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domenica 3 giugno 2012

Stormhouse, di Dan Turner (Regno Unito 2011)

Trama: Alcuni militari sono riusciti a catturare e rinchiudere in una base una misteriosa entità soprannaturale. La situazione sfugge di mano quando la presenza inizierà a giocare con loro...


Devo essere sincero, Stormhouse mi ha stupito. Una ciofeca del genere me la aspettavo dagli americani, dai tedeschi, dai turchi, ma non certo dagli inglesi! Questo perché, almeno negli ultimi anni, gli horror made in UK si sono dimostrati qualitativamente superiori agli altri. Cerchiamo prima di capire con cosa abbiamo a che fare con questo Stormhouse, almeno per comprendere quali erano le intenzioni degli sceneggiatori e del regista. Dunque, prendete La Cosa, quindi:

  • Rimpiazzate lo splatter grottesco d'alto livello con sangue versato a casaccio
  • Rimpiazzate Kurt Russell con una specie di Jennifer Love Hewitt dei poveri che parla coi fantasmi
  • Rimpiazzate la base claustrofobica in Antartide con un grigio bunker militare
  • Rimpiazzate l'alieno parassita con una specie di fantasma giocherellone alla Paranormal Activity

Mi fermo? Ok, mi fermo.

Ghost Spernacchier (Spoiler Edition)

Oddio, cos'è quella scritta sullo schermo? Tratto da una storia vera? No, sul serio, non siete stanchi anche voi di essere presi per i fondelli da queste pellicole da quattro soldi? Bah, sull'argomento ci torneremo poi.
Come già indicato nella descrizione della trama, Stormhouse inizia quando, seguendo modalità sconosciute allo spettatore, alcuni militari sono riusciti ad ingabbiare nella stanza di una base una specie di spirito, un fantasma, un chissàcheccacchioè privo di forma concreta ed appena individuabile ad occhio nudo. Per imprigionare questa entità, gli scienziati tengono costantemente attive alcune barriere definite come "campi elettromagnetici inversi" (sì, esistono), evitando così che l'ospite misterioso possa vagare per l'intero edificio a proprio piacimento.
Protagonista della pellicola è una donna inutilissima non troppo bella chiamata dai militari stessi per svolgere il proprio mestiere di "medium che parla con gli spiriti". E stando alle parole del maggiore a capo dello squadrone nella struttura, la medium ha un curriculum indecente pieno di insuccessi nella sua carriera. Ora, già mi è difficile credere che l'esercito contatti una medium per una missione top secret (a questo punto, perché non chiamare una zingara che legga le carte ai soldati?). Mettiamo comunque caso che, in un evento eccezionale come quello di Stormhouse, i pezzi grossi decidano di reclutare un soggetto del genere: perché non il miglior medium sulla piazza? Perché chiamare una possibilissima cialtrona che vive prendendo in giro la gente? Mah, passiamo oltre!
Appena entrata nella base, la medium conosce un trasandatissimo australiano nasone esperto di nelfilmnonlodice (sul serio, non è un soldato né tantomeno uno scienziato, non si capisce quale sia il suo ruolo) ed inizia immediatamente a flirtare. Ad interrompere il corteggiamento ci pensano un bruttissimo tenente pelato ed il maggiore di ferro citato brevemente qualche riga sopra... ma che schifo di personaggi ci sono in questo film? Personalmente detesto quando, in un horror (e non solo), il cast è composto da elementi "belli ed impossibili" senza un capello fuori posto, ma qui si esagera comunque! Giudicate voi!


Agghiacciante, lo so.
Pur non nascondendo il proprio scetticismo, il maggiore svela di aver invitato la protagonista nel team per poter comunicare con lo spirito, quindi le mostra un video al termine del quale l'entità distrugge la telecamera e commenta lo show:

"dopo quell'episodio, siamo rimasti mesi senza monitorare l'entità soprannaturale. Sappiamo però per certo che si trova ancora tra le barriere elettromagnetiche, in quanto gli strumenti registrano spesso sbalzi di energia e temperatura".

Tutto chiaro? Allora spiegatemi perché, ogniqualvolta nel film qualcuno accede alla zona di contenimento dello spirito, il tutto viene monitorato e registrato dalla stanza degli strumenti! Ma porca miseria, è una presa in giro bella e buona o cosa?
Credetemi, giunto a questo punto ero tentato di interrompere la visione definitivamente, ma poi ho pensato a voi, ho digrignato i denti e sono andato avanti. Non fraintendete il senso della frase, ho pensato a voi come "gente da trascinare con me in questo turbine di trashosa porcaggine nonsense"!
La medium viene scortata dal maggiore e da altri due soldati verso la stanza dove tengono imprigionato lo spirito e, evitando di toccare le barriere elettromagnetiche, cerca di comunicare con l'entità.

Medium> Chi sei?
Spirito> ...
Medium> Tutto bene? Come te la passi?
Spirito> ...
Medium> Da dove vieni?
Spirito> ...
Medium> Hai visto che brutto quel tenente pelato?
Spirito> ...

E vai, un altro buco nell'acqua da aggiungere nel curriculum della medium! Ma a che cavolo serve quella donna se l'unico sistema che conosce per parlare con gli spiriti è il "dialogo standard"? Insomma, mi sarei aspettato l'uso di qualche macchinario particolare, un qualche rito pre-conversazione, un qualcosa che giustificasse l'arrivo nella base di questa specialista... e invece no, la nostra eroina ha macinato chissà quanti Km per chiacchierare normalmente con una creatura introversa! A questo punto potevano provarci il maggiore, un soldato a caso, il bruttissimo tenente, l'inutile australiano, tutti! Odio sempre di più questo film. Ma Stormhouse ha ancora qualche stupiderrima carta trash da giocare...

Cantando Fra Martino con l'Integralista Islamico (Spoiler Edition)

Lasciamo perdere la cronaca "minuto per minuto" di Stormhouse e puntiamo i riflettori sull'entità. Quali sono le sue caratteristiche? Cosa fa oltre a lasciarsi intravedere ogni tanto? Che poteri possiede?
Ok, tenetevi forte per una breve decrizione nonsense!

  • Non ha un corpo ma non riesce ad oltrepassare i campi elettromagnetici inversi
  • Può controllare le persone che la circondano, anche se si trovano dietro ad un campo elettromagnetico inverso
  • L'unica parola che pronuncia a tutti quelli che le si avvicinano è "play" (gioca)
  • Ha una fissazione per la canzoncina di Fra Martino e la canta in continuazione

Non sto scherzando, purtroppo. Che razza di spirito è? Io personalmente ho pensato si trattasse dell'anima di un bambino (fatto che giustificherebbe la voglia di giocare e... Fra Martino), ma con l'evolversi della storia è evidente che non è così in quanto, senza una ragione specifica, la creatura uccide sadicamente chiunque incroci nella base mostrando anche conoscenze in ambito... ehm... di tematiche "adulte". Presumo però che molti di voi siano incuriositi dalla voce "Può controllare le persone che la circondano, anche se si trovano dietro ad un campo elettromagnetico inverso". Beh, è così, l'entità è in grado di muovere come marionette le persone senza che queste ricordino nulla dopo l'accaduto. E quando accade nel film per la prima volta raggiungiamo livelli di trashosità impressionanti! Descrivo la scena.

  • La medium è stata scortata nella "cella" dell'entità per tentare nuovamente di comunicare
  • Il maggiore di ferro scompare qualche secondo, quindi riappare spiritato cantando Fra Martino e camminando come un robot
  • La medium lo interrompe dicendo "ma che cacchio stai facendo? Sei impazzito?"
  • Il maggiore si risveglia dalla trance, quindi parte un dialogo fantastico.
    Maggiore> Perché? Cosa avrei fatto?
    Medium> Perché ti sei messo a cantare Fra Martino muovendoti come un idiota?
    Maggiore> Io... cosa?
    Medium> Cosa ti prende?
    Maggiore> Io non l'ho fatto.
    Medium> Lo hai fatto.
    Maggiore> No, non l'ho fatto.
    Medium> Lo hai fatto, ti dico!
    Maggiore> Non è possibile, non l'ho fatto. Che mi dice, soldato scelto?
    Soldato scelto> Lo ha fatto, signore!
    Maggiore> Io... no! Andiamo a vedere la registrazione!
  • Il maggiore si reca nella stanza degli strumenti e contempla il video dove canta e fa l'idiota.
    Maggiore> Quello... non sono io!
    Medium> Certo che è lei!
    Maggiore> Il video è stato manomesso! È un montaggio, una cospirazione contro di me! Voglio i responsabili!

Fantastico, davvero! Lo hanno visto tutti, lo hanno persino registrato su un video (per poi metterlo probabilmente su Youtube), eppure il maggiore continua a negare ed a cercare scuse assurde! Ora ditemi: questa roba dovrebbe spaventare gli spettatori? Un militare che canta e balla? Da brividi, proprio!
Passiamo ad un'altra scena clou.

  • Durante una nuova sessione di "chiacchieriamo senza successo con il fantasma", il maggiore ed alcuni soldati gettano all'interno dell'area "recintata" dal campo elettromagnetico inverso un terrorista islamico incatenato, ovviamente per puri scopi scientifici
  • Il terrorista viene prima palpeggiato dallo spirito, poi trascinato in una zona d'ombra dove accade chissà che
  • Il terrorista viene ricondotto alla luce. Ha perso un occhio e, sospeso a mezz'aria, viene mosso come una marionetta dall'entità
  • Lo spirito prende il controllo del maggiore e di altri due soldati. In breve assistiamo ad un passaggio nel quale i tre militari battono le mani a tempo mentre il terrorista esegue un'imitazione di Pinocchio
  • La medium implora al fantasma di smetterla e, per fortuna, lo spirito le dà ascolto interrompendo il tristissimo show

La domanda è sempre la stessa: questa roba dovrebbe spaventare gli spettatori? Ma cosa cacchio si erano fumati gli sceneggiatori? Ragionando più razionalmente, viene da chiedersi come mai lo spirito non sfrutti il proprio potere di "controllo a distanza" per liberarsi dalla gabbia elettromagnetica. Ovviamente non sperate in una risposta.



Fantasmacello (Spoiler Edition)

Stormhouse prosegue senza pietà mettendo in fila una ridicolaggine dopo l'altra. Provata dall'ultima esperienza davanti alla gabbia elettromagnetica, la medium infrange le regole per far visita al terrorista ferito e ricondotto in una cella. In una base militare. No, dico, rendetevi conto: la donna RIESCE senza difficoltà ad incontrare il terrorista nonostante il luogo pulluli di soldati! Che razza di sistemi di sicurezza hanno? Comunque sia, lo scopo della protagonista è quello di... boh? Di accertarsi delle condizioni del prigioniero? Non è molto chiaro e, infatti, la medium non ricava assolutamente nulla da tutto questo. Ma la frittata è fatta e, di conseguenza, per ordine del maggiore di ferro la donna infrangileggi viene gettata all'interno della cella elettromagnetica (ma perché?). In quel preciso istante accade un casino: nonricordobenecome, ma il campo elettromagnetico inverso si indebolisce per un istante e, onde evitare che lo spirito lasci la stanza, tutte le uscite vengono sigillate fisicamente & elettromagneticamente. L'australiano nasone (vi eravate dimenticati di lui? Forse perché ho omesso tutti i passaggi nei quali flirta con la protagonista) si oppone alla scelta di rinchiudere la sua ultima "conquista amorosa" con l'entità e, in tutta risposta, si ritrova con una pallottola conficcata nella gamba gentilmente offerta dal maggiore. Ecco quindi che giunge "l'uomo giusto al momento sbagliato"! Fa la sua comparsa un graduato superiore (tecnicamente il tipo che ha contattato la medium) che, dopo aver dato dell'idiota al maggiore più e più volte, viene stordito dall'ufficiale stesso con un telefono. Non ci capisco più nulla.
Da qui parte una serie di eventi paralleli.

