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venerdì 29 luglio 2011

La Meute, di Franck Richard (Francia 2010)

Trama: durante un lungo viaggio in macchina senza meta prestabilita, Charlotte incontra e carica a bordo Max, un autostoppista. In seguito ad una sosta presso una piccola tavola calda, Max sparisce misteriosamente senza lasciare traccia. La giovane decide così di indagare sulla questione, ritrovandosi in men che non si dica immersa in un mondo di angoscia e terrore...



Negli ultimi anni, la Francia si è distinta nel campo dell'horror grazie ad alcuni titoli davvero convincenti ed interessanti. Basti pensare, ad esempio, a Malefique, a Martyrs, ad Inside, a Calvaire, a Dead End od al recente La Horde. Speranzoso di aver trovato l'ennesimo capolavoro proveniente dalla terra dello Champagne, ho posato gli occhi su La Meute, pellicola scritta e diretta dall'esordiente Franck Richard (non chiedetemi qual è il nome e quale il cognome). In due parole: che cantonata! Di colpo mi sono ritrovato di fronte al lato oscuro del cinema horror francese, caratterizzato dal collaudatissimo sistema "scopiazzascopiazzascopiazza", sceneggiature più bucate di uno scolapasta ed altri, incalcolabili difetti assortiti.
Bah, stronchiamo questo scempio!

Concatenamento di Assurdità

Protagonista di La Meute è Charlotte, una ragazza ribelle impegnata in un lungo viaggio senza meta presso le noiose campagne francesi. Durante la gitarella, la giovine incontra Max, un autostoppista inverosimilmente passivo che condivide con lei una certa passione per il tabagismo. Anche se Max puzza di serial killer psicopatico da un miglio, la protagonista è così annoiata che avrebbe dato un passaggio anche a Jason Voorhees con tanto di machete in bella vista. Stanca di guidare, Charlotte cede il volante al presunto maniaco avaro di parole e schiaccia un sonnellino. I due raggiungono così un sozzo ristorantino gestito da un donnone di mezza età che, per comodità, chiameremo "siora Cesira". Vedremo così i compagni di viaggio mangiare, raccontarsi vecchie barzellette e scambiarsi un paio di occhiate ammiccanti come non si vedevano dai tempi di Dawson's Creek. A rompere l'idilliaco momento, ecco che entrano in scena alcuni motociclisti cattivi drogati casinisti volgari ubriachi puzzolenti adoratori del demonio. Il gruppo provoca qualche noia ai due protagonisti, minaccia di stuprare tutto quello che si muove nel locale e viene allontanato dalla siora Cesira armata di un fucile a canne mozze. Chiusa la parentesi, Charlotte si perde tra i magnifici videogames anni '80 del ristorante mentre Max raggiunge il bagno (forse se l'è fatta sotto durante il ridicolo show messo in piedi dai teppisti di poco prima).


Sperate forse in un risollevamento della trama? Allora non avete capito. L'assurda partenza di La Meute è quanto di più razionale ed intelligente ha da offrire l'intero film!

Trascorre X tempo (X potrebbe essere ore o giorni, non è specificato). Charlotte si stufa dei videogiochi e, guardandosi intorno, non vede Max. La ragazza raggiunge così il bagno e, sorpresa delle sorprese, non trova il suo anonimo compagno di viaggio. Ora è necessario un piccolo "riepilogo della situazione". Giusto qualche ora fa avete deciso di dare uno strappo al signor Nessuno. Vi siete fermati in un locale, avete mangiato e, di colpo e senza preavviso, il signor Nessuno svanisce nel nulla. Va bene, mi sembra giusto, spendete pure un'oretta a cercarlo, ma dopo ANDATEVENE! Chi se ne frega se il babbeo ha scelto di svignarsela, l'importante è che abbiate con voi il vostro portafogli e la macchina. Questo semplicissimo e giustificatissimo concetto NON è stato applicato in La Meute. Charlotte vuole sapere a tutti i costi dove è andato Max. Esamina così il bagno senza trovare indizi, esce dal locale, attende a bordo della sua auto l'ora di chiusura, quindi entra di straforo nel ristorante rompendo un vetro e torna al reparto "servizi igienici". E trova una porta segreta!!! Già, è tutto così logico...

