesa vuota, mentre quelli new generation possono contare su dei polpacci grossi quanto balle di paglia (pur non riuscendo ad alzare un braccio al di sopra delle proprie spalle). I super zombie (zombie ultrapotenti creati geneticamente in laboratori gestiti da pazzoidi), invece, sono capaci di abbattere un grattacielo scaccolandosi.
  • Gli zombie sono fragili - Assolutamente vero. Ricordiamo che lo zombi altri non è che un cadavere rianimato in pieno stato di putrefazione e, di conseguenza, dotato di resistenza e compattezza degni di un cono gelato. In poche parole, una loro piccola caduta potrebbe concludersi con lo sbriciolamento di ossa e la "perdita di pezzi". Al contrario, il super zombie è capace di gettarsi nel Grand Canyon senza riportare un graffio.
  • Gli zombie hanno sempre fame - Questo interessante punto non è mai stato provato al 100%. È vero, quando uno zombie addocchia un uomo è possibile osservarlo mentre si sfrega le mani e si bagna la punta dei piedi di saliva, ma bisogna riconoscere che, dopo 20 minuti dall'inizio della propagazione incontrollata del virus, non c'è rimasto molto del genere umano. Provate voi a digiunare per due o tre giorni ed entrare in un fast food: vi guarderanno tutti allibiti mentre leccate le piastrelle unte d'olio della cucina (un consiglio, evitate quelle del bagno, non si sa mai). Non è noto invece se il super zombie si nutra, poiché viene sempre sorpreso mentre distrugge qualcosa o qualcuno.

Ed ora, sbrindelliamo uno dei più grandi pregiudizi della storia dell'umanità.

Gli Zombie Sono Stupidi?

Dite la verità, anche voi almeno una volta nella vita avete pensato, magari guardando qualche b-movie, malignità tipo "certo che gli zombie sono deficienti". Niente di più falso, anzi, dal punto di vista cerebrale, i non morti hanno un quoziente intellettivo di gran lunga superiore a quello dei comuni esseri umani.
Sorpresi? Vi dimostro subito la validità di questa teoria.
Pensate a quanto è complesso il corpo umano ed a tutti gli organi necessari per consentire la vita di ciascun individuo: cuore, polmoni, reni... Ora, di cosa ha bisogno lo zombie? Semplicemente del cervello, il suo unico vero punto debole. Quello che si cela nella scatola cranica del cadavere ambulante gli consente non solo di vedere, sentire, annusare, pensare, gustare e via dicendo, ma anche di muoversi, di "vivere" (diciamo di "non morire"), di sostituire la necessità di ossigeno! Immaginatevi dunque quanto deve essere evoluto il cervello di uno zombie, altro che microcefali!
Scommetto che non siete ancora convinti, vero? Ok, passiamo dunque alle FAQ.


D: Perché gli zombie non parlano?
R: Gli zombie parlano eccome, solo che il loro linguaggio (al nostro orecchio erroneamente classificabile come un'ammasso di grugniti e lamenti) è troppo complesso per noi da comprendere. Loro ci capiscono, siamo noi che non capiamo loro.

D: E allora perché non cercano una tregua con gli esseri umani invece di saltare loro addosso?
R: Perché, gli esseri umani fanno pace con i tacchini prima di imbottirli e divorarli?

D: Perché cercano disperatamente di mangiare tutti gli esseri umani che incontrano?
R: Perché hanno fame, mi sembra logico.

D: Perché sono così goffi ed impacciati?
R: Perché il loro fisico non è certo dei migliori. Limitate risorse di movimento non corrispondono necessariamente ad una carenza intellettuale. Se non siete d'accordo, chiedetelo a Stephen Hawking.

D: Perché allora non creano congegni ultratecnologici per semplificarsi la vita?
R: Quando hai un corpo che si sgretola al sole, è difficile maneggiare resistenze, transistor e cavi elettrici.

D: Perché cascano anche nelle trappole più stupide tese dall'uomo?
R: Mancanza di riflessi, no? Annusano il pericolo con larghissimo anticipo, ma non riescono a scappare in tempo.

E con questo, spero abbiate tutti imparato una preziosa lezione: gli zombie sono degli stramaledetti geni limitati da un fisico pietoso.

Appuntamento alla prossima settimana con il quarto capitolo della Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore; tenetevi forte perché parleremo finalmente di tecniche di autodifesa.
Non mancate!

mercoledì 20 luglio 2011

Eaters, di Luca Boni e Marco Ristori (Italia 2010)

Trama: In un mondo ormai sovraffollato di zombie e contraddistinto dall'infertilità delle donne, due cacciatori di non morti ed uno scienziato cercano di scovare un sistema per garantire continuità alla razza umana.



Anche se poco alla volta, gli horror made in Italy stanno tornando grazie agli sforzi di artisti più o meno noti come Ivan Zuccon, Federico Zampaglione, Lorenzo Bianchini e Gabriele Albanesi. In questa occasione scopriremo cosa ha da offrire Eaters, pellicola italiana ambientata in un mondo post-apocalittico pullulante di zombie diretta dagli sconosciuti Luca Boni e Marco Ristori. Ma solo esaminando la locandina, già veniamo accecati da un bagliore di ciofecosità rappresentato dalla seguente dicitura:

"Presented by Uwe Boll"

Mio Dio. Uwe Boll!
Poiché è la prima volta che questo temibile nome viene pronunciato su Stroncando l'Orrore, è bene aprire una piccola parentesi per presentare il signor Boll.

Il Peggior Regista Vivente?

Cosa hanno in comune House of the Dead, Alone in the Dark, Bloodrayne, Postal e Far Cry? Principalmente tre cose:

  1. Sono tutti film tratti da videogiochi
  2. Sono stati diretti da Uwe Boll
  3. Sono tutte ciofeche colossali!

Uwe Boll è un regista, sceneggiatore e produttore tedesco definito da molti come "il peggior regista vivente al mondo". Questo ex pugile promettente un giorno ha incassato un sinistro particolarmente potente e, da allora, si è messo in testa di voler intraprendere una carriera nel cinema. Dopo le prime porcherie mondiali, stranamente nessuna compagnia si è più offerta per sostenere i suoi progetti, ma Boll non si è perso d'animo e, investendo risorse sulla casa di produzione e distribuzione Boll KG da lui fondata, ha continuato a sfornare fetecchie cinematografiche alla faccia di tutti. Onde sfatare ogni dubbio, sappiate che dietro a ciascun suo titolo si celano somme interessanti, ragion per cui la scusa "mancanza di fondi decenti" non regge. In poche parole, Boll è un incompetente a 360 gradi.