  • Sotto l'influenza dell'entità, il tenente pelato (quello brutto brutto) uccide il soldato che monitora tutto quello che accade nella stanza con lo spirito
  • Il nasone australiano è chiuso nella sua stanza, sorvegliata da un soldato
  • Il tenente pelato brutto brutto uccide un altro soldato e raggiunge il terrorista, quindi si taglia le vene da solo sorridendo, regala il coltellaccio all'islamico e lascia che il criminale lo uccida pugnalandolo al cuore
  • Il soldato di guardia al nasone australiano viene catturato dall'entità
  • La medium viene soccorsa dal nasone australiano che si trascina a fatica a causa del proiettile sparato dal maggiore

Notate qualche "slegatura" tra un passaggio e l'altro? Non ho omesso nulla, quindi è circa quello che avviene sullo schermo. Una totale ed incontrollata anarchia narrativa.
Stormhouse entra in una fase "agitata". Lo spirito è libero di scorrazzare nella base (quando sia stato liberato e come è un mistero, ma non c'entra il soccorso della medium da parte del nasone australiano), quindi si forma il trio più improbabile nella storia del cinema:

  1. Una medium mancata
  2. Un nasone australiano trasandatissimo, inutile, ferito, cretino...
  3. Un integralista islamico

Da non credere! Il terrorista fa squadra con i due protagonisti? È come se Super Mario e Bowser collaborassero per salvare la solita principessa rapita questa volta da chissà chi! Assurdo, insomma!
Il film continua a stordire lo spettatore mostrando una scena splatter di infimo livello! Avete presente l'ufficiale superiore stordito in precedenza con un telefono dal maggiore di ferro? Bene, ora immaginatelo steso per terra mentre l'entità gli strappa a forza braccia e gambe. Presumo che stiate pensando conseguentemente ad urla lancinanti, sangue ad ettolitri e via dicendo... niente affatto! Il poveraccio continua semplicemente a lamentarsi mentre, dagli arti recisi, fuoriesce appena un poco di sangue. Da qui intuiamo che l'ufficiale è in realtà una statua di porcellana animata (non c'è altra spiegazione).



I tre di protagonisti trovano il corpo smembrato di porcellanaman e, per poter avere accesso all'ascensore, gli recidono un dito. Hanno tutto il necessario per scappare: una strada sgombra, la "chiave organica" per usare l'ascensore e tanta voglia di sopravvivere, tuttavia la medium insiste perché il gruppo si fermi un attimo nell'infermeria posta da tutt'altra parte onde medicare il nasone ferito! ecco cosa accade una volta raggiunta la destinazione.

  • L'entità entra in infermeria e getta all'aria tutto quello che trova
  • I tre fessi si nascondono sotto ad un tavolo
  • La medium ed il terrorista escono dal riparo provvisorio, mentre il nasone rimane sotto al tavolo
  • Lo spirito possiede il nasone e spaventa la medium dicendole molte cosucce "sporche"
  • Lo spirito tortura il nasone, costringendo il terrorista ad uccidere l'odioso australiano una volta per tutte
  • La medium scappa piangendo, ma viene fermata e presa a schiaffi & calci dal terrorista (calci? Cacchio, quelli sì che fanno rinsavire le persone scioccate!)

Ora, ecco la mia personalissima interpretazione di quanto accaduto.

  • I tre erano in infermeria quando, tutto ad un tratto, arriva lo spirito per lanciare tutto in aria
  • Il trio si ripara sotto al tavolo fin quando non finisce il "poltergeist improvvisato"
  • L'australiano nasone approfitta del momento per dichiararsi alla medium, dimostrando così di essere un maialazzo incallito ed irrecuperabile
  • POI l'entità possiede il nasone eccetera

Per fortuna, Stormhouse è quasi finito.
Il terrorista abbandona la medium e cerca di scappare nell'ascensore, ma viene ucciso dallo spirito che, attenzione attenzione, credeva AMICO. Lo so, è da deficienti pensare ad una cosa del genere, soprattutto quando suddetta entità ti ha fatto perdere un occhio e ti ha letteralmente usato come un burattino, ma che volete, questo è il trash!
La medium raggiunge l'ascensore, lo apre col dito dell'ufficiale trovato per terra, trova dentro il cadavere del terrorista e raggiunge l'uscita, accompagnata dallo spirito che rivela la sua presenza palleggiando con un pallone da basket. Perché lo spettro non la uccide? Non ne ho la benché minima idea.
Colpo di scena finale: ancora vivo, il maggiore di ferro tramortisce la medium e la porta in una stanza con un grande macchinario, quindi aspetta che si riprenda e le svela il suo piano: strapparle l'anima e ricominciare tutto da capo con gli esperimenti e blablabla. Dunque arriva la conferma ufficiale: l'entità di Stormhouse era l'anima di chissà chi (evito battutacce romanacce). L'esercito studia da vicino il comportamento e le caratteristiche di queste presenze eteree per... per... beh... non lo so! Non lo dice! E sinceramente non me ne frega nulla.
Titoli di coda.



True Story

Ora, apriamo un capitolo importante riguardante non solo Stormhouse, ma anche molti altri horror. Mi rivolgo a voi, o stroncomaniaci: QUANDO UN FILM DICE DI ESSERE TRATTO OD ISPIRATO AD UNA STORIA VERA, NON È DETTO CHE LO SIA DAVVERO! Qualcuno di voi starà commentando questa verità inconfutabile con un "ma va? E me lo dovevi dire tu? Ovvio che sia così", eppure sono ancora tante le persone che ci cascano. Quindi sono bufale Il Quarto Tipo, L'Altra Faccia del Diavolo, Non Aprite Quella Porta... sì, Non Aprite Quella Porta non è tratto da una storia vera (ah, maledetto remake)! Solo la figura di "faccia di cuoio" Hewitt è lievemente ispirata a quella del serial killer Ed Gein, ma giusto per la sua passione riguardante il "taglia & cuci human edition". Il fatto è che nessuna legge proibisce l'industria cinematografica di ingannare la gente spacciando b-movies di quint'ordine come "ricostruzioni di fatti realmente accaduti", e sinceramente non capisco perché. È una presa in giro bella e buona, è pubblicità ingannevole, DOVREBBE essere vietato, diamine. Dubito che, al termine della visione, qualcuno riesca davvero a pensare che quanto narrato in Stormhouse sia veramente successo, ma non si sa mai, dunque... è tutta finzione, gente, non preoccupatevi! Non ci sono fantasmi appassionati di Fra Martino che si divertono a cacciare esseri umani per svago, quindi rilassatevi.

Conclusione

E dopo questa piccola parentesi, passiamo al "pagellino" di Stormhouse. Questo film è noioso e semplicemente stupido. Non è ben chiaro dove vogliano andare a parare la trama, la protagonista, i militari, lo spirito... l'unico dettaglio evidente è l'interesse maniacale del nasone per la medium. Insomma, la pellicola è un'accozzaglia di scene malfatte legate da scuse e motivazioni poco o per nulla chiare. Risultato: noia. Tanta noia.

Voto personale: 2
Voto Trashosità: 7
Voto splatterosità: 4 (e c'è una scena non censurata di smembramento! Immaginatevi quanto è realistica...)

venerdì 23 dicembre 2011

Mister Vendetta, di Michael Oblowitz (USA 2010)

Trama: Durante la vigilia di Natale, un misterioso uomo senza nome si reca presso una stazione di polizia per confessare alcuni omicidi. Ciò che i poliziotti però non sospettano è che il pentito non è una persona comune...



Anche se il titolo potrebbe lasciar intendere il contrario, non abbiamo a che fare con un mockbuster di V Per Vendetta stile Asylum, anzi, Mister Vendetta non ha nulla da spartire con il celebre film di James McTeigue. Un bene? Uhm, non sbilanciamoci troppo.
Una delle caratteristiche che ci saltano immediatamente all'occhio guardando questa pellicola è la presenza nel cast di... Val Kilmer! Già, ricordate l'attore belloccio di Top Gun, The Doors, Heat - La Sfida e Spiriti nelle Tenebre? Bene, ora avete presente Steven Seagal? Che c'azzecca, direte voi? Beh, come dire, i due colleghi condividono un triste destino, ovvero quello di "espansione incontrollata ed inarrestabile della propria massa corporea". In questi anni trascorsi sui set di pellicole semisconosciute come Moscow Zero (ciofecona coi fiocchi da evitare) e La Creatura dei Ghiacci (mediocre horror e nulla più), Kilmer è diventato la versione in carne ed ossa del meme noto come "forever alone". Guardate voi stessi!



Impressionante, nevvero? Nel senso che fa impressione! Vabbé, passiamo al film...

Mister Mortazza (Spoiler Edition)

Mister Vendetta (Dio, che schifo di titolo! Ma che avevano in mente i distributori italiani?) apre le danze mostrando una bambina che, ridendo con la stessa frequenza di un Teletubbies, tenta invano di saltare la corda accompagnata dal suo gatto Shining. Le due bestiacce sono sole in un campo aperto in puro stile Mulino Bianco quando, dal nulla, un tizio di cui non vedremo il volto afferra la piccola. Considerando che la bimba avrà circa 7 anni, c'è da chiedersi che schifo di genitori deve avere per essere stata abbandonata in mezzo al nulla sorvegliata solo dal gatto.
Salto spazio-temporale.
Vigilia di Natale dell'anno X. Nonostante il periodo festoso, sei pigrissimi poliziotti sono costretti a prestare servizio presso la centrale di una cittadina sconosciuta. Ecco le forze dell'ordine.

  • Un panzonissimo mammone che, oltre a rimproverare tutti quelli che dicono parolacce, viene sfruttato dall'allegra brigata per svolgere lavori umili e come antistress
  • Un imbecille di irrilevante importanza che risponde al nome di Sherwood. Sì, come la foresta di Robin Hood
  • Una bionda che, oltre ad essere una poliziotta mancata, ha una relazione sentimentale con Sherwood, dettaglio che ne determina le limitate capacità intellettuali
  • Un caffeinomane agitatissimo alto un metro ed uno starnuto propenso alla violenza gratuita
  • Un tipo privo di personalità noto come Pine che, nel bene o nel male, sembra quello che più si avvicina ad un vero poliziotto
  • Alexander Black, protagonista nevrotico del film e detective tanto impulsivo quanto inetto

Grazie ad un paio di passaggi da applausi scopriamo che il ciccione è uno schiavo, che Sherwood è un improbabile latin lover e che Black è il papà della bambina del prologo, a quanto pare trovata morta tempo addietro. Ecco, almeno abbiamo risposto alla domanda "che schifo di genitori deve avere la bimba per essere stata abbandonata in mezzo al nulla sorvegliata solo dal gatto". Una fastidiosa inquadratura si sofferma sull'orribile penna similoro di Black con sopra scritto in rilievo "il miglior papà del mondo", affermazione alquanto discutibile... lasciamo perdere.
Mister Vendetta non lascia nemmeno il tempo allo spettatore di chiedersi "perché ho deciso di guardare questa roba" che, tutto ad un tratto, introduce il personaggio chiave dell'intera storia. Alla centrale arriva una specie di armadio a quattro ante coi capelli lunghi e passo pesante: sì, è giunto il momento di Val Kilmer! L'uomo si avvicina allo sbirro ciccione e, con tutta tranquillità, dà vita ad uno stranissimo dialogo...