Road Thriller Zombie Torture Porn Movie (Super Spoiler Edition)

Come abbiamo appena visto, nelle sue fasi iniziali La Meute si rivela un horror/thriller on the road. Quello che invece non sapete ancora (a meno che non abbiate già guardato questa porcheria) è che il film non riesce a mantenersi su un unico genere per più di dieci minuti.

Durante le fasi di investigazione, Charlotte viene stesa dalla splendida siora Cesira. La giovine si risveglia rinchiusa in una gabbia come un animale, scoprendo così in parte come stanno veramente le cose: Max non è altri che il figlio della siora Cesira e funge da esca per attirare/imprigionare i turisti ficcanaso. Sapete cosa significa? Che, nonostante quanto abbia fatto sia quasi assurdo, la reazione di Charlotte alla sparizione dell'autostoppista sconosciuto rientrava nei piani dei "cattivi" di turno! Logico quanto piazzare un coltello nel centro di una stanza prevedendo l'eventuale caduta della vittima. Ok, lasciamo perdere.
La Meute diventa un torture porn alla Hostel con qualche piccola contaminazione di Non Aprite Quella Porta. Charlotte trascorre così qualche giornata cercando di comunicare con un compagno di gabbia semiritardato e sottoponendosi contro la sua volontà a strane trasfusioni.
Lo spettatore giunto illeso fino a questo punto del film si chiederà giustamente "ma a quale scopo il donnone ed il ragazzo imbecille fanno tutto questo?". Provate ad indovinare: non sono cannibali, non mirano a ricavare qualche entrata economica vendendo organi né sono sadici torturatori. Ok, siete confusi, vero? In sostanza, il destino riservato alle vittime è quello di essere offerte in sacrificio a degli orribili mostri umanoidi residenti sotto terra. Ah, ve l'avevo detto che La Meute cambia genere ogni 10 minuti?
Vivendo sopra una porzione di terreno affollata di pseudo-zombie maledetti, la siora Cesira si è ritrovata di fronte ad una dura scelta, trasferirsi od offrire periodicamente della carne fresca alle immonde creature per placare la loro fame. Forse per via della crisi e per il costo degli affitti, ha optato per la seconda soluzione.
Sopravvissuta alla prima "offerta" e, forse, un poco delusa dal fatto che le bestie grottesche abbiano mostrato attenzioni all'altra vittima, Charlotte attende il momento migliore per darsela a gambe. Dopo una lotta tra un vecchio contraddistinto da un'improponibile maglietta sconcia e la siora Cesira, la ragazza riesce a fuggire assieme a Max (nel frattempo pentitosi di quanto ha fatto per tutta la vita... mah) in una baracca nelle vicinanze. Indovinate un po'? La catapecchia è il quartier generale dei motociclisti idioti incontrati nel ristorante! Spuntano così fuori le creature e danno vita ad un remake amatoriale de La Notte dei Morti Viventi, quindi si scopre che la siora Cesira AKA Iron Man è ancora viva e vegeta nonostante abbia incassato un colpo di fucile da distanza ravvicinata. Inutile bagno di sangue, morti a catena, una sequenza onirica fuori contesto che getta nella confusione più totale e titoli di coda. Grazie per aver scelto La Meute.


Concludendo

Descrivendo l'intera storia, penso di aver mostrato nel complesso le caratteristiche di La Meute. Si tratta di un'accozzaglia di eventi legati da una trama piena di stranezze, buchi e contraddistinta da:

  • Recitazione anonima
  • Mania compulsiva di miscelare sottogeneri horror diversi
  • Personaggi poco carismatici
  • Caratterizzazioni abbozzate ricche di contraddizioni
  • Stranezze a livello di trama
  • Qualche buon effetto speciale
  • La mitica siora Cesira

Come per Frontier(s) (lo stroncherò presto, non temete), ho spesso letto e sentito opinioni positive nei confronti di questa schifezza francese. Lo spettatore occasionale di horror in fondo non può sapere che quelle scene sono state tutte rubate, né ha idea di come sia strutturato un film dell'orrore ben scritto e realizzato. Se rientrate in questa categoria, accettate il seguente consiglio: prima di gettarvi su una pellicola, informatevi sulla sua qualità consultando affidabili recensioni. Allo stesso modo, però, evitate gli spoiler (quindi sconsiglio, ad esempio, Wikipedia). Ne approfitto per ricordare che il sottoscritto ricorre agli spoiler (anche estremi) solo quando il titolo è una ciofeca scartabile.