Stanco delle continue pernacchie ricevute dalla critica mondiale, nel 2006 il buon Uwe ha letteralmente sfidato sul ring 5 stroncatori che lo hanno bollato come inetto, vincendo tutti gli incontri. Ma le disavventure non finiscono qui! Nel 2008 Boll ha dichiarato di essere disposto ad abbandonare la sua carriera di regista qualora una petizione apposita avesse raccolto un milione di firme. La risposta degli anti-fan è arrivata immediatamente e, nell'arco di una manciata di giorni, le firme erano già a quota 150000. L'eroico Boll si è così visto costretto a ritirare quanto affermato, cercando nel contempo di avviare invano una petizione a suo favore (dopo 3 anni, oggi la Long Live Uwe Boll conta approssimativamente 7600 firme) e sfidando il regista hollywoodiano Michael Bay (Transformers 1/2/3) in un match di boxe. Purtroppo il grande scontro non è ancora avvenuto e, sinceramente, molti sperano che Uwe sfidi Sylvester Stallone.


Boll ha comunque collezionato un paio di prestigiosi riconoscimenti. Grazie ai magnifici Tunnel Rats, In the Name of the King e Postal, nel 2009 vince ben due Razzie Awards: uno come peggior regista e l'altro per la peggior carriera cinematografica (definito come "la risposta tedesca ad Ed Wood").

Bene, le presentazioni sono finite, torniamo ad Eaters!

Infertilità? Neonazisti? Mario Biondi?

Va bene, onde ricevere garanzie di finanziamento e distribuzione, Eaters si è affidato a Boll. Questo non dovrebbe incidere affatto sulla qualità del film ma, non so, è come se Uwe fosse il re Mida delle ciofeche: tutto ciò che tocca diventa cacca. Ok, da dove iniziamo?

La storia di Eaters è ambientata in uno dei futuri post-apocalittici più pessimisti nella storia del cinema. La continuità della razza umana è minacciata dalla misteriosa ed improvvisa infertilità delle donne; come se non bastasse, un virus si è diffuso a macchia d'olio ed ha trasformato la stragrande maggioranza dell'umanità in zombie! Già che c'erano, gli sceneggiatori potevano aggiungere un supervillain intenzionato a distruggere il mondo, una meteora in procinto di spazzare via il Pianeta ed il giorno del Giudizio, ma chissà, magari sono idee messe da parte per un possibile sequel. Comunque, i protagonisti della storia sono due cacciatori di zombie residenti (se così si può dire) in una minuscola comunità di soli uomini composta da uno scienziato laureatosi grazie al CEPU, due nullafacenti rompiscatole dotati di un infantile e ridicolo senso dello humor, una guardia alla quale vengono dedicati ben 50 secondi di film ed un manipolo di zombie tenuto in gabbia. In breve, lo scienziato trascorre le giornate a studiare i non morti allo scopo di... un momento. Allora, c'è chi dice "trovare un antidoto al virus" e chi afferma "garantire continuità alla razza umana", ma l'ipotesi più probabile è "avere una scusa per non dover pulire latrine e seppellire cadaveri tutto il giorno". Un giorno, accortosi che le riserve di birra e di carta igienica stavano per finire, lo scienziato invia i due migliori cacciatori di zombie del gruppo - ovvero mister "stomaco debole" che vomita ogni 15 minuti ed il macho per eccellenza, un mix tra Mario Biondi e Leonida/Butler di 300 - a fare la spesa, pregandoli anche di seguire una piccola deviazione verso il mortale e lontanissimo Settore F per catturare qualche zombie fresco da studiare. I due disgraziati salgono così su una jeep e partono verso la loro mirabolante avventura incrociando lungo il percorso soggetti simpaticissimi, tra i quali un pittore pazzo ed un gruppo di truzzi neonazisti misogini.
Se siete arrivati fin qui nella lettura, avrete capito che la sceneggiatura non è certo il punto forte di Eaters.


Italia's Got Talent, ma Nascosto Bene!

Già nei primi due minuti di Eaters possiamo individuare con estrema facilità il primo evidentissimo difetto della pellicola, la recitazione. Gli attori sembra non vedano l'ora di pronunciare le proprie battute e, di conseguenza, danno vita a dei botta e risposta dai ritmi improbabili, senza nemmeno lasciare al cervello il tempo di recepire i messaggi e formulare le relative reazioni. Il 90% del cast, poi, spesso enfatizza le porzioni di frase sbagliate strappando il sorriso allo spettatore. C'è solo un problema, Eaters non è un film comico o parodistico!
La prova recitativa più dignitosa è quella offerta da Alex Lucchesi (il "Leonida Biondi" per intenderci), comunque troppo sopra le righe, anche se in parte la colpa è del personaggio stereotipato che deve impersonificare.

Altro difetto di Eaters è l'uso & abuso di flashback esplicativi utili in realtà solo a rallentare drasticamente il ritmo narrativo. Ci sono davvero troppi "salti nel passato" (in un'occasione vedremo persino un flashback in un sogno!), inseriti giusto per illustrarci concetti altrimenti riassumibili con un paio di dialoghi ben scritti.
Ah, già, i dialoghi! Quentin Tarantino sbiancherebbe letteralmente leggendo la quantità di volgarità gratuite inserita nelle battute di Eaters, davvero! Va bene, qualche termine sboccato può benissimo scappare, ma quando la media è 7 parolacce su 10 parole direi che... beh, che è troppo. Nemmeno l'anticristo sarebbe capace di usare un linguaggio del genere.

In un paio di occasioni, Eaters raggiunge picchi di alta trashosità grazie a sequenze ridicole, imbarazzanti e/o involontariamente divertenti. In particolare, c'è una scena che mi è entrata nel cuore, ma a parole non rende: una ragazzina di 20 Kg spara all'impazzata con una mitragliatrice, urlando come se fosse spaventata (emozione un po' fuori contesto in questo caso) e colpendo tutti i bersagli, dopodiché sembra crollare sfinita.
Per quanto riguarda invece gli effetti speciali, Eaters si mantiene sulla sufficienza, ma offre poco rispetto a quanto ci si aspetterebbe da uno zombie movie post-apocalittico. Non aspettatevi orde di zombie in quanto (probabilmente per questioni legate al budget) i non morti appariranno al massimo in gruppi da 6/7.

Concludendo

Eaters doveva essere uno di quei titoli in grado di risollevare l'horror made in Italy, ed invece si rivela una pellicola trash involontariamente divertente. Non senza ringraziare Luca Boni e Marco Ristori per averci provato (anzi, forza ragazzi, l'Italia ha bisogno di nuovi horror!), sento il dovere di consigliare questo film a chi ha intenzione di trascorrere una serata allegra con gli amici commentando ironicamente tutto ciò che appare sullo schermo.

Voto personale: 5
Voto trashosità: 7 1/2
Voto splatterosità: 6 1/2 (da uno zombie movie ci si aspetta di più)

martedì 19 luglio 2011

Zombie Survival Guide: Virus e Contagio

Benvenuti al secondo appuntamento della Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore. Dopo aver catalogato le tipologie di zombie illustrandone brevemente le caratteristiche, ci dedicheremo oggi ad un tema assai importante di questo corso/tutorial: virus e contagi. In fondo, prevenire è meglio che curare, soprattutto quando la medicina prescritta è una bella pallottola in testa, dico bene? Cerchiamo dunque di capire meglio qual è la fonte della malattia "zombificatrice" e come bisogna agire per affrontarla.