Mister Mortazza - Devo confessare un reato.
Panzerotto in divisa - Non si preoccupi, essere morbosamente grassi non è un crimine. Mi guardi...
Mister Mortazza - No, devo confessare un vero reato.
Panzerotto in divisa - Va bene, allora mi dica, che genere di reato? Ha scaricato musica illegalmente? Ha verbalmente offeso qualcuno? Ha urinato nel parco? Macarena in luogo pubblico?
Mister Mortazza - ...Omicidio.

Panzerotto in divisa strabuzza gli occhi come se avesse appena visto una teglia di cannelloni, quindi afferra la pistola, la punta verso lo sconosciuto e, tremolante come una foglia, inizia a sudare.

Panzerotto in divisa - N..non ti muovere! Hai capito, feccia umana? Non ti muovere!!!
Mister Mortazza - ...Beh?
Panzerotto in divisa - A..aiuto! Ho bisogno di aiuto qui, presto!

L'intero team in servizio nella stazione di polizia accorre per verificare che cacchio succede.

Poliziotto casuale - Che succede, Panzerotto in divisa?
Panzerotto in divisa - Que...quest'uomo vuole confessare un omicidio! Un omicidio!
Poliziotti in coro - Che coooooosa? Stai scherzando?

Ma che diavolo..? Non è certo l'accoglienza più calorosa che un pentito possa ricevere, no? Insomma, Mister Mortazza arriva alla centrale, rivela di voler confessare un reato e viene trattato come se avesse detto "sono qui per compiere una strage". Fatto che in realtà avverrà presto. Ma arriviamoci con calma.
Dopo una prima sessione di interrogatori, Mortazza non ha voluto svelare granché riguardo alla ragione per la quale si trova là, né ha dato indizi sulla sua identità. Il caffeinomane prende così le sue impronte digitali ed effettua il tradizionale servizio fotografico, scoprendo che l'adiposo omicida ha i polpastrelli lisci come la testa di Pierluigi Collina e che è così brutto da non apparire in foto. Qualcosa non va...

Voglio Confessare... (Spoiler Edition)

Mister Vendetta ruota attorno ad un'idea bizzarra e curiosa che, se fosse stata sviluppata meglio e da professionisti competenti, avrebbe potuto persino "funzionare". In sostanza, uno sconosciuto si dirige in una centrale di polizia e, per mezzo di confessioni ben dettagliate, commette degli omicidi. Sì, parlo di un uomo che varca innocente la soglia dell'edificio e, dotato di un inusuale potere, compie delitti semplicemente descrivendoli a voce. Allora, dove hanno toppato quelli di Mister Vendetta?
Ovunque.
Innanzitutto, la scelta dell'interprete del cattivo. Perché Val Kilmer? Non era meglio, non so, un seriosissimo ed impassibile Samuel L. Jackson? Un'insospettabilissima Natalie Portman? Uno spassoso Rowan Atkinson? No, la produzione ha voluto ripiegare sul ciccionissimo Val che, mi dispiace dirlo, ormai è il corpulento fantasma di sé stesso e, certamente, non ha le qualità per sorreggere da solo un intero film. Ma i difetti più evidenti della pellicola sono altri due e richiedono un paio di righe di spiegazione.

  1. La storia. Se il film si chiama Mister Vendetta, si presume che di mezzo ci sia una vendetta, giusto? Ora, poiché il cattivo di turno arriva in una centrale di polizia per uccidere, ad uno ad uno, tutti i poliziotti, si suppone che gli sbirri abbiano commesso qualche azioncina poco gentile in passato. Ed effettivamente è così, peccato che la pellicola ci proponga lo stesso flashback all'infinito, fino alla nausea! Ricordate la scena iniziale del film, quella relativa all'aggressione ai danni della figlia del detective Black? Bene, saputo che, durante il fattaccio, nella zona gironzolava un barbone ubriaco, Black e compagnia hanno rapito a forza un senzatetto per torturarlo e massacrarlo in una cella domandandogli all'infinito "dov'è il corpo della bambina?". Non si può certo dire che ci sono andati leggeri: il poveraccio è stato frustato con una cintura, pestato a sangue, umiliato, quasi impiccato, quasi soffocato e pugnalato, dallo stesso Black mentre impartiva gli ordini agli altri, con la bruttissima penna "il miglior papà del mondo". Come risultato il barbone è entrato in coma e, allo scopo di deviare qualsiasi sospetto nei loro confronti, i tutori della legge hanno ufficialmente comunicato di essere stati aggrediti dal senzatetto impazzito. Ora ditemi, al suo posto voi quanto sareste incacchiati? Nei flashback però il barbone non viene mai visto in faccia poiché porta dei lunghi capelli castani mossi, quindi nessuno capisce fin da subito che Mister Mortazza dai liscissimi capelli biondi... eh? Altro che Mister Vendetta, questo film doveva intitolarsi "La Morte Cambia Acconciatura"!
  2. Gli omicidi commessi da Mister Mortazza. Sono semplicemente... come dire... brutti da vedere? La vittima di turno viene aggredita non si capisce da cosa. Una forza invisibile stile Paranormal Activity? Una proiezione del mastodontico Val? Un affamato Giampiero Galeazzi? Vediamo solo passaggi confusi nei quali le vittime vengono massacrate quasi sempre in base al tipo di punizione che hanno inflitto al barbone descritto sopra, ma non... non è chiaro niente! Ad esempio, il buon Sherwood si perde in una foresta (ah, ironia della sorte) e, inaspettatamente, viene preso a sbadilate. Non sappiamo da chi, vediamo solo un badile che lo colpisce. Poi la telecamera inquadra la vanga mentre, in modo del tutto innaturale e quasi parodistico, "scava" nelle viscere del poliziotto portando alla luce organi di cui ignoravamo persino l'esistenza. Tutto questo naturalmente mentre, comodamente seduto in centrale, Mister Mortazza descrive la scena in assoluta tranquillità.


A grandi linee, questo è Mister Vendetta. Ad uno ad uno, i poliziotti moriranno grazie alle lente confessioni der Mortazza e, giusto perché è un deficiente di prima categoria, Black intuisce quello che accade quando la strage si è ormai quasi completamente compiuta. Ecco nell'ordine quello che succede e le reazioni del detective mancato.

  • Il nanetto caffeinomane in divisa viene frustato a morte in una cella. Black: "deve esserci un criminale libero in centrale"
  • Il poliziotto panzone viene impiccato dal tetto della centrale di polizia. Black: "questo è molto strano, il fatto sembra quasi corrispondere alla confessione der Mortazza"
  • Sherwood viene sbadilato a sangue in una foresta. Black: "anche Sherwood è morto. Sarà un caso?"
  • Chiusa in una macchina, la poliziotta bionda quasi esplode come una confezione di pop-corn posata su un termosifone mentre, dall'esterno, Black e Pine osservano impotenti la scena. Black: "ma... come è possibile tutto questo? Chi sarà stato?"
  • Pine è l'unico che crepa grazie ad un intervento "fisico" di Mister Mortazza. Black: "a questo punto... che il Mortazza c'entri qualcosa?"

E lo hanno fatto detective?!?
Giusto per onestà, confesso di avere un pochino esagerato con questo "resoconto". In realtà Black inizia ad intuire qualcosa dalla morte di Sherwood. Il problema è che lo spettatore ha già capito come vanno le cose ancor prima che er Mortazza inizi la sua catena di omicidi, dettaglio che declassa Black da "investigatore" a "imbecille patentato". La domanda che, comunque, non ci porremmo in quanto poco interessati alla trama del film è "ma il Mortazza è legato alla morte della figlia di Black?". Stando a quanto ci dicono i poliziotti nel film, il barbone catturato e mandato in coma era innocente dato che i loro colleghi di un'altra centrale hanno catturato il vero assassino qualche tempo dopo. Ma ormai il danno è fatto e, telefonando all'ospedale, gli sbirri scoprono che il senzatetto in coma è morto esattamente nella stessa ora in cui è entrato er Mortazza nell'edificio. Chiara l'antifona adesso? Se il ciccioso personaggio interpretato da Kilmer fischietta in continuazione il Lacrimosa di Mozart, passa attraverso i muri delle varie celle, spaventa tutti, non ha impronte digitali e non appare in foto, è perché si tratta di una specie di fantasma.

Battute Finali e Colpi di SceMa (Spoiler Edition)

Verso il finale, Mister Vendetta cerca in tutti i modi di cogliere di sorpresa lo spettatore. Ci riesce? Beh, giudicate voi.
Black rimane da solo col Mortazza. Questi apre la bocca e pronuncia le parole "devo fare una confessione" mentre, per giusta causa, il coraggioso detective sporca i pantaloni dalla paura. Come insegnano i manuali di horror-thriller-spionaggio, il panzuto fantasma non vuole completare immediatamente la sua opera perché deve svelare tutto al protagonista (per la serie "muahahah, ora che sei in mio potere, ascolta il mio piano prima di morire!"). Così scopriamo che il barbone in realtà ha assassinato la figlia di Black. Sì, è sempre stato colpevole. Preparatevi al peggio.
Poiché Mister Mortazza inizia a parlare del destino riservato al detective, Black afferra d'impulso la penna "il miglior papà del mondo" (ancora quella maledetta penna? Oddio...) e si sfonda i timpani diventando sordo. Sì, lo so, poteva benissimo coprirsi le orecchie con le mani, ma che cosa vi aspettate da uno che lascia sua figlia di 7 anni da sola in un campo immenso sorvegliata dal gatto? Purtroppo per lui, perdere l'udito si rivela una mossa inutile, in quanto riesce ancora sentire distintamente le parole der Mortazza. Black scappa in un ufficio e, come un fesso, si nasconde sotto una scrivania dove, sorpresa sorpresa, incontra il fantasma di sua figlia.
Situazione.
L'imbecille di turno deve confrontarsi con il fantasma immortale dell'uomo che ha ucciso sua figlia, ma non ha idea di come agire ed ha i minuti contati. Allo stesso tempo, tiene un inatteso meeting con lo spirito della sua bambina. Come ne uscirà da questa situazione?
Mi vien da piangere al solo pensiero.
Il fantasma della figlia rivela a Black che Mister Mortazza è potente perché nessuno conosce il suo nome, quindi rivela al genitore l'identità del barbone vendicativo. Il detective si rialza dalla scrivania con sguardo minaccioso e, invano, cerca di intimorire Kilmer. Ecco quello che accade.

  • Black dice al Mortazza "hai finito di accoppare gente, panzone"
  • Er Mortazza se la ride
  • Black chiama il Mortazza col suo vero nome
  • Er Mortazza sgrana gli occhi, fa la bocca a pesce ed inizia inspiegabilmente a sudare
  • Black spara una fucilata e, finalmente, colpisce er Mortazza
  • Er Mortazza accusa il colpo, sfascia involontariamente una finestra e si sfracella sulla strada per poi sparire definitivamente

Ma che cacchio è successo?!? Non ho capito, secondo Mister Vendetta per poter ferire un fantasma è necessario chiamarlo per nome? Ma chi ha concepito questa porcata?
Ed ora, attenzione.
Black si dirige verso l'atrio della centrale di polizia e, completamente sordo, saluta lo spettro di sua figlia. Fine.
Fine? Ma scherziamo? Immaginatevi l'immediato futuro! Gli agenti del turno successivo trovano Black dopo che si è infilato una penna nelle orecchie ed i corpi dei loro compagni sadicamente sbrindellati, quindi chiedono al collega "che cacchio è successo?". Prontamente, il detective racconta la storia del fantasma del barbone e spera che gli credano, sicuro di non essere scambiato per un serial killer psicopatico da manicomio criminale. Come no!