Voto personale: 4+
Voto trashosità: 6- (alti e bassi)
Voto splatterosità: 5 1/2

mercoledì 27 luglio 2011

The Human Centipede (First Sequence), di Tom Six (Olanda 2009)

Trama: Uno scienziato rapisce tre turisti allo scopo di dar vita al suo folle progetto personale, realizzare una specie di millepiedi umano dotato di un unico apparato digerente...



Qualche volta le perle cinematografiche nascono quando un regista/sceneggiatore squattrinato propone coraggiosamente un'idea bizzarra, un po' come è stato per The Blair Witch Project o per il magnifico Eraserhead. Con The Human Centipede (The First Sequence), l'olandese e sconosciuto Tom Six ha tentato di seguire la stessa strada, cercando di scioccare gli spettatori mettendo su pellicola l'assurdo ed incredibile concetto di "millepiedi umano". Il buon Six deve aver sbagliato da qualche parte, poiché il suo film è ben lontano dall'essere considerato un must del genere horror.

Questo è un Art Attack?!?

Protagoniste di The Human Centipede sono due turiste americane in Germania, ovviamente ignare di ciò che le aspetta nell'immediato futuro. L'appassionato horrorofilo storcerà inevitabilmente il naso già dalle prime battute del film, poiché la scusa per condurre le ragazze nella "tana del lupo" è strafarcita di cliché visti fino alla nausea. Indovinate un po'? Le due amiche forano una gomma in mezzo ad un bosco (cliché n. 1) sperduto (cliché n. 2), più precisamente in una zona assolutamente fuori portata per qualsiasi cellulare (cliché n. 3), sicché presto inizieranno a cercare aiuto (cliché n. 4) sotto una forte pioggia battente (cliché n. 5), finendo dritte alla residenza di uno svalvolato eremita (cliché n. 6): è un dottore (cliché n... chiudiamola qui, è meglio). Ammazza che originalità! Ok, proseguiamo.
Il pazzoide di turno è un ex medico specializzato in operazioni chirurgiche su gemelli siamesi, un certo dottor Heiter, guarda caso impazzito come un cavallo. Bisognoso di un po' di compagnia per spezzare la solitudine, il nostro bel dottorone ha intenzione di procurarsi un particolarissimo animaletto da compagnia ma, poiché cani e gatti sono troppo banali, ha pensato di dar vita ad un millepiedi umano.
Aspettaspettaspetta... cosa intendiamo per millepiedi umano? Per spiegarvi meglio, dovrò entrare in modalità "Giovanni Muciaccia".

MUCIACCIA MODE - ON

Allora, prendete tre persone mentre, con mani sulle spalle dell'altro, gironzolano a casaccio facendo un trenino. Fatto?
Ora, recidete loro tutti i tendini necessari per costringerli a gattonare. Mi raccomando, usate un bisturi dalla punta arrotondata e fatevi aiutare da un adulto. Fatto?
Con l'aiuto della colla vinilica, collegate la bocca del soggetto A alle natiche del soggetto B e la bocca del soggetto B al didietro del soggetto C. Fatto?
Ora date un nome alla vostra nuova creazione. Questo è un Art Attack!

MUCIACCIA MODE - OFF

Probabilmente qualche lettore pensa che io stia scherzando. Niente affatto, ho descritto in maniera elegante l'idea attorno alla quale ruota l'intero The Human Centipede. Recatevi dunque in bagno disgustati, vomitate se necessario e tornate per proseguire nella lettura.