Continuate a leggere con attenzione la guida, se non volete fare la sua stessa fine!


Storia di un Virus

La nascita del virus zombificatore avviene quasi sempre in un attrezzatissimo laboratorio chimico e può accadere casualmente o meno. Può essere infatti il risultato di una ricerca mirata a mettere in difficoltà i nemici di una potente nazione o, più semplicemente, il frutto di uno studio condotto per realizzare un nuovo tipo di gelato al pollo e tamarindo. Qualsiasi sia la circostanza, la situazione sfugge di mano quasi immediatamente, costringendo il presidente/governatore/re locale a dichiarare lo "stato di emergenza" ed ad improvvisare un'evacuazione di massa dei civili verso destinazione ignota.
Fatto curioso: quando in un laboratorio farmaceutico viene creata una nuova influenza, si avvia parallelamente la produzione di un vaccino pronto ad essere lanciato sul mercato; quando si tratta di uno "zombie virus", invece, il vaccino (ammesso che esista) è sperimentale e, nel 90% dei casi, non funziona nemmeno. Mah.
Con i primi contagi, si creano delle zone di contenimento o di quarantena onde limitare la diffusione su larga scala della malattia ma, pure in questo caso, non contano a nulla: è sufficiente che un procione riesca a varcare i confini delimitati per trasformare un "incidente" in una catastrofe apocalittica.
Nei film qualche volta la nascita del virus zombificatore viene collegata a rifiuti tossici e scarichi radioattivi ma, considerando tutto ciò che un comune essere umano ingerisce ogni giorno a sua insaputa, questa eventualità è catalogabile come "non realistica" ed "infondata". Almeno fino ad oggi.

Zombie Non Si Nasce

Forse molti di voi pensano il contrario, ma zombie non si nasce, sebbene esistano vari sistemi per trasformarsi irreversibilmente in un non morto. Se state pianificando di barcollare sulla Terra mugugnando versi grotteschi mentre vagabondate in cerca di carne umana da addentare, consultate di seguito la lista che illustra brevemente le 30 vie più dirette per diventare zombie. Ah, è utile anche per prevenzione.

  1. Assumere un farmaco sperimentale
  2. Bere acque pericolose
  3. Nuotare in acque pericolose
  4. Mangiare cibo acquistato al Discount
  5. Vivere vicino ad un ospedale
  6. Vivere vicino ad un cimitero
  7. Vivere vicino ad un ospizio
  8. Vivere in città
  9. Vivere in campagna
  10. Vivere
  11. Farsi mordere da uno zombie
  12. Mordere uno zombie
  13. Cenare con uno zombie
  14. Seguire Pomeriggio 5 in televisione
  15. Essere amico di uno scienziato/medico senza scrupoli affamato di sapere
  16. Essere uno scienziato/medico
  17. Essere un militare
  18. Respirare (in casi di virus estremamente contagiosi)
  19. Non possedere nemmeno una pistola
  20. Non distinguere la differenza tra testa e braccio
  21. Non essere portati nel tiro al bersaglio
  22. Mangiare animali infetti
  23. Mangiare frutta/verdura infetta
  24. Mangiare esseri umani infetti
  25. Vestire abiti infetti
  26. Vivere in un mondo infetto
  27. Essere morbosamente grassi (perché? Al primo zombie che vi inseguirà, capirete!)
  28. Rimanere bloccati di notte in un'auto, senza benzina e senza armi, in una strada cittadina particolarmente trafficata da zombie
  29. Offrirsi come volontario per testare una nuova cura contro la calvizie
  30. Non aver mai letto la guida/tutorial di Stroncando l'Orrore

Ora non dovete far altro che decidere da che parte stare. Avete tre opzioni:

  • Sopravvivere - Essere un sopravvissuto significa scegliere una vita difficile irta di pericoli. Sarete sempre in cerca di cibo, bevande, armi, munizioni e medicine, in compagnia (ammesso che ne abbiate) di gente poco simpatica che sclera per ogni cosa. Non potete dormire un'ora senza il timore di essere assaltati da un'orda di zombie e vomiterete in media 16 volte al giorno alla vista di carcasse umane sparse qua e là per il paesaggio. Non è proprio un'opzione paradisiaca;
  • Suicidio - È la soluzione più stupida e, stranamente, anche la più sfruttata. Se mi ammazzo, lo zombie di turno mozzica il mio cadavere e, presto, andrò a fargli compagnia. Peggio ancora, se lo faccio in una zona tranquilla i compagni di sventura seppelliranno il mio corpo o lo useranno per prepararsi uno snack. C'è di meglio;
  • Be A Zombie! - L'opzione più sottovalutata in assoluto. Scegliendo di diventare uno zombie, il sopravvissuto si libererebbe di colpo di una marea di problemi! Medicine? Chissene! Armi? Non gli servono! Compagnia? Non è male, almeno non ci sono arroganti presuntuosi che ti saltano addosso per ogni cosa! L'unico scopo nella vita (o dovrei dire nella morte? Uhm... diciamo nella non-vita) è quello di cercare qualche umano da spolpare a dovere. Una pacchia insomma. Stanchi di vivere come schiavi di voi stessi? Basta un morso.

Si conclude qui la seconda parte della Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore. La prossima settimana esamineremo in dettaglio gli zombie, scoprendo così abitudini, disagi e caratteristiche particolari. Non mancate!

martedì 12 luglio 2011

Zombie Survival Guide: i Non Morti

Di film horror sugli zombie ne esistono a tonnellate, certo, ma questo non significa necessariamente che sapremmo come reagire qualora scoppiasse veramente un'epidemia mortale capace di trasformarci tutti in cadaveri ambulanti, giusto? Ecco quindi una pratica guida di sopravvivenza (a puntate) che, se ben studiata, consentirà a ciascuno di voi di resistere prima, durante e dopo un assalto di morti viventi.
Sono sicuro che molti lettori non prenderanno molto sul serio questo tutorial, scioccamente accecati da convinzioni tipo "gli zombie non esistono" o "è tutta fantasia". Beh, cari i miei scetticoni e scetticone, pensate un attimo in che mondo viviamo. Batteri killer, pandemie, case farmaceutiche senza scrupoli, falsi vaccini, l'aviaria, la mucca pazza, il verme solitario, Luca Giurato... forse l'eventualità di contrarre un virus che ci uccida all'istante e ci riporti alla vita come spietate creature affamate di carne umana non è così campata in aria. Nel dubbio, studiate con attenzione questo manualetto e, se si presenterà l'occasione, riuscirete a cavarvela.


Lo Zombie Questo Sconosciuto
Prima di combattere il nemico bisogna conoscerlo, dico bene? Dunque, cos'è uno zombie? Trattasi principalmente di un essere munito delle seguenti caratteristiche:

  • Conoscenze linguistiche limitate a rutti e versi
  • Scarsa autostima
  • Scarsa igiene personale
  • Scarsa forma fisica
  • Colorito che spazia dal verde acqua al marrone tabacco
  • Costante senso di appetito
  • Debolezza fisica

Leggendo i punti elencati, qualcuno di voi si starà giustamente chiedendo "allora sono uno zombie?" o "quindi devo sopprimere il vicino di casa?". Non vi preoccupate, i morti viventi non sanno leggere, né resistere alla tentazione di addentare un bel braccio succulento.