Conclusione

Mister Vendetta... che dire di questo film? Il titolo riflette i contenuti della pellicola e, se lo trovate ridicolo, c'è un perché. L'idea di base non è completamente da bocciare, mentre la recitazione, lo sviluppo della storia, i momenti cruenti ed i risvolti sì. Ed alla grande.
Lasciate perdere Mister Porchetta.

Voto personale: 4 1/2
Voto trashosità: 6
Voto splatterosità: 4 1/2

martedì 22 novembre 2011

Soul Survivors, di Stephen Carpenter (USA 2001)

Trama: In seguito ad un terribile incidente automobilistico nel quale ha perso la vita il suo ragazzo, Cassie cerca di gettarsi alle spalle il passato e di dedicarsi alla vita da campus. Il problema è che continua a vedere il fidanzato e, come se non bastasse, due malintenzionati le danno la caccia...



Oggi stroncheremo un film del 2001 scritto e diretto da Carpenter. Ovviamente parliamo di STEPHEN Carpenter e non del grande John Carpenter. Immagino ci siano delle domande a proposito, tipo "sono parenti?" e "ma chi cacchio è Stephen Carpenter?".
Risposta alla domanda numero 1 - no.
Risposta alla domanda numero 2 - boh? Stephen Carpenter è uno sceneggiatore autore di due mancate commedie, ovvero Da Ladro a Poliziotto con Martin Lawrence e The Man - La Talpa, titolo che presenta una delle coppie peggio assortite nel panorama della comicità cinematografica: Samuel L. Jackson ed Eugene Levy. Ma non divaghiamo troppo.
Il film che esamineremo in questa occasione si intitola Soul Survivors e raccoglie nel cast attoroni al tempo sconosciuti! Ebbene sì, questa volta niente volti anonimi o Tom Felton! Vediamo un po' chi c'è!

  • Wes Bentley - Interpreta Matt. È il Jack Durrance de Le Quattro Piume, nonché il carismatico psicotico visto nell'apprezzato (e snobbato) -2 Livello del Terrore. In Soul Survivors pare proprio sperimentare le sue espressioni più malate, peccato che non sia il cattivo.
  • Casey Affleck - Ricopre il ruolo di Sean. Esatto, il fratellino sfigato del celebre Ben Affleck recita in Soul Survivors. Oltre ad Ocean's Eleven e relativi seguiti, Casey ha interpretato il codardo Robert Ford ne L'Assassinio di Jesse James per Mano del Codardo Robert Ford e l'invidiato amante di Jessica Alba in The Killer Inside Me.
  • Eliza Dushku - Interpreta Annabel. Ok, ma chi cacchio è Eliza Dushku? Vediamo un po'... avete mai seguito la serie TV Buffy L'Ammazzavampiri o lo spin-off Angel? Bene, la Dushku era Faith. Ancora niente? Ok, Tru Calling vi dice nulla? Era Tru Davies, la protagonista. Nulla ancora? Fa niente, tanto non è che vi siete persi delle grandi performances recitative!
  • Melissa Sagemiller - Indossa i panni di Cassie, la protagonista. Melissa è una miss "nessuno" rimasta nel corso degli anni una miss "nessuno" (almeno in Europa).

Ok, a parte la Sagemiller, il cast di Soul Survivors si compone principalmente di giovani promesse poi "esplose" in qualche modo nel loro immediato futuro. Vediamo cosa combinarono insieme sul set nel 2001!

Teen Survivors (Spoiler Edition)

No, no, NO! Un teen horror?!? Cherrottura! Soul Survivors ruota attorno agli intrecci tra quattro giovincelli:

  • Cassie, biondina un po' tonta in procinto di trasferirsi al college e, purtroppo, protagonista del film
  • Sean, ricciolone fidanzato con Cassie che adora Cassie, stravede per Cassie, ama Cassie, morirebbe per Cassie e non fa altro che parlare di Cassie, rompendo il... Cassie allo spettatore
  • Matt, l'ex di Cassie e, a giudicare dalle sue espressioni standard, aspirante serial killer. Anche se ha iniziato una relazione con Annabel, prova ancora forti sentimenti per la biondina e sarebbe disposto a troncare l'amicizia con Sean pur di riconquistarla
  • Annabel, ragazza di Matt ed amica di Cassie, buttata nel gruppo giusto per formare un numero pari. Adora i maschietti, le ragazze vestite da maschietto e le vecchiette. Capirete proseguendo nella lettura

Eccovi dunque presentati i quattro impavidi personaggi che cercheranno di intrattenerci per 84 minuti buoni di caos, flash, smash, crash e trash a ripetizione... fin troppo!
Il film inizia con Sean e Matt che aiutano Cassie a traslocare per raggiungere il college. Grazie ad alcuni dialoghi forzatissimi e di scarso interesse, scopriremo appunto che Sean è il ragazzo-zerbino di Cassie e che Matt è l'ex della medesima, giustamente scaricato per il suo sguardo da psicotico ed i suoi atteggiamenti. Lungo la strada, i tre caricano sull'auto Annabel, la nuova fidanzata pazzerella di Matt, e raggiungono un festino di studenti pregno di musica, alcool e nerd incapaci di ballare. I nostri eroi reputano il tutto alquanto triste e degradante, tenetelo a mente perché fra poche righe torneremo sopra a questo aspetto. Sean e Cassie escono dalla villa del party per buttarsi a peso morto su foglie secche ed escrementi di cani posti nel giardino, giusto per dar vita ad un discorso di "arrivederci strappalacrime" in puro stile "non ci vedremo per un bel po'", "dedicati alla scuola così troverai un lavoro e potrai mantenermi" e "come ho detto a tutte le mie ex, tu sei l'unica ragazza che amo e vorrei invecchiare con te". La coppia viene raggiunta da Matt ed Annabel che, invece, propongono di spostarsi in un rave nelle vicinanze perché la festicciola nella villa è brutta e noiosa. I quattro guidano quindi fino al suddetto rave, evento organizzato in una chiesa sconsacrata, e lo giudicano fenomenale. Ora, cosa mai troveranno in un rave? Musica a palla, alcool a non finire e gentaglia che non sa ballare! Insomma, gli stessi ingredienti costituenti il festino nella villa ma moltiplicati per 1000. Coerente quanto un tizio che, di fronte ad un escremento di cane, esclama "che schifo", mentre immergendosi nelle fogne di Calcutta e nuotando in stile libero commenta sorridente con un "che pacchia". Uhm, è la seconda volta che la cacca viene menzionata in questa stroncatura. Sarà un caso? Mah!
Sappiate che siamo ancora in quella che possiamo definire la "prefazione" di Soul Survivors e, che ci crediate o no, è quasi una fortuna. Il resto del film infatti sarà un susseguirsi infinito delle stesse scene... ma ne parleremo a tempo debito!
Le due ragazze si scatenano in pista mentre, dai piani alti della discoteca improvvisata, un capellone ed un tizio col volto coperto da una maschera trasparente addocchiano Cassie con interesse, iniziando una conversazione senza né capo né coda: "è lei. Visto che roba?", "è bionda.", "è bella.", "la voglio.". Embé?
Il tipo mascherato si getta nella mischia, raggiunge Cassie ballando e, con la scusa della danza, ne approfitta per smanacciare a casaccio sul fisico della povera ragazza che, timidamente, lo invita a raggiungere un luogo poco ospitale ed abbastanza affollato (insomma, un "vaffa"... ma si era capito, no?). Ma il tizio mascherato e tutti coloro nel mondo reale che, come lui, cercano di aprire una conversazione con una ragazza carina palpando senza permesso tutto quello che vogliono... ehm... pensano davvero di avere qualche chance di conquista? Sì, insomma, poiché ci sono tanti sostenitori della scuola "addocchia la preda, strizzale il didietro e fulminala con uno sguardo da piacione" mi chiedevo giustamente se questa assurda ed irritante tattica abbia mai funzionato per qualcuno. Mi sembra persino più facile conquistare una donzella bullandosi delle proprie imprese in World of Warcraft e, parola di pseudonerd, vi assicuro che è comunque moooooolto difficile! Vabbé, lasciamo perdere.
Cassie esce dalla chiesa ed avvia una nuova conversazione sdolcinata con Sean, ma i due non sanno che lo psicopatico e gelosissimo Matt si trova nei paraggi con l'orecchio proteso in stile "Jessica Fletcher". Via al dialogo (riportato in maniera approssimativa, mica ricordo ogni singola parola)!

Sean: "Ti amo."
Cassie: "Cowabunga! Nessuno mi ha mai detto una cosa del genere!"
Sean: "Perché nessuno ti ama quanto me. Ma ora dimmi, tu mi ami?"
Cassie: "Eheheh, domanda interessante! Mi riporta alla mente un trattato sui clavicembali di inizio '900..."
Sean: "Non cambiare discorso! Dimmi, mi ami?"
Cassie: "Non è in Florida?"
Sean: "Cosa?!?"
Cassie: "Miami. È in Florida, no?"
Sean: "Intanto si leggerebbe "Maiemi"... comunque sia, non scherzare e rispondimi. Mi ami?"
Cassie: "Se non ti amassi, ti amasserei."
Sean: "Che cacchio di risposta è?"
Cassie: "Ehm... uhm... oh, guarda, quel cane ha la coda a ciuffetti! Ciuffettì, ciuffettì..." (omaggio del sottoscritto a I Simpson. Nel dialogo non c'era, ma rende tutto più interessante)
Sean: "Cassie, ho bisogno di sapere cosa provi per me! È per colpa di quello là, vero? Sei ancora innamorata di Matt?"
Cassie: "Chi, quella scrofa psicopatica? Naaaaah!"
Matt (nascosto dietro a dei barili): "Grrrr..."
Sean: "E di me allora? Mi ami? Rispondimi, ti prego!"
Cassie: "Sssssssssssnnnnnnnnn... Alloooooora, io tiiiiiii, iiiiiooooo tiiiiii... aaaa..."
Matt (sbucando fuori da dietro i bidoni con una fiaschetta in mano): "Ciao bagordi, sono sbronzo da far schifo! Avete visto Annabel?"

Che tristezza.



Matt convince Sean ad aiutarlo a cercare Annabel ma, in realtà, rimane solo con Cassie. La coppia si ripara dalla pioggia in macchina, quindi lui chiede alla sua ex un ultimo bacio di addio. I due si sono lasciati da un anno e lui continua a provarci. Ma il bello è che lei glielo concede! Ed indovinate chi passa in quel momento? Sean! Ma non mi dire! Arriva anche Annabel ma, sveglia com'è, non si è accorta di niente.
Cassie si mette alla guida, mentre Sean di fianco è incacchiato come un satanista costretto dai genitori a seguire l'Angelus del papa. Dietro, Matt ed Annabel danno spettacolo sfoggiando il loro intero repertorio di smancerie. Durante il litigio (pazzesco come Matt faccia finta di nulla ed Annabel non capisca ancora cosa sia accaduto), i quattro vengono sorpassati da un'auto "contenente" il capellone ed il palpeggiatore mascherato visti nel rave. La vettura si cimenta in un testacoda improvvisato e provoca un frontale ai danni dei protagonisti.
Soul Survivors si trasforma in uno pseudo-teen horror carico di situazioni alla Dawson's Creek.
Inizia l'incubo.
Per lo spettatore.

Treppazzi col Morto (Spoiler Edition)

Dall'incidente in poi, Soul Survivors diventa caotico, ripetitivo ed incredibilmente noioso (anche se non ai livelli di, non so, La Bara). Cassie vive per la prima volta nel film una serie di spezzoni/flashback alquanto incasinati che mostrano lei mentre, in barella, viene condotta d'urgenza nella sala operatoria di un ospedale a causa di una pericolosa emorragia cerebrale. La ragazza se la cava, i suoi amici pure, ma Sean è morto. Lo scopriamo proprio grazie alla scena seguente, inerente al funerale del giovine riccioluto. Ed ora che succede? Ha il via un loop crescente di fatti inseriti a ripetizione, riassumibili nel seguente schema.