Idee, Cliché e Trashate

Il coraggioso tema centrale di The Human Centipede permette indubbiamente al film di distinguersi dalla massa, ma questo certamente non basta per trasformarlo in un vero e proprio cult. Insomma, tutto ciò che precede e segue la pazza operazione chirurgica deve mantenere alto l'interesse dello spettatore, giusto? Ed è proprio qui che la pellicola di Tom Six toppa alla grande.
Il prologo di The Human Centipede è già in grado di farci capire come, per tappare i vari "buchi" e legare le sequenze tra loro, il regista/sceneggiatore abbia abusato di cliché ed espedienti più vecchi di Giulio Andreotti e Rita Levi-Montalcini messi insieme. Dopo i fatti descritti qualche riga più in alto, vediamo il dottore pazzo drogare e legare le due turiste ai lettini di una stanza assieme ad un non meglio identificato turista giapponese che parla unicamente la propria lingua. Senza una ragione specifica, il medico illustra alle cavie il progetto che intende portare a termine (per la seria "ahahah, non potete fermarmi perciò vi svelerò tutto!"), quindi pare temporeggiare il più possibile per permettere ad una delle ragazze di inscenare invano un tentativo di fuga. Trascorse alcune inutili lungaggini, finalmente avviene l'operazione. Ora vorrei che qualcuno mi spiegasse PERCHÉ la persona a capo del millepiedi umano è il giapponese! Non riconosce una parola di quello che gli vien detto, né è in grado di farsi capire. Il Dr. Heiter è meno brillante di quanto voglia far credere? Sembra proprio di sì, ma di questo ne parleremo dopo.
Nel post-operazione seguiremo lo scienziato mentre addestra il suo nuovo animale da compagnia. Santo cielo, si vede proprio che lo sceneggiatore non aveva idee! È difficile descrivere la pietosità di alcune scene come, ad esempio, quando il dottore ordina ai tre poveracci di portargli il giornale punendoli per la mancanza di disciplina o, ancora, mentre esulta forsennatamente gridando "Sì, nutrila!!!" perché il giapponese non riesce più a trattenersi dal fare la cacca (scena forte SOLO concettualmente). Insomma, è assai difficile prendere sul serio The Human Centipede...

Disastro Quasi Completo

The Human Centipede è più di un'occasione mancata, tanto che non so nemmeno da che parte iniziare per bastonare ulteriormente questo titolo. Ok, partiamo dalle caratterizzazioni.
Il profilo delle due ragazze e del giapponese è praticamente assente, i tre ricalcano le caratteristiche dei classici individui/carne da macello in balia di assassini e torturatori. Preparatevi dunque a tanti "ti prego no", "lasciaci andare" e "ti puzza l'alito" (vorrei anche vedere, considerando dove vengono cucite le bocche delle due ragazze). Sotto questo aspetto, l'unico personaggio munito di una caratterizzazione più definita è il dottor Heiter. Calma, ho detto più definita, non più convincente! Come è possibile che un genio della medicina del genere, per quanto folle possa essere, non distingua la differenza tra "un unico apparato digerente" e "tre apparati digerenti legati insieme"? Dal punto di vista medico/scientifico, infatti, il progetto di Heiter fa acqua (per non dire cacca) da tutte le parti. Il soggetto A ingurgita una bistecca, viene espulso tutto ciò che non serve al corpo; il soggetto B mangia gli scarti e, quindi, è quasi come se non mangiasse; il soggetto C non ha buone prospettive per il futuro. La mia opinione al riguardo? Heiter è un mentecatto.

In un punto nemmeno troppo avanzato di The Human Centipede scopriamo che, prima di tentare l'esperimento su esseri umani, Heiter ha legato tra loro i suoi tre cani (morti poi dopo poco tempo). Invece di mostrare agli spettatori le noiose disavventure delle due turiste americane, non era meglio aprire la pellicola inquadrando la prima impresa del medico pazzoide? E già che ci siamo, non sarebbe stato più interessante girare l'intero film dal punto di vista di Heiter? L'ho detto che The Human Centipede è un disastro quasi completo? Ah sì, nel titoletto poco sopra.


Volendo spendere qualche bella parola a favore di The Human Centipede, devo dire che ho apprezzato il finale, giusto e tragico allo stesso tempo. Quello però che proprio non riesco a digerire (le belle parole sono già finite? Beh, c'è un perché) è il forzato inserimento di due poliziotti in casa Heiter per dar vita alle battute finali. Un po' come il cacciatore nella favola di Cappuccetto Rosso, nel film due sbirri prendono l'iniziativa di intrufolarsi senza mandato nella dimora, così, giusto perché colti da uno strano presentimento. Mah!

Concludendo

Tom Six l'ha fatta fuori dal vaso, punto. The Human Centipede è un perfetto esempio di ciò che accade quando un'idea interessante passa per la testa di un regista/sceneggiatore inesperto e poco creativo. Non è una ciofeca a 360 gradi, ma se cercate un horror serio, coinvolgente, interessante o scioccante, dovete rivolgervi altrove.

Voto personale: 5--
Voto trashosità: 7
Voto splatterosità: 3

lunedì 11 luglio 2011

Are You Scared?, di Andy Hurst (USA 2006)

Trama: Sei sconosciuti provinati per un reality show sulla paura si risvegliano in una fabbrica abbandonata piena di telecamere, ignari di essere in realtà le vittime di un pazzo maniaco...