Possiamo distinguere più tipi di zombie:

  • Classico: è indubbiamente il meno pericoloso. Gli zombie classici sono dei totali idioti e, caratteristica ancor più apprezzabile, sono vergognosamente lenti. Se vi trovate a 10 metri da uno zombie classico, potete schiacciare un sonnellino mentre questi barcolla verso di voi, cade, si rialza, ricade, perde una gamba, si trascina carponi ed abbandona, abbattuto, i propri intenti. Per ucciderli (sempre se non fanno da soli) basta colpirli con violenza alla testa.
  • Strategico: qui cominciamo a parlare di pericoli veri e propri. Lo zombie strategico altri non è che uno zombie classico contraddistinto da un barlume di intelligenza. Ha capito di non essere un maratoneta e, di conseguenza, studia ed applica piccoli schemi basilari, come nascondersi in silenzio dietro un angolo ed attendere che una qualche preda ignara passi di lì. La tattica compensa certamente la mancanza di "sprint", ma un essere umano mediamente intelligente e dotato della forza necessaria per sollevare una graffetta riesce quasi sempre ad avere la meglio. Anche in questo caso, con un colpo in testa ben assestato porrete fine alla misera esistenza di questi disgraziati verdognoli.
  • Da Branco: lo zombie da branco è la "naturale evoluzione di uno zombie strategico". Avendo trascorso quattro giorni nascosto sotto un'asse da stiro per niente e/o dopo aver constatato di non essere in grado di confrontarsi fisicamente con un essere umano, lo zombie strategico vagabonda fino a quando non incontra altri non morti nella sua stessa condizione. Vengono così fondati degli "zombie club", branchi di cadaveri ambulanti creati allo scopo di sopraffare le prede (del resto, l'unione fa la forza). Se ci sono leader carismatici, questi gruppi d'assalto possono essere composti anche da centinaia di membri che, civilmente, "spartiscono il bottino" ottenuto durante le scorribande.
  • New Generation: lo zombie new generation è un nemico davvero tosto. In sostanza, si tratta di uno zombie classico capace di percorrere 100 metri in 9 secondi e mezzo e, per qualche ragione poco chiara, è incredibilmente aggressivo. Esimi scienziati ipotizzano che lo zombie new generation sia il più intelligente della sua "specie", in quanto questo giustificherebbe la rabbia esternata come una "diretta ed ovvia conseguenza derivante da una presa di coscienza del proprio status", ovvero quello di cadavere brutto e puzzolente. Se vi trovate braccati da uno zombie new generation e non vi chiamate Carl Lewis, trovatevi un rifugio entro 6 secondi o finirete in qualche intestino putrido. Come i loro colleghi più tradizionali, questi non morti cadono come sacchi vuoti se colpiti con forza alla testa.


  • Super Zombie: un uomo crea la dinamite. Un altro, non soddisfatto, inventa la granata. Un altro ancora progetta e costruisce la mina antiuomo. Si passa così alla bomba ad orologeria, alla bomba atomica eccetera. Con gli zombie il discorso non cambia. Uno scienziato (generalmente militare) continua a sperimentare nuove soluzioni per trasformare lo zombie alfa tenuto in gabbia in qualcosa in grado di mettere seriamente in difficoltà i nemici del proprio Paese, dando però vita ad un mostro pronto a spiaccicare tutto ciò che gli si para davanti. Nasce così il super zombie, un non morto inarrestabile capace di radere al suolo una città da solo. Le caratteristiche dei super zombie non sono fisse in quanto, come detto, questi non morti vengono generati in seguito a vari e numerosi esperimenti scientifici, ma tra le più comuni abbiamo immunità ai proiettili, forza sovrumana, agilità e velocità fuori da comune, capacità di cacciare urla assordanti e via dicendo. Generalmente il super zombie ha un punto debole, il difficile sta nell'individuarlo prima di diventare una sottiletta umana. Nel 40% dei casi il fuoco funziona.

Si chiude così la prima parte della Zombie Survival Guide di Stroncando l'Orrore. La prossima settimana parleremo del contagio del virus (come avviene, perché e cosa fare onde evitare di contrarre la malattia). Non mancate!

sabato 9 luglio 2011

Survival of the Dead, di George Romero (USA/Canada 2009)

Trama: Un virus mortale capace di trasformare gli esseri umani in morti viventi si è ormai diffuso in tutto il mondo. A Plum Island, isola a largo della costa del Delaware, le influenti famiglie O'Flynn e Muldoon hanno intenzione di affrontare il problema in modo differente: Patrick O'Flynn vuole eliminare gli zombie, mentre Seamus Muldoon preferisce tenere gli infetti incatenati in attesa di una cura. Nel frattempo negli USA, un gruppo di guardie nazionali continua a vagabondare in cerca di un luogo sicuro...



Ed eccoci qui a parlare di Survival of the Dead (noto in Italia anche con il sottotitolo L'Isola dei Sopravvissuti), il sesto film componente la "saga dei morti viventi" firmata da George Romero. Anche se non direttamente, si tratta del sequel del già tristemente stroncato Diary of the Dead. Giorgino avrà ritrovato la retta via? Rispondo con un appello.

Romero, fermati!

Survival Of The Dead è semplicemente brutto. Terribile. Atroce. Giuro, arrivare ai titoli di coda è un'agonia: se guardato a cervello spento addormenta, se ci si mette impegno è peggio! E giusto per chiarire il livello di questo sgaborto cinematografico, uhm... direi che raggiunge tranquillamente la ciofecosità di Day of the Dead 2: Contagium (non ne ho ancora parlato? rimedierò, rimedierò). E forse lo supera!
Direte "ma davvero è così osceno"?
Andiamo per gradi.

L'unica considerazione intelligente e degna di nota in tutto Survival of the Dead è il concetto "raggiungiamo un'isola per evitare il contagio e gli zombie". Come invece si arriva sull'isola, cosa accade prima e dopo lo sbarco, i "coooolpi di scena", le interazioni tra i personaggi... un completo disastro. Non so come abbia fatto lo sceneggiatore a far sì che la produzione accettasse uno script così piatto, prevedibile, noioso e ridicolo, ma sono sicuro che, dopo i giudizi professionali e non di recensori e spettatori, faticherà a trovare un nuovo ingaggio. Descrivo la storia.