  • Cassie inizia la sua vita al campus, ma non riesce a studiare perché viene "importunata" dal fantasma di Sean
  • Matt approfitta della situazione per diventare il nuovo zerbino di Cassie, provandoci spudoratamente
  • Annabel invita Cassie ad una festa ma finisce per andarci da sola
  • Cassie viene inseguita dal capellone/maniaco mascherato del rave e, quando racconta l'accaduto, non le crede nessuno
  • Flashback inseriti a casaccio fuori contesto
  • Cassie cerca di studiare, ma riappare Sean per scambiare quattro chiacchiere
  • Matt fa lo zerbino
  • Annabel invita Cassie ad una festa e, delusa, ci va da sola
  • Capellone/maniaco mascherato insegue Cassie e, quando la biondina racconta l'accaduto, nessuno le crede
  • Flashback fuori contesto

E così via, fino alla fine del film. Insomma, avete chiaro il quadro della situazione, no? Cassie parla con lo spettro di Sean e si sente perseguitata dai due fessi visti al rave pre-incidente, Matt dedica l'intera sua esistenza servendo la biondina e sperando invano in un ricambio "sentimentale", Annabel non sospetta nulla delle intenzioni del suo ragazzo e continua ad ingozzarsi di torte ed alcolici alle feste. Ah, e non dimentichiamo gli insensati flashback di Cassie nei quali rivive i momenti trascorsi sotto i ferri cambiando l'identità dei personaggi od aggiungendone di nuovi.
Soul Survivors interrompe la serie monotona di eventi inserendo qualche passaggio chiave degno di nota (degno se paragonato a tutto il resto del film, sia chiaro).
Annabel invita la biondina ad una festa in maschera e, già che c'è, approfitta del momento per raggiungere il bagno ed imbottirsi di medicinali a caso. In questa occasione Cassie conosce Raven, la nuova amica di Annabel. Sarà per la festa in maschera, ma la tipa si presenta vestita da uomo e, che dire, è un maschio! Raven è un personaggio abbastanza spooky ed innaturale che dimostra di avere poteri particolari, in quanto sa tutto riguardo alle visioni di Cassie, alle sue chiacchierate con Sean ed a cosa è accaduto od accadrà alla giovine.
Anticipo che la bionda vedrà Annabel... err... come dire, "legarsi carnalmente" con Raven.
Pausa.
Sinceramente sono rimasto sorpreso dalla figura di questa donna/uomo e, per scoprire se dietro ai suoi panni si cela un attore od un'attrice, ho indagato. Raven è interpretata da Angela Featherstone, nata il 3 Aprile 1965. 1965! Cioé, una allora 36enne che recita nella parte di una studentessa del college? Ma quanto cemento le hanno messo in faccia per trasformarla in quella specie di Bill Kaulitz? Certe volte la realtà supera l'immaginazione!



Tra una visione ed un inseguimento, Cassie trova anche il tempo per confessarsi con Jude, un giovane prete che ricorda vagamente un David Duchovny stitico (il Fox Mulder della serie TV X-Files, per intenderci) interpretato da... ah, cacchio, ma quello è Luke Wilson, il protagonista dell'horror Vacancy e della commedia La Mia Super Ex ragazza con Uma Thurman! Eh già, gli anni passano, ma Luke ha conservato quello sguardo penetrante da pesce lesso capace di mettere in soggezione persino un sasso. Torniamo alla figura del prete, và.
In fase molto avanzata del film, Cassie scopre che padre Jude in realtà è morto decenni prima. La terribile verità le è stata rivelata da un prete di mezza età che le infila immediatamente una mano nella camicetta, lasciando la biondina inspiegabilmente indignata.
Poi vediamo... altri accadimenti degni di nota in Soul Survivors... uhm, dobbiamo arrivare alla fine. Ah, no, c'è la scena dove Sean guida Cassie in mezzo ad un bosco e le chiede di "scappare con lui". Poiché la ragazza non è completamente scema (ma poco ci manca), replica al fantasma del suo amato "ma io non voglio morire" ricevendo in risposta un convincentissimo "tanto moriresti comunque, fidati di me". E certo! Anche voi, lettori di Stroncando l'Orrore, perché cacchio vi ostinate a vivere se, tanto, è risaputo che un giorno morirete? Motivazione irresistibile, vero? Bah!
È ora di passare al finale del film e, per (vostra) fortuna, a quello della stroncatura!

Last Chaos (Spoiler Edition)

Nelle sue ultime battute, Soul Survivors è anarchia su celluloide, preparatevi al casino più assoluto.
Dopo la sua ultima visione, Cassie viene convinta da Matt a ritornare a casa perché troppo svalvolata, ma prima percepisce il bisogno di ritirare i propri effetti personali dall'armadietto nei bagni della piscina del college. Qui viene aggredita dall'uomo mascherato e, dopo una lotta noiosamente accesa, la biondina uccide l'assalitore in mezzo alla piscina. Cassie fugge disperata ma viene braccata da Matt e, per giustificare il suo pianto, conduce lo psicotico là dove ha lasciato il cadavere e... beh, che cacchio ve lo dico a fare, lo avrete capito: il corpo non c'è, così come eventuali tracce di sangue nell'acqua. Matt è sempre più deciso a riportare la sua ex a casa, ma prima pensa bene di fare un salto all'ennesimo rave nella chiesa sconsacrata per cercare Annabel. Cassie, non ce la fa ad aspettare in macchina, così scende e spintona quanta più gente possibile. Arriva nei bagni ed incontra Annabel mentre "si dà da fare" con l'inquietante Raven, ricevendo rimproveri e diti medi alzati da entrambe. Abbattuta, la biondina barcolla in un corridoio fino a quando non scopre di essere inseguita dal solito capellone. Per questa ragione, la ragazza prende la macchina di Matt e se la svigna, tornando a casa. Nel cortile trova decine di persone in cerchio attorno ad una persona ferita sdraiata per terra: è Annabel che, alla vista dell'amica, la indica come "autrice dell'aggressione appena subita". I poliziotti si avvicinano lentamente alla ragazza assumendo espressioni in stile "è una strega, bruciamola", mentre Cassie si ritrova ad indietreggiare singhiozzando "li ho uccisi... li ho uccisi io...". Fin qui tutto chiaro? No? Tranquilli, non è colpa vostra. In quell'istante, Cassie viene investita da un'auto a tutta velocità guidata da Jude, il prete morto decenni prima. Ma che cacchio..?
Cassie viene condotta d'urgenza all'ospedale ma, invece di finire sotto i ferri per mano del suo professore travestito da chirurgo, inizia a fuggire. Ah, contemporaneamente scappa anche dal rave in chiesa. Ed è alla guida della sua auto in compagnia di Matt, Sean e Annabel. Questo per almeno quattro minuti buoni. Non si tratta di un indovinello, è proprio quello che accade in Soul Survivors: scene attaccate con lo sputo di Cassie che scappa da questo e da quello, vestita in modo diverso ed in varie ambientazioni. Ah, già c'è un passaggio che mostra come il prete sozzone di prima (non Jude, ma quello che aveva messo la mano nella camicetta della protagonista) in realtà compie il gesto da pedofilone per verificare se la persona con cui parla indossa un crocefisso o meno. Certo, causerebbe meno problemi chiedendolo direttamente all'interessato/a, ma ditelo voi al regista.
Cosa cacchio stiamo guardando? Cos'è tutta 'sta accozzaglia di porcate messe a random? Bene, in un altro flash (non "back" in quanto non riguarda il passato), Jude spiega a Cassie che, in realtà, lei sta lottando da giorni tra la vita e la morte poiché, dopo l'incidente da lei causato, è entrata in coma. La tranquillizza anche dicendo che Sean è ancora vivo, dopodiché aggiunge "però Matt e Annabel sono morti, e per causa tua". Alla biondina non gliene frega assolutamente nulla dei suoi amici, mentre è al settimo cielo sapendo che il riccioluto fidanzato è ancora vivo e vegeto.
Cassie si riprende dal coma, saluta i genitori e abbraccia Sean. Matt e Annabel è come se non fossero mai esistiti, morti da pochissimo e già dimenticati.
Titoli di coda e, con essi, la presa di coscienza da parte dello spettatore medio di aver perso il proprio tempo.



Conclusione

Soul Survivors è semplicemente malfatto. L'idea di creare una pellicola piena di assurdità incredibili da giustificare solo nel finale non è certo malvagia (nemmeno originale, ma chissene), tuttavia la banalità degli eventi che si susseguono, la monotona ripetizione all'infinito delle stesse sequenze ed i prevedibilissimi colpi di scena sono sufficienti a marchiare questa pellicola con il logo "perdita di tempo". Vi avverto, è una perdita di tempo anche se avete tempo da perdere.

Voto personale: 3
Voto trashosità: 5
Voto splatterosità: 2

lunedì 10 ottobre 2011

The Nun, di Luis de la Madrid (Spagna 2005)

Trama: Sei ragazze rinchiuse in un convento sono costrette a sopportare i discutibili metodi disciplinari di suor Ursula, una fanatica il cui scopo è quello di tenere le studentesse lontane dal peccato. Dopo diversi anni, le ragazze divenute adulte moriranno una alla volta per cause sconosciute...



Non abbiate paura, nonostante il titolo, The Nun (ovvero "La Suora") non cercherà di spaventarci a colpi di sermoni e catechismo, farà molto peggio! Tenetevi pronti a fronteggiare un teen horror carico di misteri a cascata, soluzioni & risoluzioni banalissime, un paio di "ma perché cacchio...?" e Baraka di Mortal Kombat!

Il Protagonista Questo Sconosciuto (Spoiler Edition)

The Nun causa da subito non pochi grattacapi allo spettatore. Il fatto è che è persino difficile nei primi minuti capire chi è il protagonista di questa storia costituita da eventi ambientati nel presente, situazioni parallele e flashback attaccati con lo sputo.
Il film apre mostrando alcune ragazzine rinchiuse in un convento impegnate a sfumacchiare di nascosto in classe ed a parlar male della propria insegnante. Arriva così suor Ursula, una fanatica religiosa alquanto violenta disposta a tutto pur di portare a compimento la propria missione: tenere lontane le giovini dalle strade della perdizione. Yawn... Suor Ursula scopre una lettera d'amore scritta da una delle ragazzine e, poiché amare è peccare (eh?), si trasforma in una specie di X-men incacchiato, quindi... Mary si risvegia dall'incubo. Già, era tutto un sogno creato dalla mente di una delle ragazzine del convento ormai divenuta adulta.
Stacco di scena, siamo ancora nel presente, questa volta in una discoteca sovraffollata di ragazzini. Qui conosceremo un loser mentecatto, la brutta copia di Michelle Rodriguez quando aveva 7 anni ed Eve, la figlia di Mary. Grazie ai dialoghi scopriamo che il loser e Mignon Rodriguez stanno insieme, che hanno intenzione di raggiungere Barcellona (sono a New York) Diosolosailperché, che Eve è una sfacciata e che i bagni della discoteca sono piene di tossici catarrosi.
Stacco di scena (sì, ancora). Mary gironzola per casa e scopre con orrore di aver bisogno di un idraulico poiché, ovunque volti lo sguardo, non fa che trovare acqua. Cerca così di sturare il lavandino della cucina inutilmente e, dopo qualche secondo, viene attaccata dal fantasma di una suora... no, un momento! Che diavolo è? Uno street shark vestito da suora? So solo che somiglia a Baraka di Mortal Kombat con un cappuccio nero in testa! Bah, a questo punto non ha importanza. In quel preciso istante Eve torna a casa. La ragazza sente la madre urlare e, investigando, assiste prima ad uno sgozzamento, poi alla fuga di suor Baraka.
Breve stacco temporale. Il luogo dell'omicidio viene sovrassediato da poliziotti ed infermieri, mentre Eve racconta quanto ha visto ad un investigatore con poca voglia di lavorare. Arriva anche Mignon Rodriguez e dà vita ad un paio di dialoghi fantastici, prima invitando l'amica a Barcellona e poi comunicando in privato all'investigatore che Eve è praticamente una pazzoide. Strano rapporto di amicizia. Ah, segnatevi questo: un poliziotto comunica al detective che sull'arma del delitto, ovvero un coltellaccio da cucina, sono state ritrovate solo le impronte della vittima.
Tra lacrime e piagnistei, Eve fruga tra gli effetti personali di sua madre trovando lettere, vecchi quaderni ed altra robaccia del passato relativa a quando il genitore viveva nel convento, quindi la ragazza sfagiola un ragionamento del genere:

"Vent'anni fa mia madre studiava in Europa in un convento... anche se non mi crede nessuno, io l'ho vista morire per mano di una suora fantasma... forse non c'entra nulla, forse è solo una perdita di tempo, forse dovrei lasciar fare alla polizia, forse dovrei pensare al mio sempre più nero futuro da orfana, ma devo indagare su quel convento!"