Oh mio Dio. Sono queste le parole che mi sono sfuggite durante la visione di Are You Scared?. È un filmone? Una brutta ciofeca? Una pellicola splatter extreme?
Niente di tutto questo.
Anno 2005. Darren Lynn Bousman e Leigh Whannell completano e distribuiscono in tutto il mondo Saw II - La Soluzione dell'Enigma, l'eccellente secondo capitolo della fortunata serie horror Saw. Pare però che il successo del film abbia attivato un particolare ragionamento nella mente di qualche produttore "minore": "se quel film è piaciuto tantissimo, un lavoro/fotocopia girato in un mese con 20 dollari piacerà comunque tanto". Ovviamente è una baggianata. Se fosse vero, la Asylum oggi farebbe concorrenza alla Paramount, alla Universal ed alla Disney, e titoli come Paranormal Entity o Almighty Thor sarebbero sulla bocca di tutti. Ma non divaghiamo troppo e torniamo al tema principale.
Come avrete intuito dalla prefazione, Are You Scared? (porca miseria, un titolone originalissimo, chissà quanto ci avranno pensato! È chissà perché i distributori italiani non hanno rinominato la versione nostrana "Hai Paura?", "Sei Spaventato?" o "Te la fai Sotto?") è un clone di Saw II. No, non ho detto "ispirato" o "simile a", proprio un CLONE!
E indovinate un po'?
È fatto malissimo!

Are You Scared? inizia con un prologo capace di riassumere, in pochissimi minuti, tutto quello che il film ha da offrire. Una bionda assolutamente incapace di recitare si risveglia in un capannone abbandonato scalza, ammanettata, inutilmente incatenata (sì, perché le catene se le porta tranquillamente dietro) ed "incollarata". La prima cosa che lo spettatore nota è indubbiamente il ridicolo collare (un affare costellato di lampadine blu elettrico, riciclato probabilmente dallo stand di qualche fiera di paese), dopodiché l'attenzione si sposta sulle qualità recitative dell'attrice, perfettamente incasellate tra il ridicolo e l'imbarazzante. Mentre grida al vento frasi come "c'è qualcuno?", "dove sono?" e via dicendo, infatti, la bionda fatica a... trattenere il sorriso! Un po' come se ci prendesse in giro.
Andiamo avanti.
Una voce modificata artificialmente risponde via altoparlante alla ragazza (uhm... vi ricorda qualcosa?), dettandole le regole di un gioco che le garantirà libertà o morte (altro déjà vù). In poche parole, la bionda ha un minuto di tempo per attivare in sequenza due interruttori in una stanza. Il primo pulsante si trova alla fine di un corridoio lastricato di vetri rotti (ricordo che la ragazza è scalza), il secondo in fondo ad un acquario pieno di liquido trasparente. In breve, la bionda riesce a premere il primo ed a scoprire, a spese della sua faccia, che l'acquario contiene in realtà acido.
Domanda: ma il gioco offriva davvero la possibilità di salvarsi e di ottenere la libertà?
Risposta: no.


Il peggior clone di Saw attualmente in circolazione (il peggiore, ma non l'unico).

Come già anticipato, Are You Scared? copia molto le caratteristiche presenti in Saw II - La Soluzione dell'Enigma. Abbiamo sei fessi da "triturare" (e fessi è un complimento, credetemi), un detective incapace, una psicologa criminale che sorride anche davanti ad un cadavere fresco mentre parla di "mentalità da serial killer" (ve l'ho detto, recitano da cani), il fratello scemo di Tobin Bell/John Kramer (attore/personaggio chiave della serie Saw) e, ovviamente, le trappole. Sappiate da subito che, tra tutti questi elementi, non se ne salva mezzo.

Storia Tarocca (Spoiler Edition)
Ecco in breve la trama di Are You Scared?. Sei tizi sulla ventina hanno inviato un videoprovino per partecipare ad un reality show sulla paura. Dopo X giorni (tempo indefinito), si risvegliano in una fabbrica abbandonata piena di telecamere senza sapere il dove, come, quando e perché. Un beota che comunica via altoparlanti con una voce modificata dà così inizio allo spettacolo, lasciando davvero credere ai "partecipanti" di essere in un reality televisivo. In sostanza, il gruppo deve rimanere unito in una grossa sala (se così si può definire) mentre, ad uno ad uno, mister "voce carismatica" li guida verso stanze particolari, li tortura e li uccide utilizzando trappole preparate per l'occasione.