Quattro militari (sì, protagonisti militari. Avete mai visto un militare in uno zombie movie?) vagabondano per gli States in cerca del classico "rifugio sicuro dal contagio e dagli zombie", sciacallando il più possibile sui morti e sui vivi. A loro si unisce presto, in quasi totale casualità, un giovanotto intrepido praticamente inutile ai fini della trama. Nel frattempo, sull'isola dove si svolgerà buona parte della pellicola, i capi di due famiglie rivali hanno intenzione di trattare i contagiati in modo diverso: uno vorrebbe lasciarli "vivi" ed incatenati, mentre l'altro preferirebbe ficcare qualche proiettile nelle loro zucche. Per via delle sue idee banaaali, il secondo viene bandito dall'isola assieme ad un gruppo di fedeli seguaci.
Ci siamo fino a qui? Ora partiamo con i twist e le vaccate! Respiro profondo e... via!
Il capofamiglia espulso dall'isola diffonde via internet (ok, nonostante la catastrofica pandemia, le centrali elettriche sono ancora attive, così come l'intero web... mah!) un messaggio di speranza, invitando chiunque sia sopravvissuto al contagio a raggiungerlo. I militari lo colgono e si recano a destinazione, scoprendo così che, in realtà, è tutta una trappola per spillare soldi e beni in cambio di una barca (pure qui, cosa se ne faranno dei soldi in un mondo praticamente collassato? Altro mistero...). Dopo un frenetico e noioso spara-spara senza senso, i militari ed il capofamiglia espulso si recano verso l'isola saltellando a braccetto. Mi fermo qui perché, davvero, tutto ciò che segue è noioso persino da leggere (e c'è ancora taaaaaanto da raccontare!).

Survival of the Dead è stracolmo di cliché. Avete presente la scena classica dove tizio armato A punta un'arma contro tizio armato B e, dopo che A ha fatto fuoco, si scopre che ha salvato la cotica di B uccidendo il cattivo che, silenziosamente, gli stava strisciando dietro? Bene, in Survival Of The Dead compare così tante volte che ho perso il conto a metà film ! Ma non preoccupatevi, non è l'unica scena destinata a ripetersi all'infinito. Ecco, ora potete cominciare a preoccuparvi !

La caratterizzazione dei personaggi di Survival of the Dead è unica. Letteralmente. UNICA!
  • Soldato A: macho, odioso, grilletto facile, mira infallibile
  • Soldato B: macho, odioso, grilletto facile, mira infallibile
  • Soldato C: macho, odioso, grilletto facile, mira infallibile
  • Soldato donna: macho (è omosessuale), odiosa, grilletto facile, mira infallibile
  • Ragazzino sbucato fuori dal nulla: macho, odioso, grilletto facile, mira infallibile (peggio dei militari... ma dove andava a scuola ?)
  • Vecchio emarginato: macho e furbacchione, odioso, grilletto facile, mira infallibile
  • Cavallo di passaggio: macho, odioso, grilletto facile, mira infallibile
Chiaro ora? UNICA !
Per definire il profilo di tutti i personaggi è stato sfruttato un solo stereotipo, nemmeno il mondo fosse popolato solo da gente così. Stando a quanto afferma Romero, se un giorno un virus letale cominciasse a devastare l'umanità trasformando i morti in zombie, riuscirete a sopravvivere solo se sarete dei macho (mi spiace per le donne), insopportabili, particolarmente nervosi e campioni di tiro a segno!


Il livello di recitazione generale in Survival of the Dead è terribile ma, del resto, con premesse del genere... è come assistere ad una gara a chi è più "machoso". Beh, non ci sono vincitori!
Anche gli zombie sono pessimi e, in molte sequenze, sembra che vogliano crepare il prima possibile. Persino le cadute dovute ai colpi di arma da fuoco "spernacchiano" le comuni leggi della fisica, così come le reazioni dei protagonisti a particolari eventi sono reali quanto le monete da 4€.

Survival Of The Dead è spazzatura allo stato puro, anche gli amanti del trash più inguardabile percepiranno quella sensazione di "tempo sprecato" a fine film.
Non so cosa sia successo a George Romero, ma spero che questa porcheria cinematografica sia l'ultima che porterà il suo nome. Davvero, se continua così, sarebbe meglio per lui salvare la faccia ritirandosi dal mondo del cinema.
Voto personale: 2 1/2
Voto trashosità: 7 (comunque noioso)

Ehi, un attimo! Survival of the Dead è uno zombie movie, giusto? E lo splatter?
Rispondo solo con un numero.
Voto splatterosità: 2 1/2 (per uno zombie movie, pochi effetti speciali e fatti pure maluccio)

venerdì 8 luglio 2011

Spookies, di Genie Joseph, Thomas Doran (USA 1986)

Trama: Alcuni festaioli occupano una magione apparentemente abbandonata per dar vita ad un party selvaggio. Quello che non sanno è che nella magione si nasconde uno stregone decrepito in costante ricerca di energia vitale...



Uhm... B-movie?
Eheheh, direi più vicino ad uno Z-movie !

Nel prologo di Spookies abbiamo Billy, un tredicenne che gironzola di notte in un boschetto, ed alcuni giovani (escluso uno che di giovane ha ben poco) impegnati a vagabondare nella medesima zona alla ricerca di un luogo dove baldoreggiare. Sia il bambino che il gruppo raggiungono una decrepita villa spettrale con tanto di cimitero in giardino e scricchiolii sinistri provenienti da ogni dove. Il povero Billy ha vita breve, poiché in men che non si dica viene aggredito, trascinato e seppellito vivo da un... eh? Che cacchio è quello? Una specie di... goblin monco dal volto scuro?!? Ok, diciamo solo che Billy "viene sistemato", e tutto questo dopo aver aperto un pacco regalo contenente una testa mozzata situato in una stanza ornata a festa nella magione (ah, dimenticavo di dirvi che è il compleanno di Billy).
Ed i festaioli? Durante il party trovano per caso una ouija board, una di quelle tavole che anticamente servivano per comunicare con le anime dei morti. Per noia e curiosità, gli allegri idioti provano così a contattare qualche anima, ma in realtà ciò avviene perché un vecchio mago pazzerello nascosto nella casa ha intenzione di succhiar loro l'anima per riportare in vita la moglie defunta. Dopo appena qualche secondo, la villa si riempie di creature mostruose e sanguinarie.
Siete confusi? Se provate a seguire il film, lo sarete molto di più!

Nonostante il caos descritto poco sopra, la formula di Spookies è semplice e diretta: un vecchio stregone veste i panni del "burattinaio" che cerca costantemente di mettere in pericolo le sue "prede". Ed è davvero notevole la varietà di esseri mostruosi sui quali ripiega per raggiungere i propri scopi! Spaziano dai quasigoblin agli zombie, dagli spiriti maligni (una ragazza posseduta sembra addirittura provenire dal celebre La Casa di Sam Raimi!) alle gigantesche donne-ragno! Uhm... da questo punto di vista, forse c'è fin troppa varietà! Ma torniamo al film.


La storia di Spookies è chiaramente un pretesto continuo per far sì che i protagonisti si trovino catapultati in situazioni sempre più pericolose ed assurde, ed ecco il primo grande difetto della pellicola: è tutto vistosamente forzato. L'ordine degli eventi è più adatto ad un titolo "su binari", dove il/i protagonista/i è obbligato a seguire un percorso prestabilito, come un cunicolo interrotto di tanto in tanto da qualche stanza (insomma, lo scenario della grande villa piena di porte e stanze, in questo contesto, stona un poco).