Ad appoggiare questo pensiero idiota è un'amica obesa di Mary (ed ex studentessa del convento) che, dopo aver dato appuntamento alla ragazza, viene trucidata da suor Baraka nell'ascensore di un albergo. Segnatevi anche questa particolare scena: Eve entra nella hall, chiama l'ascensore e trova, assieme a decine di presenti, il corpo senza braccia della panzona sfortunata, quindi si volta e, per puro caso, intravede con la coda dell'occhio il fantasma mentre se la svigna. 
Eve parte con mignon Rodriguez ed il loser per Barcellona nonostante sia la testimone chiave di due omicidi... con tanto di indagini ancora in corso! Sapete che significa? Beh, che è Eve la protagonista del film e che abbiamo già bruciato un trenta minuti buoni di pellicola.

Conventi, Preti, Indagini e Fatality (Spoiler Edition)

In The Nun, Eve è peggio della Signora in Giallo: dove passa muore qualcuno. Lo scopo della giovine è quello di rintracciare le altre ex compagne di convento frequentato da sua madre per scoprire la verità blablabla eccetera eccetera. Per questo si reca in una specie di biblioteca vaticana alla Angeli & Demoni, trova libri e giornali relativi al misterioso convento, incontra un ragazzo destinato a diventare prete e lo sfrutta ricambiando con occhiate ammiccanti e sorrisini. Ciò che è veramente fantastico è il PER COSA lo sfrutta! Eve ha scovato nella polvere un po' di materiale ma, che disdetta, mentre stampa delle fotocopie ammette di non conoscere mezza parola di spagnolo. Momento, momento! Ma se non sa lo spagnolo, COME diavolo ha fatto a trovare 20 Kg di libri e giornali relativi all'argomento di suo interesse? E le vaccate non finiscono qui (figuriamoci)! Eve chiede infatti al pretino (poiché accetta, un po' pretino lo è, dài) se può rintracciare le studentesse frequentatrici dell'ormai ex convento e se può tradurle tutto l'ambaradam. Ok, una richiesta tipo "scopri dove abitano queste tipe" ci potrebbe anche stare, ma perché scomodarlo a tradurre tutto quando sei in vacanza con l'ispanica mignon Rodriguez? Basterebbe tornare in albergo, salutare l'amica e dirle "toh, renditi utile, che c'è scritto qui?". Quindi non esistono scuse, Eve ci sta letteralmente provando con il quasi prete.
Il pretino incontra la giovine in una specie di elettropub, consegna i risultati del suo lavoro e, in cambio, viene preso in giro dal loser. Chissene.
Proprio mentre The Nun sembra ormai diventato una specie di documentario sui giovani ritardati, la storia vira finalmente verso l'horror. Una donna zoppa appartenente al club delle ex studentesse del convento ed il suo cane vengono attaccati in un appartamento da suor Baraka, materializzatasi come sempre dall'acqua dopo uno show di spruzzi, lazzi e sollazzi con la rubinetteria di casa. Guarda caso, giusto un minuto dopo la morte della donna irrompono nell'abitazione Eve, il pretino, il loser e la Rodriguez, appena in tempo per contemplare una freschissima crocefissione moderna improvvisata in un bagno casalingo. L'eroico quartetto si disgusta, urla, piange e scappa senza avvertire le autorità locali. No, dài, non è che proprio "scappa", diciamo che decide seduta stante di raggiungere il maledettissimo convento immerso nel nulla più assoluto nonostante sia una notte buia e tempestosa. Ha inizio una serie di coincidenze, insulsaggini e rivelazioni capace di lasciare lo spettatore a bocca aperta (beh, è difficile sbadigliare con la bocca chiusa, no?).
Assieme ai nostri eroi, nell'edificio abbandonato gironzolano allegramente anche le ultime due ex studentesse rimaste in vita. I due gruppi si incontrano e fanno conoscenza, poi il pretino ed Eve si appartano in una stanza e "fanno conoscenza" mentre il loser e mignon Rodriguez si baciano appassionatamente per "fare conoscenza". Tutti che abbracciano tutti, nemmeno fosse un documentario sul Festival di Woodstock! Comunque sia, in un momento di solitudine Eve incontra suor Baraka e, per questo, si infradicia d'acqua (segnatevi questo passaggio). Il gruppo si riunisce e, dopo vari blablabla, finalmente scopriamo che, anni ed anni addietro, Mary (ergo la madre di Eve) rimase incinta in seguito ad una relazione nascosta con Miguel, un fantomatico prete di cui non vedremo mai il volto. Per questa ragione suor Ursula (la futura suor Baraka) cominciò a torturare selvaggiamente la ragazza ma, raggiunta dalle altre studentesse del convento, è stata fermata ed in seguito uccisa in una vasca da bagno. Che risvoltone!!!


The Nun ci prende gusto e regala altre nuove risposte. Osservando alcuni quadri posizionati in un corridoio, scopriamo che suor Baraka uccide le donne in base alla morte delle sante che portano lo stesso nome delle vittime. Curiosamente nessuno si chiede come mai in quel corridoio siano state appese solo pitture ritraenti donne di chiesa battezzate con lo stesso nome delle vittime.
Una delle due donne sopravvissute si lascia prendere dal panico quando scopre che dovrà morire decapitata e, raggiunta solo da Eve, si rinchiude in un salone gigantesco. La protagonista osserva impotente il decesso della poveraccia, avvenuto in seguito ad un concatenamento di eventi tragicomici che si concludono con l'effetto "ghigliottina" generato da un pezzo di vetro cascante da una porta. Gli altri arrivano quando ormai è troppo tardi (ne dubitavate?). L'altra donna presente sulla black list di suor Baraka invece viene arsa viva in un forno acceso misteriosamente chissà come e quando.
Siamo alla sfida finale. Eve ipotizza una stupidaggine candidandosi ad una missione suicida: suor Baraka appare sempre in mezzo all'acqua, quindi nell'H2O è vulnerabile! Ormai stanchi e rassegnati, gli altri le danno corda e seguono i suoi ordini senza porsi troppe domande. Il loser ed il pretino raggiungono alcune cisterne piene d'acqua e le aprono, allagando così un bagno sotterraneo. Ah, nel frattempo il pretino muore a causa di un incidente infilzato dall'unico spuntone acuminato presente nel raggio di 20 Km, ma che ci volete fare, questa è la vita. Mignon Rodriguez ascolta la preghiera di Eve e la lascia sola a combattere contro il fantasma (armata di una fiocina portata là per puro caso dal loser).
Il twist finale di The Nun è semplicemente pazzesco. Il loser raggiunge mignon Rodriguez e le espone una sua teoria: la vera serial killer è Eve, posseduta dalla maledizione di suor Baraka, ma lei non lo sa. I due scendono nel bagno allagato e trovano Eve fluttuante dopo che si è autofiocinata.
Titoli di coda.

Riflessioni e Conclusioni (Random Spoiler Edition)

The Nun inizia male e finisce peggio. Che cacchio di finale è? Che significa tutto questo? Allora, ripetiamo come, secondo il loser, si sono svolti i fatti.
Eve soffre di un disturbo della personalità in quanto posseduta dalla maledizione dello spirito vendicativo di suor Baraka. Quando uccide qualcuno si verificano due possibilità:

  1. Eve vede il fantasma di suor Baraka mentre uccide
  2. Eve pensa di essere in compagnia di altra gente e, quando scopre un cadavere, non ha alcun ricordo riguardo a ciò che ha fatto

Il problema è che, durante quasi tutti i decessi, la ragazza era tecnicamente da un'altra parte! Ecco una breve lista.

  • Morte di Mary, la madre di Eve - Ha assistito all'omicidio, ma l'assistente del detective ha escluso la possibilità che sia stata opera della ragazza in quanto sul coltello non c'erano le sue impronte. E non credo che un'assassina posseduta dallo spirito di una suora morta vent'anni prima pensi ad indossare un paio di guanti prima di passare all'azione. Inoltre, sgozzando una persona ci si imbratta inevitabilmente di sangue, anche se la sorprendiamo alle spalle (manica del vestito e macchie a casaccio), mentre Eve pareva appena uscita da una lavanderia.
  • Morte dell'amica obesa di Mary - La povera panzona è stata sorpresa dallo spettro prima nella camera d'albergo, poi in ascensore durante la fuga. Più precisamente, l'ascensore si era bloccato tra un piano e l'altro e, mentre la vittima stava cercando di uscire issandosi, è ripartito tranciandole le braccia di netto. Arriva al piano terra e, sotto gli occhi di decine di persone, si apre di fronte ad Eve appena entrata dalla hall. Come diavolo potrebbe essere lei la... bah, lasciamo perdere!
  • Morte dell'amica zoppa di Mary - Altro misteriosissimo ritrovamento. La vittima viene crocefissa nel bagno del suo appartamento e, a giochi fatti, ritrovata da Eve e compagni, recatisi sul luogo non appena ne hanno scoperto l'indirizzo. Ancora una volta, Eve non è stata lasciata sola nemmeno per un istante.
  • Morte dell'amica#1 di Mary al convento - La vittima si chiude in un salone, Eve può osservare la scena da dietro una porta a vetri. Suor Baraka spinge con una potenza inaudita la donna buttandola contro il portone; qui la poveraccia viene decapitata da un grosso pezzo di vetro cascante. CHE C'ENTRA EVE?
  • Morte dell'amica#2 di Mary al convento - Mistero totale. In questo caso potrebbe essere stata Eve, ma ricordiamolo, la ragazza peserà sì e no 15 Kg. Insomma, come avrebbe fatto a spingere la donna in un forno senza troppa fatica? Ah, già, è maledetta... forse!