Ok, ora passiamo agli "spoiler di non ritorno". Giuro qui solennemente che, quanto segue, corrisponde ai contenuti del film. Incredibile ma vero.

La ragazza più tamarra ed incavolata del gruppo non è convinta di trovarsi in un reality e, portandosi appresso un branco di deficienti, capisce tutto osservando una delle trappole in azione sulle cervella di un povero idiota. Rimangono in quattro, si dividono e si ritrovano in tre, si ridividono e si reincontrano in due. La tamarragazza scopre che l'autore di tutta la messinscena altri non è che suo padre, un degenerato maniaco mezzo ustionato intenzionato a sterminare moglie (nel frattempo comparsa magicamente dal nulla nell'edificio) e figlia perché in passato hanno tentato di dargli fuoco (capita nelle migliori famiglie). Da questo punto in poi, Are You Scared? si trasforma in uno pseudothriller tradizionale noiosetto e prevedibile... cioé, intendo dire "più noioso e prevedibile di prima". Ah, un investigatore ed una psicologa criminale probabilmente laureatasi all'asilo (almeno a giudicare dalle sue stupide ed ovvie conclusioni) cercano e trovano il covo del criminale. Il loro ruolo nel film è praticamente inutile. Luke Skywalker uccide Darth Vad... ehm... la tamarragazza dà fuoco a suo padre chiudendolo in una stanza piena di fiamme e benzina, torna a casa e scopre di non aver portato a termine l'impresa.
Titoli di coda.
Applausi.

Durante la visione di Are You Scared? mi sono posto alcune domande, tra cui:

  • Ma il reality sulla paura alla fine esisteva veramente o i ragazzi hanno abboccato ad un qualche annuncio/esca teso direttamente dal killer?
  • Nel caso valesse la seconda (più probabile) ipotesi, come è possibile che la polizia non si sia mai accorta di quell'annuncio?
  • Nelle fasi finali, la tamarragazza chiede a suo padre "va bene, volevi vendicarti di me e di mamma. Ma perché hai coinvolto anche altra gente?". La risposta? "Per darvi una lezione"! Sappiamo però che, se fosse stato per lui, tutti gli "invitati" sarebbero morti da soli all'insaputa degli altri. Che cacchio significa tutto questo? Assolutamente nulla! È come se il papà/killer avesse risposto "perché sì"...
  • Se si tratta di vendetta contro moglie e figlia, perché mister ustione ha avviato una brillante carriera da serial killer? No, perché stando alle parole del detective che segue il caso, i deficienti nel film non sono le sue prime ed uniche vittime. C'è da dire anche che sua figlia ha scelto spontaneamente di partecipare al reality. Inoltre, alla fine del film si scopre che l'assassino sa dove abita la sua famiglia. A questo punto, la vendetta sembra quasi una scusa bella e buona per ammazzare più gente possibile!

Difetti Assortiti
Are You Scared? è davvero una porcheria immane. Si potrebbe scrivere un'enciclopedia sui suoi difetti, dalle scopiazzature malfatte alla recitazione praticamente amatoriale, dalle caratterizzazioni ridicole dei personaggi alla storia traballante. Poiché non ho quelle due o tre settimane libere necessarie per dar vita a questo best seller letterario, mi limiterò a citare in un elenco le pecche più evidenti del film.
  1. È quasi un copia&incolla di Saw II;
  2. È infinitamente più brutto di Saw II;
  3. Non capisco perché un ragazzo immerso nel buio debba camminare in avanti dopo aver scoperto, durante qualche istante di luce estremamente intensa, di trovarsi proprio di fronte ad una serie di fili che, se strattonati, premono il grilletto di numerosi fucili a pompa puntati su di lui... eppure lo fa;
  4. Voglio l'indirizzo della scuola di recitazione frequentata dagli attori nel film e capire se, effettivamente, quello che fanno sul set corrisponde a quanto hanno imparato durante le lezioni;
  5. Gli effetti speciali sono orridamente realizzati/mascherati. In poche parole, lavoro artigianale di bassa lega e largo impiego di Photoshop. Si ringrazia l'asilo nido Freaky Friends per la collaborazione;
  6. Le caratterizzazioni... mio Dio, ma in che mondo vive lo sceneggiatore/regista (sempre Andy Hurst)? Che razza di gente frequenta? Stendo un velo pietoso su questo punto;
  7. Cliché, cliché, sempre cliché... basta, non se ne può più! Perché il nero è sempre il primo a morire?