Un altro elemento negativo in Spookies: la recitazione. È semplicemente di basso livello. Certo, abbiamo a che fare con un B-movie anni '80 e, di conseguenza, è assurdo sperare di seguire interpretazioni stellari e performance memorabili, ma... come dire... molte delle reazioni degli attori sono palesemente false e completamente innaturali! E non mi riferisco a "necessità di sceneggiatura", ma a veri e propri stravolgimenti della mimica e della psicologia umana in risposta a determinate situazioni!

Se passiamo alla caratterizzazione dei personaggi di Spookies, purtroppo, il discorso non cambia. Possiamo distinguere (voglio un "Olé" per ciascuna riga! Pronti?):
  • il tipico bulletto ribelle "faccia da schiaffi" anni '80;
  • un tipo maturo e razionale (contraddetto quasi sempre dalle sue azioni/reazioni);
  • la ragazza/oggetto del bulletto;
  • una coppia con problemi;
  • uno scemo patentato;
  • un vecchio rimbambito.
Se non ho citato qualcuno è perché non ha nemmeno un accenno di profilo psicologico, caratteristica non necessaria per ricoprire il ruolo tecnicamente noto come "carne da macello".
In Spookies non c'è un protagonista carismatico capace di rubare la scena... solo una banda di mentecatti e tanti mostri!

Gli effetti speciali, ovviamente artigianali e dotati di qualche tocco "digitale" dell'epoca, si lasciano guardare piacevolmente. Lo splatter è assente, mentre abbondano le belle creature grottesche di una volta (e ne approfitto per ricordare che stiamo parlando di un titolo realizzato nel 1984 ed uscito nel 1986).

Spookies in poche parole? Grottesco, lievemente/volontariamente ironico, involontariamente comico e pieno zeppo di creaturacce (parlo dei mostri, non degli attori che non sanno recitare). Non spaventa per nulla, non lascia col fiato sospeso... ma intrattiene comunque, grazie ai molteplici elementi di cui è composto.
Voto personale: 6+
Voto trashosità: 7 1/2

mercoledì 6 luglio 2011

Dead Snow, di Tommy Wirkola (Norvegia 2009)

Trama: Alcuni studenti universitari di medicina raggiungono uno chalet di montagna immerso nelle nevi per trascorrere una vacanza in allegria e spensieratezza. Contro ogni previsione, dovranno affrontare degli zombie nazisti...



Zombie nazisti? Ma che si sono inventati stavolta?
Il breve prologo di Dead Snow mostra una ragazza (se non fosse per la voce, potrebbe passare per ragazzo! Ah, questi scandinavi ) in fuga da un qualche assalitore misterioso... fuga che terminerà in modo drammatico (come in ogni prologo horror che si rispetti). Subito dopo, conosceremo i protagonisti del film, studenti universitari diretti verso una baita immersa nelle nevi perenni e completamente fuori dal mondo. Ben presto il gruppo, composto da 4 ragazzi e 3 ragazze, dovrà parcheggiare i veicoli e marciare per ben tre quarti d'ora con gli zaini sulle spalle. Arrivano a destinazione e... inizia la festa di sangue? Ovviamente no! Dovremo sorbirci pazientemente le birbonate di questi fessacchiotti, osservandoli con scarso interesse mentre tracannano birre e scambiano occhiate ammiccanti!
E poi?
E poi, signore e signori, bisogna armarsi di pazienza, poichè nei primi 40 minuti non c'è un minimo di azione! L'unico fatto degno di nota riguarda la visita serale di un uomo misterioso che, pur di scroccare una tazza di caffé (che cacchio ci faceva di sera in mezzo alla neve? Mah), racconta ai protagonisti ed agli spettatori una storia di guerra. Giusto una trovata per giustificare ciò che sta per accadere e nulla più.

Quando lo spettatore medio inizia a considerare l'idea di prendere in mano la custodia di Dead Snow e di riporre il DVD promettendosi di non toccarlo mai più, ecco che il film cambia marcia: si inizia a ragionare! Splatter vecchia scuola, qualche elemento comico, demenzialità macabra... in alcuni casi, il film riesce quasi a raggiungere lo stile di Peter Jackson ai tempi di Bad Taste e Splatters - Gli Schizzacervelli! Da sottolineare però che ho detto "in ALCUNI casi" e "QUASI a raggiungere"! La sezione "movimentata" di Dead Snow è composta da qualche colpo di genio diluito con momenti grotteschi deboli e poco efficaci, comunque apprezzabili dopo aver visto 40 minuti di nulla, ma pur sempre fiacchi.

A peggiorare la situazione, i protagonisti di Dead Snow prendono spesso scelte idiote, fin troppo stupide! Pare che non vedano l'ora di sparpagliarsi a casaccio, giusto per vedere chi arriva più lontano prima di essere raggiunti dagli zombie!
La storia segue percorsi prevedibili e già tracciati miliardi di volte da altri titoli precedenti, risultando quindi abbastanza scontata (seppur vi sono altri elementi "di contorno" un poco fuori dai soliti binari).
Una buona dose di comicità circostanziale la si trova solo in fase molto avanzata del film. Ma questo basta per salvare il tutto?

La recitazione in Dead Snow è complessivamente accettabile. Gli attori, quasi tutti giovani, regalano una prova soddisfacente. Da questo punto di vista, un difetto vero e proprio lo si può trovare nella caratterizzazione dei personaggi: clichè a valanga!
Tra i maschi: il belloccio in attesa dell'arrivo della sua compagna (qualche riga più su vi ho parlato dell'ambigua scandinava che appare nel prologo e muore... ecco, è lei), il laureando in medicina che sviene alla vista del sangue (uff...), il cretino sporcaccione dalla lingua sciolta ed il ciccionazzo buontempone. I fantastici 4! Bah...
Sul fronte femminile poco cambia! Abbiamo la naturalista, l'immancabile "innamorata" e la scream queen che strilla ogni quindici secondi.

Dal punto di vista degli effetti speciali, invece, Dead Snow regge abbastanza bene. Così come nella storia, la produzione ha puntato sul grottesco invece di affidarsi al realismo, una scelta che ben si accosta a questo genere di pellicole.
Nella seconda metà del film lo splatter abbonda e, fino ai titoli di coda, aumenta sempre di più, sempre di più. Un crescendo che i fanatici del gore apprezzeranno senza ombra di dubbio.

Gli zombie nazisti di Dead Snow, contrariamente a quanto lascia intendere la locandina, non sono assolutamente comici, anzi! Abbiamo a che fare con dei non morti crudeli e spietati, capaci di correre instancabilmente ( Vi immaginate i tradizionali zombie romeriani ciondolanti mentre inseguono una preda sulla neve? Quelli non avrebbero percorso più di 20 metri all'ora. Questi sembrano invece i figli di Carl Lewis) e particolarmente resistenti. Non si fermano dopo il classico colpo in testa e possono incassare una miriade di mazzate prima di accasciarsi a terra.