In The Nun, qua e là sono sparsi altri elementi contraddittori con la teoria del loser. Ad esempio, quando Eve viene lasciata sola per un attimo dal pretino in una vecchia camera da letto: in base a quello che possiamo osservare sullo schermo, la ragazza viene sorpresa da suor Baraka e si infradicia dalla testa ai piedi (questo perché il fantasma è fatto praticamente d'acqua). Il pretino torna e trova Eve inzuppata d'acqua. Se non fosse opera dello spettro, come avrebbe fatto la protagonista a bagnarsi? Oppure, quando la banda si reca al convento, il motore dell'auto si spegne a breve distanza dalla destinazione, nello stesso punto in cui è stata abbandonata la vettura usata dalle altre due amiche di Mary. Ancora una volta, la domanda è: come avrebbe fatto Eve?
Allora, considerando che l'ipotesi "Eve serial killer pazzerella posseduta" è frutto della mente del personaggio più idiota del film, possiamo anche supporre che si tratti semplicemente di un elemento fuorviante inserito apposta dallo sceneggiatore o dal regista per confondere le idee dello spettatore. Allora, ehm... qual è la verità? Suor Baraka esiste davvero ed ha ucciso tutti, protagonista compresa? Tutto quadrerebbe alla grande, peccato che il film faccia l'impossibile per screditare questa opzione. Insomma, in conclusione... chissene!

The Nun è un pasticcio insipido e per nulla convincente. Un conto è quando lo spettatore è curioso di scopire dove vuole andare a parare il film, un altro è quando sono i registi o gli sceneggiatori a non avere la benché minima idea di dove condurre la propria creazione. Non perdeteci tempo e passate oltre.

Voto personale: 4 1/2
Voto trashosità: 5
Voto splatterosità: 6--

martedì 23 agosto 2011

La Leggenda di Lucy Keyes, di John Stimpson (USA 2006)

Trama: Per questioni di lavoro, i Cooley si trasferiscono nell'antica fattoria dei Keyes situata in un pacifico e rurale appezzamento di terra del New England, ignorando le terribili voci legate alla struttura ed agli alberi circostanti...



Che film noioso, davvero. Mi viene da sbadigliare già al pensiero di doverlo stroncare, anzi, sento le palpebre pesanti solo pronunciando il titolo: La Leggenda di Lucy Keyes. In breve, questa pellicola è una specie di The Amityville Horror (si legge "The MTVlle Horror") dove:

  • nessuno sbrocca
  • nessuno (o quasi) uccide
  • nessuno si spaventa (spettatore compreso)

Insomma, un filmetto estremamente leggero solleva sbadigli assolutamente privo di idee originali e classificabile come horror per la sola presenza di un paio di spettri che occupano lo schermo sì e no una manciata di secondi. Forza, proviamo a descrivere questo scempio.

L'Amityville dei Poveri (Super Spoiler Edition)

La trama di La Leggenda di Lucy Keyes è riassumibile in due o tre righe, ve lo dimostro. I Cooley si trasferiscono in una fattoria sperduta nei boschi perché il capofamiglia deve progettare una serie di mulini a vento. La leggenda locale riguardante al fantasma di una madre in cerca del corpo della propria figlia è vera, così i protagonisti sono costretti ad indagare per porre fine al continuo girovagare notturno di uno spettro innocuo. Tutto si risolve per il meglio. Fine.
...Ve l'avevo detto, bastano poche righe. Ovviamente in questa versione sintetica de La Leggenda di Lucy Keyes ho saltato alcuni passaggi ma, credetemi, come direbbe il Califfo "tutto il resto è noia".
Rewind.
I Cooley, una famiglia di città composta da papà, mamma, figlia poco importante e la piccola Lucy, si trasferiscono in una fattoria costeggiante un villaggio che non vedremo mai e posizionata di fronte ad un bosco alquanto anonimo. Lo spostamento avviene perché Guy, il capofamiglia, deve progettare e realizzare una serie di mulini a vento per rifornire alle strutture locali (circa una decina di case, stando almeno alla quantità di cittadini che presenzia alle riunioni) energia pulita. Il progetto messo in piedi da Guy e dalla compagnia che rappresenta è assolutamente inutile... non fraintendetemi, sono a favore delle risorse alternative e via dicendo, ma costruire 8 mulini a vento nell'arco di 100000 anni per far sì che una ventina di persone possa accendere il tostapane ogni mattina mi sembra un'assurdità, eppure quasi tutti i cittadini sono d'accordo. Una signora del posto, un donnone assolutamente perfetto per fare da "disturbatrice" tra il pubblico di Forum o di Uomini & Donne, è contraria alla costruzione dei nuovi impianti. È forse l'unica persona intelligente del villaggio? Soffre della sindrome di Don Chisciotte e scambia mulini a vento per draghi? È la rappresentante di una compagnia avversaria? Niente affatto, semplicemente la donna non vuole infastidire il fantasma di una tipa morta 250 anni prima. Ah, già, è vero, La Leggenda di Lucy Keyes è un horror!


Descriviamo ora la situazione per punti.

  • La signora Cooley ha perso in precedenza una figlia e, per questo, è estremamente attaccata alle altre due. Anche se la sua triste storia passata viene riproposta allo spettatore una ventina di volte, non ha assolutamente importanza ai fini della trama.
  • Vicino ai Cooley vive una specie di uomo bisonte sozzo, grezzo, silenzioso ed arrogante che, per tenere lontani i fantasmi, ha circondato casa sua di interiora di animali inquinando l'aria con un puzzo pazzesco. Incredibilmente, la sua tecnica pare funzionare e dimostra che i fantasmi hanno un olfatto sensibile.
  • Una coppia di mezza età si presenta ai Cooley come "i vicini che vi abitano davanti" ma, curiosamente, l'unica cosa inquadrabile di fronte alla fattoria è un bosco. Forse i due dormono sugli alberi però, poiché la loro presenza è ininfluente ai fini della trama, possiamo risolvere la questione con un bel "chissene".
  • Il donnone di Uomini & Donne è incapace di scambiare quattro chiacchiere con i Cooley senza essere frainteso. Preparatevi per roba tipo "vi taglierò la gola di notte" seguita da "mi avete frainteso". Dovrebbe tentare una carriera politica in Italia.
  • Guy lavora con una collega senza scrupoli dall'aria furba. In fase avanzata del film, la donna si rivelerà furba e senza scrupoli.

Fermi un attimo, qui qualcosa non quadra. La Leggenda di Lucy Keyes è un horror, dunque DOV'È il fattore "paura"? Se non ci siete arrivati è perché state usando la fantasia. Spegnete il cervello. Fatto? Bene, ora, come si intitola il film? La Leggenda di Lucy Keyes, esatto. Chi sono i protagonisti? Una famiglia appena trasferitasi in una fattoria sperduta davanti ad un bosco. Tutto chiaro adesso? In poche parole, c'è una sorta di leggenda/maledizione/superstizione che circola attorno al terreno dei Cooley, una storiella vecchia di 250 anni ancora capace di spaventare i pochi residenti senza una ragione particolare.

Luuuuucy... Luuuuucy... Luuuuucy (Super Spoiler Edition)

Come detto, La Leggenda di Lucy Keyes ruota attorno ad una storiella del '700. La fattoria dei Cooley apparteneva una volta ai Keyes (non l'avrei mai detto), famigliola afflitta da una disgrazia. Un giorno la giovanissima Lucy Keyes sparì nel bosco e, da allora, la madre continua a vagare tra gli alberi in cerca della figlia svanita nel nulla. Partita di melone, la signora Keyes trascorse la sua intera esistenza vagabondando e sgozzando tutti gli indiani che incontrava, quindi morì lasciando che il suo spirito girovagasse nella vegetazione. Il corpo di Lucy Keyes non è mai stato trovato. Ecco, questa è la leggenda. Paura?

La signora Cooley si interessa della storiella folkloristica perché:

  1. anche lei ha una figlia di nome Lucy
  2. sogna fatti accaduti 250 anni prima
  3. sente di notte una voce nei boschi che continua a chiamare Lucy

Ora immaginatevi questo. In una scena osserviamo la signora Cooley ascoltare qualcuno che continua a gridare nei boschi "Luuuuuuuucy... Luuuuuuucy", in un'altra la vediamo mentre cerca sua figlia urlando "Luuuuuuucy... Luuuuuucy", nel passaggio successivo torna il fantasma con il suo "Luuuuuucy... Luuuuuucy", quindi la giovane Lucy Cooley si getta in una piccola avventura esplorativa spingendo la madre a sbraitare "Luuuuuucy... Luuuuucy" e così via, fino ai titoli di coda. Insomma, i dialoghi de La Leggenda di Lucy Keyes sono composti per il 90% da una sola parola ripetuta all'infinito. Questo è horror?
Mamma Keyes non fa assolutamente nulla, eppure è temuta da tutti. Volteggia tra gli alberi ed urla il nome di sua figlia, fine. Mi sembra deboluccia come minaccia, vero? Solo in una scena si scatena un po' e... beh, ve la descrivo perché è troppo stupida!
In piena notte, lo spettro raggiunge Lucy Cooley entrando dalla finestra. Mamma Cooley protegge la figlia coprendola con il suo corpo mentre mamma Keyes dà spettacolo illuminandosi, urlando come una matta e tenendo bloccata la porta della stanza in modo che papà Cooley non riesca ad assistere alla scena. Accortosi di non avere davanti Lucy Keyes ma Lucy Cooley, il fantasma se ne va indisturbato. Ora, cosa fareste voi dopo aver vissuto un'esperienza del genere? Per lo shock troppo grande ed il caos che vi si forma nei pensieri, molto probabilmente preparereste i bagagli per trascorrere almeno un paio di giorni fuori casa, giusto per riordinare le idee e decidere la prossima mossa. I Cooley invece tornano a dormire e, chissà per quale motivo, faticano a prendere sonno. Certe volte è davvero difficile tifare per i protagonisti...
Ora vi elenco i risvolti de La Leggenda di Lucy Keyes, colmando le vostre curiosità sorte durante la lettura di questo post. Beh, se preferite soffire guardatevi il film.

  • La collega senza scrupoli dall'aria furba in realtà possiede il terreno sul quale verranno costruiti i mulini e vuole ricavare una barca di soldi vendendolo al comune, infischiandosene del progetto
  • La collega senza scrupoli dall'aria furba è la sorella dell'uomo bisonte, l'insopportabile vicino dei Cooley
  • L'uomo bisonte è coinvolto nell'affare segreto di sua sorella in quanto incasserà anche lui una bella sommetta
  • I vicini che abitano di fronte ai Cooley (nel bosco?), la sorella di Lucy Cooley ed il donnone sono personaggi assolutamente inutili, soldi della produzione buttati in evitabilissimi stipendi
  • La collega senza scrupoli dall'aria furba e l'uomo bisonte conservano un documento originale del '700 sul quale il loro avo confessa di aver assassinato Lucy Keyes nel bosco, un foglio che potrebbe compromettere la riuscita del loro affare. La domanda è: perché invece di distruggerlo lo hanno conservato?
  • Lucy Cooley ha stretto amicizia con Lucy Keyes... ok, questo è malato
  • Il donnone è frustrato perché Forum non l'ha mai accettato nel pubblico

La Leggenda di Lucy Keyes finalmente giunge alle battute finali. Lucy Cooley sparisce, tutti a cercarla di notte nei boschi gridando "Luuuuuucy... Luuuuuucy", l'uomo bisonte viene ucciso dalla sorella che, a sua volta, muore di crepacuore (almeno si suppone) vedendo lo spettro, Lucy Cooley viene ritrovata viva nella cripta segreta dove è stato nascosto per 250 anni il corpo di Lucy Keyes, The End.

...che ciofeca!

Concludendo

La Leggenda di Lucy Keyes è horror quanto potrebbe esserlo una puntata di Hazzard ma, sfortunatamente, offre più noia e meno azione. Se vi piacciono le ghost stories evitatelo o rischierete di dire addio al vostro genere preferito, altrimenti evitatelo o perderete tempo prezioso alternativamente occupabile fissando un muro (molto più intrigante). Consigliato ai miei nemici.