Passiamo finalmente all'ultimo quesito.
Domanda: Are You Scared?
Risposta: no.

Voto personale: 2
Voto trashosità: 3 (è fatto male, ma non diverte neanche un po')
Voto splatterosità: 5

sabato 9 luglio 2011

Scar, di Jed Weintrob (USA 2007)

Trama: Joan Burrows avverte il bisogno di confrontarsi con il suo triste passato e decide di trascorrere un periodo nella sua città natale, ospitata dal fratello e dalla nipote. All'età di 17 anni, Joan riuscì infatti a sfuggire dalle grinfie di Bishop, un serial killer che le ha segnato per sempre la vita. Il suo ritorno viene però stravolto dall'attività di un assassino...



Premessa. Poiché il film in questione è assolutamente "inutile", percepisco il dovere di salvarvi la vita spoilerando alla grande sui contenuti della storia. Un giorno mi ringrazierete! In alternativa, se proprio ci tenete, troncate la lettura e guardatevelo. La salute è vostra...

Cosa vi aspettereste da uno slasher/torture porn simil Hostel di nome Scar? Diciamolo pure, la locandina è promettente, ed i cinefili che hanno avuto l'occasione di guardare May di Lucky McKee (2002) sanno che Angela Bettis è un'attrice capace di regalare solide performance sul set. Non vi preoccupate, ci vuole davvero poco per trasformare un progetto promettente in una porcheria insipida! In questo caso specifico abbiamo persino un colpevole: Zack Ford.

...e chi cacchio è?

È questo il problema: chi è Zack Ford? È il nome dell'allora esordiente sceneggiatore che ha sfornato la ridicola storia di Scar. Prima di passare ai tasti dolenti, sappiate che Ford non ha più scritto horror e, credetemi, è un sollievo!

La trama di Scar ruota completamente attorno a Joan Burrows (una Bettis paurosamente anoressica), una donna decisa a tornare al suo paese natale per confrontarsi con il passato. Da adolescente Joan è stata torturata, assieme ad una amica, da un certo Bishop, becchino locale di giorno ed improponibile serial killer di notte. Riuscita a salvarsi e dopo diversi anni dall'accaduto, una Joan ormai matura pianta le tende a casa di suo fratello... momentomomentomomento! Come ha fatto a salvarsi? Bishop è vivo o morto? Le risposte arriveranno poco a poco, ogniqualvolta la telecamera inquadra la spettrale Joan. Capite che significa? Flashback su flashback! In breve, la protagonista è una mezza schizzata che, dopo anni, ancora non riesce a trascorrere 5 minuti senza ripercorrere mentalmente il fattaccio. Curiosamente, i "salti nel passato" di Joan sono "ad episodi", ragion per cui solo verso la fine del film scopriremo che sorte è toccata al ridicolo Bishop. Ma torniamo nel presente.
Dicevo, una Joan ormai matura pianta le tende a casa di suo fratello, un poliziotto, e della nipote, studentessa adolescente. Il tempo di presentare i personaggi principali e Scar cambia faccia, rivelandosi un teen horror. Sì, perché l'attenzione adesso si sposta su Olympia, la nipote della protagonista, e quindi su festicciole non autorizzate, sbarbatelli, alcool, droghe e scimuniti arrapati. La giovine prende una cotta per il loser di turno e... ops, c'è un assassino in città che accoppa gli adolescenti! Ed indovinate un po'? Il modus operandi è simile a quello di Bishop! E tutto ha inizio proprio quando l'unica sopravvissuta ai giochini di Bishop torna a casa dopo anni di assenza!

Legittima domanda: c'è un nesso tra l'arrivo della protagonista e l'inizio degli omicidi?
Legittima risposta: no. Arriverete ai titoli di coda senza aver trovato una soluzione a questo particolare mistero. È stata solo una coincidenza o, forse, Joan è parente di Jessica Fletcher. Per eventuali reclami rivolgersi a Zack Ford.