Ultimo punto: il finale. Dead Snow poteva distinguersi un attimino da molti altri titoli se solo avesse optato per una risoluzione non dico per forza originale, ma almeno curiosa e stravagante. E invece no, quasi a simboleggiare una carenza di idee in fase di sceneggiatura, la pellicola si conclude fin troppo frettolosamente con una scena fin troppo prevedibile. Davvero un peccato.

Dead Snow è un'occasione gettata al vento almeno per metà. L'idea alla base del progetto era perfetta per realizzare una nuova icona dello splatter demenziale (zombie nazisti? Una trovata degna della Troma), ed invece il risultato finale mostra una pellicola dotata sì di qualche buon momento, ma troppo lenta nelle fasi di "quiete prima della tempesta" e carica di passaggi fiacchi decisamente poco azzeccati.
Lo consiglio a chi adora le commedie horror cariche di splatter da b-movie.
Voto personale: 6--
Voto trashosità: 6
Voto splatterosità: 7 1/2

Diary Of The Dead, di George Romero (USA 2007)

Trama: Durante la produzione di un film horror semiamatoriale in un bosco, alcuni studenti vengono allertati da un messaggio governativo diffuso via radio: i morti tornano in vita ed aggrediscono le persone! Il "documentario" è stato girato da uno dei ragazzi con una videocamera.



Ed eccoci qui a parlare di Diary of the Dead, un altro horror mockumentary/found footage che si aggiunge alla lista composta da titoli come The Blair Witch Project, REC, Quarantena e Cloverfield. Ma questa volta c'è un elemento capace sin da subito di attirare l'attenzione degli appassionati: il nome del regista! Lo avete letto nel titolo del post? Sì, proprio lui, il grande George Romero, l'autore di leggende come La Notte Dei Morti Viventi, Zombi e Creepshow!
Vediamo come se l'è cavata Giorgino, allora!

Diary of The Dead apre con una specie di prologo/spiegazione. Una ragazza (una dei protagonisti) spiega di aver montato alcune riprese effettuate da lei e da alcuni suoi amici durante la loro orribile disavventura, il tutto solo per svelare ai sopravvissuti a quello che potremmo definire un "olocausto zombie" su scala mondiale i retroscena di quanto è successo. Che ci crediate o no, già dalle prime battute possiamo storcere il naso! La ragazza dice di aver inserito nel reperto video dei brani in sottofondo... eh? Ma dico, è uno scherzo? Nemmeno nelle riprese di una marcia funebre qualcuno si azzarderebbe a rendere lo "spettacolo" più "digeribile" aggiungendo delle canzoni! Vi immaginate il video di un funerale con Master of Puppets dei Metallica? Vabbè, lasciamo stare.
Parte così il collage di filmati.
Un gruppo di ragazzi (nooooo, un teen horror) sta girando in piena notte la scena di un cortometraggio horror a scopo scolastico. Notizia alla radio: i morti camminano e sono cattivi! Panico generale e... ha inizio la fuga verso l'ignoto!

Diary Of The Dead è un completo disastro!
La storia è praticamente un agglomerato di clichè e di copia & incolla presi da altri film di genere zombie/catastrofe (romeriani e non). Fate un pò i conti: nel paiolo abbiamo dei fuggiaschi in cerca di un rifugio, dei militari, un governo "insabbiatore", un ospedale, una villa gigantesca e così via. Persino le situazioni che si ritroveranno ad affrontare i protagonisti mancano di originalità!
Ma non è finita qui! Romero ha forzatamente inserito un paio di elementi poco affini al genere: uno slang giovanile ed americano (dialoghi inutilmente volgari e, per la maggior parte, evitabilissimi) e l'onnipresenza di icone della tecnologia moderna (cellulari a parte avremo internet, portatili, videocamere...)!
Il risultato? Molti spezzoni sprecati ed inconcludenti!

Come detto poco fa, i dialoghi di Diary of the Dead ostentano un linguaggio sboccato (io l'ho visto in lingua inglese, e vi assicuro che non viene pronunciata una singola frase senza la celebre "F word", da "what the F. is that?" a "i don't know a F." e via dicendo) e, comunque, inconcludente. È impossibile creare un'atmosfera di tensione quando, ogni 10 secondi, c'è qualche fesso che deve gridare al mondo quello che pensa, dico bene?

Il livello di recitazione in questa sozzeria romeriana non raggiunge assolutamente la sufficienza. Gli attori sono poco convincenti, commettono troppe stupidaggini e trasmettono emozioni sbagliate e fuori contesto! Davanti a scene splatter appaiono tranquilli e rilassati (come se fossero ad una fiera di paese), mentre durante le pause contraddistinte da calma piatta possiamo scorgere qualcuno in piena crisi. Un po' come se, mentre preparate la colazione, iniziate a piangere ed a tremare perché "un giorno dovrete morire". Non è proprio realistico, vero?
A questo punto era intuibile, comunque lo sottolineo ugualmente: non esiste una caratterizzazione dei personaggi. Sono solo occhi, orecchie e (soprattutto) bocche incontrollate nel bel mezzo di una pandemia catastrofica. Insomma, è impossibile affezionarsi ad essi e, in numerose situazioni, ci ritroviamo a pregare affinché lo zombie di turno li massacri tutti a morsi. Lo scopo ultimo di Romero forse era quello di lasciare maggior spazio alla storia ed all'ambientazione, ma non si può dire che ci sia riuscito giacché avremo sempre questa inutile gentaglia davanti alla telecamera! Ma non dei semplici sconosciuti, bensì dei perfetti idioti! Voi come giudichereste un ragazzo che, in pieno assalto zombie, preferisce documentare tutto sulla videocamera invece di inseguire i compagni verso una stanza di "salvezza provvisoria"? L'ho detto, perfetti IDIOTI.



Gli effetti speciali di Diary of the Dead sono realizzati abbastanza bene, ma stranamente non siamo a livelli altissimi di splatter. Tanti zombie, qualche frattaglia umana e zero originalità.

Il finale (se così si può chiamare) del film bacchetta lo spettatore evidenziando morali scontatissime (la tecnologia è cattiva, il governo è cattivo, la società è cattiva, l'uomo è un animale e via dicendo) ma, giunti a quel punto, non era possibile aspettarsi di più.

Più che le cronache dei morti, immagino quelle annotate da Romero sul suo diario privato "Oggi ho toppato alla grande, ma sono Romero e la gente guarderà il mio film". Questo è accaduto perché il regista ha cercato di mettersi al passo con i tempi... ma per quale stramaledetta ragione? Perché i grandi geni come George Romero e Dario Argento vogliono cambiare stile a tutti i costi? I loro vecchi film sono senza tempo, dannazione! Tornate ad essere quelli di una volta!
Non consiglierei di guardare Diary Of The Dead se non per assistere al fallimento di un grande regista.
Voto personale: 4 1/2
Voto trashosità:5
Voto splatterosità: 6

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lunedì 4 luglio 2011

Last Night - Morte Nella Notte, di Richard Crudo (USA 2009)

Trama: in un futuro post apocalittico, un virus minaccia la razza umana trasformando le persone in vampiri assetati di sangue. Tra i sopravvissuti c'è chi fugge da quest'incubo e chi combatte il male. Alcuni superstiti si trovano intrappolato in un ospedale zeppo di temibili creature ma, per loro fortuna, incontreranno quattro cacciatori di vampiri...