Voto personale: 4
Voto trashosità: 5
Voto splatterosità: 2

domenica 7 agosto 2011

Paranormal Activity 2, di Tod Williams (USA 2010)

Trama: Dopo aver trovato la casa a soqquadro, la famiglia Rey installa una fitta rete di telecamere di sorveglianza nella propria residenza. Presto scoprirà con orrore di ospitare una malvagia entità...



Quando nel 2007 uscì nelle sale di tutto il mondo il primo Paranormal Activity, il pubblico si divise in due fazioni completamente opposte; da una parte c'era chi adorava il low budget diretto da Oren Peli, dall'altra chi invece lo aveva trovato fiacco e noioso.
La mia opinione riguardo Paranormal Activity è più che positiva: un horror realizzato con solo due attori sconosciuti e 15000 dollari di spese di produzione (quelle pubblicitarie sicuramente erano mooooolto più ingenti) capace di trascinare ed inquietare se seguito con l'ottica giusta, due interpreti degni di questo nome, intelligente gestione della videocamera... va bene, non sarà l'horror del secolo, ma c'è da ammettere che come film sa il fatto suo.
Paranormal Activity riscosse un notevole successo (notevole soprattutto se messo a confronto con le spese), spingendo la casa di produzione a realizzare l'immancabile sequel, anzi, prequel. Che disastro!

Paranormal Disaster 2 (Spoiler Edition)

In Paranormal Activity 2 seguiremo le peripezie di Kristi, sorella di Katie (protagonista del primo PA). Tornata da una serata balorda, la famiglia Rey trova una brutta sorpresa, ovvero la casa messa completamente sottosopra. Sebbene i Rey siano più che benestanti, sembra che durante l'irruzione i responsabili non abbiano preso nulla di particolarmente prezioso. Daniel, il capofamiglia, percepisce così il bisogno di rassicurare moglie e figli prendendo qualche precauzione contro ladri e vandali.
Acquista nuovi allarmi? Naaah, troppo banale!
Semina il giardino con mine antiuomo? Purtroppo la legge non lo permette.
Ecco dunque che il genio della situazione installa una fitta rete di telecamere capace di far impallidire il campo di prigionia di Guantanamo, spendendo Dio solo sa quanti soldi in corrente, impianto e via dicendo. Insomma, dopo una decina di minuti lo spettatore ha capito di non avere a che fare con menti particolarmente brillanti. Ah, poiché Paranormal Activity 2 è un mockumentary/found footage, assisteremo solo ed unicamente a sequenze riprese da videocamere e compagnia.
Già dalla prima notte possiamo osservare eventi terrificanti come porte aperte e chiuse dal vento, macchine pulisci-piscina che scalano il bordo della vasca, luci che vanno e vengono e cani che abbaiano. Brrr...


Siete ancora lì? Non siete fuggiti dal terrore? Bene, andiamo avanti allora!

Dopo aver scoperto il mistero della macchina pulisci-piscina per mezzo delle utili e costose registrazioni, i Rey mostrano soddisfazione nel grande investimento inerente all'impianto casalingo del Grande Fratello. Nel frattempo la babysitter/cameriera/sguattera tuttofare messicano/spagnola sfoggia tutti i luoghi comuni degli statunitensi nei confronti degli abitanti dell'America Centrale agitandosi e pronunciando frasi come "esta es l'opra del diablo" o "vamos a matar compagneros".

Mi rendo conto che, giunti a questo punto nella lettura, sarete sudati e scossi da temibili brividi di paura; ricordate che è tutta finzione ma, se proprio non riuscite a controllarvi, abbandonate la pagina e dedicatevi ad altro. No? Siete ancora lì? Ok, andiamo avanti.

Direttamente dal primo Paranormal Activity, gli ex protagonisti Katie e Micah vanno a trovare gli agiati parenti per poter sfruttare la loro piscina e mangiare a sbafo. Mentre David e Micah si gettano in interessantissimi discorsi "da uomini" riguardanti fast food, le sorelle Katie e Kristi discutono di quando, da bambine, erano perseguitate da demoni potentissimi e dai brufoli. Tutte queste sequenze naturalmente non servono a nulla.

Hunting Hunter (Super Spoiler Edition)
Siamo agli spoiler di non ritorno ed ai brividi più brividosi di Paranormal Activity 2. Non vi obbligo ad interrompere la lettura, ma non mi assumo alcuna responsabilità riguardo ai pericoli che minacceranno la vostra sanità mentale ed il vostro sistema nervoso. Davvero, un giorno siete persone normali ed in quello seguente vi ritrovate a scrivere in un blog stroncando film horror che non si sognerebbe di guardare nemmeno un tacchino sordocieco.

La situazione comincia a sfuggire di mano ai Rey. La babysitter ispanico-messicana inizia a praticare strani riti cristiani "mucho gusto" con contaminazioni voodoo e, misteriosamente, per questo viene licenziata dal diffidentissimo Daniel, sempre alla ricerca di spiegazioni logico-razionali per giustificare quanto accade tra le quattro pareti di casa sua ("oh, la tv si è accesa da sola, sarà l'aurora boreale"... idiota). Intanto Kristi si fa prendere da crisi isteriche perché una padella si è staccata da sola dal gancio in cucina sulla quale era appesa, mentre Ali... e chi cacchio è Ali? Ah, si tratta della figlia adolescente di Daniel e Kristi, fino ad ora non menzionata perché praticamente inutile ai fini della storia di Paranormal Activity 2. Dicevo, mentre Ali invita di nascosto il suo ragazzo imbecille quando i suoi sono fuori a rilassarsi bevendo come spugne. Durante uno di questi incontri, i due giovini danno vita ad un dialogo avvincente e perfettamente realistico:

Idiota <Sei sola in casa?>
Ali <Sì, sono tutti fuori.>
Idiota <Io e te soli in una grandissima casa. Ho in mente un certo progettino, sai...>
Ali <Davvero? A cosa ti riferisci? Dimmidimmidimmidimmi!>
Idiota <Potremmo evocare qualche spirito con la Ouija Board che ho appena comprato!>
Ali (sbuffando) <Ah... ok.>

Anche se non riescono a collegare immediatamente il fatto, i giovini deficienti scoprono così che ciò che vuole lo spirito in casa Ray è Hunter, primogenito maschio della famiglia nonché pargolo ancora impegnato a riempirsi le brache di popò ed a lottare con le sbarre del proprio lettino.
Bene, da qui fino ai titoli di coda, Paranormal Activity 2 incatena uno dopo l'altro eventi agghiaccianti comprendenti cani che abbaiano al vuoto, bambini fluttuanti, peti nel buio, macchine pulisci-piscina parlanti ("Daniel, sono tuo padre!"), vecchi pseudoesorcisti, tornei di Casatschok (blasfemicamente noto come "Kasaciòff") e finali deludenti.


Siete arrivati ai titoli di coda di Paranormal Activity 2? Wow, questo significa che avete diritto ad una maglietta con sopra stampata la scritta "sopravvissuto a PA2", un autografo di Hunter ed una pensione statale per la semi-infermità mentale. Benvenuti nel mio mondo!

Attività a Paragone

Paranormal Activity 2 è in pratica un esperimento commerciale hollywoodiano, nato dalle ceneri del suo fortunato predecessore ed orbitante attorno alla medesima idea (intascare un massacro di soldi spendendo una miseria). Come dire, la produzione si è abituata all'idea di prendere gli spettatori per i fondelli, ma questa volta c'è qualcosa che non funziona appieno. Paragonato al suo predecessore, Paranormal Activity 2 è nettamente inferiore a causa di una serie di scelte sciagurate elencate di seguito.

  • Vedo/Non Vedo - Nel primo PA, quasi tutto ciò che aveva a che fare con l'entità misteriosa avveniva fuori schermo. Un semplice rumore proveniente dalla stanza accanto era in grado di inquietare lo spettatore coinvolto appieno nella storia. BAM! Che sarà stato? Ladri? Un gatto? Un procione? Il nonno ubriaco? La pellicola giocava con le nostre emozioni sfruttando elementi semplici e funzionali. Al contrario, PA2 ti sbatte subito in faccia tutto quello che accade, senza lasciare un minimo di mistero e, conseguentemente, di tensione. CRASH! Oh, la padella è caduta. Cheppauuuuura...
  • Opra del Diablo! - Andiamo, era davvero necessaria la figura della tata religiosa e superstiziosa all'estremo? Un personaggio quasi parodistico ed ho detto tutto.
  • Non ci Credo ma è Vero - Altro classico cliché è la caratterizzazione di Daniel, padre di famiglia tanto premuroso quanto scettico. Quest'uomo potrebbe vedere il proprio braccio sinistro staccarsi di netto dal corpo fluttuando in aria verso le pale di una ventola e ritenere che la causa di tutto sia il minestrone della sera prima, il fisco, la società, la professoressa di inglese di sua figlia o l'eruzione del Krakatoa.
  • Prequellando - Perché legarsi al primo Paranormal Activity? Perché realizzare un forzatissimo prequel? Secondo me era meglio mettere in piedi un nuovo capitolo completamente estraneo dagli eventi descritti nel predecessore se non per i due concetti alla base del progetto: l'uso di una videocamera e la presenza di un'entità malvagia.
  • Demone Giocoso - Nel primo PA, l'entità malvagia si manifesta ai protagonisti ed allo spettatore in un crescendo continuo e ben calibrato, quasi come se si stesse rafforzando prima di scatenare il colpo finale. In Paranormal Activity 2, invece, è come se il demone fosse sempre in forze. Perché allora rompere le scatole ai Ray per millemila giorni? Che cacchio vuoi, il bambino? Prenditelo subito! Invece no, il diavoletto casalingo preferisce giocare con i suoi coinquilini lasciando cadere padelle ed accendendo luci. Quasi un nonsense.
  • Giustificazioni - Il cinema made in USA degli ultimi anni è a prova di idioti, in quanto nei film viene giustificato TUTTO. Niente viene lasciato al caso, alla libera interpretazione od all'intuizione dello spettatore, nulla vien dato per scontato. E questo accade anche in Paranormal Activity 2, in quanto all'entità malvagia vengono dati un passato (per mezzo dei trascorsi di Katie) ed uno scopo. Secondo il mio modesto parere, era meglio non svelare nulla.


Rimane solo una questione da chiarire in Paranormal Activity 2. Dunque, il primo film è costato 15000 dollari e si vede: pochissimi effetti speciali, attori sconosciuti, un'unica ambientazione... insomma, il budget rientra effettivamente in ciò che vediamo. Il prequel ha richiesto invece 3 milioni di dollari, cifra comunque ridicola per una produzione statunitense ma impressionante se consideriamo i contenuti del film. PER COSA CASPITA SONO STATI SPESI 3 MILIONI DI DOLLARI? Per far cadere padelle con un filo? Per accendere una tv con un telecomando? Per trascinare fuori dall'acqua un pulisci-piscina? Per il catering (magari l'attore che interpreta Daniel non riesce a stare su un set per più di 20 secondi se prima non ha fagocitato 4 Kg di mortadella)?

Concludendo

Chi come me ha apprezzato il primo capitolo potrebbe rimanere deluso da Paranormal Activity 2 e dai suoi pseudo-espedienti terrorizzanti. Lo consiglio invece a chi non è riuscito ad amare il predecessore poiché, in un modo o nell'altro, questo prequel sembra davvero incarnare tutte le opinioni negative spese per PA. Dategli un'occhiata e, dopo, riguardate il capostipite della saga, cogliendone così tutte le caratteristiche positive.

Voto personale: 4 1/2
Voto trashosità: 6 (storia a parte, la tata del diablo es muy trashossa, ay caramba!)
Voto splatterosità: 1