Scar assume uno schema abbastanza ripetitivo: Olympia parla con suo padre, Olympia va dagli amici, viene trovato un cadavere, inquadratura sugli occhi sbarrati della Bettis e flashback, quindi tutto dall'inizio. Questo avviene per circa il 60% del film. Lo trovate intrigante? Se la risposta è sì, non avete mai visto uno slasher, se è no... rivolgetevi a Zack Ford.
In fase avanzata della pellicola abbiamo un fantastico twist di trama: Joan viene scambiata per una pazza maniaca omicida! Questo perché continua a farneticare riguardo al ritorno di Bishop tutte le volte che incrocia qualcuno per strada (ammettiamolo, non è un buon argomento per conversare) e perché... beh, la trovano sporca di sangue con un coltello in mano e due cadaveri nelle vicinanze. Voglio descrivervi tutta la sequenza perché merita.

Per evitare che il killer possa attaccare Olympia (l'assassino ha sempre e comunque scelto le giovani vittime in maniera abbastanza casuale), il fratello di Joan ha messo un collega poliziotto di guardia davanti casa sua. Durante la notte, dopo ovviamente un incubo/flashback, squilla il telefono. Joan si sveglia, risponde e scopre che lo sbirro di guardia non comunica sviluppi alla centrale ormai da un pezzo. La povera schizzata si alza di scatto e, gironzolando per casa, trova il corpo senza vita del fratello. Dopo essersi sporcata di sangue a dovere, Joan raccoglie un coltellaccio da terra e scopre che Olympia è sparita. Esce di casa, scopre che il poliziotto messo di guardia è stato assassinato (sorpresa sorpresa!), scorge un'ombra in lontananza in fuga tra i boschi (ombra che, per via del cappello, attribuirà a Bishop) e viene circondata dalla polizia. Passano cinque secondi e viene accusata di essere una psicopatica.
Ora viene da chiedersi:
  • Dove cacchio era Olympia se l'assassino se la stava filando in scioltezza ed a piedi in mezzo ai boschi?
  • Come ha fatto l'assassino ad uccidere silenziosamente due poliziotti (uno sbirro chiuso in auto ed il fratello di Joan, sempre rimasto in casa) armato solo di coltello?
  • Perché l'assassino ha abbandonato l'arma del delitto di fianco al cadavere del fratello di Joan?
  • Perché Joan e famiglia sono così stupidi da lasciare, in una situazione del genere, la porta di casa aperta (se ci fossero stati segni di scasso, certamente la polizia avrebbe dato maggior credito alle parole di Joan)?
Per eventuali ragguagli, rivolgersi a Zack Ford.

Scar continua a sorprendere. Un nuovo flashback del passato mostra che, in realtà, Joan ha ucciso Bishop in maniera alquanto brutale. Allora, perché diavolo insiste a dire che L'ASSASSINO È BISHOP? Forse è matta davvero! Comunque ormai avrete capito chi è il colpevole, vero? Già, lo sfigatello che si è messo assieme ad Olympia. Un diciassettenne magrolino e smorto che uccide a destra e a manca spostando cadaveri grossi il doppio di lui. Ve l'ho già detto, rivolgetevi a Zack Ford!

Come ho già accennato, il personaggio più ridicolo di Scar è proprio Bishop, presente nel film solo grazie ai flashback. A causa della pessima prova recitativa di Ben Cotton, Bishop puzza di serial killer da un Km di distanza. Occhi "Doctor Who style", movenze e parlata da maniaco/pedofilo, un maledetto basco sempre in testa (non so voi, ma io non indosso berretti di notte quando sono a casa mia)... somiglia più allo stereotipo malriuscito di un assassino. Delude le aspettative anche dal punto di vista "pratico" in quanto, nonostante la varietà di arnesi di tortura a sua disposizione, dimostra di non avere quella "fantasia" in grado di esaltare lo spettatore appassionato di splatter. Di fronte ad un coltello ed un cucchiaio, questo imbecille sceglierebbe "l'arnese da minestra" se volesse infilzare qualcuno.


Scar è una vaccata. Cerca di essere uno slasher/torture porn ma toppa di brutto su tutti i fronti. I casi limite sono due: o ci propongono una buona storia e splatter in secondo piano (come, per citare un classico, Sleepaway Camp) o, al contrario, tanto splatter/tensione ed una trama/canovaccio piena di buchi (tipo Hostel). Scar è debole in tutti i campi, in poche parole è una ciofeca. Ed è disponibile anche in 3D!!!
Voto personale: 4-
Voto splatterosità: 5
Voto trashosità: 4