Film che vede Richard Crudo esordire alla regia, e Steven Seagal apparire per la prima volta in un film horror. Sì, Seagal in un horror, avete letto bene!



L'inizio di Last Night ci illustra la nuova realtà del mondo tramite rapide carrellate ed una voce narrante: un virus colpisce gli umani, trasformandoli in esseri costantemente assetati di sangue e blablabla. Alcuni esseri umani sono sopravvissuti, altri sono morti, altri ancora tramutati in "vampiri" e qualcuno... affronta il male faccia a faccia! Riconosceremo, sin dai primi istanti, l'inconfondibile sagoma di un armadio a 4 ante munito di codino: è lui, Steven Seagal!
Comincia il film vero e proprio (e la conseguente ed immancabile stroncatura).
Alcuni fuggiaschi si riuniscono per caso in un ospedale messo a soqquadro dalle pericolose creature.
Il loro obbiettivo, oltre ovviamente a quello di sopravvivere, consiste nel raggiungere le uscite d'emergenza prima che il generatore di corrente dell'ospedale si esaurisca, ma sarà un'impresa ardua: i vampiri sono ovunque!
Uhm... avete notato qualche piccolo particolare che, magari, vi ha stupito per l'originalità? No? Nemmeno io!
Ma andiamo avanti!
Cosa c'entra mister "faccia di cemento" Seagal con tutto questo? Beh, il corpulento eroe è a capo di un piccolo gruppo di cacciatori di vampiri, organizzato e sempre attento. Semplicemente, lui si trovava da quelle parti mentre i sopravvissuti erano in pericolo...
Ancora nulla di nuovo? Beh, è inutile andare avanti, l'intero film è di una banalità imbarazzante!
Diciamo che si alternano spezzoni di mazzate con sessioni di chiacchiere e camminate per corridoi tutti identici!
Non è capace di spaventare, non mette tensione, è pieno di azione cool qualche volta persino mal girata (regista d'esordio... vabbè) ed ha un ritmo incostante incapace di trascinare.
Risultato?
Noia a palate!

La recitazione è (sorpresa sorpresa) di basso livello. Qualche attore si salva con una sufficienza stiracchiata, certo, ma la performance collettiva del cast è da fischi e pernacchie! Il "worst actor" (ovviamente) è proprio Steven Seagal! Statico, monoespressivo è dir poco (devo ancora capire cosa significherebbe quella faccia... è arrabbiato? No, triste forse... mah!), ha il carisma e la scioltezza di una lapide di marmo. Ormai lo Steven di anni fa rimane un ricordo (quello monoespressivo, sì, ma che tirava con amore una valanga di mazzate in rapida successione!).
La caratterizzazione dei personaggi è assolutamente priva di fantasia!
Tra i sopravvissuti abbiamo un ragazzo fatto e strafatto, una ragazzina certe volte irritante, un paranoico diffidente, una ex dipendente dell'ospedale che conosce (e non conosce) il posto... gli altri? Meno rilevanti, e quindi privi di un profilo proprio (termine tecnico: carne da macello).
Le cose non migliorano esaminando i quattro cacciatori!
Seagal, ovvero il comandante Tao, compare di tanto in tanto (ma davvero poco, eh) con la sua bella katana (meglio Uma Thurman in Kill Bill, sicuramente) ed il muso da duro. Se apre bocca, sta per dire una vaccata eroica, se la tiene chiusa, è inguardabile... non ci siamo!
Il suo secondo, invece (ben interpretato da Tanoai Reed), si è dimostrato un personaggio interessante che, seppur si limita a seguire degli ordini, dimostra buone capacità tecniche ed atletiche nelle scene d'azione. Anzi, oserei dire che le migliori scene d'azione sono proprio le sue!
Uhm... avevamo detto quattro cacciatori... e chi sono gli altri due?
Vorrei saperlo pure io! Sono due donne bellissime che fanno praticamente da scenario! Non parlano mai, qualche volta ammazzano qualcuno, se al posto loro ci mettevano dei palloncini non se ne accorgeva nessuno... assolutamente inutili!

Come inutili sono tante complicazioni!

Si, complicazioni, messe lì giusto per dare maggior movimento al film!
Allora, sapete già che i sopravvissuti devono muoversi per raggiungere l'uscita, o rimarranno bloccati dentro per via del generatore di corrente che sta per disattivarsi definitivamente. Ora, i cacciatori sanno solo di aver tempo fino all'alba per "ripulire il posto", e pure loro vanno di fretta (seppur non si direbbe, giacchè il passo pesante di Steven non è più adatto alla corsa). Basta così? Assolutamente no! L'esercito ha intenzione di purificare la zona e, all'alba, darà il via ai bombardamenti!
Assurdo! È come appendere il proprio peggior nemico su una vasca piena di squali famelici, spuntoni appuntiti e soda caustica piazzando tra lui ed il bordo della piscinetta una rete laser pronta a farlo a fettine quando cadrà!

In fondo, in Last Night non è tutto da buttare! Lo splatter si è rivelato una piacevole ed inattesa sorpresa: vampiri voraci, arti mozzati, occhi e teste vaganti... c'è di tutto! Dal trailer e dalla trama non se lo sarebbe aspettato nessuno... comunque, da solo questo aspetto non è capace di tenere in l'intero film. Perlomeno, ci tiene un poco svegli!

I vampiri! Fino ad ora li ho chiamati vampiri, ma lo sono? Boh? Bevono sangue ed evitano il sole, ma la maggior parte delle volte sembrano zombie! Poi si scopriranno su di loro dei particolari che contraddicono le loro azioni! Insomma, che diavolo sono? Clown? Zompiri? Fan di Seagal? Mah!

I dialoghi fanno piangere. Frasi fatte, sempre ed ovunque! Conosceremo già tutte le battute, dalle porcherie verbali eroiche di Steven alle chiacchiere dei sopravvissuti! E le accoglieremo o ridacchiando e prendendoci gioco di chi l'ha detta, o sbadigliando paurosamente.

Il finale... lo capite pure leggendo quanto ho scritto! E non pensate che abbia spoilerato chissà che! Anzi, vi ho detto poco!

Last Night - Morte Nella Notte risponde ad una domanda che, a dire il vero, pochi masochisti si sono posti: cosa accadrebbe inserendo Steven Seagal in un horror diretto da un regista novellino? Credetemi, il risultato è tutt'altro che positivo!
Effettivamente è un horror, ma principalmente perchè ci sarà qualche primo piano di Steven - faccia di mattoni - Seagal: spaventosooooo!!!
Potrebbero in qualche modo gradirlo gli splatteromani e... boh? I fans degli armadi a muro? I collezionisti di cataloghi dell'IKEA?
Voto personale: 5-
Voto trashosità: 5 (3 punti solo per Steven, ovviamente)
Voto splatterosità: 7